Il Fisco ci scriverà anche via SMS – Diario quotidiano del 31 ottobre 2016

Pubblicato il 31 ottobre 2016



1) Antitrust: al via il risarcimento dei danni per le violazioni
2) Assistenza tecnica nelle Commissioni Tributarie resa dagli spedizionieri doganali
3) Trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri: fatto il provvedimento, al via l’opzione
4) Regole sui voucher per i servizi ai bimbi delle mamme manager: decreto in G.U.
5) Manovra 2017: ennesima riapertura della rivalutazioni di beni, terreni e partecipazioni
6) Libro dei beni ammortizzabili efficace per dimostrare che le fatture non sono false
7) Al via gli sms del Fisco
8) Utilizzo ticket per le domande di CIGO presentate mediante invio di flusso xml
9) Decreto semplificazioni fiscali: il 2 novembre 2016 il CNDCEC in audizione presso la Camera dei Deputati
10) Cessione del contratto di leasing finanziario: aspetti contabili e fiscali spiegati nella nota operativa Fondazione
diario-quotidiano-articoli-7Indice: 1) Antitrust: al via il risarcimento dei danni per le violazioni 2) Assistenza tecnica nelle Commissioni Tributarie resa dagli spedizionieri doganali: Nota delle Dogane 3) Trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri: fatto il provvedimento, al via l’opzione 4) Regole sui voucher per i servizi ai bimbi delle mamme manager: decreto in G.U. 5) Manovra 2017: ennesima riapertura della rivalutazioni di beni, terreni e partecipazioni 6) Libro dei beni ammortizzabili efficace per dimostrare che le fatture non sono false 7) Al via gli sms del Fisco 8) Utilizzo ticket per le domande di CIGO presentate mediante invio di flusso xml 9) Decreto semplificazioni fiscali: il 2 novembre 2016 il CNDCEC in audizione presso la Camera dei Deputati 10) Cessione del contratto di leasing finanziario: aspetti contabili e fiscali spiegati nella nota operativa Fondazione ARR *****

1) Antitrust: al via il risarcimento dei danni per le violazioni

Attuata la direttiva europea sulle norme che regolano le azioni per il risarcimento del danno per violazioni delle disposizioni del diritto della concorrenza degli Stati membri e dell’Unione Europea, mediante l’approvazione preliminare del decreto legislativo.

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Matteo Renzi, del Ministro della giustizia Andrea Orlando e del Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, il 27 ottobre 2016, ha approvato, in esame preliminare, il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/104/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 novembre 2014 relativa a determinate norme che regolano le azioni per il risarcimento del danno ai sensi del diritto nazionale per violazioni delle disposizioni del diritto della concorrenza degli Stati membri e dell’Unione Europea. Nello specifico, al fine di rafforzare gli strumenti a disposizione dei soggetti danneggiati, il decreto legislativo introduce meccanismi di acquisizione delle prove che affidano al giudice il potere di richiedere alle parti, ai terzi e alle stesse autorità garanti della concorrenza l’esibizione di elementi utili al giudizio instaurato ai fini del risarcimento del danno da illecito antitrust, per consentire ai danneggiati stessi, anche acquirenti indiretti, di superare le asimmetrie informative che rendono attualmente difficile l’azione risarcitoria. Sono poi regolati i rapporti tra la decisione dell’autorità garante della concorrenza e la decisione del giudice della causa del risarcimento del danno, prevedendo che ai fini dell’azione per il risarcimento si ritiene definitivamente accertata, nei confronti dell’autore, la violazione del diritto della concorrenza constatata da una decisione dell’Autorità garante italiana non più soggetta ad impugnazione. Il decreto disciplina anche l’efficacia nel giudizio risarcitorio della decisione definitiva con cui una autorità garante della concorrenza di altro Stato membro accerta una violazione del diritto della concorrenza. Il decreto disciplina quindi la prescrizione del diritto al risarcimento, la responsabilità in solido degli autori della violazione, la quantificazione e la valutazione del danno, concentrando presso tre Sezioni specializzate in materia di impresa (Milano, Roma, Napoli) la competenza per le controversie di cui si tratta, anche promosse per il tramite di azioni di collettive.

Lavoratori stagionali: tutele contro impieghi impropri

Attuata la direttiva europea sulle condizioni di ingresso e di soggiorno. Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Matteo Renzi e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, ha anche approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/36/UE sulle condizioni di ingresso e di soggiorno dei cittadini di Paesi terzi per motivi di impiego in qualità di lavoratori stagionali.

