Sistema tessera sanitaria: identificati i soggetti che devono inviare i dati per il 2016 – diario quotidiano del 15 settembre 2016

Pubblicato il 15 settembre 2016



1) Assegnazione o cessione dei beni ai soci: codici tributo per i versamenti
2) Nuovo Codice dell’amministrazione digitale: pubblicato in Gazzetta Ufficiale
3) Rideterminati i compensi a C.A.F. e professionisti abilitati allo svolgimento dell'assistenza fiscale
4) Dichiarazione dei redditi precompilata: ecco gli ulteriori soggetti tenuti alla trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria
5) Adeguati gli importi sulla tassazione a carico di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada
6) L’Agenzia invia 90mila nuove lettere ai contribuenti per ravvedersi sul 2012
7) Contenzioso tributario: è inesistente la notifica di atti tra le parti con l’utilizzo della PEC
8) Canoni del demanio marittimo: si pagano con l’F24 Elide
9) “Super ammortamento” per i gratuitamente devolvibili: risoluzione delle Entrate
10) Dichiarazione annuale IVA per il periodo d’imposta 2015: circolare di Assonime
ORDINATEURIndice: 1) Assegnazione o cessione dei beni ai soci: codici tributo per i versamenti 2) Nuovo Codice dell’amministrazione digitale: pubblicato in Gazzetta Ufficiale 3) Rideterminati i compensi a C.A.F. e professionisti abilitati allo svolgimento dell'assistenza fiscale 4) Dichiarazione dei redditi precompilata: ecco gli ulteriori soggetti tenuti alla trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria 5) Adeguati gli importi sulla tassazione a carico di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada 6) L’Agenzia invia 90mila nuove lettere ai contribuenti per ravvedersi sul 2012 7) Contenzioso tributario: è inesistente la notifica di atti tra le parti con l’utilizzo della PEC 8) Canoni del demanio marittimo: si pagano con l’F24 Elide 9) “Super ammortamento” per i gratuitamente devolvibili: risoluzione delle Entrate 10) Dichiarazione annuale IVA per il periodo d’imposta 2015: circolare di Assonime *** 1) Assegnazione o cessione dei beni ai soci: codici tributo per i versamenti Assegnazione o cessione dei beni ai soci ed estromissione dei beni dall’impresa individuale con mini imposta agevolata: ecco i codici tributo per i versamenti. Pronti i codici tributo per pagare l’imposta sostitutiva prevista per le assegnazioni o cessioni di beni ai soci, introdotta dalla Legge di Stabilità 2016. L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 73/E del 14 settembre 2016, ha, infatti, istituito i codici per i versamenti da parte dei soggetti che intendono accedere ai suddetti regimi agevolati. In precedenza, la stessa Agenzia con la circolare n. 26/E dello scorso 1° giugno 2016 ha illustrato le modalità per usufruire della nuova disciplina di favore. L’articolo 1, commi da 115 a 120, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, ha introdotto un regime fiscale agevolato per consentire l’assegnazione e la cessione agevolata ai soci di alcuni beni immobili e beni mobili iscritti in pubblici registri, non utilizzati come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa, nonché per la trasformazione in società semplici delle società che hanno per oggetto esclusivo o principale la gestione dei beni stessi. Inoltre, il comma 121 della Legge di Stabilità 2016 prevede l’applicazione di una imposta sostitutiva agevolata anche per l’estromissione dei beni immobili strumentali dal patrimonio dell’impresa individuale, di cui all’articolo 43, comma 2, del Tuir. L’imposta sostitutiva va pagata in due tranche: il 60% entro il 30 novembre 2016 e il restante 40% entro il 16 giugno 2017. Ecco i nuovi codici - Il versamento dell’imposta va effettuato tramite modello F24 utilizzando i seguenti tre codici: - “1836” denominato “Imposta sostitutiva per l’assegnazione, cessione dei beni ai soci o società trasformate - articolo 1, comma 116, della legge 28 dicembre 2015, n. 208”; - “1837” denominato “Imposta sostitutiva sulle riserve in sospensione d’imposta annullate per effetto dell’assegnazione dei beni ai soci o società trasformate - articolo 1, comma 116, della legge 28 dicembre 2015, n. 