Come cambieranno gli studi di settore e altre novità dalla Legge di Bilancio – Diario quotidiano del 21 ottobre 2016

Pubblicato il 21 ottobre 2016



1) Irap: niente da fare per lo studio associato anche se è eterogeneo
2) Quando l’atto di donazione può essere utile a contestare il redditometro
3) Provvedimenti in Gazzetta Ufficiale 245/2016
4) Prossima Legge di bilancio e bonus fiscale per ristrutturazione edilizia
5) Lavoro accessorio: ecco l’e-mail degli Ispettorati territoriali in Sicilia
6) Studi Settore: ecco come cambiano dai prossimi anni
7) Si avvicina il ritorno del Modello 770 unico (semplificato e ordinario)
8) Amministrazione straordinaria, commercialisti: garantire i requisiti professionali dei commissari
9) CNDCEC: differiti i termini della data delle elezioni del consiglio nazionale dei commercialisti
10) Lavoro accessorio: ecco le FAQ di Fondazione Studi C.d.L.
studi-di-settore-fiscooggiIndice: 1) Irap: niente da fare per lo studio associato anche se è eterogeneo 2) Quando l’atto di donazione può essere utile a contestare il redditometro 3) Provvedimenti in Gazzetta Ufficiale 245/2016 4) Prossima Legge di bilancio e bonus fiscale per ristrutturazione edilizia 5) Lavoro accessorio: ecco l’e-mail degli Ispettorati territoriali in Sicilia 6) Studi Settore: ecco come cambiano dai prossimi anni 7) Si avvicina il ritorno del Modello 770 unico (semplificato e ordinario) 8) Amministrazione straordinaria, commercialisti: garantire i requisiti professionali dei commissari 9) CNDCEC: differiti i termini della data delle elezioni del consiglio nazionale dei commercialisti 10) Lavoro accessorio: ecco le FAQ di Fondazione Studi C.d.L. ***

1) Irap: niente da fare per lo studio associato anche se è eterogeneo

E’ soggetto ad Irap lo studio associato anche se sia eterogeneo e cioè è composto da un commercialista e un avvocato.

Secondo la Corte di Cassazione, sentenza n. 21164 del 19 ottobre 2016, non rileva la circostanza che lavoratori autonomi svolgano professioni diverse.

La Suprema Corte ha, così, respinto il ricorso di uno studio legale commerciale associato. I professionisti avevano impugnato la cartella sostenendo di essere autonomi con attività differenti e di non potersi dunque supportare nella gestione del lavoro.

Già i giudici di merito (Ctp e Ctr) avevano respinto la tesi, confermando l’atto impositivo emesso dalle Entrate.

Dal canto suo, la Cassazione ha ora reso definitivo tale verdetto poiché il “presupposto dell'imposta regionale sulle attività produttive è l'esercizio abituale di un'attività autonomamente organizzata diretta alla produzione e allo scambio ovvero alla prestazione di servizi; ma quando l'attività è esercitata dalle società e dagli enti, che siano soggetti passivi dell'imposta a norma del dlgs 15 dicembre 1997, n. 446, art. 3, comprese quindi le società semplici e le associazioni senza personalità giuridica costituite fra persone fisiche per l'esercizio in forma associata di arti e professioni, essa, in quanto esercitata da tali soggetti, strutturalmente organizzati per la forma nella quale l'attività è svolta, costituisce ex lege, in ogni caso, presupposto d'imposta”. Si tratta di un principio che secondo la Corte è valido oltre che per società semplice, anche per gli studi associati.

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2) Quando l’atto di donazione può essere utile a contestare il redditometro

Il contribuente, che ha ricevuto in donazione un immobile, può contestare il redditometro che presume un reddito a seguito di un acquisto avvenuto tra coniugi o tra parenti in linea retta.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21142 del 19 ottobre 2016. Ma il giudice deve valutare gli elementi di prova.

Difatti, come deciso dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 41 del 25 febbraio 99, poiché la presunzione ha natura relativa, è possibile superarla fornendo la prova contraria, ovvero la prova che il trasferimento avesse effettivamente natura onerosa, essendo stato pagato un corrispettivo.

Per tale motivo, secondo la Corte Suprema, spetta, poi, al giudice, esprimersi sugli elementi di prova che, nel caso di specie, possano vincere la medesima presunzione, tra i quali potrebbe pesare anche il fatto che, dal punto di vista dell’imposizione indiretta, l’atto sia stato considerato quale trasferimento oneroso.

