Cultura Crea: aiuto per le imprese culturali del Sud

libraryA partire da oggi 15 settembre 2016 è operativo il nuovo regime (denominato Cultura Crea) di aiuto del Ministero dei beni culturali e del turismo per promuovere lo sviluppo del sistema imprenditoriale della filiera culturale nelle regioni del Sud, istituito dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con decreto n. 243 dell’11 maggio 2016, denominato “Cultura Crea”. I fondi a disposizione sono circa 107 milioni di euro a cui potranno essere aggiunti oltre 7 milioni. Una dote di 41,7 milioni è destinata alle nuove imprese dell’industria culturale, mentre ulteriori 37,8 milioni serviranno per lo sviluppo delle imprese dell’industria culturale, turistica, creativa, dello spettacolo e dei prodotti tradizionali e tipici. I restanti 27,4 milioni sono, invece, riservati ai soggetti del terzo settore attivi nell’industria culturale, turistica e manifatturiera.

Il bando e le modalità per l’accesso alle agevolazioni sono state dettate con la direttiva n. 55 del 20 luglio 2016, che ha fissato al 15 settembre 2016 il termine iniziale per la presentazione delle domande.

Il decreto si propone la promozione e sviluppo del patrimonio culturale, considerato settore potenzialmente decisivo per lo sviluppo del Paese, intervenendo su tre fronti:

– nuove imprese dell’industria culturale;

– imprese dell’industria culturale e turistica;

– terzo settore nell’industria culturale.

La prima linea di intervento è dedicata a due tipologie di beneficiari, ubicati nelle Regioni Basilicata, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia:

– le persone fisiche che vogliono costituire un’impresa, purché la costituzione avvenga entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni.

– le imprese dell’industria culturale, comprese le cooperative, costituite da non più di 36 mesi, iscritte nel Registro delle imprese e in regola con le norme vigenti,

In entrambi i casi sono ammessi agli aiuti i programmi di investimento avviati successivamente alla presentazione della domanda e da concludere entro 12 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento.

Gli investimenti, di importo non superiore a 400mila euro, possono riguardare la creazione o l’introduzione di innovazioni di processo, di prodotto o servizio, organizzative, di mercato, in una delle aree indicate:

– economia della conoscenza, cioè sviluppo e/o applicazione di tecnologie innovative e/o tecnologie chiave abilitanti per la creazione e/o l’implementazione di dati e informazioni in grado di accrescere, qualificare o innovare le modalità e gli strumenti di archiviazione, organizzazione, condivisione, accessibilità, e gestione delle conoscenze legate all’industria culturale,

– economia della fruizione, che riguarda lo sviluppo di:
1) modalità e strumenti innovativi di offerta di beni e sistemi di beni in forma integrata con le risorse del territorio, processi innovativi per la gestione – acquisizione, classificazione, valorizzazione, diffusione – del patrimonio culturale e risorse del territorio;

2) piattaforme digitali, prodotti hardware e software per nuove modalità di fruizione e nuovi format narrativi, di comunicazione e promozione, estendibili anche a specifiche categorie della domanda;

3) dispositivi ed applicazioni a supporto e assistenza di specifici target di domanda e fruizione;

4) attività legate all’incremento dell’offerta collegata alla fruizione turistico culturale;

– economia della gestione, cioè sviluppo di strumenti e soluzioni applicative in grado di ingegnerizzare le attività di gestione di beni e attività culturali.

– economia della conservazione, cioè sviluppo e applicazione di processi e protocolli innovativi nel quadro delle attività conservative (restauro, manutenzione, recupero, rifunzionalizzazione) relativamente a materiali, tecnologie, tecniche e strumenti adottati, con particolare riferimento alle attività di diagnostica di monitoraggio e di analisi per la valutazione della vulnerabilità, alle attività di prevenzione e di gestione dei rischi e dei fattori di degrado, ai materiali e alle tecniche di intervento, alle soluzioni impiantistiche innovative ed energeticamente efficienti, applicate al patrimonio materiale ed immateriale,

Le spese ammissibili alle agevolazioni comprendono:

  • macchinari, impianti, attrezzature, arredi e mezzi mobili, purché strettamente necessari e collegati al ciclo di produzione,

  • beni immateriali ad utilità pluriennale, quali programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, nonché certificazioni, know how e conoscenze tecniche, anche non brevettate.

Sono ammesse nel limite del 20% dell’importo anche le spese di gestione per:

  • servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione;

  • personale interno qualificato;

  • consulenze esterne specialistiche prestate da Università e Centri di ricerca pubblici o da imprese e persone fisiche dotate di documentate competenze in materia.