208”; - “1127”, già operativo dal 2008, ma che viene ridenominato “Imposta sostitutiva per l’estromissione dei beni immobili strumentali dall’impresa individuale - articolo 1, comma 121, della legge 28 dicembre 2015, n. 208”. ****** 2) Nuovo Codice dell’amministrazione digitale: pubblicato in Gazzetta Ufficiale Con l’istituzione del cd. “domicilio digitale” i cittadini riceveranno sulla propria casella di posta elettronica certificata tutte le notifiche e comunicazioni. Potranno, inoltre, indicare la propria casella al comune di residenza per facilitare le comunicazioni con le p.a. L’accesso sarà attraverso il pin unico (il sistema Spid), in collegamento con l’Anagrafe nazionale della popolazione residente. E sempre attraverso Spid si potrà accedere ai servizi pubblici con unico nome utente e unica password. È stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 214 del 13 settembre 2016, il DLgs. 26 agosto 2016 n. 179, recante modifiche e integrazioni al Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) di cui DLgs. 82/2005, in attuazione dell’art. 1 della L. 124/2015. Le pubbliche amministrazioni saranno obbligate ad accettare pagamenti attraverso i sistemi elettronici, inclusi gli strumenti di micro pagamento e il credito telefonico. Gli enti che non si adegueranno alla rivoluzione digitale rischieranno di subire azioni collettive, vere e proprie class action, da parte dei cittadini. Con la modifica dell’art. 40, comma 1 del CAD viene esteso l’obbligo già previsto a carico delle P.A. di formare gli originali dei propri documenti con mezzi informatici, anche ai documenti inerenti ad albi, elenchi e pubblici registri. Vengono anche abrogati i commi 3 e 4 del medesimo articolo, che rinviavano a un apposito regolamento per l’individuazione di categorie di documenti amministrativi che potevano essere redatti in originale anche su supporto cartaceo “in relazione al particolare valore di testimonianza storica ed archivistica che sono idonei ad assumere” (art. 32 del DLgs. 179/2016). Viene però di fatto rinviato il termine prima previsto dall’art. 17, comma 2 del DPCM 13 novembre 2014 per il 12 agosto, ai fini dell’operatività di tale obbligo (art. 61, comma 1 del DLgs. 179/2016). Infatti, con il DPCM 13 novembre 2014 sono state definite, in attuazione del DLgs. 82/2005, le regole tecniche in materia di formazione, trasmissione, copia, duplicazione, riproduzione e validazione temporale dei documenti informatici e formazione e conservazione dei documenti informatici delle P.A. L’art. 17, comma 2 del DPCM citato, entrato in vigore lo scorso 11 febbraio 2015, lasciava ancora 18 mesi di tempo, da tale data, per consentire specificatamente alle P.A. l’adeguamento dei propri sistemi di gestione informatica dei documenti, decorso il quale si sarebbero dovute applicare le nuove regole tecniche. Adesso il DLgs. in commento inserisce una sospensione di tale termine fino all’adozione di un DM con il quale saranno aggiornate, entro quattro mesi dall’entrata in vigore del DLgs., prevista nella data di oggi, le regole tecniche di cui all’art. 71 del CAD. Rimane ferma la possibilità per le PA di adeguarsi prima. Formazione dei fascicoli informatici Secondo l’art. 3, comma 1 del DPCM 13 novembre 2014 (richiamato in generale dal successivo art. 9, comma 1) il documento informatico può essere formato secondo le seguenti modalità: - redazione con appositi strumenti software; - acquisizione di un documento informatico per via telematica o su supporto informatico, acquisizione della copia per immagine su supporto informatico di un documento analogico o acquisizione della copia informatica di un documento analogico; - registrazione informatica delle informazioni risultanti da transazioni o processi informatici o dalla presentazione telematica di dati attraverso moduli o formulari resi disponibili all’utente; - generazione o raggruppamento, anche in via automatica, di un insieme di dati o registrazioni, provenienti da una o più basi dati, anche appartenenti a più soggetti interoperanti, secondo una struttura logica predeterminata e memorizzata in forma statica. Il documento informatico