Diario quotidiano del 7 settembre 2016: nonostante la crisi economica le entrate tributarie sono in aumento

Indice:

1) L’ammissione alla rateazione del debito tributario sana tutto

2) Bancarotta ma con danno minimo: conseguenze per l’imputato

3) Crisi economica, ma entrate tributarie in aumento costante

4) Sisma: in G.U. il decreto che stoppa i termini dei versamenti tributari

5) Guida della Fondazione CDL sui rimborsi spese al volontariato

6) Non serve acquistare l’immobile in leasing se manca l’inerenza nell’attività aziendale

7) L’ambulante cede l’attività prima di cancellarsi dal Registro delle Imprese

8) L’autotrasportatore con unico cliente non è soggetto ad Irap

9) Solidarietà: nuove regole per le cessioni di beni

10) La proposta italiana per l’indennità di disoccupazione europea

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1) L’ammissione alla rateazione del debito tributario sana tutto
Il rilascio di una falsa dichiarazione di non avere commesso violazioni tributarie (peraltro, definitivamente accertate) non fa si che l’imprenditore non possa partecipare ad una gara pubblica.
Tale increscioso evento viene ad essere sanato nel momento in cui il manager, prima della partecipazione alla procedura, sia stato ammesso alla rateazione del debito tributario dall’Amministrazione finanziaria e non risulti inadempiente nel pagamento della rate. In tale circostanza, l’imprenditore non commette il reato di falsa dichiarazione.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, sezione quinta penale, con la sentenza 36821 del 5 settembre 2016, che ha ribaltato le decisioni sottostanti che, invece, vedevano condannare l’imprenditore nei due gradi di giudizio.
La Suprema Corte ha prima ricordato che le false dichiarazioni contenute nell’istanza di partecipazione ad una gara d’appalto, rese ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR 445/2000, danno origine al reato di falsità ideologica. Le dichiarazioni sostitutive di certificazioni si considerano, infatti, come rese a un pubblico ufficiale.
Ma poi, prendendo atto della tesi difensiva proposta dall’imprenditore che sosteneva che, a seguito della rateizzazione del debito disposta su richiesta del debitore, si fosse realizzata una novazione oggettiva dell’obbligazione di cui agli artt. 1230 e ss. c.c., ha stabilito che le “violazioni definitivamente accertate” non contano e per conseguenza l’imprenditore non ha commesso reato.
Al contrario, i giudici di merito erano del parere che l’ammissione al beneficio da parte dell’ente creditore non potesse incidere sugli inadempimenti precedenti e, in particolare, sulle irregolarità definitivamente accertate. Per cui, l’ammissione al pagamento rateizzato non avrebbe potuto far cadere l’illecito commesso prima.
Come premesso, la Cassazione ha dato torto ai giudici di merito (tribunale e corte d’appello) rovesciando le loro decisioni e, quindi, accogliendo le istanze difensive portate avanti dal presunto reo che ha cosi vinto il ricorso e ha pertanto potuto partecipare alla gara pubblica.

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2) Bancarotta ma con danno minimo: conseguenze per l’imputato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36816 del 5 settembre 2016, ha stabilito che la presenza in contemporanea delle ipotesi di bancarotta per distrazione e documentale, se il danno è modesto, comporta l’applicazione dell’attenuante della particolare tenuità del fatto. La Corte accoglie sul punto il ricorso dell’imputato. Questo anche se i giudici di legittimità hanno respinto in generale la tesi del ricorrente che negava del tutto la sussistenza dei reati contestati.
L’uomo aveva sottratto all’azienda dei beni modesti. L’entità della distrazione non lo ha salvato dalla condanna ma di certo gli ha concesso uno sconto di pena. Sul punto la quinta sezione penale “in tema di bancarotta fraudolenta, il giudizio relativo alla particolare tenuità del fatto deve essere posto in relazione alla diminuzione, non percentuale ma globale, che il comportamento del fallito ha provocato alla massa attiva che sarebbe stata …

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