Uno degli obiettivi della direttiva è consentire ai datori di lavoro di soddisfare il fabbisogno di manodopera stagionale e garantire nel contempo che i lavoratori stagionali cittadini di Paesi terzi non vengano impropriamente utilizzati.

Prevede modifiche al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo Unico Immigrazione – TUI) e al relativo regolamento di attuazione (decreto del Presidente della Repubblica).

Disciplina della confisca e del sequestro dei proventi da reati

Attuata la direttiva europea sul congelamento e la confisca dei beni strumentali e dei proventi da reato nell’Ue.

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Matteo Renzi e del Ministro della giustizia Andrea Orlando, il 27 ottobre 2016, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/42/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 3 aprile 2014 relativa al congelamento e alla confisca dei beni strumentali e dei proventi da reato nell’Unione europea.

Nello specifico, il provvedimento prevede l’obbligatorietà della confisca, anche per equivalente, del profitto realizzato con la commissione di alcuni gravi reati tra cui quelli di criminalità informatica, di falso monetario e di corruzione tra privati.

Prevede altresì un ampliamento della cosiddetta confisca estesa, cioè quella che si applica in caso di condanna per taluni gravi reati, prescindendo dalla prova del collegamento diretto tra ricchezza sproporzionata e commissione del singolo reato.

Si completa così un quadro normativo già rigoroso sul piano del contrasto alla criminalità economica pervenendo ad una armonizzazione con le legislazioni degli altri Paesi UE.

Imprese marittime, incentivi per maggiore competitività

Riordino delle disposizioni in materia di incentivi fiscali, previdenziali e contributivi: Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio, ha pure approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di riordino delle disposizioni legislative vigenti in materia di incentivi fiscali, previdenziali e contributivi in favore delle imprese marittime.

Nello specifico, il provvedimento è volto a definire un sistema maggiormente competitivo che incentivi gli investimenti nel settore marittimo e favorisca la crescita dell’occupazione marittima.

L’efficacia delle misure introdotte è subordinata alla preventiva autorizzazione della Commissione Europea. E’ previsto altresì uno specifico monitoraggio sugli effetti del provvedimento, al fine di introdurre eventuali dispositivi correttivi.

Infine è stato deciso un periodo transitorio di 18 mesi per consentire la notifica e dare tempo al settore per l’adeguamento alle misure, se autorizzate dalla Commissione.

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2) Assistenza tecnica nelle Commissioni Tributarie resa dagli spedizionieri doganali: Nota delle Dogane

In merito all’assistenza tecnica nelle Commissioni Tributarie resa dagli spedizionieri doganali iscritti nell’apposito albo, vengono integrate le indicazioni fornite con circolare n. 21/D del 2015.

Difatti, l’Agenzia delle Dogane, con la nota 118196/RU del 28 ottobre 2016, interviene affermando che qualora in una controversia avente ad oggetto tributi diversi da quelli di cui all’art. 34 del TULD, il contribuente dovesse essere assistito da uno spedizioniere doganale, dovrà essere eccepito, in giudizio, il difetto di “jus postulandi” di quest’ultimo.

Sospensione dell’atto impugnato

Per quanto concerne il contenzioso avente ad oggetto risorse proprie tradizionali, il tasso di interesse di credito nelle ipotesi di sospensione cautelare giudiziale resta quello previsto dall’art. 112, paragrafo 2, del Codice Doganale dell’Unione.

Per tutti gli altri tributi la cui amministrazione è affidata all’Agenzia delle Dogane troverà, invece, applicazione il tasso di interesse di cui al D.M. 21.5.2009 (4,50% su base annua), in conformità alle indicazioni fornite dall’Avvocatura Generale dello Stato. Conseguentemente, devono intendersi così modificate le istruzioni fornite in materia con la Circolare n. 21/D del 2015.

Istituti del reclamo e della mediazione

In ordine all’ambito oggettivo di applicazione degli istituti del reclamo e della mediazione, l’Avvocatura Generale dello Stato ha, invece, condiviso le indicazioni fornite da questa Agenzia nella Circolare n. 21/D, laddove è stato precisato che sono esclusi dalla mediazione, ma non dal reclamo, gli atti aventi ad oggetto tributi costituiti da risorse proprie tradizionali, mentre può essere oggetto di reclamo e di mediazione l’IVA riscossa all’importazione posto che, relativamente a tale tributo “...laddove il legislatore ha voluto escluderla ( es. nel caso della transazione fiscale ex art.182 ter del R.D. 267/1942) tale esclusione è stata affermata e ribadita”. Dunque, il chiarimento fornito conferma l’indirizzo già espresso con la Circolare n. 21/D del 2015 (cfr, Punto 3, pag. 20).