si considera immodificabile se costituito in modo che forma e contenuto non siano alterabili durante le fasi di tenuta e accesso e ne sia garantita la staticità nella fase di conservazione (art. 3, comma 2 del DPCM). ****** 3) Rideterminati i compensi a C.A.F. e professionisti abilitati allo svolgimento dell'assistenza fiscale Il Decreto del Ministero dell’Economia e Finanze del 1 settembre 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 214 del 13 settembre 2016, ha rideterminato i compensi spettanti a C.A.F. e professionisti abilitati allo svolgimento dell'assistenza fiscale. Per i modelli in cui vengono apportate modifiche ai dati indicati nella dichiarazione precompilata, i compensi sono pari a: 16,60 euro, per l’assistenza fiscale prestata nel 2016; 17,70 euro, a partire dal 2017. I compensi raddoppiano, diventando rispettivamente pari a 28,60 euro, 33,20 euro e 35,40 euro, in caso di elaborazione e trasmissione dei modelli 730 in forma congiunta. Quando invece le modifiche comportano integrazioni anche in aggiunta a variazioni dei dati della precompilata, per ciascuna dichiarazione il compenso è fissato in: 18,30 euro, a partire dal 2016. Gli stessi compensi spettano anche per l’elaborazione e trasmissione dei modelli in caso di mancata predisposizione della precompilata da parte dell’Agenzia delle Entrate. Il medesimo decreto, infine, specifica che, qualora le somme spettanti a Caf e professionisti in base alle nuove “tariffe” risultino complessivamente superiori alle risorse stanziate, i singoli compensi saranno rideterminati con decreto ministeriale per non oltrepassare il tetto di spesa autorizzato. ****** 4) Dichiarazione dei redditi precompilata: ecco gli ulteriori soggetti tenuti alla trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria Con il Decreto 1 settembre 2016 del Ministero dell’Economia e Finanze, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 214 del 13 settembre 2016, vengono creati gli ulteriori soggetti tenuti alla trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria, dei dati relativi alle spese sanitarie e alle spese veterinarie, ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata. Sono ora obbligati alla trasmissione dei dati anche: - Le parafarmacie; - gli iscritti agli Albi professionali degli psicologi; - gli iscritti agli Albi professionali degli infermieri; - gli iscritti agli Albi professionali delle ostetriche; - gli iscritti agli Albi professionali dei tecnici sanitari di radiologia medica; - gli esercenti l’arte sanitaria ausiliaria di ottico. Per l’elaborazione della dichiarazione precompilata da parte dell’Agenzia, tali soggetti devono inviare i dati delle spese sanitarie sostenute dalle persone fisiche, che possono beneficiare della detrazione IRPEF del 19% ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. c) del TUIR, al Sistema tessera sanitaria, gestito dal Ministero dell’Economia – Ragioneria generale dello Stato. Analogo obbligo viene previsto in capo agli iscritti agli Albi professionali dei veterinari, in relazione ai dati delle spese veterinarie sostenute dalle persone fisiche e riguardanti le tipologie di animali individuate dal DM n. 289/2001, che possono beneficiare della detrazione IRPEF del 19% ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. c-bis) del TUIR. I nuovi obblighi di comunicazione si applicano ai dati relativi alle spese sanitarie o veterinarie sostenute dal 1° gennaio 2016, in modo da poter essere utilizzati per la precompilazione dei modelli 730/2017 e Unico PF 2017, da rendere disponibili entro il 15 aprile 2017. Per effetto del nuovo obbligo di comunicazione dei dati, viene previsto che i dati trasmessi al Sistema tessera sanitaria siano esclusi dal c.d. “spesometro”, di cui all’art. 21 del DL 78/2010. Si attendono ora gli ulteriori provvedimenti attuativi. ****** 5) Adeguati gli importi sulla tassazione a carico di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada Il Ministero dei trasporti, con il Decreto 7 luglio 2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 214 del 13 settembre 2016, ha aggiornato gli importi relativi alla tassazione a