Domanda di rimborso Iva pagata nella UE si presenta entro il 30 settembre 2016

Pubblicato il 6 settembre 2016



scade il 30 settembre 2016 il termine ultimo per presentare la domanda di restituzione dell’Iva pagata sugli acquisti effettuati nel 2015 in uno stato membro diverso da quello di residenza
questa notizia fa parte del diario quotidiano del 6 settembre 2016 Scadrà il 30 settembre 2016 il termine ultimo per presentare la domanda di restituzione dell’Iva pagata sugli acquisti effettuati nel 2015 in uno stato membro diverso da quello di residenza, secondo le disposizioni della direttiva 2008/9/CE del 12/2/ 2008. La richiesta andrà trasmessa in via telematica all’autorità fiscale del proprio paese, che procederà ad inoltrarla al paese che deve provvedere al rimborso. La procedura interessa ora anche le imprese che hanno aderito al regime semplificato del mini sportello unico per i servizi elettronici, di telecomunicazione e di teleradiodiffusione (Moss), per le quali sono previste condizioni di accesso meno stringenti. L’art. 38-bis1 del D.P.R. 633/72 stabilisce le regole per il rimborso dell’Iva assolta dai soggetti passivi italiani in altri paesi della Ue. Viene previsto per i soggetti passivi italiani la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate competente per territorio, la quale provvederà a trasmettere la richiesta al competente Stato membro per l’esecuzione del rimborso. Soggetti interessati Sono interessati i soggetti passivi nazionali, che operano in ambito comunitario, avendo assolto l’Iva in un altro Paese Ue: in particolare, ricorre l’ipotesi per le operazioni per le quali l’imposta è dovuta nell’altro Stato membro, come nel caso delle prestazioni di servizi fuori campo art. 7-quater (hotel, ristoranti, noleggio auto a breve termine, etc.) o della messa a disposizione di stand per delle fiere espositive in un altro Paese dell’Unione, fattispecie per la quale non sempre il trattamento Iva a livello comunitario è uniforme. Requisiti per la domanda di rimborso Il soggetto passivo Iva interessato a richiedere il rimborso dell’imposta assolta nell’altro Stato membro, ai sensi dell’art. 38 bis 1 del D.P.R. 633/1972, può presentare apposita istanza tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate (Entratel o Fisconline), utilizzando l’applicativo “Rimborsi IVA U.E. residenti”. Il richiedente non stabilito nello Stato membro di rimborso, potrà presentare l’istanza e ottenere il rimborso dell’Iva, sempre che la stessa sia detraibile ai sensi dell’art. 19 e seguenti del D.P.R. 633/1972. L’Agenzia delle entrate, una volta ricevuta l’istanza telematica del contribuente, provvede ad inoltrare entro quindici giorni la richiesta allo Stato membro di rimborso, previa effettuazione dei controlli di merito circa l’insussistenza di cause di esclusione, la completezza delle informazioni fornite e il rispetto dei requisiti richiesti dallo Stato destinatario della pratica. La richiesta può essere respinta dall’Agenzia delle entrate qualora il richiedente, nel periodo di riferimento: - non abbia svolto attività d’impresa, arte o professione, abbia effettuato esclusivamente operazioni esenti o non soggette ai fini Iva, - si sia avvalso di regimi agevolati (contribuenti minimi) o del regime speciale dei produttori In tali circostanze l’Ufficio respinge la domanda di rimborso notificando al contribuente un motivato provvedimento di rifiuto. Termine di presentazione La domanda di rimborso dell’imposta deve essere presentata entro il 30 settembre dell’anno solare successivo al periodo di riferimento, rispettando i limiti stabiliti dallo Stato membro di rimborso; a tal proposito, l’Agenzia delle Entrate propone una tabella riepilogativa che racchiude le preferenze espresse da ogni Stato membro. Qualora il contribuente si accorga di aver commesso un errore in una richiesta di rimborso già inviata, potrà presentare una seconda istanza, rispettando però le stesse modalità e lo stesso termine di presentazione della richiesta originaria. Ovviamente tale procedura è operativa in tutti i Paesi dell’Unione: pertanto, nel caso in cui l’imposta sia stata versata in Italia da un soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro, lo stesso potrà richiedere il rimborso presentando la richiesta al proprio Stato membro di stabilimento, il quale trasmetterà la domanda all’Agenzia delle Entrate (direttiva 2008/9/CE del 12 febbraio 2008). Riferimenti normativi Le disposizioni fondamentali di riferimento, nell’ordinamento interno, sono: l’art. 38-bis1 del dpr 633/72, per il rimborso dell’Iva assolta in altri paesi Ue da operatori nazionali; l’art. 38-bis2, per l’esecuzione dei rimborsi richiesti da operatori di altri paesi Ue in relazione agli acquisti effettuati in Italia; l’art.38-ter, per quanto riguarda il rimborso ai soggetti extraUe. Per gli operatori stabiliti fuori dell’Ue, il diritto al rimborso, relativamente agli acquisti e importazioni di beni mobili e di servizi gravati d’Iva in Italia, inerenti alla loro attività economica, è subordinato ad accordi di reciprocità, attualmente esistenti solo con Svizzera, Norvegia e Israele.   Vincenzo D'Andò