Applicazione delle sanzioni amministrative in caso di mediazione

Il nuovo comma 7 dell’art. 17 bis prevede che, nel caso di mediazione, le sanzioni amministrative si applicano nella misura del 35% del minimo previsto dalla legge.

In proposito l’Avvocatura Generale dello Stato ha chiarito che, in ragione della formulazione letterale del citato comma 7, tale percentuale del 35% del minimo si applica, sia nell’ipotesi in cui oggetto del ricorso/reclamo è un atto di recupero del tributo e della relativa sanzione, sia nell’ipotesi in cui oggetto del ricorso/reclamo è un atto con il quale viene esclusivamente irrogata la sanzione. In tal senso deve pertanto intendersi integrata la Circolare n. 21/D del 2015.

Applicazione del reclamo e/o della mediazione in presenza di coobbligati

L’Avvocatura Generale dello Stato ha precisato che, in linea di principio, la disposizione di cui all’art.1306 c.c. attiene alla opponibilità al creditore, da parte di un coobbligato in solido, della sentenza definitiva pronunciata nei confronti di altro coobbligato solidale e, quindi, “..come tale non è equiparabile al provvedimento che definisce il procedimento di reclamo/mediazione”. Viene confermata l’indicazione fornita sul punto nella Circolare n. 21/D.

Esecuzione delle sentenze di condanna in favore del contribuente

In ordine all’interpretazione dell’art. 69, comma 1, del D.Lgs. n. 546/1992, che ha stabilito il principio generale dell’immediata esecutività di tutte le sentenze di condanna dell’Ente impositore al pagamento di somme in favore del contribuente, l’Avvocatura Generale dello Stato ha condiviso le istruzioni impartite dall’Agenzia nella Circolare n. 21/D alle pagg. 17 e 18.

Conseguentemente, in coerenza con quanto previsto dall’art. 68, comma 3 bis, del D.Lgs. n. 546/1992, comma introdotto dall’art.10, comma 2, della L. n.161/2014, nei giudizi aventi ad oggetto risorse proprie tradizionali ed IVA riscossa all’importazione, il rimborso di tali somme, indipendentemente dal relativo importo o lo svincolo dalla garanzia, può avvenire soltanto a seguito del passaggio in giudicato della sentenza favorevole al contribuente.

Analogamente sono state, altresì, condivise le istruzioni fornite agli Uffici circa la necessità, in tali ipotesi, di costituirsi nei giudizi di ottemperanza eventualmente promossi dai contribuenti eccependo che la condanna al rimborso non può essere eseguita nella pendenza della lite e che l’eventuale ordine di provvedere al rimborso ciononostante emesso, sia subordinato alla prestazione di idonea garanzia indipendentemente dall’ammontare del rimborso stesso.

Entrata in vigore delle disposizioni di cui al D.Lgs. n. 156/2015

L’Avvocatura Generale dello Stato ha condiviso le indicazioni fornite da questa Agenzia nella Circolare n. 21/D, secondo le quali le disposizioni di cui all’art. 17 bis (reclamo e mediazione) debbano trovare applicazione soltanto rispetto ai ricorsi notificati a partire dal 1° gennaio 2016.

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3) Trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri: fatto il provvedimento, al via l’opzione

Trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri: In un provvedimento le modalità per l’esercizio dell’opzione.

Dal 28 ottobre scorso sono disponibili, sul sito delle Entrate, le regole per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri relativi alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi. Difatti, con il provvedimento direttoriale pubblicato sul sito internet dell’Agenzia delle entrate il 28 ottobre 2016, viene data attuazione alla disposizione introdotta dal Dlgs n. 127/2015, che prevede la facoltà, per i soggetti che esercitano attività di commercio al minuto e attività assimilate, di esercitare l’opzione per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri. Il provvedimento definisce, inoltre, le specifiche tecniche degli strumenti necessari ai fini della memorizzazione e dell’invio telematico dei dati, le modalità per l’esercizio dell’opzione, le informazioni da trasmettere, il formato e i termini di trasmissione.

Opzione al via con il nuovo anno

A partire dal 1 gennaio 2017, i commercianti al minuto che effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizi verso clienti privati, potranno esercitare l’opzione per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri.

I dati viaggiano con il nuovo “Registratore Telematico”

Il provvedimento dispone che per l’invio telematico dei dati giornalieri, gli esercenti dovranno dotarsi di un apposito “Registratore Telematico”; si tratta di uno strumento che consentirà in automatico di registrare, memorizzare, sigillare elettronicamente e trasmettere telematicamente - al momento di chiusura giornaliera della cassa - i dati fiscali, avvalendosi dei servizi online disponibili sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Il nuovo strumento sostituisce i vecchi adempimenti dei contribuenti di registrazione dei corrispettivi.

