Studi di settore anni 2012 - 2014: la comunicazione delle anomalie

Premessa generale
Come noto, la Legge di Stabilità 2015, Legge n.190-2014, ha introdotto una specifica forma di collaborazione tra contribuente ed Agenzia Entrate (compliance fiscale e ravvedimento operoso), che consiste nella messa a disposizione del contribuente (o del suo intermediario) “degli elementi e delle informazioni in suo possesso acquisiti direttamente o pervenuti da terzi, relativi anche ai ricavi e compensi, ai redditi, al volume d’affari e al valore della produzione”, nonché a deduzioni/detrazioni d’imposta.
Con il Provvedimento n. 85525/2016 l’Agenzia delle Entrate ha predisposto l’invio delle comunicazioni di anomalia ai fini degli studi di settore per il triennio 2012-2014 riguardanti 62 tipologie di anomalie ovvero: 54 casi riguardano esclusivamente attività d’impresa; 3 casi riguardano esclusivamente attività professionali; 5 casi riguardano entrambe le tipologie di reddito.

Nota: l’invio della comunicazione di anomalia può essere fatta agli intermediari delegati se il contribuente ha effettuato tale scelta nel modello Unico e se l’intermediario ha accettato di ricevere le comunicazioni ovvero, in mancanza di delega, tramite Pec con invito ad accedere al proprio cassetto fiscale (l’invio potrà inoltre essere effettuato tramite mail o SMS, nel caso dei soggetti direttamente abilitati ai servizi telematici delle Entrate).
L’Agenzia inserisce quindi nel “setto fiscale dell’interessato (a cui può accedere anche l’eventuale intermediario delegato) la comunicazione in oggetto e le stesse informazioni sono messe a disposizione anche della Guardia di Finanza (per accedere al cassetto fiscale occorre essere in possesso del PIN specifico).

ELENCO DELLE PRINCIPALI ANOMALIE SEGNALATE
* incoerenza tra rimanenze finali del periodo 2013 e le esistenze iniziali relative al periodo 2014;
* incoerenza tra la mancata indicazione del valore dei beni strumentali e l’indicazione delle relative quote di ammortamento in presenza di beni strumentali dichiarati nel modello
* incoerenza nella gestione del magazzino (durata delle scorte molto alta e, comunque, superiore a quella registrata mediamente per le imprese del settore), accompagnata da un incremento delle rimanenze finali
* l’indicatore “Incidenza dei costi residuali di gestione” calcolato rispetto ai ricavi dichiarati (quadro F) risulta superiore al doppio della soglia massima e i costi residuali superano euro 5.000
* l’indicatore “Incidenza delle altre componenti negative” calcolato rispetto ai compensi dichiarati (quadro G) risulta superiore al doppio della soglia massima e le altre componenti negative superano euro 5.000
* presenza di soci con percentuale di lavoro prestato inferiore al 50%, assenza di altro personale e un numero di giornate di apertura superiori a 300
* incoerenze relative l’omessa indicazione del valore dei beni strumentali
* incoerenze tra i dati contabili indicati nel quadro F o G della comunicazione dei dati rilevanti relativa al 2013 e gli stessi dati indicati nel modello UNICO 2014
* incoerenze dovute alla non corretta indicazione di una o più delle seguenti informazioni: numero di “Soci o associati che prestano attività nello studio” (per gli studi associati); numero di “Ore settimanali dedicate all’attività”; numero di “Settimane di lavoro nell’anno”
* incoerenze conseguenti l’indicazione per gli anni 2012, 2013 e 2014 della causa di esclusione dagli studi riconducibile ad “Altre situazioni di non normale svolgimento dell’attività” – codice 7
* imprese che hanno indicato incongruenze relative al costo del venduto, imprese che hanno indicato utili spettanti agli associati in partecipazione con apporto di solo lavoro e non hanno indicato il numero e/o la percentuale di lavoro prestato dagli associati
* imprese che hanno indicato spese per la locazione di immobili e hanno omesso di indicare le relative superfici delle …

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