Diario quotidiano del 24 ottobre 2016: guida alla presentazione del Modello Unico 2016 tardivo

Pubblicato il 24 ottobre 2016



1) Istituite nuove causali contributo per consulenti del lavoro ed enti bilaterali
2) Non è soggetta ad Iva la somministrazione di pasti ai dipendenti
3) Corte UE: operazione non imponibile Iva anche senza identificativo
4) Presentazione del Modello Unico 2016 tardivo: ecco come adempiere
5) Nuovo reddito di attivazione per la provincia autonoma di Trento
6) Aggiornate le FAQ ISEE
7) Procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi: ecco le osservazioni e proposte del CNDCEC sul progetto di legge
8) Governo: trasmesso alla Commissione europea il Documento Programmatico di Bilancio (DPB): tutte le misure fiscali
9) Dazio da recuperare inferiore a 10 euro: applicazione delle cause di non punibilità
10) Assegno di natalità: dichiarazione sostitutiva unica da presentare entro il 31 dicembre 2016
penna ocaIndice: 1) Istituite nuove causali contributo per consulenti del lavoro ed enti bilaterali 2) Non è soggetta ad Iva la somministrazione di pasti ai dipendenti 3) Corte UE: operazione non imponibile Iva anche senza identificativo 4) Presentazione del Modello Unico 2016 tardivo: ecco come adempiere 5) Nuovo reddito di attivazione per la provincia autonoma di Trento 6) Aggiornate le FAQ ISEE 7) Procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi: ecco le osservazioni e proposte del CNDCEC sul progetto di legge 8) Governo: trasmesso alla Commissione europea il Documento Programmatico di Bilancio (DPB): tutte le misure fiscali 9) Dazio da recuperare inferiore a 10 euro: applicazione delle cause di non punibilità 10) Assegno di natalità: dichiarazione sostitutiva unica da presentare entro il 31 dicembre 2016 ***

1) Istituite nuove causali contributo per consulenti del lavoro ed enti bilaterali

Sono state pubblicate, nel sito internet dell’Agenzia delle entrate le risoluzioni nn. 94/E, 95/E, 96/E e 97/E 20 ottobre 2016, che istituiscono rispettivamente le causali contributo per il versamento tramite modello F24 dei contributi dovuti al Consiglio provinciale dell’Ordine dei consulenti del lavoro di Pisa e di quelli da destinare al finanziamento dell’Ente bilaterale - Organismo bilaterale italiano lavoro (Obil), dell'Ente bilaterale intercategoriale (Ebint) e dell'Ente bilaterale confederale (E.Bi.Conf.).

Prodotto di singole convenzioni con l’Agenzia delle Entrate, una volta nel modello, consentiranno il versamento delle somme a favore dei fondi relativi a determinati settori.

Nell’F24, le causali Obil, Bint ed Ebco vanno indicate nella sezione “Inps”, nel campo “causale contributo” in corrispondenza degli “importi a debito versati”. All’interno della stessa sezione, negli appositi campi, vanno riportati, inoltre, il codice della sede Inps competente, la matricola Inps dell’azienda o della filiale.

A parte, invece, PI00 dedicata ai “Consulenti del lavoro - Consiglio provinciale di Pisa”, che trova posto nella sezione “Altri enti previdenziali e assicurativi” (secondo riquadro), in corrispondenza, delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”. Poi, nel “codice ente” si scrive “0005”, proseguendo, nei campi “codice sede” e “codice posizione”, è necessario riportare rispettivamente la sigla della provincia e il codice di iscrizione allo specifico Albo dei consulenti del lavoro. Nello spazio “periodo di riferimento”, infine, il periodo di competenza del contributo versato

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2) Non è soggetta ad Iva la somministrazione di pasti ai dipendenti

La somministrazione di pasti ai dipendenti non costituisce “prestazione di servizi” ai fini dell’IVA.

Infatti, secondo la sentenza n. 21290 del 20 ottobre 2016 della Cassazione, si tratta di una prestazione esclusa da Iva (art. 3, comma 3 del D.P.R. 633/72).

Nell’accogliere il ricorso di un imprenditore, la Suprema corte ha colto l’occasione per correggere la propria posizione in merito espresso con la decisione n. 3953 del lontano 1998.