Come si esercita la scelta

L’opzione va esercitata, esclusivamente in modalità telematica, mediante un’apposita funzionalità presente all’interno del sito web dell’Agenzia delle Entrate, entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello di inizio della memorizzazione e trasmissione dei dati. L’opzione ha effetto per l’anno solare in cui ha inizio la memorizzazione e trasmissione dei dati e per i quattro anni solari successivi ad esso; se non viene revocata si estenderà di quinquennio in quinquennio. Per i soggetti che iniziano l’attività in corso d’anno e che intendono esercitare l’opzione sin dal primo giorno di attività, l’opzione ha efficacia a decorrere dall’anno solare in cui è esercitata. La trasmissione si considera effettuata nel momento in cui è completata, da parte delle Entrate, la ricezione del file che contiene le informazioni.

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4) Regole sui voucher per i servizi ai bimbi delle mamme manager: decreto in G.U.

E’ stato, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 252 del 27 ottobre 2016, il Decreto 1 settembre 2016 del Ministero del Lavoro, relativo all’estensione dell’erogazione del voucher per l’acquisto dei servizi di baby sitting o per far fronte agli oneri dei servizi per l’infanzia alle madri lavoratrici autonome o imprenditrici.

Contributo per l’acquisto dei servizi per l’infanzia

Le madri lavoratrici autonome o imprenditrici, comprese le coltivatrici dirette, mezzadre e colone, artigiane ed esercenti attività commerciali, imprenditrici agricole a titolo principale, nonchè le pescatrici autonome della piccola pesca marittima, al termine del periodo di fruizione dell’indennità di maternità e nei tre mesi successivi ovvero per un periodo massimo di tre mesi entro il primo anno di vita del bambino, possono chiedere per l’anno 2016, in luogo del congedo parentale, un contributo utilizzabile alternativamente per il servizio di baby-sitting o per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati. La richiesta può essere presentata anche dalle lavoratrici che abbiano usufruito in parte del congedo parentale.

Misura del beneficio e modalità di erogazione

Si tratta del contributo, pari ad un importo massimo di seicento euro mensili, per un periodo complessivo non superiore a tre mesi, in base alla richiesta della lavoratrice interessata.

Il contributo per il servizio di baby-sitting viene erogato attraverso il sistema dei buoni lavoro, mentre nel caso di fruizione della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati, il beneficio consiste in un pagamento diretto alla struttura prescelta, fino a concorrenza del predetto importo massimo di seicento euro mensili, dietro esibizione da parte della struttura della richiesta di pagamento corredata della documentazione attestante l’effettiva fruizione del servizio.

Modalità di ammissione

Per accedere al suddetti beneficio la madre lavoratrice presenta domanda tramite i canali telematici entro il 31 dicembre 2016, indicando a quale delle due opzioni intende accedere e per quante mensilità intende usufruire del beneficio in alternativa al congedo parentale, con conseguente riduzione dello stesso.

Ricevuta la comunicazione di accoglimento della domanda tramite i canali telematici dell’INPS, la lavoratrice deve procedere all'acquisizione del voucher entro i successivi 120 giorni tramite i medesimi canali telematici. La mancata acquisizione del voucher telematico entro il termine di 120 giorni si intende come rinuncia al beneficio.

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5) Manovra 2017: ennesima riapertura della rivalutazioni di beni, terreni e partecipazioni

Dalla prima bozza di DDL di bilancio 2017 emerge anche la riapertura di tutti i termini per la rivalutazione di beni, partecipazioni e terreni posseduti alla data dell’1° gennaio 2017. Le imposte sostitutive, riconfermate all’8%, potranno essere rateizzate fino ad un massimo di tre rate annuali di pari importo, a decorrere dalla data del 30 giugno 2017. Entro la stessa data, devono essere effettuati la redazione e il giuramento della perizia.

Altre novità sono rappresentate dall’abbassamento di due punti percentuali dell’aliquota contributiva dei lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata e dalla possibilità, offerta ai contribuenti in contabilità semplificata di adottare il regime di cassa.

Aliquota contributiva autonomi

Scende dal 27% al 25% l’aliquota contributiva applicata ai lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell’Iva, iscritti alla gestione separata che siano iscritti ad altre gestioni di previdenza né pensionati.

