Diario quotidiano del 12 settembre 2016: la semplificazione nei prossimi studi di settore

Indice:

1) Semplificazione per i modelli degli studi di settore relativi al 2016

2) Evasione fiscale nella UE: dal 2017 potrebbe sparire l’esenzione Iva sulle cessioni intracomunitarie

3) Fondo di integrazione salariale: chiarimenti dall’Inps

4) Reato di omesso versamento: sulla soglia di € 10 mila rilevano le ritenute estinte per prescrizione

5) Colui che somministra illegalmente manodopera a terzi evita la condanna penale

6) Recuperabile il credito Iva anche in assenza di dichiarazione

7) Per l’ebook non è gradita l’aliquota Iva ridotta

8) Le società in house svolgono attività anche a favore di terzi

9) Intesa tra Notai e Agenzia delle entrate della Sicilia

10) IVA omessa: riforma delle sanzioni

***

1) Semplificazione per i modelli degli studi di settore relativi al 2016
Se le bozze pubblicate sul sito delle Entrate verranno approvate cosi come proposte (si veda nel diario quotidiano del 9 settembre 2016), si assisterà ad una discreta riduzione dei dati da inserire nei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore.
Dunque, i contribuenti interessati dagli studi di settore si sono ritrovati sul sito dell’Agenzia delle Entrate le prime bozze dei nuovi modelli che, una volta approvati, dovranno essere utilizzati per trasmettere i dati relativi all’annualità 2016 (Unico 2017).
La diminuzione dei dati richiesti dovrebbe ridurre i tempi di compilazione e quindi la possibilità di commettere errori durante questa fase.
Semplificazione nella compilazione degli studi di settore
L’impatto arrecato dalle novità risiede, quindi, nella diminuzione delle informazioni richieste all’interno dei modelli rispetto alle annualità precedenti.
Tale attività di semplificazione era già stata anticipata nella videoconferenza con gli Osservatori regionali sugli studi di settore dello scorso 18 maggio.
In particolare, la semplificazione in argomento si concretizza:
– per quanto riguarda gli studi in evoluzione per il periodo di imposta 2016 (provvedimento 26 febbraio 2016), nel richiedere nel modello le sole informazioni rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore;
– per quanto riguarda gli studi le cui evoluzioni sono state approvate per le annualità 2014 e 2015, nel mantenere le sole informazioni rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore. In entrambi i casi, l’intervento comporta la presenza, all’interno dei modelli, di un numero significativamente inferiore di informazioni rispetto agli anni precedenti. Si ricorda, infine, la riduzione, per il periodo di imposta 2015, delle ipotesi in cui, a fronte della dichiarazione di una causa di esclusione dalla applicazione degli studi di settore, il contribuente resta comunque tenuto alla presentazione del relativo modello.
In particolare, rispetto a quanto avveniva fino al periodo d’imposta 2014, per il 2015 non sono più obbligati a presentare il modello studi di settore i contribuenti:
– che hanno cessato l’attività nel corso del periodo d’imposta
– che si trovano in un periodo di non normale svolgimento dell’attività, in quanto l’impresa è in liquidazione.
La semplificazione, derivante dalle prime bozze pubblicate, interessa i quadri:
– B, unità locali
– C, modalità di svolgimento dell’attività
– D, elementi specifici dell’attività.
I modelli pubblicati non presentano al momento il quadro “Z”, utilizzato per raccogliere gli ulteriori dati, individuati con il supporto della Sose e oggetto di confronto con le organizzazioni di categoria, utili ai fini di una successiva evoluzione degli studi di settore, e quello relativo ai correttivi crisi (in passato denominato quadro “T”). Tale ultima tipologia di quadro potrà essere elaborata solo a valle della fase di analisi delle diverse fonti informative nella disponibilità dell’Amministrazione finanziaria, finalizzata a verificare la necessità o meno di prevedere correttivi crisi anche per l’…

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