carico di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada per l’uso di alcune infrastrutture (di cui agli allegati III-ter e IV del Decreto legislativo n. 7 del 25 gennaio 2010). Dunque, l’art. 1 del provvedimento modifica gli allegati III-ter e IV del Dlgs n. 7/2010 1. Al fine di aggiornarne i relativi importi in adeguamento agli importi dell’allegato II, nonché delle tabelle 1 e 2 dell'allegato III-ter della direttiva 1999/62/CE, agli allegati del citato decreto vengono apportate le seguenti modifiche: a) l'allegato III-ter, recante «Importo massimo dell'onere medio ponderato per i costi esterni», che comprende, a sua volta, la tabella 1, concernente il «Costo imputabile massimo dell'inquinamento atmosferico» e la tabella 2, concernente il «Costo imputabile massimo dell'inquinamento acustico», é sostituito dall'allegato 1, che costituisce parte integrante del presente decreto; b) l'allegato IV, recante «Importo massimo in euro dei diritti d'utenza, comprese le spese amministrative» è sostituito dall'allegato 2, che costituisce parte integrante del presente decreto. Clausola di invarianza Infine, l’art. 2 dispone che dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi né maggiori oneri a carico della finanza pubblica. ****** 6) L’Agenzia invia 90mila nuove lettere ai contribuenti per ravvedersi sul 2012 Nuova tranche di 90mila lettere per segnalare ai contribuenti possibili anomalie nei redditi 2012: l’Agenzia delle entrate mette a disposizione il software gratuito denominato “Calcolo di sanzioni e interessi del ravvedimento”. Arriva l’applicativo del Fisco che aiuta a calcolare gli importi del ravvedimento. L’Agenzia invia 90mila nuove lettere con le informazioni utili per permettere ai contribuenti persone fisiche di rimediare agli errori commessi nelle dichiarazioni dei redditi 2012 e pubblica sul proprio sito un “calcolatore” online gratuito, realizzato proprio per aiutarli a fruire delle sanzioni ridotte del ravvedimento operoso nell’ipotesi in cui abbiano ricevuto una comunicazione di promozione della compliance per l’anno d’imposta 2012. Grazie al nuovo strumento è già possibile calcolare con poche semplici operazioni le sanzioni e gli interessi derivanti dal ravvedimento per Irpef, addizionali e contributo di solidarietà. Su questi due fronti si rinnova ancora una volta l’impegno dell’Agenzia a migliorare e intensificare il dialogo e la collaborazione con i cittadini. In ogni caso, chi riceverà la lettera del Fisco potrà mettersi in contatto con l’Agenzia per chiarire subito la propria posizione, evitando che l’anomalia si traduca in futuro in un avviso di accertamento vero e proprio. Questo sia se dal confronto emergerà che il contribuente non ha commesso errori, sia nel caso in cui il cittadino voglia regolarizzare in maniera agevolata la propria posizione con le sanzioni ridotte previste dal nuovo ravvedimento operoso. Cosa contengono le lettere di compliance Con questa tranche di comunicazioni l’Agenzia fornisce ai cittadini informazioni su alcuni redditi, che, dai dati in possesso delle Entrate, risulterebbero non dichiarati, in tutto o in parte, nella dichiarazione modello Unico o 730 presentata nel 2013. Le lettere rientrano nel nuovo approccio taxpayer friendly, che consiste nel sottoporre al contribuente eventuali errori o dimenticanze per permettergli di verificarle prima che venga emesso l’avviso di accertamento. Nella tabella seguente vengono descritti alcuni esempi di incroci di informazioni che hanno fatto emergere delle anomalie. Redditi che non risultano dichiarati Fonte informazione che ha consentito l’incrocio Redditi di lavoro dipendente e assimilati Modello 770 presentato dal sostituto d’imposta Assegni periodici corrisposti dall’ex coniuge Modello 730 o Modello Unico presentato dall’ex coniuge Redditi di partecipazione in società di persone, in società a responsabilità limitata a ristretta base proprietaria che hanno optato per il regime della trasparenza Modello Unico Società di Persone o Modello Unico Società di Capitali presentato dalla società Redditi di capitale relativi a utili corrisposti da società di capitale o enti