Imposta reddito d’impresa (IRI)

Attesa nel Decreto fiscale, il D.L. n. 193/2016, l’introduzione dell’imposta sul reddito d’impresa è ora slittata nella Legge di bilancio 2017. La nuova imposta sarà applicata a partire dal 2017 agli imprenditori individuali, alle società in nome collettivo e in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria e dovrebbe essere in misura pari al 24%, così come l’IRES.

IVA di gruppo in formato europeo

L’IVA di gruppo in formato Ue arriverà nel 2018: essa prevede la fusione in un unico soggetto passivo (solo ai fini dell’imposta indiretta armonizzata) delle imprese collegate da legami finanziari, economici ed organizzativi. E’ quanto viene inserito nella bozza della Legge di Bilancio 2017, che mira a recepire, dopo molti anni e qualche tentativo andato a vuoto, l’istituto del gruppo IVA contemplato dall'art. 11 della direttiva 2006/112/CE (la cosiddetta direttiva IVA) e adottato da diversi paesi. In pratica, gli stati membri dell’Unione Europea potranno considerare come un unico soggetto passivo le persone stabilite nel loro territorio “che siano giuridicamente indipendenti ma strettamente vincolate fra loro da rapporti finanziari, economici ed organizzativi”.

Bonus ricerca migliorata

Il credito d’imposta per la ricerca e sviluppo sarà utilizzabile solo dall’anno successivo a quello di realizzazione del progetto di ricerca; ma l’agevolazione cambia anche per le Pmi: Da un lato, scompare la distinzione tra dipendenti altamente qualificati e non, dall’altro viene portato al 50% il contributo per tutte le spese ammissibili. È quanto emerge dalla bozza del disegno di legge di Bilancio 2017. Altra novità è l’allungamento della durata del bonus, dal 2019 al 2020 e l’innalzamento da 5 a 20 milioni di euro dell’importo massimo spettante annuale per singola impresa. Secondo il disegno di legge le modifiche si applicheranno a partire dal 2017, tranne l’obbligo di usufruire del bonus in compensazione tramite F24 dall’anno successivo a quello di realizzazione del progetto di ricerca che si applicherebbe da subito, con l'entrata in vigore della nuova legge di bilancio.

Detassazione premi

La detassazione alza il tiro. Si applicherà fino a 3 mila euro (oggi 2 mila) ovvero fino a 4 mila (oggi 2,5 mila) se c'è coinvolgimento dei lavoratori nell'organizzazione del lavoro e potranno beneficiarne i lavoratori con reddito fino a 80 mila euro (oggi 50 mila). Lo prevede la bozza di ddl di Bilancio 2017, che amplia il beneficio della tassazione agevolata (10%) dei premi di produttività e rafforza gli sconti fiscali al welfare aziendale.

L’incentivo è stato completamente riscritto dalla legge Stabilità 2016 (legge n. 208/2015, art. 1 commi da 182 a 191) che adesso il DDL di Bilancio 2017 prevede di modificare. In base alle nuove regole, l’incentivo della detassazione si applica alle seguenti quote retributive: premi di produttività; quote di partecipazione agli utili d’impresa; benefit e voucher per spese familiari. Nei primi due casi l’Irpef è ridotta al 10%, nel caso di benefit e voucher è addirittura azzerata. La detassazione opera solo nel settore privato e per i lavoratori con reddito di lavoro dipendente d’importo non superiore, nell’anno precedente quello di percezione delle somme agevolate, a 50.000 euro al lordo delle somme agevolate. La bozza di Bilancio prevede di far salire il limite a 80.000 euro dal prossimo anno (con l’effetto di estendere l’incentivo ai lavoratori con reddito compreso tra 50 mila e 80 mila euro). La tassazione agevolata (10% Irpef), inoltre, si applica entro certi limiti che oggi sono pari a 2 mila euro ovvero 2.500 euro soltanto per le aziende che “coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro”. Anche in questo caso il ddl di Bilancio prevede, dal prossimo anno, l'innalzamento rispettivamente a 3 mila e 4 mila euro.

Rendita integrativa temporanea anticipata

Chi ha i requisiti per l'Ape (anticipo pensionistico) può avere pure la Rita (rendita integrativa temporanea anticipata), insieme o in alternativa all’Ape. Scegliendo la Rita il lavoratore chiede al fondo pensione presso cui risulta iscritto l'erogazione frazionata del montante accumulato, in tutto o solo in parte, a patto però di cessare il rapporto di lavoro. Lo prevede la bozza di DDL di Bilancio 2017.

