IRAP e deduzione dei costi per il personale dipendente a tempo indeterminato – diario quotidiano del 28 settembre 2016

Pubblicato il 28 settembre 2016

1) Chiarimenti sulla deducibilità dei costi sostenuti in Paesi a fiscalità privilegiata
2) Chiarimenti anche in tema di consolidato nazionale
3) Evasione Iva: non bastano i soli dati bancari per incastrare l’imprenditore
4) In G.U. il decreto sulla nuova precompilata: entro il 31 ottobre si chiedono le “credenziali”
5) Credito d’imposta per il Sud: in arrivo nuove risorse
6) Al via l’attività dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro
7) Lavoro: certificazione dei contratti anche per i commercialisti
8) Lavoratori dello sport professionistico: chiarimenti dall’Inps
9) Patent box: la mancata registrazione del marchio deve essere tempestivamente segnalata
10) Deduzione dei costi per il personale dipendente a tempo indeterminato per l’IRAP: circolare di Assonime

diario-quotidiano-articoli-12Indice:

1) Chiarimenti sulla deducibilità dei costi sostenuti in Paesi a fiscalità privilegiata

2) Chiarimenti anche in tema di consolidato nazionale

3) Evasione Iva: non bastano i soli dati bancari per incastrare l’imprenditore

4) In G.U. il decreto sulla nuova precompilata: entro il 31 ottobre si chiedono le “credenziali”

5) Credito d’imposta per il Sud: in arrivo nuove risorse

6) Al via l’attività dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro

7) Lavoro: certificazione dei contratti anche per i commercialisti

8) Lavoratori dello sport professionistico: chiarimenti dall’Inps

9) Patent box: la mancata registrazione del marchio deve essere tempestivamente segnalata

10) Deduzione dei costi per il personale dipendente a tempo indeterminato per l’IRAP: circolare di Assonime

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1) Chiarimenti sulla deducibilità dei costi sostenuti in Paesi a fiscalità privilegiata

L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 39/E del 26 settembre 2016, ha spiegato le modifiche (alla disciplina sulla deducibilità dei costi sostenuti in Paesi a fiscalità privilegiata) introdotte dalle seguenti disposizioni normative.

Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (cd. legge di stabilità 2015)

Con la disposizione contenuta nell’articolo 1, comma 678, della legge di stabilità 2015 sono stati modificati i criteri fissati per l’identificazione dei Paesi a fiscalità privilegiata (c.d. paradisi fiscali), rilevanti ai fini della redazione della lista contenuta nel D.m. 23 gennaio 2002, facendo esclusivo riferimento “alla mancanza di un adeguato scambio di informazioni”;

Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147 (c.d. decreto internazionalizzazione)

L’articolo 5, commi 1 e 4, del decreto internazionalizzazione, in attuazione del criterio direttivo stabilito dall’articolo 12, comma 1, lettera b) della delega fiscale di cui alla legge 11 marzo 2014, n. 231, ha modificato la disciplina applicabile ai costi black list, introducendo un diverso regime fiscale basato sul riconoscimento della deducibilità dei costi black list fino a concorrenza del relativo valore normale, della deducibilità dell’eventuale importo del costo black list eccedente il valore normale del bene o servizio acquistato, a condizione che sia dimostrato l’effettivo interesse economico, da parte del soggetto residente, a porre in essere l’operazione (c.d. seconda esimente) e, naturalmente, l’avvenuta esecuzione della operazione medesima;

Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (c.d. legge di stabilità 2016)

Il comma 142 dell’articolo 1 della legge di stabilità 2016 ha abrogato i commi da 10 a 12-bis dell’articolo 110 TUIR, con la conseguente soppressione tout court del trattamento fiscale specifico riservato ai costi derivanti da transazioni commerciali intercorse con controparti estere localizzate in Paesi a fiscalità privilegiata.

Dall’analisi della recente evoluzione normativa che ha caratterizzato la disciplina dei costi black list emerge un deciso mutamento nell’approccio adottato dal legislatore fiscale.

Infatti, il regime sulle restrizioni piene alla deducibilità dei costi black list, che per lungo tempo ha governato le transazioni effettuate con fornitori localizzati in Paesi a fiscalità privilegiata, è stato sostituito - in una prima fase - da un regime basato su limitazioni parziali collegate ad un certo limite prestabilito (i.e. eccedenza rispetto al valore normale del bene o servizio acquistato), fino a giungere, con l’ultimo intervento normativo, ad ammettere i costi in esame alle regole ordinarie di deducibilità previste per la generalità dei componenti negativi di reddito.

Deducibilità dei costi per operazioni con Paesi a fiscalità privilegiata

Il comunicato n. 187 del 26 settembre 2016 sintetizza i contenuti della circolare delle Entrate su vecchie e nuove regole.

A partire dal 2016 la deducibilità dei costi dice addio al concetto di black list e le operazioni intercorse con Paesi a fiscalità privilegiata seguono i principi ordinari. In dettaglio, non esistono più l’obbligo della separata indicazione dei costi in dichiarazione e la relativa sanzione. Per gli anni d’imposta fino al 2014 e per il 2015 valgono discipline diverse in quanto il regime di deducibilità dei costi black list è stato riformato da diversi interventi normativi tra il 2015 e il 2016.

Le regole dal 2016

Dal periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2015 (quindi dall’anno d’imposta 2016 per i soggetti con periodo d’imposta corrispondente all’anno solare), colpo di spugna tout court sul regime speciale dei costi black list, che d’ora in poi vengono assoggettati agli ordinari requisiti di deducibilità previsti i componenti negativi di reddito.

La Legge di Stabilità 2016, infatti, ha abrogato la disciplina speciale dettata dall’articolo 110 commi 10 e 12-bis del Tuir, cancellando quindi l’obbligo della separata indicazione in dichiarazione, la conseguente sanzione in caso di inadempienza e gli elenchi tassativi degli Stati o territori a fiscalità privilegiata. Per quanto riguarda questi ultimi, in particolare, la circolare chiarisce che la lista contenuta nel decreto ministeriale del 23 gennaio 2002, pur non formalmente abrogata dalla legge di Stabilità, perde ogni valenza in quanto ormai superata dal principio generale di deducibilità ordinaria per i costi black list.

Il regime fiscale per il 2015

Tra le principali novità, spicca il passaggio da un regime di totale indeducibilità dei costi black list (salvo prova contraria) a un nuovo regime che prevede la deducibilità dei costi nei limiti del loro valore normale. Questa novità introdotta dal decreto internazionalizzazioni viaggia di pari passo, come per il passato, con il req