commerciali Modello 770 presentato dalla società Redditi di lavoro autonomo non derivante da attività professionale e alcune tipologie di redditi diversi Modello 770 presentato dal sostituto d’imposta Redditi di impresa derivanti da plusvalenze e/o sopravvenienze attive (rata annuale) Opzione per la rateizzazione espressa dal contribuente nel Modello Unico PF Il percorso delle comunicazioni Le lettere saranno recapitate tramite posta ordinaria. Il dettaglio di tutti gli elementi di anomalia riscontrati sarà invece disponibile all’interno del cassetto fiscale, nella nuova sezione “L’Agenzia scrive”, dedicata alle comunicazioni pro compliance. Cosa fare e chi contattare Se il contribuente ammette i propri errori, può correggerli tramite il ravvedimento operoso, presentando una dichiarazione integrativa e versando le maggiori imposte dovute, i relativi interessi e le sanzioni correlate alla infedele dichiarazione in misura ridotta. Per effettuare il pagamento, occorre indicare nel modello F24 il codice atto riportato in alto a sinistra sulla comunicazione. Per informazioni relative al contenuto della comunicazione o per fornire precisazioni utili a eliminare l’incongruenza segnalata, nel caso in cui il contribuente ritenga che i dati originariamente riportati nella dichiarazione dei redditi siano corretti, sono invece a disposizione i numeri 848.800.444, da telefono fisso (tariffa urbana a tempo) e 06/96668907, da cellulare (costo in base al piano tariffario applicato dal proprio gestore), dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17. In entrambi i casi occorre selezionare l’opzione “servizi con operatore > comunicazione accertamento”. In alternativa, è possibile contattare uno degli Uffici Territoriali della Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate o utilizzare Civis, il canale di assistenza dedicato agli utenti dei servizi telematici, che consente di inviare in formato elettronico gli eventuali documenti utili. Tutti gli step per ravvedersi Grazie a questa nuova e più avanzata forma di comunicazione con il Fisco, i contribuenti che riceveranno la lettera potranno regolarizzare gli errori e le omissioni eventualmente commesse con le modalità previste dall’istituto del ravvedimento operoso (articolo 13 del Dlgs n. 472/1997). Per le tipologie di anomalie indicate nella tabella riportata sopra, è possibile fruire della sanzione ridotta pari al 15% della maggiore imposta determinata (ossia un sesto della sanzione minima – 90% – prevista in caso di infedele dichiarazione). Proprio per agevolare il contribuente nel calcolo delle sanzioni e degli interessi dovuti l’Agenzia mette a disposizione da oggi sul proprio sito un programma di ausilio gratuito denominato “Calcolo di sanzioni e interessi del ravvedimento”. Lo strumento è raggiungibile online al seguente percorso: home - servizi online – servizi fiscali – servizi senza registrazione. L’applicazione non consente di quantificare gli importi dovuti per il ravvedimento da infedele dichiarazione per Irap e Iva, né le sanzioni ridotte da ravvedimento in presenza di “violazioni periodiche”. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 176 del 14 settembre 2016) ****** 7) Contenzioso tributario: è inesistente la notifica di atti tra le parti con l’utilizzo della PEC Contenzioso tributario: è inesistente la notifica di atti tra le parti con l’utilizzo della PEC prima dell’approvazione delle regole tecniche di attuazione del processo tributario telematico. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 17941 del 12 settembre 2016, che ha rigettato il ricorso presentato dall’Agenzia delle entrate. La Suprema Corte osserva che non è ammessa per la notificazione degli atti in materia tributaria, se non espressamente disciplinata dalle specifiche relative disposizioni. Viene altresì osservato che l’ultimo comma dell’art. 3 bis della legge n. 53/1994, quale introdotto dall’art. 46, comma 2 del d.l. 24 giugno 2014, n. 90, convertito in legge 11 agosto 2014, n., 114, in vigore dal 26 giugno 2014, stabilisce che sono escluse dalla disciplina dettata dai commi 2 e 3 del suddetto art. 3 bis della legge