Come l’Ape, la Rita è previsto che sia operativa in via sperimentale dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018. Potranno farne richiesta i lavoratori, pubblici e privati, dipendenti, autonomi e parasubordinati in possesso degli stessi requisiti dell’Ape, vale a dire l’età di almeno 63 anni, almeno 20 anni di contributi e maturazione della pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi. In più la Rita vuole la cessazione del rapporto di lavoro e il possesso della “certificazione Ape” (è il titolo rilasciato dall’Inps che certifica il possesso dei requisiti per ottenere il prestito pensionistico). A queste condizioni, i lavoratori potranno chiedere al proprio fondo pensione l’erogazione di Rita che avverrà dal giorno dell’accettazione della richiesta (da parte del fondo pensione) fino al conseguimento dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia. Sono esclusi dalla Rita i fondi pensione che operano in regime di prestazione definita. Rita è una rendita periodica erogata al lavoratore e consistente nella liquidazione frazionata del montante accumulato, in tutto o solo in parte, nel periodo considerato (cioè dall'accesso alla Rita fino all’accesso alla pensione di vecchiaia), per un massimo di tre anni e sette mesi.

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6) Libro dei beni ammortizzabili efficace per dimostrare che le fatture non sono false

Libro dei beni ammortizzabili efficace per dimostrare che le fatture non sono false.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45394 del 27 ottobre 2016, stabilisce che il libro dei beni ammortizzabili può essere una prova decisiva che permette all’imprenditore di dimostrare che le fatture emesse non sono per nulla false.

Il caso esaminato dai giudici di merito riguardava un imprenditore accusato per avere emesso fatture false relative a un acquisto fittizio di beni. L’imputato aveva tentato di demolire l’accusa chiedendo in appello l’ammissione del documento decisivo. I giudici avevano respinto l’istanza. In Cassazione l’imprenditore ha finalmente ottenuto l’approvazione dei giudici che gli hanno dato ragione.

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7) Al via gli sms del Fisco

I messaggi personalizzati riguarderanno pagamenti, rimborsi e scadenze. Per riceverli basta registrarsi su Fisconline.

Arrivano gli sms del Fisco per informare i cittadini su richieste di pagamento, rimborsi e scadenze. L’Agenzia delle Entrate invierà un messaggio personalizzato agli utenti che hanno registrato il loro numero su Fisconline per informarli che non risulta recapitata una comunicazione inviata via raccomandata, o che sono state accreditate le somme chieste a rimborso, o ancora che mancano pochi giorni alla scadenza di un pagamento. E’ possibile attivare il servizio in qualsiasi momento accedendo all’area riservata di Fisconline. Dopo le lettere per la compliance, le Entrate puntano anche sugli sms per aggiornare in maniera mirata i contribuenti sulla loro posizione fiscale o su eventuali pagamenti in scadenza. Obiettivo: evitare che, per una semplice distrazione o dimenticanza, possano trovarsi in futuro con un conto più oneroso e una cartella di pagamento da saldare. Il nuovo servizio, senza costi per gli utenti, è subito attivo per gli abilitati ai servizi online del Fisco che, dopo aver letto l’informativa, hanno fornito il numero di cellulare su Fisconline. Riconoscere i messaggi del Fisco sul display del telefonino è semplice. Arriveranno, infatti, con il nome del mittente in chiaro: “Ag.Entrate”.

Un avviso per evitare la cartella

I cittadini che devono al Fisco delle somme a titolo di Irpef per redditi percepiti negli anni precedenti (i cosiddetti redditi “a tassazione separata”), come per esempio il trattamento di fine rapporto, le pensioni e gli stipendi arretrati, e per i quali non risulta recapitata la richiesta di pagamento inviata dall’Agenzia delle Entrate tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, riceveranno un sms che li informa di questa circostanza. Una volta ricevuto l’sms, contattando rapidamente il call center dell’Agenzia, potranno ottenere una copia della comunicazione e versare solo il dovuto, senza quindi sanzioni e interessi, entro trenta giorni. Grazie al tempestivo sms del Fisco eviteranno così, in definitiva, che per un semplice disguido il debito venga iscritto a ruolo e si trasformi in una cartella di pagamento.

Via libera al rimborso, in 160 caratteri

L'Agenzia delle entrate sta erogando il suo rimborso sul conto corrente comunicato. Verifichi a breve l'effettivo accredito”: così il Fisco informerà i cittadini in attesa di ricevere delle somme da parte dell’Agenzia che tutto è andato a buon fine e che quindi l’importo è in pagamento. Naturalmente, saranno avvisati con la nuova modalità sia gli utenti che hanno fornito le coordinate per l’accredito diretto sul conto corrente, sia quelli che si sono affidati alla modalità tradizionale, che segue la strada della riscossione in contanti presso gli uffici postali. Uno short message nel segno della trasparenza anche per coloro che hanno delegato un Caf o un intermediario a effettuare per loro conto i versamenti con F24: in questo caso, il messaggio servirà per informare che il pagamento è stato correttamente ricevuto e registrato nelle banche dati dell’Agenzia.