In particolare, al contribuente era stato emesso un accertamento sintetico ex art. 38 del DPR 600/73, atto a contestare l’acquisto immobiliare di un terreno, intervenuto tra il medesimo contribuente ed il padre (che risultava il cedente). Il contribuente si è difeso sostenendo che l’atto di acquisto fosse simulato, dal momento ché l’immobile era stato, in realtà, donato dal padre.

Assodato ciò, i giudici di legittimità hanno rilevato che la presunzione di donazione, per i trasferimenti di immobili e di partecipazioni operati tra coniugi o tra parenti in linea retta (art. 26 del DPR 131/86), si applica in relazione a qualunque tributo, in tutte le controversie, sia per un atto oneroso o gratuito.

Alla luce ciò, spiega la Cassazione, la presunzione, che consente di considerare donazioni i trasferimenti immobiliari intervenuti tra coniugi o tra parenti in linea retta, può essere utilizzata dal contribuente anche ai fini delle imposte dirette, per contestare l’accertamento sulla base del redditometro fatto dall’Agenzia delle Entrate che intende assoggettare ad imposizione il reddito derivante da un acquisto immobiliare eseguito tra parenti in linea retta.

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3) Provvedimenti in Gazzetta Ufficiale 245/2016

In relazione alla pubblicazione sulla G.U. del 19 ottobre 2016, di rilievo due misure apparse:

- Legge di ratifica dell’Accordo Italia-Andorra sullo scambio di informazioni fiscali

E’ stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2016, la Legge n. 190 del 3 ottobre 2016 sulla ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo italiano e quello del Principato di Andorra sullo scambio di informazioni in materia fiscale siglato a Madrid il 22 settembre 2015.

Con l’Accordo Italia e Principato di Andorra si prestano assistenza attraverso lo scambio di informazioni e l’applicazione delle leggi interne dei due Paesi relativamente alle imposte oggetto dell’Accordo.

- Modificato Decreto sul DURC on line

E’ stato pubblicato. sulla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2016, il Decreto 23 febbraio 2016, che modifica gli artt. 2 e 5 del DM 30 gennaio 2015, attuativo dell’art. 4 del D.L. 34/2014 e relativo alla “smaterializzazione” del DURC. In particolare, viene estesa la verifica di regolarità contributiva nei confronti delle Casse edili alle imprese che applicano il relativo contratto collettivo. - Risorse a favore delle PMI per l’ammodernamento tecnologico

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2016, il Decreto 7 luglio 2016 con la determinazione dell’ammontare delle risorse per il “Voucher” a favore delle micro, piccole e medie imprese per la digitalizzazione dei processi aziendali e l’ammodernamento tecnologico

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4) Prossima Legge di bilancio e bonus fiscale per ristrutturazione edilizia

Continuano le anticipazioni dei quotidiani sui contenuti della legge di Bilancio 2017 (varata dal Consiglio dei Ministri lo scorso 15 ottobre), in particolare in relazione alle agevolazioni per l’edilizia: l’ecobonus per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici viene dato come confermato fino al 2021 per i lavori realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali e degli Istituti autonomi per le case popolari. Anche il sisma bonus viene considerato come stabilizzato fino al 31 dicembre 2021 ed, inoltre, esteso alla zona sismica 3. Il beneficio sarà pari al 50%, da suddividere in 10 quote annuali.

Vengono anche confermate per tutto il 2017 le detrazioni del 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizia e per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe energetica elevata.

La legge di Bilancio 2017, varata dal Consiglio dei Ministri lo scorso 15 ottobre, porta numerose novità per i bonus edilizi. Non solo proroghe, ma una vera e propria nuova rimodulazione. Sul piatto 3 miliardi in tre anni.

Ecobonus prorogato

Secondo le anticipazioni che circolano, l’ecobonus del 65% per gli interventi di efficienza energetica verrà prorogato fino al 31 dicembre 2017.

Il beneficio sarà mantenuto in vita fino al 31 dicembre 2021 qualora gli interventi siano realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali e degli Istituti autonomi per le case popolari e la detrazione salirà al 70% per interventi sull'involucro e al 75% per miglioramento della prestazione energetica invernale e estiva.

Bonus ristrutturazioni e mobili

Sarebbe valida per tutto il 2017 la detrazione “potenziata” IRPEF del 50% per le ristrutturazioni edilizie. Verrebbe confermato anche l’importo massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare.