n. 53/1994 le notifiche relative al giudizio amministrativo, restando anche attraverso detta disposizione confermato che le norme tecniche per la notifica mediante posta elettronica certificata dettata per il processo civile non potessero trovare applicazione nel processo tributario neppure quale giudizio d’impugnazione sull’atto amministrativo tributario. A ciò consegue l’impossibilità che nella fattispecie possa assumersi l’equivalenza della trasmissione del documento informatico per via telematica alla notificazione per mezzo della posta, stabilita dall’art. 48, comma 2, del d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82 (codice dell’amministrazione digitale, solo "salvo che la legge disponga altrimenti". Nel caso di specie, la ricognizione del quadro normativo di riferimento alla data del 5 dicembre 2014, epoca di avvenuta notifica della sentenza della CTR a mezzo PEC all’Agenzia delle Entrate da parte del difensore, porta a rilevare che l’art. 16 del d.lgs. n. 546/1992 nel testo allora vigente (quale modificato, con l’aggiunta del comma 1 bis, dall’art. 39, comma 8 del d.l. 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, nella legge 15 luglio 2011, e modificato dall’art. 49, comma 1 del 24 giugno 2014, n. 90, convertito in legge 11 agosto 2014, n. 114), prevedeva che le sole comunicazioni di segreteria potessero essere effettuate mediante l’utilizzo della posta elettronica certificata. La materia risulta oggi ridefinita, a seguito dell’entrata in vigore del d. lgs. 24 settembre 2015, n. 156 di revisione, tra l’altro, della disciplina del contenzioso tributario. Abrogato il comma 1 bis dell’art. 16, è stato aggiunto, infatti, l’art. 16 bis al d.lgs. n. 546/1992, il cui attuale 3° comma, per quanto qui specificamente rileva, prevede che "le notificazioni tra le parti e i depositi presso la competente Commissione tributaria possono avvenire in via telematica secondo le disposizioni contenute nel decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 23 dicembre 2013, n. 163 e dei relativi decreti di attuazione". L’art. 3, comma 3 del d.m. n. 163/2013 ha demandato, in particolare, per quanto qui rileva, a successivi decreti del Ministero dell’economia e delle finanze d’individuare le regole tecnico - operative per le operazioni relative all’abilitazione al S.I.Gi.T. (Sistema informativo della giustizia tributaria), alla costituzione in giudizio mediante deposito, alla comunicazione e alla notificazione, alla consultazione e al rilascio di copie del fascicolo informatico, all’assegnazione dei ricorsi e all’accesso dei soggetti di cui al comma 2 del suddetto articolo, nonché alla redazione e deposito delle sentenze, dei decreti e delle ordinanze. Il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 4 agosto 2015 ha quindi previsto, in attuazione della disposizione dell’art. 3, comma 3 del d.m. n. 163/2013, le specifiche tecniche volte alla disciplina dell’uso di strumenti informatici e telematici nel processo tributario. Ne deriva, dal sistema normativo così ricostruito, che le notifiche a mezzo posta elettronica certificata nel processo tributario sono consentite laddove è operativa la disciplina del c.d. processo tributario telematico. Al riguardo va precisato che, in deroga alla generale previsione di entrata in vigore della riforma di cui al d.lgs. n. 156/2015 del contenzioso tributario, fissata al 1° gennaio 2016 dal comma 1 dell’art. 12 dello stesso decreto, il comma 3 del medesimo articolo 12 prevede che le "Le disposizioni contenute nel comma 3 dell’art. 16 - bis del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 ... si applicano con decorrenza e modalità previste dai decreti di cui all’art. 3, comma 3, del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 23 dicembre 2013, n. 163". L’art. 16 del d.m. 4 agosto 2015, emanato, come si è detto, in attuazione dell’art. 3 comma 3 del d.m. n. 163/2013, ha previsto l’entrata in vigore delle disposizioni relative al processo tributario telematico in via sperimentale per i ricorsi dinanzi alle Commissioni tributarie provinciali e regionali dell’Umbria e della Toscana a partire dal