Diario quotidiano del 24 ottobre 2016: guida alla presentazione del Modello Unico 2016 tardivo

Indice:

1) Istituite nuove causali contributo per consulenti del lavoro ed enti bilaterali

2) Non è soggetta ad Iva la somministrazione di pasti ai dipendenti

3) Corte UE: operazione non imponibile Iva anche senza identificativo

4) Presentazione del Modello Unico 2016 tardivo: ecco come adempiere

5) Nuovo reddito di attivazione per la provincia autonoma di Trento

6) Aggiornate le FAQ ISEE

7) Procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi: ecco le osservazioni e proposte del CNDCEC sul progetto di legge

8) Governo: trasmesso alla Commissione europea il Documento Programmatico di Bilancio (DPB): tutte le misure fiscali

9) Dazio da recuperare inferiore a 10 euro: applicazione delle cause di non punibilità

10) Assegno di natalità: dichiarazione sostitutiva unica da presentare entro il 31 dicembre 2016

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1) Istituite nuove causali contributo per consulenti del lavoro ed enti bilaterali
Sono state pubblicate, nel sito internet dell’Agenzia delle entrate le risoluzioni nn. 94/E, 95/E, 96/E e 97/E 20 ottobre 2016, che istituiscono rispettivamente le causali contributo per il versamento tramite modello F24 dei contributi dovuti al Consiglio provinciale dell’Ordine dei consulenti del lavoro di Pisa e di quelli da destinare al finanziamento dell’Ente bilaterale – Organismo bilaterale italiano lavoro (Obil), dell’Ente bilaterale intercategoriale (Ebint) e dell’Ente bilaterale confederale (E.Bi.Conf.).
Prodotto di singole convenzioni con l’Agenzia delle Entrate, una volta nel modello, consentiranno il versamento delle somme a favore dei fondi relativi a determinati settori.
Nell’F24, le causali Obil, Bint ed Ebco vanno indicate nella sezione “Inps”, nel campo “causale contributo” in corrispondenza degli “importi a debito versati”. All’interno della stessa sezione, negli appositi campi, vanno riportati, inoltre, il codice della sede Inps competente, la matricola Inps dell’azienda o della filiale.
A parte, invece, PI00 dedicata ai “Consulenti del lavoro – Consiglio provinciale di Pisa”, che trova posto nella sezione “Altri enti previdenziali e assicurativi” (secondo riquadro), in corrispondenza, delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”. Poi, nel “codice ente” si scrive “0005”, proseguendo, nei campi “codice sede” e “codice posizione”, è necessario riportare rispettivamente la sigla della provincia e il codice di iscrizione allo specifico Albo dei consulenti del lavoro. Nello spazio “periodo di riferimento”, infine, il periodo di competenza del contributo versato
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2) Non è soggetta ad Iva la somministrazione di pasti ai dipendenti
La somministrazione di pasti ai dipendenti non costituisce “prestazione di servizi” ai fini dell’IVA.
Infatti, secondo la sentenza n. 21290 del 20 ottobre 2016 della Cassazione, si tratta di una prestazione esclusa da Iva (art. 3, comma 3 del D.P.R. 633/72).
Nell’accogliere il ricorso di un imprenditore, la Suprema corte ha colto l’occasione per correggere la propria posizione in merito espresso con la decisione n. 3953 del lontano 1998.
Il giudice di legittimità, ha colto l’occasione per precisa re che i beni alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa vanno compresi tra i ricavi se destinati al consumo personale o familiare dell’imprenditore e alle spese se destinati ai dipendenti, con l’avvertimento che, nel caso di consumo personale o familiare dell’imprenditore, per i beni consumati da queste persone deve essere considerato il loro valore normale (diverso da quello costituente corrispettivo di quegli stessi beni in caso di cessione a terzi). I beni attribuiti ai dipendenti, invece, per la loro natura di costi non possono essere compresi tra gli elementi positivi del reddito e, quindi, il loro valore non costituisce elemento presuntivo di afferente percezione di reddito.

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3) Corte UE: operazione non …

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