Il giudice di legittimità, ha colto l’occasione per precisa re che i beni alla cui produzione o al cui scambio è diretta l'attività dell'impresa vanno compresi tra i ricavi se destinati al consumo personale o familiare dell'imprenditore e alle spese se destinati ai dipendenti, con l’avvertimento che, nel caso di consumo personale o familiare dell'imprenditore, per i beni consumati da queste persone deve essere considerato il loro valore normale (diverso da quello costituente corrispettivo di quegli stessi beni in caso di cessione a terzi). I beni attribuiti ai dipendenti, invece, per la loro natura di costi non possono essere compresi tra gli elementi positivi del reddito e, quindi, il loro valore non costituisce elemento presuntivo di afferente percezione di reddito.

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3) Corte UE: operazione non imponibile Iva anche senza identificativo

La mancata indicazione del numero identificativo Iva attribuito dallo Stato di destinazione non pregiudica la non imponibilità. Così ha concluso la Corte Ue, sentenza C-24/15 del 20 ottobre 2016, intervenendo nuovamente sul tema della rilevanza formale o sostanziale del numero di partita Iva. La vicenda Il caso riguardava un imprenditore tedesco che aveva inviato in Spagna un veicolo acquistato in Germania per finalità della sua impresa. Questa operazione, dichiarata come cessione intracomunitaria, era stata contestata dall’Amministrazione finanziaria che l’aveva ritenuta rilevante ai fini IVA in Germania. Nel corso del procedimento, però, era emerso che il veicolo si trovava già in Spagna all’atto della cessione; l’erario aveva quindi annullato l’avviso rettificativo d’imposta e aveva modificato il calcolo dell’Iva ritenendo che l’operazione fosse da assoggettare ai fini IVA in Spagna.

Come evidenziato dai giudici europei, rientra nelle operazioni intracomunitarie il bene trasferito a destinazione di un altro Stato membro per esigenze dell’impresa che effettua tale cessione, ad eccezione delle fattispecie specificatamente indicate nella norma di riferimento. Come rilevato dall’avvocato generale nelle sue conclusioni, affinché il trasferimento di cui alla causa principale sia esente occorre riscontrare la sussistenza delle condizioni sostanziali per il trasferimento comunitario. Pertanto, il fatto di trasferire un bene per esigenze dell’impresa implica che il trasferimento sia effettuato per tale impresa (soggetto passivo) che agisce in quanto tale operando nell’ambito della sua attività imponibile. Inoltre, ai fini dell’esenzione Iva, occorre, come si legge nelle conclusioni dell’avvocato generale, che il siffatto trasferimento abbia i requisiti per qualificarsi quale trasferimento intracomunitario. Ma sebbene da costante giurisprudenza della Corte l’obbligo di comunicazione del numero identificativo Iva dell’acquirente del bene costituisca un requisito formale rispetto al diritto di esenzione dall’imposta, la stessa Corte ha affermato che non si può vincolare il riconoscimento del beneficio di esenzione alla mera comunicazione del suddetto numero identificativo.

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4) Presentazione del Modello Unico 2016 tardivo: ecco come adempiere

Scaduto il termine di presentazione (30 settembre) del Modello Unico 2016, adesso si pone la questione dell’eventuale invio telematico della dichiarazione oltre tale data.

Al tal fine, soccorre quanto recentemente indicato dall’Agenzia delle entrate con la circolare n. 42/E del 12 ottobre 2016.

In particolare, il paragrafo 2.2.3. (della citata circolare, incentrato sulla “Dichiarazione tardiva”) precisa che la dichiarazione tardiva, ossia quella presentata entro 90 giorni dalla scadenza del termine di presentazione ordinario, è ora soggetta alla sanzione in misura fissa di 250 euro, di cui all’art. 1, comma 1, del D.Lgs. n. 471/1997 (in luogo della precedente di 258 euro), prevista per l’omissione della dichiarazione in assenza di debito d’imposta, fermo restando la sanzione per omesso versamento laddove alla tardività della dichiarazione si accompagni anche un carente o tardivo versamento del tributo emergente dalla dichiarazione stessa.

Altresì, la neo circolare precisa che la sanzione fissa per la tardività (250 euro) può essere ridotta, in sede di ravvedimento operoso, a 1/10, questo ai sensi dell’art. 13, comma 1, lett. c) del D.Lgs. 472/1997.