Un anno in più avrebbe anche il bonus mobili ed elettrodomestici. Fino al 31 dicembre 2017, quindi, i contribuenti che hanno effettuato lavori di ristrutturazione edilizia potrebbero usufruire della detrazione del 50%, per una spesa massima ammissibile di 10.000 euro, per l’acquisto di:

- mobili nuovi: letti - armadi - cassettiere librerie - scrivanie - tavoli sedie - comodini - divani poltrone - credenze materassi - apparecchi di illuminazione;

- grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), come rilevabile dall’etichetta energetica: frigoriferi - congelatori - lavatrici - asciugatrici lavastoviglie - apparecchi di cottura stufe elettriche - forni a microonde piastre riscaldanti elettriche apparecchi elettrici di riscaldamento radiatori elettrici - ventilatori elettrici - apparecchi per il condizionamento.

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5) Lavoro accessorio: ecco l’e-mail degli Ispettorati territoriali in Sicilia

La Regione Sicilia, integrando l’elenco allegato alla circolare dell’Ispettorato nazionale del lavoro, ha comunicato gli indirizzi di posta elettronica presso i quali i committenti che ricorrono alla prestazione di lavoro accessorio, devono inviare la nuova comunicazione preventiva.

L’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro della Regione Sicilia, con la nota n. 53459 del 19 ottobre 2016, ha”ufficializzato”le modalità comunicative delle prestazioni di Lavoro Accessorio, descritte dalla circolare n. 1/2016 dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Ecco di seguito l’e-mail alle quali andrà effettuata la relativa comunicazione:

Ispettorato territoriale del lavoro di Agrigento: ipagc00@regione.sicilia.it

Ispettorato territoriale del lavoro di Caltanisetta: ipclc00@regione.sicilia.it

Ispettorato territoriale del lavoro di Catania: ipctc00@regione.sicilia.it

Ispettorato territoriale del lavoro di Enna: ipenc00@regione.sicilia.it

Ispettorato territoriale del lavoro di Messina: ipme00@regione.sicilia.it

Ispettorato territoriale del lavoro di Palermo: ippac00@regione.sicilia.it

Ispettorato territoriale del lavoro di Ragusa: iprgc00@regione.sicilia.it

Ispettorato territoriale del lavoro di Siracusa: ipsrc00@regione.sicilia.it

Ispettorato territoriale del lavoro di Trapani: iptpc00@regione.sicilia.it

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6) Studi Settore: ecco come cambiano dai prossimi anni

Studi Settore: ecco come cambiano, niente controlli per chi risulta affidabile e rimborsi veloci: Casero, con dl collegato a manovra “premio” a fedeltà fiscale.

Dal 2017 non ci saranno più gli studi di settore e al loro posto saranno utilizzati degli “indici di fedeltà fiscale” con un meccanismo premiale: chi risulterà molto affidabile non subirà più controlli e avrà una corsia preferenziale per i rimborsi fiscali, che saranno così più veloci. Lo ha spiegato il viceministro del’Economia Luigi Casero, illustrando alcuni contenuti del decreto fiscale collegato alla manovra. L’obiettivo è che la riforma, che tra l’altro prevede che gli studi non si possano più usare per l'accertamento, vada a regime nel 2018.

Si tratterà, spiega Casero, di una operazione “in due tempi” che si avvia con il decreto fiscale e che poi sarà delineata nel dettaglio da diversi decreti ministeriali, basata “su 4 pilastri: l'eliminazione studi degli settore, visto che non potranno essere più utilizzati per l'accertamento per legge”. In secondo luogo “non potranno essere più richiesti dati già in possesso dell'amministrazione finanziaria, con l'obiettivo, quando la riforma sarà a regime, di non chiedere più dati ai contribuenti”. Il terzo pilastro è “l'eliminazione degli studi non efficienti/efficaci” come per “alcune categorie di professionisti che hanno un andamento dei ricavi” naturalmente altalenante, come “gli avvocati”. Il quarto pilastro è rappresentato “dagli elementi premiali”. L'analisi degli “indici di fedeltà”, infatti sarò fatta su un arco temporale “più ampio, guardando alla evoluzione storica” degli andamenti dei vecchi studi di settore (si parla di otto anni sotto esame nel loro complesso). “Chi sta nelle categorie più affidabili, chi ha un indice di fedeltà fiscale più alto, non subirà più controlli e accertamenti sulla dinamica normale del reddito”.

La logica è quella della “compliance”, già attuata con la dichiarazione dei redditi precompilata, dove chi accetta la documentazione già preparata dall'amministrazione fiscale senza modificarla non è più soggetto a controlli. “Il secondo elemento premiale - aggiunge Casero - è una dinamica più accelerata dei rimborsi”. La riforma sarà quindi attuata “progressivamente, con l'eliminazione di quelli inutili”.

