Oggi scadono tutti i versamenti sospesi per le ferie – Diario quotidiano del 22 agosto 2016

Pubblicato il 22 agosto 2016



1) Professionisti: stop alle presunzioni fiscali sui conti correnti?
2) Assistenza per cure: l’INPS spiega come trasmettere in via telematica il certificato medico
3) Rimborso del canone Tv non dovuto addebitato in bolletta
4) F24 ELIDE: istituite causali contributo
5) Oggi scadono tutti i versamenti sospesi per le ferie
6) Benefici previdenziali riconosciuti agli ex lavoratori: ulteriori chiarimenti
7) Benefici previdenziali per ex lavoratori esposti all’amianto
8) Credito facilitato per i professionisti
9) Ritardati pagamenti: nuovo tasso interessi di mora
10) Bilanci: nuovo formato XBRL
11) Nuove regole per il 5 per mille
12) Tremonti ambientale: dal 1° settembre, comunicazioni solo telematiche
13) Ammortizzatori in deroga nel settore pesca: liquidazione istanze annualità 2015
14) Riduzione contributiva nel settore dell’edilizia per l’anno 2016
15) Prosegue la sperimentazione dell’ASDI
16) Depenalizzazione: calcolo delle sanzioni per illeciti commessi prima del 6/2/2016
17) Slitta la digitalizzazione
18) In deciso calo le nuove partite IVA
19) Giudici tributari: in Gazzetta il bando per 202 nuovi posti
20) Manovra: smentita sulle previsioni sui conti pubblici
diario-quotidiano-articoli-7 1) Professionisti: stop alle presunzioni fiscali sui conti correnti ? 2) Assistenza per cure: l’INPS spiega come trasmettere in via telematica il certificato medico 3) Rimborso del canone Tv non dovuto addebitato in bolletta 4) F24 ELIDE: istituite causali contributo 5) Oggi scadono tutti i versamenti sospesi per le ferie 6) Benefici previdenziali riconosciuti agli ex lavoratori: ulteriori chiarimenti 7) Benefici previdenziali per ex lavoratori esposti all’amianto 8) Credito facilitato per i professionisti 9) Ritardati pagamenti: nuovo tasso interessi di mora 10) Bilanci: nuovo formato XBRL 11) Nuove regole per il 5 per mille 12) Tremonti ambientale: dal 1° settembre, comunicazioni solo telematiche 13) Ammortizzatori in deroga nel settore pesca: liquidazione istanze annualità 2015 14) Riduzione contributiva nel settore dell’edilizia per l’anno 2016 15) Prosegue la sperimentazione dell’ASDI 16) Depenalizzazione: calcolo delle sanzioni per illeciti commessi prima del 6 febbraio 2016 17) Slitta la digitalizzazione 18) In deciso calo le nuove partite IVA 19) Giudici tributari: in Gazzetta il bando per 202 nuovi posti 20) Manovra: smentita sulle previsioni sui conti pubblici *** 1) Professionisti: stop alle presunzioni fiscali sui conti correnti? Al ritorno dalle ferie estive, il mondo professionale in relazione ai controlli fiscali ed in particolare all’accertamento bancario avrebbe trovato una lieta notizia, se non fosse stato per la contraddizione che contraddistingue la Cassazione. Difatti, in attesa che il governo mette in atto l’attesa riforma fiscale, la Corte di Cassazione con la sentenza n. 16440 del 5 agosto 2016 innova integralmente le disposizioni che regolano le indagini finanziarie e, nel caso specifico, dei professionisti. Il punto di arrivo é l’eliminazione di qualsiasi automatismo, non soltanto in riferimento ai prelievi dai conti bancari e postali, problematica già risolta prima direttamente dalla Corte Costituzionale, ma anche, e soprattutto, in ordine ai versamenti sui conti correnti, che adesso non possono più essere considerati in maniera astratta compensi sottratti alla tassazione. Si tratta di novità assai rilevante. Che succede invece, che la medesima Cassazione con la sentenza n. 16697 del 9 agosto 2016 ha stabilito il contrario: Versamenti di nuovo con effetto legale presuntivo. Difatti, secondo la Suprema Corte decisione successiva del 9 agosto 2016, dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 228/2014, essendo venuta meno la presunzione legale, ai prelevamenti non giustificati non possono automaticamente corrispondere compensi non dichiarati, in quanto è onere dell’Ufficio dimostrare ciò. Non è così, però, per i versamenti bancari che non trovano riscontro in contabilità, siccome la sentenza dei giudici costituzionali ha riguardato unicamente i prelevamenti, per cui in merito ai versamenti rimane l’effetto legale presuntivo. Si assiste quindi ad un dietrofront della Cassazione davvero contrastante. ****** 2) Assistenza per cure: l’INPS spiega come trasmettere in via telematica il