Quindi, è sufficiente pagare la somma di 25 euro, se non sono dovute imposte. Come chiarito in dottrina, per regolarizzare la tardiva presentazione del modello fiscale occorre effettuare il versamento mediante Modello F24 utilizzando:

- il codice tributo 8911;

- indicando come anno di riferimento quello in cui la violazione è stato commessa (quindi, 2016).

Mentre il tardivo o carente versamento del tributo può essere regolarizzato applicando le consuete riduzioni previste dall’art. 13 del D.Lgs. n. 472 del 1997 a seconda del momento in cui interviene il versamento.

Infine, secondo l’Agenzia delle entrate, non rileva, invece, la sanzione introdotta dal D.lgs. n. 158 del 2015 per l’ipotesi in cui la dichiarazione viene inviata entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo e, comunque, prima dell’inizio di qualunque attività amministrativa di accertamento di cui il contribuente abbia avuto formale conoscenza - determinata nella misura compresa tra euro 150 e euro 500 in assenza di debito d’imposta - poiché tale fattispecie riguarda esclusivamente le dichiarazioni “omesse”, ossia quelle presentate oltre 90 giorni dalla scadenza del termine.

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5) Nuovo reddito di attivazione per la provincia autonoma di Trento

Provincia di Trento: introduzione della prestazione a sostegno del reddito Nuovo RA.

L’Inps, con la circolare n. 192 del 20 ottobre 2016, ha fornito le indicazioni amministrative, operative e contabili circa l’introduzione, da parte della Provincia Autonoma di Trento (PAT) di una prestazione a sostegno del reddito, il Nuovo RA, che integra l’ASDI o, nei casi di non fruizione dello stesso, riconosce una prestazione autonoma, a decorrere dal 1 maggio 2015.

La prestazione è destinata ai soli residenti in tale Provincia. L’Istituto, a seguito della stipula della Convenzione approvata con Determinazione Presidenziale numero 87 del 24 giugno 2016, ha il compito di erogare la suddetta prestazione per conto della Provincia Autonoma di Trento.

Lavoro accessorio: indirizzi e-mail per le Province di Trento e Bolzano

La Provincia Autonoma di Bolzano, con una nota del 20 ottobre 2016, ha fatto sapere che le nuove comunicazioni per lavoro accessorio devono essere inviate all’indirizzo e-mail voucher@provincia.bz.it, a partire dal 24 ottobre 2016, precisando che la comunicazione deve riguardare un lavoratore e una prestazione e tutte le informazioni devono essere indicate nell’oggetto della e-mail.

Dal canto suo, la Provincia Autonoma di Trento, con la nota prot. n. 548492 del 20 ottobre 2016, ha comunicato che l’indirizzo e-mail di riferimento è voucher.trento@pec.provincia.tn.it, mentre non fornisce indicazioni particolari circa le modalità di compilazione della e-mail, rinviando sul punto alla circolare n. 1/2016 dell’INL.

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6) Aggiornate le FAQ ISEE

Il Ministero del Lavoro e l’Inps hanno aggiornato, al mese di maggio 2016, le FAQ ISEE: le domande più frequenti pervenute sul nuovo Indicatore della Situazione Economica Equivalente.

Il 19 ottobre 2016 l’INPS ha aggiornato sul proprio sito internet le FAQ relative all’ISEE alla luce delle novità apportate dal D.L. n. 42/2016 in vigore dal 29 maggio 2016.

In particolare, l’INPS, rispondendo ai quesiti chiarisce che non vanno indicati, a prescindere dalla rendicontazione, i contributi erogati a titolo di rimborso spese che la persona con disabilità e/o non autosufficienza ha la necessità di sostenere per svolgere le sue attività quotidiane (ad es. i contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche o per il trasporto).

In merito alle modalità di scorporo dell’assegno ANF e/o MAT (Assegno Nucleo Familiare o Assegno di Maternità) erogati è necessario seguire il principio di cassa e quindi l’importo percepito dal beneficiario nel secondo anno precedente la presentazione della DSU rapportato al parametro della scala di equivalenza andrà scorporato dall’ente erogatore (Comune).

Altresì, viene ritenuto possibile presentare il modulo sostitutivo per il calcolo dell’ISEE corrente per una persona che ha cessato un lavoro dipendente a tempo indeterminato, anche se titolare di partita IVA. Tale situazione dovrà tuttavia comportare una variazione dell’indicatore reddituale (ISR) superiore al 25%.

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7) Procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi: ecco le osservazioni e proposte del CNDCEC sul progetto di legge

Procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi: ecco le osservazioni e proposte del CNDCEC sul progetto di legge di alcuni deputati.

