Diario quotidiano del 5 ottobre 2016: denunce d’infortunio obbligatorie anche per un giorno

Pubblicato il 5 ottobre 2016

1) Controlli fiscali: pagamento rateale per tutti, morosi compresi
2) Modifiche al codice dell’amministrazione digitale: il commento alle novità dal Notariato
3) Omessa dichiarazione: l’amministratore di fatto non si salva
4) Il Commercialista anche se con autista non è soggetto ad Irap
5) Territorialità Iva: dal prossimo anno regole uniformi per la tassazione degli immobili con regolamento Ue
6) Sostegno all’Inclusione Attiva: modalità di trasmissione delle domande all’Inps
7) Congedo di paternità padri autonomi: aggiornata acquisizione domande
8) Denunce d’infortunio obbligatorie anche per un giorno
9) Commercio elettronico: indagine conoscitiva UE
10) Commercio elettronico: contenuti digitali
  domanda-ctIndice: 1) Controlli fiscali: pagamento rateale per tutti, morosi compresi 2) Modifiche al codice dell’amministrazione digitale: il commento alle novità dal Notariato 3) Omessa dichiarazione: l’amministratore di fatto non si salva 4) Il Commercialista anche se con autista non è soggetto ad Irap 5) Territorialità Iva: dal prossimo anno regole uniformi per la tassazione degli immobili con regolamento Ue 6) Sostegno all’Inclusione Attiva: modalità di trasmissione delle domande all’Inps 7) Congedo di paternità padri autonomi: aggiornata acquisizione domande 8) Denunce d’infortunio obbligatorie anche per un giorno 9) Commercio elettronico: indagine conoscitiva UE 10) Commercio elettronico: contenuti digitali ****

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1) Controlli fiscali: pagamento rateale per tutti, morosi compresi

Nuova possibilità per chi è decaduto dal pagamento a rate della definizione dei controlli fiscali. Diffuse le istruzioni delle Entrate per “recuperare” il versamento frazionato “non andato a buon fine”. Basta una domanda entro il 20 ottobre 2016 e l’Ufficio procederà subito al ricalcolo.

---> Leggi qui la notizia  

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2) Modifiche al codice dell’amministrazione digitale: il commento alle novità dal Notariato

Modifiche al codice dell’amministrazione digitale: Il 3 ottobre 2016 il Consiglio nazionale del Notariato ha pubblicato sul proprio sito un commento alle novità di interesse notarile.

Nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 214 del 13 settembre 2016 è stato pubblicato il Decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 179, recante “Modifiche ed integrazioni al Codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, ai sensi dell’articolo 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”.

Il Notariato riporta una disamina delle norme che recano le principali novità di interesse notarile.

La nozione di documento informatico (Art. 1, D.lgs. 82/2005)

L’art. 1 del D.lgs. n. 82/2005 contenente le definizioni del Codice dell’Amministrazione Digitale è certamente tra gli articoli sui quali il D.lgs. n. 179/2016 è maggiormente intervenuto, stante l’esigenza già segnalata di coordinare le definizioni di matrice comunitaria portate dal Regolamento eIDAS con quelle della normativa interna.

In particolare la modificata lettera p) dell’art. 1 del CAD reca la nuova nozione di documento informatico che, riprendendo in sostanza l’originaria formulazione della norma, è volta a salvaguardare la specificità del documento giuridicamente rilevante rispetto alla documentazione elettronica in generale.

Infatti, nel Regolamento eIDAS per “documento elettronico” si intende “qualsiasi contenuto conservato in forma elettronica, in particolare testo o registrazione sonora, visiva o audiovisiva” (definizione questa già di per se stessa criticata poiché sarebbe stato meglio tradurre il termine inglese “storage” contenuto nel testo inglese del Regolamento, anziché come “conservato” come “memorizzato”, laddove il concetto di conservazione nella legislazione italiana rimanda ad ulteriori e più pregnanti requisiti non necessariamente richiesti dalla normativa comunitaria).

Se tale definizione parte dall’osservazione fenomenica per cui qualsiasi contenuto (immagine, suono, testo, video anche in forma multimediale) può essere oggetto di rappresentazione digitale e, quindi, fruibile informaticamente e trasmissibile in via telematica, non di meno la nostra dottrina ha sempre distinto oggetti che per la loro forza rappresentativa potevano essere annoverati tra le prove documentali e quelli che invece rimanevano nell’ambito del giuridicamente irrilevante.