Rate in scadenza, occhio allo smartphone

Per alcune tipologie di adempimenti, d’ora in avanti sarà più semplice stare al passo con i versamenti. E’ il caso dei contratti di locazione pluriennali di immobili e beni strumentali, per i quali i contribuenti possono scegliere di versare l’imposta di registro in un’unica soluzione o anno per anno. In quest’ultima circostanza, il messaggio del Fisco ricorderà ai locatori persone fisiche la scadenza imminente. Quando si opta per il pagamento dell’imposta anno per anno, infatti, bisogna poi ricordarsi di versare il dovuto entro 30 giorni dall’inizio della nuova annualità. Rate con promemoria anche per i pagamenti dovuti a seguito di comunicazioni di irregolarità per le persone fisiche che evidenziano la presenza di errori in dichiarazione dei redditi (cosiddette 36 bis): in caso di opzione per il pagamento rateale, l’sms partirà per ricordare al contribuente che stanno per scadere i termini per pagare la rata trimestrale.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 207 del 28 ottobre 2016)

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8) Utilizzo ticket per le domande di CIGO presentate mediante invio di flusso xml

L’Inps ha emanato il messaggio n. 4315 del 27 ottobre 2016, con il quale, in merito all’utilizzo del ticket per le domande di integrazione salariale ordinaria (CIGO), comunica che è stata rilasciata la procedura con cui le aziende possono effettuare, su domande già trasmesse, l’associazione del ticket e della UP Uniemens.

La nuova procedura è disponibile all’interno di UNICIGO sotto la voce “Gestione xml”. Le domande CIGO, dopo essere state inviate tramite le funzionalità “Flusso .xml”, resteranno in attesa di essere protocollate e indirizzate alla sede Inps competente, facendo salva la data di presentazione dell’istanza, fino a quando non saranno state integrate con il ticket e la UP Uniemens. All’interno di questa nuova funzione viene anche richiesto di effettuare l’allegazione del file .csv e di completare la sezione “Dichiarazioni” presente anche sulla domanda inviata con la applicazione on line.

Al termine dell’integrazione dei dati richiesti si dovrà convalidare la domanda per reintegrarla nel normale flusso.

Nella fase di primo rilascio della procedura, al fine di consentire all’utenza di adeguarsi alle nuove modalità operative ed all’Istituto di monitorare il flusso ed il corretto funzionamento delle procedure, le domande inviate tramite flusso .XML potranno essere integrate con le nuove informazioni richieste entro 7 giorni dalla data di invio, prima di essere prese in carico dalle sedi INPS competenti. Trascorsi 7 giorni dall’invio della domanda, se non c’è stato nessun intervento da parte dell’utente, le domande saranno ugualmente inoltrate alle sedi.

A partire tuttavia dal 20 Novembre 2016, tutte le domande telematiche CIGO inviate con il flusso .xml, per poter essere protocollate ed inviate alla sede Inps, dovranno necessariamente essere integrate con le modalità sopra descritte.

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9) Decreto semplificazioni fiscali: il 2 novembre 2016 il CNDCEC in audizione presso la Camera dei Deputati

Decreto fiscale: il 2 novembre 2016 il CNDCEC in audizione presso la Camera dei Deputati innanzi le Commissioni Bilancio e Finanze.

Il decreto fiscale va modificato: Il Consiglio Nazionale dei Commercialisti chiede l’eliminazione dello spesometro trimestrale e l’inserimento delle semplificazioni fiscali.

E’ quanto comunica il Consiglio nazionale dei commercialisti con la nota informativa n. 11849 del 28 ottobre 2016.

Eliminare lo spesometro trimestrale e approvare il pacchetto di semplificazioni fiscali da tempo concordato tra Governo, Agenzia delle Entrate e commercialisti. E’ quanto richiesto dal Consiglio nazionale dei commercialisti in un incontro tenutosi presso il Ministero dell’Economia, nel corso del quale i vertici della categoria hanno manifestato la loro totale contrarietà ai nuovi adempimenti fiscali introdotti dal Decreto fiscale.