----> Leggi qui la notizia  

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8) Governo: trasmesso alla Commissione europea il Documento Programmatico di Bilancio (DPB): tutte le misure fiscali

Con il bilancio per il 2017 prosegue la strategia di riduzione delle tasse e recupero degli investimenti

Con un comunicato del 21 ottobre 2016, il Ministro dell’Economia e delle Finanze rende noto di avere trasmesso alla Commissione europea il Documento Programmatico di Bilancio (DPB), in inglese Draft Budgetary Plan. Si tratta del documento che riassume il programma economico-finanziario del Governo secondo uno schema comune a tutti gli Stati membri dell’Unione europea che condividono l’euro.

Il documento riporta le valutazioni macroeconomiche e le azioni prioritarie del Governo, l’aggiornamento sullo stato di avanzamento del Programma nazionale di riforma – con particolare riferimento al livello di risposta alle raccomandazioni specifiche della Commissione europea – e infine la manovra di finanza pubblica per il 2017 articolata per tipologia di intervento con relativo impatto finanziario (in percentuale del PIL).

Riduzione della pressione fiscale.

Oltre alla riduzione dell’IRES dal 27,5% al 24% (già nella legislazione vigente in quanto stabilita con la precedente legge di bilancio), lo sforzo di riduzione della pressione fiscale continua nel 2017 con la cancellazione del previsto aumento di IVA e accise. Si tratta di una misura che vale 0,9% del PIL (15,3 miliardi di euro). Inoltre viene abolita per un triennio la cosiddetta ‘Irpef agricola’. Con questa misura i redditi dominicali e agricoli vengono esclusi dalla base imponibile Irpef di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali allo scopo di accelerare la ripresa dell’agricoltura di qualità. Competitività. Per promuovere gli investimenti in grado di aumentare la competitività del sistema produttivo viene prorogato il super-ammortamento del 140% sull’acquisto di beni strumentali e introdotto l’iper-ammortamento al 250% sugli investimenti materiali e immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa. In questa categoria anche agevolazioni per gli investimenti in ricerca e sviluppo. Sono inoltre confermati i finanziamenti a sostegno degli investimenti delle piccole e medie imprese e il rifinanziamento del Fondo di garanzia e nuove agevolazioni all’investimento in start-up e PMI innovative e a vocazione sociale. Particolare importanza viene attribuita alla detassazione del salario di produttività che viene potenziata. Lo scopo è di favorire gli accordi contrattuali di secondo livello in grado di correlare la dinamica del costo del lavoro alla produttività.

Semplificazione del sistema fiscale e lotta all’evasione.

Vengono razionalizzati gli incentivi fiscali al rafforzamento patrimoniale (non più coerenti con l’attuale livello dei tassi d’interesse), con l’introduzione dell’Iri (imposta sul reddito di impresa) viene armonizzato il trattamento fiscale delle imprese al livello delle società di capitali (24%), anche allo scopo di rafforzare la struttura patrimoniale delle PMI. Inoltre vengono prorogati i termini per aderire all’operazione di regolarizzazione volontaria per i capitali non dichiarati detenuti all’estero e in Italia allo scopo di fare emergere base imponibile in via permanente. Inoltre il reddito e il valore della produzione netta per le società di persone e in regime di contabilità semplificata verranno determinati per cassa anziché per competenza per semplificare le regole di tassazione delle piccole imprese. Infine, vengono introdotte alcune norme nella gestione doganale per contrastare l’elusione fiscale.

Riqualificazione della spesa pubblica.

Prosegue l’opera di revisione della spesa, attraverso interventi di riduzione di specifici costi, razionalizzazione dei processi di acquisto, digitalizzazione (in particolare tramite accelerazione della digitalizzazione del fascicolo sanitario). Interventi per le ristrutturazioni edilizie e la sicurezza abitativa e del territorio. Vengono prorogate e potenziate le detrazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione degli edifici sia in chiave energetica che antisismica. Sono inoltre stanziati fondi per gli investimenti in opere pubbliche finalizzate alla messa in sicurezza del territorio.

Altre misure.

La manovra per il 2017 include risorse per il contrasto alla povertà, l’incremento della quattordicesima mensilità ai pensionati con redditi bassi, il rafforzamento della pubblica amministrazione attraverso interventi sul personale e le dotazioni di organico, nonché spese per affrontare l’emergenza delle migrazioni e dei terremoti.

