Scadenza del modello 770 a settembre ed effetto trascinamento

Dopo aver ottenuto la proroga del termine dal 31 luglio al 15 settembre, previsto per la presentazione del Modello 770/2016, i contribuenti dovranno considerare il c.d. “effetto trascinamento”: slittano automaticamente anche gli adempimenti collegati alla nuova scadenza.
In particolare, potranno essere versate entro la nuova data le ritenute omesse al fine di evitare il compimento del reato di omesso versamento. In questo caso gli operatori potranno tenere in considerazione i nuovi limiti (più favorevoli) affinché si integri la predetta violazione.
Inoltre, entro la stessa data potranno essere comunicati telematicamente all’Agenzia delle entrate (senza subire l’irrogazione di alcuna sanzione) i dati (compensi professionali, ritenute operate) contenuti nella CU 2016 dei soggetti i quali hanno percepito compensi che non possono essere indicati nella dichiarazione precompilata. Ciò nel presupposto che l’inadempimento non ha “ostacolato” la presentazione della predetta dichiarazione trattandosi di contribuenti tenuti alla presentazione del Modello Unico 2016. Anche in questo caso lo slittamento in avanti del termine previsto per la presentazione della dichiarazione del sostituto di imposta consente di avere più tempo a disposizione per comunicare all’Agenzia delle entrate i predetti dati.
Per quanto riguarda il delitto di omesso versamento delle ritenute è necessario, come ricordato, tenere in considerazione le novità entrate in vigore durante il mese di ottobre del 2015. In particolare, le modifiche sono entrate in vigore dal 22 ottobre 2015 a seguito dell’approvazione del decreto legislativo n. 158/2015.
La nuova fattispecie penale prevede che il reato si integra laddove, le ritenute operate nell’anno 2015, e non versate entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione del sostituto di imposta (15 settembre 2016), sia pari o superiore a 150.000 euro. In tale ipotesi l’art. 10–bis del D.Lgs n. 74/2000 prevede la reclusione da sei mesi a due anni.
E’ necessario tenere presente che le novità, rispetto alla precedente formulazione normativa, in vigore fino al 21 ottobre 2015, sono diverse. In primo luogo, affinché si integri il reato, non è più necessario che le ritenute non versate risultino dalla certificazione rilasciata dal sostituto di imposta. La violazione assume valenza penale anche laddove le ritenute non versate (in misura pari o superiore la predetta soglia) risultino più semplicemente dalla dichiarazione presentata entro la scadenza del 15 settembre. La portata della novella si desume dalla mera lettura del citato art. 10–bis laddove si fa riferimento alle “ritenute … dovute sulla base della stessa dichiarazione” e non più a quelle indicate nella certificazione unica rilasciata dal sostituto di imposta.
La seconda modifica riguarda il limite dell’omissione. In passato tale soglia era pari a 50.000 euro, ora il limite risulta incrementato a 150.000 euro.
Conseguentemente, sotto il profilo temporale, la novità deve seguire una “doppia” velocità. Tale ultima modifica che ha elevato la predetta soglia, più favorevole, si applica non solo al periodo di imposta 2015, ma anche ai precedenti in considerazione del principio del favor rei. Invece la previsione della semplice indicazione nella dichiarazione delle ritenute omesse (e non nella certificazione), essendo più sfavorevole, si applica con decorrenza dal periodo di imposta 2015.
Deve essere però ricordato che il reato non si integra se il contribuente dovesse versare, entro la scadenza del 15 settembre prossimo, una somma che consente la riduzione dell’importo non versato al di sotto del limite di 150.000 euro.
Scaduto il termine per la presentazione della dichiarazione del sostituto di imposta il contribuente può però comunque evitare conseguenze di tipo penale. Infatti, l’eventuale estinzione del debito (anche a rate) entro il termine previsto per l’inizio del dibattimento …

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