certificato medico Assistenza per cure antitubercolari: Trasmissione telematica del certificato medico. Informatizzazione del flusso gestionale. L’INPS, con la circolare n. 147 del 8 agosto 2016, ha fornito gli indirizzi operativi in merito alla trasmissione telematica del certificato medico introduttivo delle prestazioni antitubercolari Dal 1 ottobre 2016 i certificati medici, necessari per il riconoscimento da parte dell’Istituto della patologia tubercolare e dei conseguenti benefici normativamente previsti, potranno essere compilati ed inviati all’INPS dal medico certificatore, con modalità telematiche. Tali modalità saranno obbligatorie a partire dal 1 gennaio 2017; la certificazione in forma cartacea potrà essere accolta in eventuali possibili casi di interruzione del servizio telematico connessi a problematiche di tipo tecnico. Il servizio per l’invio dei certificati medici telematici – che sostituiscono i modelli cartacei ACT3, ACT22 e ACT37 di seguito meglio specificati - sarà disponibile sul sito Internet dell’Istituto www.inps.it. Il servizio sarà esposto tra quelli dedicati ai medici certificatori e sarà raggiungibile tramite il seguente percorso: dall’area “Servizi online”, selezionare “Accedi ai servizi” e alla voce “Per tipologia di utente” selezionare “Medici Certificatori”. L’accesso al servizio sarà consentito dopo essersi autenticati inserendo il proprio codice fiscale ed il relativo PIN. I medici già in possesso delle credenziali per accedere ai servizi INPS esposti sul sito Internet e già accreditati con il profilo “Medici Certificatori” sono automaticamente abilitati all’uso del servizio. Diversamente, i medici non ancora in possesso delle credenziali d’accesso al sito dell’Istituto o non accreditati con il profilo “Medici Certificatori” devono: - scaricare e stampare il modulo AP110 “Richiesta PIN dispositivo per medici certificatori” disponibile sul sito INPS e presso le Strutture territoriali dell’Istituto; - recarsi personalmente presso una qualunque Struttura territoriale dell’Inps, muniti di un documento d’identità; - consegnare il modulo di richiesta del PIN, debitamente compilato e sottoscritto, da conservare agli atti. L’operatore INPS provvede successivamente alla registrazione dei dati anagrafici e all’attribuzione di un codice PIN iniziale di accesso da consegnare in busta chiusa numerata al medico. Al primo accesso il medico è tenuto a modificare il PIN iniziale seguendo la procedura guidata. Per le successive eventuali comunicazioni con l’Istituto, il medico fornisce l’indirizzo della sua casella PEC (Posta Elettronica Certificata), prevista dall’articolo 16, comma 7, della legge 28 gennaio 2009, n. 2. Effettuato l’accesso al servizio, viene visualizzata una pagina in cui si richiede al medico di qualificarsi ai fini dell’attività di certificazione, indicando una tra le seguenti possibilità: a) medico della Struttura ospedaliera pubblica, privata convenzionata o ad essa assimilata, ovvero medico dipendente ASL. In tal caso, il medico può redigere la certificazione attestante la fase attiva della malattia tubercolare (ex modello ACT22), le relative relazioni mensili (ex modello ACT37) e la richiesta di assegno di cura e sostentamento (ex modello ACT3); b) medico libero professionista al quale è consentita la sola redazione della certificazione per la richiesta di assegno di cura e sostentamento (ex modello ACT3); c) medico convenzionato ASL al quale è consentita la sola redazione della certificazione per la richiesta di assegno di cura e sostentamento (ex modello ACT3). Viene poi visualizzata una nuova pagina in cui occorre inserire alcuni ulteriori dati identificativi del medico certificatore. Dal menù principale, selezionando la voce “acquisizione certificati ACT”, viene proposta una pagina per l’inserimento dei dati del paziente e la scelta della tipologia del certificato da trasmettere (certificato di prestazione antitubercolare, relazione mensile o richiesta di assegno di cura e sostentamento). Una volta operata la scelta, si può compilare, salvare e inviare il certificato medico. Completata l’acquisizione, confermando i dati inseriti, avviene la trasmissione del certificato medico che, in tal modo, acquisisce il relativo numero di protocollo d’invio. Solo dopo l’invio, è possibile stampare il certificato e l’avviso per l’interessato, documento recante i dati anagrafici dell’assicurato, il