Comunicazioni trimestrali dati Iva

Il nuovo apparato sanzionatorio prevede una penalità ad hoc con l’obiettivo di ridurre il fenomeno del mancato versamento dell'imposta sul valore aggiunto:

un fenomeno che è arrivato a toccare quota 10 miliardi. Le sanzioni applicate saranno di 25 euro per ogni mancata comunicazione di fattura con un tetto massimo che potrà arrivare a toccare i 25mila euro. L'adempimento al debutto dal 2017 riguarderà i dati di tutte le fatture emesse e ricevute ma anche le informazioni relative all'Iva a credito e di quella a debito ripartite per le aliquote (4, 5, 10 e 22%).

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9) Dazio da recuperare inferiore a 10 euro: applicazione delle cause di non punibilità

E’ stato posto un quesito all’Agenzia delle dogane relativo all’applicazione della sanzione prevista dall’art. 303, terzo comma, lettera a), del D.P.R. n.43/1973 (TULD) nell’ipotesi di errata indicazione, nel documento doganale di importazione, del valore delle merci a causa di una inesatta distribuzione delle spese di nolo e/o assicurazione, qualora i diritti dovuti ammontino ad un importo non superiore a 10 (dieci) euro.

Il caso rappresentato ricadeva nell’ambito di applicazione dell’art. 868, par. 2, del Reg. (CEE) n. 2454/1993, il quale stabiliva che non si dovesse procedere al recupero a posteriori dei dazi all’importazione (o all’esportazione) quando l’importo da recuperare fosse inferiore, per pratica, a 10 euro.

L’Avvocatura Generale dello Stato ha affermato che la fattispecie descritta può essere inquadrata nel disposto dell’art. 6, comma 5 bis, del D.Lgs. n. 472/1997, in quanto, in virtù del citato art. 868, la violazione non incide sul versamento del tributo e costituisce mera violazione formale.

In tal senso, questa Agenzia ha fornito istruzioni alle Strutture territoriali, al fine di assicurare la conformità delle attività all’interpretazione resa dalla suddetta Avvocatura Generale, con riferimento tanto ai contesti eventualmente pendenti quanto alle situazioni oggi disciplinate dal vigente art. 88 Reg. (UE) n. 2446/2015, il quale, sostanzialmente, riprende il principio stabilito dall’art. 868 del Reg. (CEE) n.2454/1993.

(Agenzia delle dogane, comunicazione del 20 ottobre 2016)

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Intervento dell’autorità doganale nei confronti di merci sospettate di violare diritti di proprietà intellettuale

Intervento dell’autorità doganale nei confronti di merci sospettate di violare diritti di proprietà intellettuale. Regolamento (UE) n.608/2013. Regolamento di applicazione (UE) n.1352/2013. Istruzioni operative per la gestione delle domande di intervento. (Application For Action - AFA)

(Dogane, Nota n. 116727 del 18 ottobre 2016)

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10) Assegno di natalità: dichiarazione sostitutiva unica da presentare entro il 31 dicembre 2016

Assegno di natalità: Affinché l’Istituto di previdenza possa riprendere il pagamento delle mensilità è necessario che coloro che hanno presentato domanda di assegno nel 2015, presentino la Dichiarazione Sostitutiva Unica per il 2016 entro e non oltre il prossimo 31 dicembre. Questo adempimento è necessario ai fini dell’ISEE 2016.

Lo ha precisato l’INPS con il messaggio n. 4255 del 21 ottobre 2016 relativo all’Assegno di natalità di cui all’articolo 1, commi da 125 a 129 della Legge n. 190/2014: avviso del termine ultimo per il rinnovo dell’ISEE 2016 ai fini dell’erogazione delle mensilità riferite all’anno 2016.

E’ noto che a partire dall’anno 2015, l’Istituto gestisce le domande di assegno di natalità in oggetto e provvede al pagamento delle singole mensilità in favore dei soggetti aventi diritto. Le prime istruzioni di dettaglio sono state fornite con circolare Inps n. 93 dell’8 maggio 2015.

Premesso ciò, da una verifica nella procedura di gestione delle domande di assegno, è risultato che molti utenti, che hanno presentato domanda di assegno nel corso del 2015, non hanno ancora provveduto per l’anno in corso alla presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), utile al rilascio dell’ISEE per l’anno 2016, così come indicato nella suddetta circolare. Ciò ha comportato per i predetti utenti, la sospensione dell’erogazione dell’assegno per le mensilità dell’anno 2016.