La richiesta che abbiamo avanzato nell’incontro di oggi – afferma il Consigliere nazionale dei commercialisti delegato alla fiscalità, Luigi Mandolesi – è quella di apportare delle modifiche sostanziali al Decreto fiscale in sede di conversione parlamentare. Nei giorni scorsi abbiamo denunciato con forza il paradosso per il quale da questo decreto è inopinatamente scomparso il pacchetto semplificazioni da tempo concordato con Mef ed Agenzia delle Entrate, mentre, contrariamente agli accordi presi all’interno del Tavolo tecnico istituito presso il MEF, vengono aumentati in modo sorprendente e inaccettabile gli adempimenti a carico di imprese e lavoratori autonomi, il tutto peraltro con un regime sanzionatorio del tutto sproporzionato”. Altrettanto “sorprendente”, per i commercialisti, è anche “l’assenza delle modifiche da tempo annunciate dall’esecutivo sugli studi settore”.

Da parte del Mef - spiega Mandolesi - sono venute assicurazioni sulla possibilità di reinserire il “pacchetto semplificazioni” con un emendamento al decreto. Staremo a vedere, dal momento che si tratta dell’ennesima promessa in tal senso. Così come, pur apprezzando la volontà manifestata oggi dal Mef di ridurre drasticamente le sanzioni attualmente previste per i nuovi adempimenti, vigileremo affinché anche questa apertura abbia un reale esito positivo”. “In ogni caso - prosegue Mandolesi - la nostra richiesta è quella di eliminare lo spesometro trimestrale, a prescindere dalle sanzioni, dal momento che esso introduce insostenibili adempimenti per i nostri studi, adempimenti che restano peraltro disallineati rispetto ai migliori standard europei”. Sul fronte semplificazioni, invece, i commercialisti, oltre al recupero delle misure sugli studi di settore, hanno chiesto, tra l’altro, la sospensione feriale dei termini amministrativi a carico del contribuente e per la definizione degli avvisi bonari, l’abrogazione della presunzione legale relativa ai prelievi bancari e ai versamenti per i professionisti, il differimento a luglio dei pagamenti di UNICO, l’eliminazione delle comunicazioni dei beni aziendali in godimento ai soci e dei finanziamenti soci, la soppressione del registro delle dichiarazioni d’intento e il ripristino dell’F24 cartaceo per i soggetti senza Partita IVA. “Vedremo - afferma Mandolesi - quante e quali di queste nostre proposte saranno accolte in un eventuale emendamento”.

Ricordiamo ancora una volta - commenta Mandolesi - che si tratta di misure a “costo zero” , di vera semplificazione per il sistema e per l’attività dei professionisti e sulle quali c’è da mesi assoluta condivisione, ma che sono state inspiegabilmente stralciate all’ultimo minuto. Un costante rinvio che i commercialisti italiani giudicano ormai inaccettabile. Al Governo abbiamo rappresentato l’indignazione che in queste ore i nostri iscritti stanno manifestando. E’ ora che la politica ne tenga conto”.

Già nei giorni scorsi il Consiglio aveva già espresso la sua contrarietà al decreto in una lettera inviata al Ministro Pier Carlo Padoan, al direttore delle Entrate, Rossella Orlandi e al viceministro Luigi Casero.

(CNDCEC, comunicato allegato alla nota informativa n. 11849 del 28 ottobre 2016)

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10) Cessione del contratto di leasing finanziario: aspetti contabili e fiscali spiegati nella nota operativa Fondazione ARR

La Fondazione Accademia Romana di Ragioneria (ARR), con la nota operativa 12/2016, pubblicata il 28 ottobre 2016, si soffermano sui principali aspetti contabili e fiscali partendo da una breve definizione degli elementi classificatori dell’operazione di leasing finanziario.

Il contratto di leasing finanziario può formare oggetto di cessione prima di giungere a scadenza. In periodi di crisi economica, la cessione del contratto, può risultare una buona soluzione per la riorganizzazione aziendale volta al contenimento dei costi fissi.

Tale operazione comporta il trasferimento in capo al cessionario dei diritti e obblighi derivanti dal contratto stesso. Il cessionario, pertanto, acquisisce il diritto ad utilizzare il bene nel periodo di durata residua del contratto e, eventualmente, la facoltà ad esercitare l’opzione di riscatto alla scadenza. Al contempo si assume l’obbligo di corrispondere al locatore i canoni residui ed il prezzo di riscatto.

La cessione del contratto di leasing può perfezionarsi con la previsione di un prezzo di cessione normalmente a carico del nuovo locatario, anche se non è da escludere la situazione opposta in presenza di particolari condizioni contrattuali. Per il perfezionarsi della cessione occorre, infine, il consenso della società di leasing in accordo con quanto previsto dall’art. 1406 del codice civile.

Vincenzo D’Andò