Commercialisti: Decreto fiscale “rimandato al mittente”

Bocciatura dei Commercialisti ai contenuti del Decreto fiscale, decisamente delusi dal testo del Decreto Legge n. 193/2016, pubblicato da qualche giorno sulla Gazzetta Ufficiale.

Come è noto, difatti, il decreto non solo introduce nuovi adempimenti fiscali, ma non tratta minimamente il tema della semplificazioni. Un’assenza che secondo il presidente del CNDCEC Gerardo Longobardi è difficilmente giustificabile. Il tema delle semplificazioni, come è risaputo, è stato al centro di un tavolo di confronto tra professionisti e rappresentanti delle istituzioni che ha individuato una serie di interventi cd. “a costo zero” condivisi dall’Agenzia delle entrate e dal Ministero competente. Viceversa, il citato neo decreto, come scrive il CNDCEC al Ministro dell’Economia Padoan, introduce nuovi adempimenti fiscali non solo rendendo trimestrale l’obbligo di comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini del’Iva, fino a oggi annuale, ma aumentato di tutta una serie di dettagli prima non richiesti.

Monta, dunque, la protesta tra i professionisti per gli adempimenti anti-evasione introdotti dal governo con il D.L. n. 193/2016, soprattutto dopo che il tavolo tecnico istituito dal Mef con le categorie aveva prodotto nei mesi scorsi una bozza di decreto di semplificazioni poi svanita nel nulla.

Il Governo toglie lo “spesometro”, dall’altra aumenta gli adempimenti introducendo l’obbligo di comunicazione delle fatture emesse, di quelle ricevute e di quelle registrate, per i soggetti passivi; e questo ogni tre mesi (art. 4 del D.L. n. 193/2016)

Dunque, ecco che il nuovo adempimento sarà già in vigore dal 2017: Modificando l’art. 21 del D.L. 78/2010, il nuovo testo obbliga i soggetti passivi a comunicare in forma analitica almeno i dati delle parti dell’operazione, la data ed il numero di fattura, la base imponibile, l’aliquota IVA e la tipologia dell’operazione, entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre solare. Introducendo per l’omessa o errata trasmissione la sanzione minima di 25 euro a fattura.

Ma non è il solo obbligo di comunicazione che viene introdotto dal D.L., infatti, il neo decreto introduce un nuovo art. 21-bis del D.L. 78/2010, obbligando i soggetti passivi a comunicare in via telematica i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche IVA. La comunicazione dovrà avvenire anche nel caso di liquidazione con eccedenza a credito, ma saranno esonerati coloro che non sono tenuti alla presentazione della dichiarazione annuale IVA o all’effettuazione delle liquidazioni periodiche. È però anche in arrivo un credito di imposta di 100 euro (utilizzabile fino al 2018) destinato a coloro che hanno realizzato nel 2017 un volume di affari inferiore a 50mila euro nell’anno passato, Tale credito viene conferito per “il relativo adeguamento tecnologico”. Ma come osservato dall’Unione dei giovani commercialisti, si tratta di un importo ridicolo, poiché come è noto i costi dei software sono abbastanza alti. Tant’è che l’importo di 100 euro non basterebbe neppure come mini acconto per comprare il programma informatico. Infine, risulta anche un credito di imposta di 50 euro per gli stessi soggetti, qualora abbiano optato per la trasmissione telematica dei corrispettivi. Situazione veramente indecente.

27 ottobre 2016

Vincenzo D’Andò

Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it