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7) Si avvicina il ritorno del Modello 770 unico (semplificato e ordinario)

770 unitario: parte la sperimentazione. Una nota apparsa il 20 ottobre 2016 sul sito internet del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro “ufficializza” la notizia (anche se si potrebbe dire, niente di nuovo): Modello 770 unitario, al via la sperimentazione. Agenzia entrate ha illustrato il progetto.

Con la fusione del 770 ordinario e del modello semplificato, nel 2017, si avvierà una sperimentazione per utilizzare un solo 770 anche se, almeno nella fase iniziale, i professionisti potranno scegliere di mantenere separati gli invii. Il progetto dell'Agenzia delle entrate è stato illustrato il 19 ottobre ai professionisti.

L'Agenzia delle entrate ha illustrato anche i nuovi quadri della Cu 2017 relativi al welfare aziendale (imposta sostitutiva al 10%) e un nuovo quadro per i pignoramenti presso terzi effettuati nei confronti dei dipendenti.

Il 770 unico è ancora in una fase embrionale” spiega il segretario del Consiglio nazionale “si avrà una fusione del modello ordinario e semplificato mentre rimarrà come una facoltà la possibilità di trasmettere i dati dei due modelli insieme o distinti”. Ovvero “si tratta di uno snellimento che porta a ridurre in un unico modello, come era una volta”.

L’Agenzia ha affermato che allo stato attuale non sarà ancora possibile abolire il modello, anche se non è da escludere tale ipotesi per il futuro. Per i primi mesi del 2017 quando sarà avviato il tavolo con i professionisti per mettere a punto la sperimentazione del 770 unificato.

(Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, nota del 20 ottobre 2016)

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8) Amministrazione straordinaria, commercialisti: garantire i requisiti professionali dei commissari

Audizione del Consiglio nazionale dei commercialisti alla Camera. Longobardi: “Giusto razionalizzare la disciplina”.

Garantire i requisiti di professionalità, onorabilità e di indipendenza degli organi deputati all’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza. E’ la principale richiesta avanzata dal Consiglio nazionale dei commercialisti nel corso di un’audizione sulla delega al Governo su questa materia, tenutasi oggi presso la Commissione attività produttive, commercio e turismo della Camera dei deputati. Il presidente nazionale della categoria, Gerardo Longobardi, afferma come sia “condivisibile l’intenzione di unificare e razionalizzare la disciplina dell’amministrazione straordinaria attualmente frammentata in quattro provvedimenti normativi”. “La stratificazione dei provvedimenti normativi creatasi nel corso degli anni – spiega Longobardi - rende necessario il riordino della disciplina, con l’importante precisazione che la procedura di amministrazione straordinaria, connotandosi per la sua eccezionalità rispetto alle regole generali, dovrebbe essere riservata solo a imprese di dimensioni significative, il dissesto delle quali possa sensibilmente incidere sulla collettività, anche e soprattutto sotto il profilo della tutela dei livelli occupazionali”

I consiglieri nazionali delegati alla materia, Felice Ruscetta e Maria Rachele Vigani, affermano che la nuova disciplina dell’amministrazione straordinaria dovrebbe prevedere, con riferimento alle modalità di nomina del commissario, “l’inserimento di previsioni ad hoc relative alla designazione di iscritti ad Albi professionali esperti nella gestione delle imprese in crisi e nella predisposizione di piani di risanamento, in modo che la scelta possa ricadere anche sugli iscritti alla sezione A all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili”. Questi ultimi, secondo Ruscetta e Vigani, “sono soggetti a cui la legge riconosce specifica competenza nella predisposizione di piani di risanamento, nell’amministrazione e nella liquidazione di aziende, di patrimoni e singoli beni”. A parere del Consiglio nazionale dei commercialisti sarebbe anche opportuno “che il professionista abbia maturato un’adeguata competenza professionale, per almeno cinque anni, nelle procedure concorsuali o nella gestione della crisi di impresa, nella veste di curatore, di commissario giudiziale, di commissario liquidatore o di attestatore”.

Altro aspetto sottolineato dai commercialisti nel corso dell’audizione è quello relativo al comitato di sorveglianza, sul quale, a parere della categoria, “sarebbe opportuno sia delineare con maggiore precisione le funzioni sia prevedere requisiti specifici di professionalità”

(Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, nota del 20 ottobre 2016)

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9) CNDCEC: differiti i termini della data delle elezioni del consiglio nazionale dei commercialisti

La nota informativa n. 113 del 20 ottobre del Consiglio nazionale dei commercialisti rende noto il differimento della data delle elezioni per il rinnovo del Consiglio nazione dei dottori ed esperti contabili. Dunque, la data viene rinviata al 9 gennaio 2017.

