Il capitale di SRL si può versare con un semplice assegno bancario? - Diario quotidiano del 23 settembre 2016

Indice:

1) Se il fabbricato non è abitabile allora la riduzione ai fini Imu è implicita

2) L’artigiano che è anche dipendente non si deve adeguare agli studi di settore

3) Nuovo piano del governo per gli imprenditori

4) Debutta nel Modello Unico il credito d’imposta per la ricerca e sviluppo

5) Costituzione Srl: versamento iniziale con assegno o meno ?

6) Nullità della cartella esattoriale notificata al curatore

7) Agevolazioni “Zone franche urbane-Emilia”: l’Agenzia risponde ai quesiti

9) L’Inps avvia il processo di programmazione e budget per l’anno 2017

10) Contributi su maternità autonome: sull’indennità non vanno pagati i contributi

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1) Se il fabbricato non è abitabile allora la riduzione ai fini Imu è implicita
La Corte di cassazione, con la sentenza 18453 del 21 settembre 2019, ha affermato che il contribuente ha diritto allo sconto sull’Ici/Imu dovuta se il fabbricato inagibile o inabitabile è noto al comune. Non occorre, dunque, la denuncia. I giudici di legittimità hanno precisato che al contribuente non può essere richiesta documentazione già in possesso della pubblica amministrazione. Nessuna altra prova avrebbe dovuto essere richiesta al contribuente. Ai fini Ici, l’articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 504/92, prevedeva una duplice procedura, alternativa, per il riconoscimento dell’agevolazione. Tale disciplina non è poi mutata con l’avvento del Dl 201/11.
La Corte ha, quindi, dato ragione al contribuente affermando che al cittadino non può essere chiesta alcuna documentazione che non sia già in possesso della pubblica amministrazione. Tra l’altro il comune aveva emesso l’ordinanza di sgombero dell’immobile stesso.

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2) L’artigiano che è anche dipendente non si deve adeguare agli studi di settore
Non serve l’adeguamento ai fini degli studi di settore per l’artigiano che al contempo è anche dipendente.
La Corte di Cassazione, con la sentenza 18447 del 21 settembre 2016, ha infatti stabilito che è illegittima la rettifica nei confronti dell’artigiano che non si sia adeguato agli studi di settore, se riesce a provare di essere anche lavoratore dipendente.
Il tutto è scaturito da una rettifica di maggiori ricavi effettuata dall’Agenzia delle entrate nei confronti di un elettricista.
Al contribuente veniva contestato maggior reddito sul presupposto che per un periodo di imposta avesse emesso una sola fattura, per di più di importo particolarmente basso. Per l’ufficio tale reddito, oltre a presentare un forte scostamento dagli studi di settore, palesava un comportamento antieconomico per la nomina di un responsabile tecnico adibito alla certificazione tecnica.
L’atto veniva impugnato davanti alla Ctp che accoglieva il ricorso. La sentenza veniva riformata dalla Ctr. Per il giudice di appello a nulla rilevava il fatto che l’artigiano fosse dipendente di una società e che per questo poteva svolgere l’attività autonoma solo marginalmente.
Il contribuente ha dovuto perciò presentare ricorso in cassazione, sede in cui è stato accolto.
Dunque, le maggiori entrate derivanti dal lavoro dipendente possono giustificare quei comportamenti ritenuti antieconomici, perché, niente di strano che in attesa di tempi migliori l’artigiano possa pagare (magari anticipare) quanto dovuto al responsabile tecnico fresco di nomina.

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3) Nuovo piano del governo per gli imprenditori
Il ministro allo Sviluppo economico, alla presenza del presidente del consiglio, ha presentato presso il Museo della Scienza e della Tecnica, Leonardo da Vinci, di Milano un pacchetto di agevolazioni doc per la cd. “Industria 4.0”.
Tre gli incentivi principali:
– l’iperammortamento al 250%;
– un credito d’imposta alla ricerca potenziato, con il bonus massimo per contribuente che passa da 5 mln a 20 mln di euro;
detrazioni fiscali fino al 30% per chi investe fino a un mln di euro in start-up e pmi …

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