Sono previste due forme di aiuto:

– un contributo a fondo perduto pari al 40% delle spese ammissibili.

– un finanziamento agevolato a tasso zero pari al 40% delle spese ammissibili della durata massima di otto anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno per il periodo di realizzazione dell’intervento;

La somma del finanziamento agevolato a tasso zero e del contributo a fondo perduto, pari in linea di massima all’80% della spesa ammissibile, può essere incrementata al 90% nel caso in cui l’impresa richiedente abbia le caratteristiche di impresa femminile o impresa giovanile o sia in possesso del rating di legalità.

La seconda linea di intervento riguarda le imprese che sono costituite in forma societaria da almeno 36 mesi, incluse le cooperative, con programmi di investimento nei settori dell’industria culturale, turistica, creativa, dello spettacolo e dei prodotti tipici locali. In questo caso, l’unità produttiva dovrà essere ubicata nei Comuni delle Regioni Basilicata, Calabria, Campania e Puglia inseriti nell’elenco delle aree di attrazione culturale allegato al DM dell’11 maggio 2016 (la Sicilia è esclusa).

I programmi di investimento, avviati dopo la presentazione della domanda di aiuto riguardano una delle tre aree di intervento indicate:

  • fruizione turistica e culturale degli ambiti territoriali di riferimento degli attrattori,

  • promozione e comunicazione per la valorizzazione delle risorse culturali,

  • recupero e valorizzazione di produzioni locali di beni e servizi.

Le spese ammissibili corrispondono a quelle della prima linea di intervento, quindi investimenti materiali e immateriali e spese di gestione, nel limite del 20% dell’importo, per personale, servizi ICT e consulenze.

Sono previste due forme di aiuto:

  • un contributo a fondo perduto pari al 20% delle spese ammissibili.

  • un finanziamento agevolato senza interessi pari al 60% delle spese ammissibili della durata massima di otto anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno per il periodo di realizzazione dell’intervento;

Come nella prima linea di intervento, la somma degli incentivi sale dall’80% al 90% in caso di imprese femminili, giovanili o in possesso del rating di legalità.

Il Terzo settore ultima linea di intervento è diretta a imprese sociali, comprese le cooperative, e ONLUS, con unità produttiva ubicata nei Comuni delle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia inseriti nell’elenco delle aree di attrazione culturale allegato al DM dell’11 maggio 2016.

I programmi di investimento, da avviare dopo la presentazione della domanda e di importo non superiore a 400mila euro, possono riguardare:

  • attività collegate alla gestione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio,

  • attività collegate alla fruizione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio,

  • attività di animazione e partecipazione culturale.

Confermati gli investimenti in impianti e macchinari, da una parte, e software e brevetti, dall’altra, quali costi ammissibili, mentre le spese di gestione non sono ammesse per questa linea d’azione.

Escluse anche le agevolazioni in forma di finanziamenti, mentre i contributi a fondo perduto coprono l’80% delle spese ammissibili e possono salire al 90% per imprese femminili, giovanili e in possesso del rating di legalità.

Il soggetto gestore è Invitalia che si occuperà degli adempimenti tecnici e amministrativi riguardanti la ricezione, la valutazione e l’approvazione delle domande, l’adozione dei provvedimenti, la stipula del contratto di finanziamento, l’erogazione, il controllo e il monitoraggio delle agevolazioni.

Per tutte le linee di intervento le agevolazioni sono concesse con procedimento a sportello, quindi fino ad esaurimento delle risorse stanziate. Le domande di agevolazione potranno essere presentate al soggetto gestore Invitalia a partire dalle ore 12.00 del 15 settembre 2016, attraverso il sito web www.culturacreativa.beniculturali.it. L’istruttoria si concluderà entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, mentre entro 60 giorni dalla comunicazione di ammissione agli aiuti le agevolazioni saranno concesse alle imprese selezionate sulla base di un contratto di finanziamento appositamente stipulato tra Invitalia e il soggetto beneficiario.

In particolare, per quanto riguarda l’esame istruttorio delle domande, il decreto stabilisce che Invitalia deve tenere conto dell’ordine cronologico di arrivo, e avviare l’iter di valutazione dei requisiti secondo quanto richiesto dalle singole finalità. Al termine di tale verifica, dovrà inviare al soggetto richiedente una comunicazione di ammissibilità o eventualmente di non ammissibilità.

L’erogazione dell’aiuto avverrà per stato di avanzamento lavori (SAL) presentando i titoli di spesa quietanzati. E’ data la possibilità al soggetto beneficiario di poter chiedere l’erogazione del 50% dell’intero aiuto purché presenti adeguata fideiussione bancaria o assicurativa.

15 settembre 2016

Giovanna Greco


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