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10) Lavoro accessorio: ecco le FAQ di Fondazione Studi C.d.L.

Dopo l’emanazione della circolare n. 1/2016 da parte dell’Ispettorato nazionale del lavoro relativa alle nuove comunicazioni per il lavoro accessorio, così come introdotte dal DLgs n. 185/16 (correttivo del Jobs Act) dall’8 ottobre 2016, la Fondazione studi dei Consulenti del lavoro ha diffuso una serie di FAQ per chiarire alcuni punti ancora controversi. Il seguente documento è stato pubblicato il 20 ottobre 2016 sul sito del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro:

1. A quale sede dell’Ispettorato devo inviare l’email con la nuova comunicazione, nell’ipotesi in cui la sede legale non coincida con il luogo di lavoro?

Nell’individuazione della sede dell’Ispettorato competente occorre riferirsi alla lettura del combinato disposto di cui agli art. 410 e 413 cpc. Per cui, anche in linea con la finalità ispettiva, ci si deve riferire alla sede competente per il luogo ove la prestazione si è svolta. Sul punto si veda anche la nota del Ministero del lavoro n. 14773 del 26 luglio 2016 sulla competenza territoriale in materia di vigilanza. Comunque si ritiene che ove la comunicazione venga indirizzata ad altra sede, il committente non può essere passibile di sanzioni, in quanto la comunicazione risulta effettuata. Ovviamente è sempre estremamente opportuno conservare copia delle email trasmesse.

2. Quanti lavoratori al massimo possono comunicare nell’email?

La comunicazione dovrà riguardare ogni singolo lavoratore, ma non si riscontra alcun limite di soggetto per ogni email.

3. E’ possibile effettuare la trasmissione dell’ email all’Ispettorato anche dall’indirizzo email del Consulente del Lavoro?

Si. Questo sia in analogia con le regole sul lavoro intermittente , sia perché la circolare n.1/16 non esclude espressamente questa possibilità.

4. Per l’invio dell’ email posso utilizzare la posta elettronica ordinaria o devo inviare una PEC?

L’invio può avvenire con posta elettronica ordinaria. Questo anche perché l’indirizzo che riceve non risulta essere un indirizzo PEC.

5. Quale regime sanzionatorio vige per il periodo dall’8 ottobre 2016 (data di entrata in vigore del DLgs correttivo) al 17 ottobre 2016 (data di emanazione della circolare dell’Ispettorato?

Sul tema si esprime espressamente la circolare 1/16 dell'INL. L'assenza di indicazioni operative nel corso di questo periodo ha impedito l'assolvimento dell'obbligo e la vigilanza dovrà tenerne conto.

6. Posso inviare un SMS invece dell’ email con i dati richiesti dalle nuove regole?

No. Fino alla creazione di un’apposita infrastruttura tecnologica, l’unica modalità ammessa dall’Ispettorato è quella indicata, cioè l’ email.

7. L’ email sostituisce l’attivazione del voucher (dichiarazione di inizio attività) all’Inps?

No. Si tratta di un adempimento aggiuntivo.

8. Le modifiche e le integrazioni come e quando vanno comunicate all’Ispettorato?

Per email e non oltre 60 minuti prima dell’attività alla quale si riferiscono, andranno comunicate anche modifiche e/o integrazioni.

9. Ogni email di comunicazione all’Ispettorato deve contenere l’indicazione di un solo giorno, oppure è ammesso l’invio di una email contenente più giorni di prestazione?

La norma prevede che i committenti imprenditori non agricoli o professionisti che ricorrono a prestazioni di lavoro accessorio sono tenuti, almeno 60 minuti prima dell'inizio della prestazione, a comunicare alla sede territoriale competente dell'INL, i dati anagrafici o il codice fiscale del lavoratore, indicando, altresì, il luogo, il giorno e l’ora di inizio e di fine della prestazione. Vista la finalità ispettiva dell’email, in un’unica comunicazione si possono indicare più giorni, purché le prestazioni vengano puntualmente distinte. Le eventuali modifiche delle giornate o degli orari, lo ricordiamo, andranno comunicate non oltre i 60 minuti prima delle attività cui si riferiscono.

10. Posso indicare nella stessa email più prestazioni per la stessa giornata?

Si, purché venga indicato anche l’orario con l’inizio e la fine di ogni prestazione (esempio dalle ore 8.00 alle ore 10.00 e dalle ore 21.00 alle ore 24.00).

Vincenzo D’Andò