Studi di settore anni 2012 – 2014: la comunicazione delle anomalie

di Celeste Vivenzi

Pubblicato il 14 settembre 2016

le comunicazioni di anomalia ai fini degli studi di settore per il triennio 2012-2014 riguardano ben 62 tipologie di anomalie: in questo articolo vediamo quali possono essere quelle più comuni riscontrate dal fisco e le possibili giustificazioni e risposte da parte dei contribuenti

studisettore_immaginePremessa generale

Come noto, la Legge di Stabilità 2015, Legge n.190-2014, ha introdotto una specifica forma di collaborazione tra contribuente ed Agenzia Entrate (compliance fiscale e ravvedimento operoso), che consiste nella messa a disposizione del contribuente (o del suo intermediario) “degli elementi e delle informazioni in suo possesso acquisiti direttamente o pervenuti da terzi, relativi anche ai ricavi e compensi, ai redditi, al volume d’affari e al valore della produzione”, nonché a deduzioni/detrazioni d’imposta.

Con il Provvedimento n. 85525/2016 l’Agenzia delle Entrate ha predisposto l’invio delle comunicazioni di anomalia ai fini degli studi di settore per il triennio 2012-2014 riguardanti 62 tipologie di anomalie ovvero: 54 casi riguardano esclusivamente attività d’impresa; 3 casi riguardano esclusivamente attività professionali; 5 casi riguardano entrambe le tipologie di reddito.

Nota: l'invio della comunicazione di anomalia può essere fatta agli intermediari delegati se il contribuente ha effettuato tale scelta nel modello Unico e se l’intermediario ha accettato di ricevere le comunicazioni ovvero, in mancanza di delega, tramite Pec con invito ad accedere al proprio cassetto fiscale (l'invio potrà inoltre essere effettuato tramite mail o SMS, nel caso dei soggetti direttamente abilitati ai servizi telematici delle Entrate).

L’Agenzia inserisce quindi nel “setto fiscale dell’interessato (a cui può acceder