Di qui, dunque, dall’assoluta opportunità di distinguere, nel più ampio genere del documento elettronico, le specificità del documento informatico giuridicamente rilevante, sottolineata in sede di lavori preparatori dal Notariato, come da altri operatori e recepita nell’ambito delle condizioni del parere della Commissione Affari Costituzionali alla Camera sullo schema di Decreto Legislativo.

La reintroduzione di tale definizione, inoltre, permette un miglior coordinamento della disciplina nata dal combinato disposto del CAD novellato ed il Regolamento eIDAS con il dettato dell’art. 2712 del c.c. (l’articolo citato testualmente prevede: “Le riproduzioni fotografiche, informatiche e cinematografiche, le registrazioni fonografiche ed ogni altra riproduzione meccanica di fatti o cose assumono l’efficacia di piena prova, se il soggetto contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime”) da sempre dedicato all’efficacia probatoria delle riproduzioni meccaniche ed informatiche, basate su strumenti di rappresentazione di fatti o cose che prescindono dalla scrittura e talvolta dalla stessa dichiarazione del soggetto. Il fatto che l’evoluzione tecnologica ponga il giurista di fronte alla necessità di adeguare anche le norme processuali non è un’esigenza esclusivamente contemporanea; basti pensare che sotto il regime del codice del 1865 la prova fotografica costituiva un nuovo mezzo di prova creato dal progresso scientifico di allora e non era disciplinata da nessuna norma preesistente, in quanto non corrispondeva a nessuna prova tipica o documentale allora conosciuta e/o disciplinata; la fotografia, soprattutto, non era riconducibile alla scrittura privata e sorprendentemente, allora come oggi con il documento informatico, la prova fotografica veniva valutata secondo la “prudenza del giudice” in virtù del richiamo all’art. 1354 del c.c. del 1865.

Volendo proporre una prima classificazione dei documenti informatici giuridicamente rilevanti, è possibile distinguere:

- i documenti informatici contenenti rappresentazioni e riproduzioni che non si risolvono in un testo grafico che rimangono disciplinati dall’art. 2712 c.c.

- i documenti informatici contenenti un testo che risultano disciplinatati dall’art. 20 del CAD se privi di sottoscrizione o dall’art. 21 del CAD se sottoscritti con un qualche tipo di firma elettronica.

Resta impregiudicato, e potrà essere oggetto di indagine separata, in quale misura la possibilità data dall’informatica di sottoscrivere non solo contenuti testuali ma anche sonori, visuali o multimediali, sia in grado di modificare le norme civilistiche sull’efficacia probatoria ed il disconoscimento delle riproduzioni meccaniche ed informatiche ed il concetto stesso di forma scritta applicabile al documento informatico in generale.

Documento informatico e forma scritta (Art. 21, D.lgs. 82/2005)

Tra le principali novità di interesse notarile, si segnala il valore di forma scritta attribuito al documento informatico sottoscritto con firma elettronica dall’art. 21, a differenza della vecchia formulazione, sicuramente più equilibrata, che lasciava al giudice libera valutazione sull’idoneità del documento sottoscritto con firma elettronica ad integrare il requisito della forma scritta.

È facile infatti rilevare come all’interno del perimetro della firma elettronica rientrino varie fattispecie, molto diverse per caratteristiche tecniche, a cui non può essere attribuita medesima valenza giuridica per il solo fatto di non rientrare nelle più specifiche categorie di firma avanzata, digitale, qualificata.

Rimane, come nel testo previgente, la necessità di utilizzare la firma qualificata o digitale per i contratti elencati all’art. 1350 c.c., nn. da 1 a 12, cioè quelli per i quali la forma scritta è richiesta a pena di nullità.

Invariata altresì la previsione che richiede per i contratti di cui all’art. 1350, n. 13, c.c. l’utilizzo della firma avanzata, qualificata o digitale.

In definitiva, all’interno del perimetro della “forma scritta”, in cui ci si ritrova tutte le volte che sia presente un qualunque tipo di sottoscrizione elettronica, è in concreto il tipo di firma utilizzato che determina la valenza giuridica del documento. Nel caso di utilizzo di firma elettronica semplice si avrà, però, una