Split payment e accertamento IVA: quali sono le conseguenze - diario quotidiano del 16 settembre 2016

Indice:

1) L’iscrizione in bilancio evita la presunzione di fruttuosità del versamento fatto alla società

2) Il fisco spiega come potere individuare i Paesi black list

3) Split payment: l’IVA definita con accertamento si recupera nei modi ordinari

4) Accertamento fiscale basato sui c/c bancari del coniuge out

5) TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di agosto 2016

6) Gli atti impositivi che precedono la dichiarazione di fallimento vanno notificati anche al curatore fallimentare

8) La mancanza del codice fiscale, o di altro dato nella fattura, non impedisce al contribuente di potere detrarre l’Iva

9) Al via la richiesta di rimborso del canone TV addebitato nelle fatture elettriche

10) Pubblicato il provvedimento delle Entrate sulla dichiarazione dei redditi precompilata

11) Dati statistici a “raffica” dal MEF e dalle Entrate

12) Stati e territori a fiscalità privilegiata (cc.dd. Paesi “black list”) rilevanti per le persone fisiche: i criteri di individuazione

13) Varie di giurisprudenza

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1) L’iscrizione in bilancio evita la presunzione di fruttuosità del versamento fatto alla società
E’ corretta la ripresa a tassazione del fisco se i soci rinunciano agli utili lasciandoli nella disponibilità della società, ma non indicano in bilancio una finalità diversa.
La legittimità della tesi interpretativa è arrivata dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17839 del 9 settembre 2016, con la quale ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate.
L’Agenzia deduceva che la rinuncia alla riscossione degli utili costituisse per i soci (nel caso di specie, padre e figlio) un finanziamento a favore della società, e che quindi era da presumere che avesse corrisposto gli interessi ai finanziatori.
Secondo i massimi giudici, i versamenti dei soci alla società si presumono onerosi, e non fa differenza se siano fatti dal socio persona fisica o dal socio imprenditore, mancando ogni concreto elemento di differenziazione, contraria ad una interpretazione normativa coerente con i precetti dettati dalle norme costituzionali.
Viene dunque presunta l’onerosità del versamento, con la conseguenza che gli interessi attivi, al pari di quelli prodotti da qualsiasi finanziamento a terzi, concorrono a formare il reddito prodotto dall’impresa (individuale o collettiva), tranne che non si riesca a superare la presunzione legale, appunto, nel caso di specie, tramite la specifica indicazione nelle poste di bilancio.

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2) Il fisco spiega come potere individuare i Paesi black list
In relazione alla deducibilità dei costi per operazioni intercorse con Paesi black list, l’Agenzia delle entrate con il comunicato n. 177 del 14 settembre 2016, procede a specificare per quali Paesi vige l’obbligo di comunicazione.
In particolare, l’Agenzia ricorda che per l’individuazione dei Paesi per i quali è obbligatorio comunicare le operazioni effettuate durante il periodo d’imposta 2015 occorre fare riferimento agli Stati e territori, che godono di un regime fiscale privilegiato, indicati dai Decreti Ministeriali del 4 maggio 1999 e del 21 novembre 2001. È quanto chiarisce l’Agenzia delle Entrate in una Faq, disponibile sul proprio sito internet nella sezione Cosa devi fare > Comunicare Dati > Comunicazioni da parte di soggetti Iva per operazioni con paesi Black list.
La legge di stabilità 2016 ha modificato, infatti, la disciplina in materia di deducibilità dei costi per le operazioni intercorse con Paesi black list. In vista dell’approssimarsi della scadenza del 20 settembre, così come prorogata dal provvedimento del 25 marzo 2015, i soggetti Iva potranno fare riferimento alle liste presenti in questi decreti per l’individuazione dei Paesi per i quali vige l’obbligo di comunicazione, all’Agenzia delle Entrate, degli scambi commerciali effettuati nei confronti di operatori con sede, residenza o domicilio in uno …

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