primo giorno del mese successivo al decorso del termine di 90 giorni dalla pubblicazione dello stesso d.m. 4 agosto 2015, vale a dire dal 1° dicembre 2015 (cfr. anche circolare 29 dicembre 2015, n. 38/E, par. 1.6). Alla stregua del quadro normativo di riferimento come sopra delineato, deve concludersi, riguardo allo specifico problema dibattuto nel presente giudizio, che nella fattispecie in esame, alla data del 5 dicembre 2014, la notifica tramite PEC effettuata dal difensore della contribuente all’amministrazione finanziaria della sentenza resa dalla CTR della Campania tra le parti, non è idonea a far decorrere il termine breve per la proposizione del ricorso per cassazione ai sensi del combinato disposto dell’art. 51, comma 1 del d. lgs. n. 546/1992 in relazione all’art. 38, che a sua volta richiama l’art. 16 del decreto medesimo, norma che non contemplava la previsione della notifica del ricorso a mezzo PEC, viceversa prevista dal nuovo art. 16-bis, il cui 3° comma non è ancora applicabile, se non dal 1° dicembre 2015 per le sole notifiche tramite PEC degli atti nel processo tributario telematico sperimentale dinanzi alle commissioni tributarie della Toscana e dell’Umbria. Detta notifica, in assenza della previsione delle regole tecniche di attuazione, deve ritenersi giuridicamente inesistente, non essendo nella fattispecie ipotizzabile alcuna forma di sanatoria, diversamente da quanto ritenuto possibile in fattispecie diverse da questa Corte (cfr. Cass. sez. unite 18 aprile 2016, n. 7665). Detta pronuncia afferiva a notifica di controricorso per cassazione a mezzo PEC, nella quale alcuna compromissione del diritto di difesa di parte ricorrente era configurabile, avuto riguardo al carattere meramente formale della violazione delle regole tecniche di cui all’art. 3 - bis commi 4 e 5 della legge n. 53/1994, non essendo stata dedotta difformità, quanto alla consegna telematica avvenuta in "estensione.doc" anziché in "formato pdf", dal formato cartaceo depositato in cancelleria. Viceversa, quanto all’ipotesi di notifica a mezzo PEC di sentenza del giudizio tributario d’appello, oggetto della presente controversia, nel quadro normativo di riferimento de iure condito sopra delineato, deve escludersi in radice che possa essere ipotizzato il conseguimento dello scopo proprio dell’atto, che sarebbe stato quello di decorrenza del termine breve di impugnazione, essendo le norme che stabiliscono cause di decadenza norme di stretta interpretazione (cfr. Cass. sez. unite 16 marzo 2015, n. 5160). ****** 8) Canoni del demanio marittimo: si pagano con l’F24 Elide Il modello di pagamento (F24 Elide) arriverà, a scadenza, già precompilato, aggiornato in base agli indici Istat e comprensivo di eventuali conguagli relativi a indennizzi per anni precedenti. Lo prevede il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 141699 del 14 settembre 2016, che ne definisce, d’intesa con Mit e Demanio, termini e modalità operative. Dunque, le entrate del demanio marittimo, dal 1° gennaio 2017, dovranno essere versate esclusivamente con il modello “F24 versamenti con elementi identificativi” (“F24 Elide”) generato automaticamente dal Sid (Sistema informativo demanio marittimo) del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. In arrivo, dal Sid, un F24: unico destinatario, il demanio marittimo Dal prossimo anno prendono, quindi, la strada dell’F24, tutti i tributi, accessori, sanzioni, e interessi riguardanti le concessioni marittime demaniali, compresi gli indennizzi dovuti per l’utilizzo abusivo dei beni appartenenti al demanio marittimo o per la realizzazione, nelle stesse aree, di opere inamovibili non autorizzate o comunque incompatibili con la destinazione e la disciplina del bene. Il Sid del ministero dei Trasporti (soltanto per le entrate del demanio marittimo) genera automaticamente il modello di versamento e lo mette a disposizione degli enti impositori. Nei casi in cui tale procedura non potrà essere utilizzata, si potrà ricorrere al formato elettronico di “Elide”, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, oppure all’“F24 versamenti con elementi identificativi” reperibile