Pertanto, affinché l’Istituto possa riprendere il pagamento delle predette mensilità, ferma restando la permanenza dei requisiti di legge, è necessario che gli utenti che hanno presentato domanda di assegno nel 2015, presentino la Dichiarazione Sostitutiva Unica per l’anno in corso entro e non oltre il prossimo 31 dicembre 2016. Questo adempimento è necessario ai fini dell’ISEE 2016.

Al riguardo si ricorda che la sussistenza di un ISEE in corso di validità nei singoli anni di concessione del beneficio, è un requisito di legge previsto non solo per l’accoglimento delle domande nel primo anno di spettanza della prestazione, ma anche per la prosecuzione del beneficio negli anni successivi al primo. Per tale ragione, il requisito dell’ISEE, unitamente agli altri requisiti di legge, viene verificato annualmente sia per la spettanza del diritto sia per la misura dello stesso.

Si ricorda, inoltre, che la mancata presentazione della DSU entro il 31 dicembre 2016, avrà come conseguenza non solo la perdita delle mensilità per l’anno 2016 ma anche la decadenza della domanda di assegno presentata a suo tempo nell’anno 2015. Al verificarsi di questa eventualità, l’utente che abbia i requisiti di legge per accedere al beneficio in questione potrà presentare una nuova domanda di assegno nel 2017 ma le mensilità spetteranno a partire dal mese di presentazione della nuova domanda senza possibilità di recuperare le mensilità dell’anno 2016.

A titolo esemplificativo si riportano le seguenti casistiche.

Nascita del figlio avvenuta a maggio 2015. Si ipotizza che l’utente abbia presentato la DSU a giugno 2015 e la domanda di assegno a luglio 2015 (la DSU presentata a giugno è valida se nel nucleo è presente il figlio per il quale è richiesto l’assegno; diversamente, la DSU va nuovamente presentata). L’utente, in presenza di tutti i requisiti di legge, percepisce l’assegno fino a dicembre 2015.

L’utente non ha ancora presentato la DSU per il 2016 e quindi l’Istituto ha sospeso l’erogazione delle mensilità di assegno relative all’anno 2016. Sono prospettabili due casi esemplificativi.

Caso 1 – l’utente presenta la DSU entro il 31 dicembre 2016: la domanda sospesa viene riattivata e quindi riprende l’erogazione dell’assegno dal mese successivo alla presentazione della DSU, con pagamento anche delle mensilità 2016 arretrate. La DSU presentata entro dicembre 2016 ha validità fino al 15 gennaio 2017 e consente l’erogazione dell’assegno per le mensilità dell’anno 2016.

Caso 2 – l’utente non presenta la DSU entro il 31 dicembre 2016: la domanda di assegno presentata a suo tempo nel 2015 decade e le mensilità dell’anno 2016 non possono più essere corrisposte. In questo caso l’utente potrà presentare una nuova domanda nell’anno 2017; tale nuova domanda consentirà, in presenza dei requisiti di legge, il pagamento dell’assegno nell’anno 2017, a decorrere dal mese di presentazione della domanda stessa, ma non consentirà comunque il recupero delle mensilità dell’anno 2016.

Si coglie l’occasione per ribadire che, in generale, le DSU hanno validità fino al 15 gennaio dell’anno successivo a quello in cui sono presentate. Pertanto, benché la domanda di assegno si presenti di regola una sola volta, solitamente nell’anno di nascita o di adozione del figlio, è necessario tuttavia che il beneficiario dell’assegno, per ciascun anno di spettanza del beneficio, rinnovi la DSU ai fini della verifica annuale dell’ISEE.

Per quanto sopra detto, tutti gli aventi diritto all’assegno nell’anno 2017, inclusi quelli che avranno presentato la DSU nei prossimi giorni del 2016 (al limite entro dicembre 2016), dal 1° gennaio 2017 sono invitati a presentare tempestivamente una nuova DSU, in modo da consentire all’Inps di verificare la permanenza dei requisiti di legge e, di conseguenza, la puntuale e continua erogazione delle mensilità di assegno a loro spettanti per l’anno 2017.

(INPS, messaggio n. 4255 del 21 ottobre 2016)

Vincenzo D’Andò