Diario quotidiano del 22 settembre 2016: dovremo familiarizzare con i nuovi indicatori di “compliance”

Indice:

1) Studi di “compliance”

2) Niente cancellazione dall’Albo se il reato commesso dal professionista si é poi prescritto

3) Mancanza o tenuta irregolare delle scritture contabili: conseguenze

4) Ritualità della notifica dell’avviso di accertamento

5) Amministratore di condominio “infedele”

6) A fine anno Equitalia cessa l’attività

7) Esenzione Irpef per l’insegnante di uno stato membro che lavora all’estero

8) Rinascita del Sud, commercialisti protagonisti: convegno del CNDCEC a trapani

9) Fisco: a Pordenone soppresso l’ufficio territoriale di Maniago

10) Inps: domande di pensione al coniuge superstite

***

1) Studi di “compliance”
Con la manovra 2017 dovremo familiarizzare con i nuovi indicatori di “compliance”.
Come è noto, lo scorso 7 settembre è stato pubblicato sul sito del Ministero dell’Economica e delle Finanze un comunicato (si veda ne il Diario quotidiano fiscale del 08 settembre 2016) relativo alla definizione di nuovi strumenti finalizzati a favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi fiscali, con particolare riferimento agli studi di settore che verranno sostituiti da indicatori di compliance, tali da individuare il grado di affidabilità del contribuente.
L’Agenzia delle Entrate dovrebbe quindi cambiare strategia per combattere l’evasione, approfittando della collaborazione con i contribuenti, tralasciando gradualmente gli studi di settore, con l’introduzione di un nuovo strumento basato sull’affidabilità del contribuente che ottenendo un elevato risultato potrà essere ammesso al regime premiale. Viceversa, i contribuenti con minore punteggio saranno maggiormente sottoposti a controllo fiscale.

Nuovo indicatore sintetico
Il nuovo indicatore sintetico, basato sull’attività prevalente esercitata dal contribuente, terrà conto non soltanto dei ricavi ma anche del valore aggiunto e del reddito d’impresa. Le stime statistico-economiche dovrebbero essere basate su informazioni più dettagliate. Il modello, inoltre, terrà in considerazione l’andamento ciclico dell’attività nel settore anche in funzione degli anni trascorsi.
In particolare l’indicatore di compliance posizionerà su scala da 1 a 10 il singolo contribuente rispetto ad una serie di indicatori significativi, basati su:
– un’analisi preventiva di affidabilità dei dati dichiarati;
– un’analisi sulle anomalie economiche;
– un’analisi di plausibilità di valore aggiunto, ricavi/compensi, reddito.
Al raggiungimento di elevati livelli di affidabilità il contribuente potrà beneficiare di un sistema premiale che prevede l’esclusione da alcuni tipi di accertamento e una riduzione del periodo di accertabilità.
Il risultato dell’indicatore sarà comunicato al contribuente tramite l’Agenzia delle Entrate, al fine di incentivare la sua compliance con il Fisco per migliorare la sua posizione sul piano dell’affidabilità.

Scala di valori da 0 a 10
Dunque, il punto centrale sarà l’indicatore di compliance che dovrebbe fornire, con una scala da 0 a 10, il grado di affidabilità del contribuente.
L’indicatore in esame verrà articolato in base all’attività economica esercitata in via prevalente, con la previsione di specificità per ogni attività/gruppo di attività. Lo stesso sarà elaborato sulla base di una metodologia statistico-economica che prende in considerazione:
– gli indicatori di normalità economica (finora utilizzati per la stima dei ricavi);
– il valore aggiunto e il reddito d’impresa;
– un modello di regressione basato su dati relativi ad un più ampio arco temporale (8 anni anziché 1) con maggiori informazioni e stime più efficienti;
– un modello di stima che coglierà l’andamento ciclico (attuale) senza la necessità di predisporre ex-post specifici correttivi congiunturali;
– una nuova metodologia di individuazione dei modelli organizzativi che consentirà la riduzione del numero, una maggiore …

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