presso banche, poste e agenti della riscossione. Infine, obbligo del canale telematico per i contribuenti Iva, che possono presentare il modello direttamente o attraverso gli intermediari abilitati, ma esclusivamente on line, utilizzando i servizi telematici delle Entrate oppure di banche o poste. La regola è valida anche per i non titolari di partita Iva con saldo finale, del modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”, superiore a mille euro. Il provvedimento apre, comunque, una finestra, prevedendo la possibilità di presentare la delega di pagamento anche in forma cartacea, tramite banche, poste e agenti della riscossione, riportando i riferimenti esatti degli “F24 Elide” generati automaticamente dal Sid. Un sistema informativo sempre aggiornato Gli enti impositori provvedono ad aggiornare la banca dati del Sid e quest’ultimo, annualmente, genera la rata dovuta tenendo conto degli indici Istat e degli eventuali conguagli. Il Sistema sforna automaticamente, a scadenza, gli F24 precompilati per ogni singola concessione. A questo punto, le istituzioni destinatarie delle somme, dopo aver effettuato le apposite verifiche, inviano i modelli così predisposti ai debitori. È anche il momento per rimediare a eventuali errori riscontrati negli F24 "preconfezionati" o per perfezionarli in caso fossero incompleti, operazioni che gli enti stessi possono effettuare direttamente attraverso il Sid. L’atto finale è dell’Agenzia delle Entrate, che trasmette telematicamente, ogni mese, al Sistema informativo del Mit, i dati riguardanti i versamenti relativi agli “F24 Elide” prodotti dal Sid stesso. Una successiva risoluzione delle Entrate, stabilirà i codici tributo da inserire nel modello di versamento. ****** 9) “Super ammortamento” per i gratuitamente devolvibili: risoluzione delle Entrate Anche per i beni gratuitamente devolvibili rilevano i previsti coefficienti di ammortamento, e questo sia ai fini dell’esclusione dall’ambito applicativo dell’agevolazione sia della fruizione della maggiorazione. Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 74/E del 14 settembre 2016, relativa alla questione del “Super ammortamento” dei beni materiali strumentali per l’esercizio di alcune attività regolate e dei beni gratuitamente devolvibili. L’Agenzia è del parere che, per stabilire se un bene sia escluso o meno dall’ambito applicativo dell’agevolazione, occorre fare riferimento ai coefficienti di ammortamento previsti dal DM 31 dicembre 1988 e non a quelli determinati in applicazione dell’articolo 102-bis del TUIR. Viene, pertanto, precisato che per i beni in questione la maggiorazione, ove spettante, non dovrà essere fruita in base ai coefficienti determinati in applicazione del citato articolo 102-bis, ma dovrà essere agganciata ai coefficienti stabiliti dal Dcreto ministeriale 31 dicembre 1988. I suddetti principi sono applicabili anche ai beni gratuitamente devolvibili di cui all’articolo 104 del TUIR, per i quali le quote di ammortamento deducibili sono determinate dividendo il costo dei beni per il numero degli anni di durata della concessione. ****** 10) Dichiarazione annuale IVA per il periodo d’imposta 2015: circolare di Assonime Approssimandosi la scadenza del termine ultimo per presentazione della dichiarazione annuale IVA per il periodo d’imposta 2015 (che scade il prossimo 30 settembre 2016), Assonime con la circolare n. 22 del 14 settembre 2016 mette in risalto le principali novità del modello di dichiarazione rispetto a quello relativo alla dichiarazione per l’anno 2014. In particolare, nell’attuale modello sono stati inseriti nuovi righi per recepire le norme emanate nel corso del 2015 che hanno interessato alcuni dati da indicare nella dichiarazione annuale, come, ad esempio, le norme che hanno esteso l’applicazione del reverse charge ai settori edile ed energetico, quelle che hanno disciplinato il nuovo sistema di pagamento dell’IVA dovuta dagli enti pubblici denominato split payment e quelle che hanno introdotto l’obbligo per i fornitori degli esportatori abituali di indicare nel modello le dichiarazioni d’intento ricevute. Vincenzo D’Andò