numero di protocollo del certificato medesimo e l’informativa relativa all’eventuale diritto alle prestazioni normativamente previste. Il medico certificatore è tenuto a consegnare al proprio paziente la stampa del certificato e dell’avviso per l’interessato. Il numero di protocollo del certificato, riportato anche nell’avviso, dovrà essere indicato da parte dell’assicurato all’interno della domanda telematica di prestazione. Si precisa al riguardo che il cittadino può procedere, con le modalità telematiche già in uso, alla presentazione della domanda di indennità giornaliera antitubercolare entro il termine di prescrizione (cfr. circolare n. 73 del 14 marzo 1995 paragrafo 1.3). Dal menù principale, selezionando la voce “consultazione” il medico avrà la possibilità di: - visualizzare lo storico dei certificati inviati e quelli parzialmente compilati; - procedere con il completamento e la trasmissione di un certificato parzialmente compilato e non ancora inviato; - stampare sia il certificato sia l’avviso per l’interessato - come precedentemente descritto - di un certificato medico già inviato. Si precisa che le specifiche tecniche per l’utilizzo della procedura relativa al flusso sopra descritto sono contenute nell’apposito Manuale disponibile all’interno del servizio. Per quanto riguarda l’assegno di cura e sostentamento (ACS) l’INPS precisa che la validità del certificato trasmesso è pari a 90 giorni dalla data di rilascio. Pertanto, qualora l’assicurato non presenti domanda entro tali termini, è necessario trasmettere un nuovo certificato medico. L’Istituto procede alla trattazione dei dati sanitari riportati nel certificato medico solo a seguito di presentazione della domanda di prestazioni da parte del soggetto interessato e unicamente dopo la verifica del requisito amministrativo necessario per l’accoglimento della domanda stessa. Pertanto, ricevuta la domanda di prestazione per il riconoscimento dell’indennità, l’operatore amministrativo avvia l’istruttoria per l’accertamento della sussistenza del requisito contributivo previsto dalla normativa vigente. Successivamente, solo in caso di sussistenza del citato requisito, l’ufficio amministrativo informa, mediante l’apposita procedura, l’Unità Operativa Medico Legale competente rendendo in tal modo disponibile alla trattazione il certificato medico nella procedura SIGAS (ad accesso ed uso esclusivo delle citate Unità Operative Medico Legali). In assenza, invece, del requisito contributivo, l’istanza viene respinta - senza valutazione medico legale - dandone riscontro all’interessato. I medici delle competenti Unità Operative Medico Legali dell’Istituto, al momento di procedere ai richiesti adempimenti sanitari, rilevano il suddetto certificato compilato nella procedura SIGAS (accessibile esclusivamente all’Unità Operativa Medico Legale) procedendo alla trattazione del caso con la valutazione del rischio sanitario normativamente tutelato. Qualora non venga presentata dall’interessato domanda di prestazioni nei termini di legge, il relativo certificato acquisito in procedura verrà reso inaccessibile, fatta salva la possibilità di renderlo nuovamente utilizzabile, nei casi tassativi e nelle modalità previste dalla legge. ****** 3) Rimborso del canone Tv non dovuto addebitato in bolletta Sul sito dell’Agenzia le risposte alle domande più frequenti. Chi può chiedere il rimborso del canone Tv addebitato nella bolletta elettrica? Come si deve presentare la richiesta? Cosa indicare nell’istanza? Come avviene il rimborso? Sono alcune delle domande più frequenti poste dai contribuenti, anche attraverso il nuovo canale di assistenza via Facebook, a cui l’Agenzia delle Entrate dedica un approfondimento sul proprio sito, nella sezione Cosa devi fare > Richiedere > Canone Tv > Faq. Come si presenta la richiesta: Per chiedere il rimborso va utilizzato il modello disponibile sul sito internet dell’Agenzia (www.agenziaentrate.gov.it) e su quello della Rai (www.canone.rai.it). I contribuenti possono presentare la richiesta utilizzando una specifica applicazione web, disponibile dal prossimo 15 settembre, direttamente online sul sito delle Entrate o, in alternativa, inviarla tramite servizio postale con raccomandata all’indirizzo Agenzia delle Entrate - Direzione Provinciale 1 di Torino - Ufficio di Torino 1 – Sportello abbonamenti TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino, insieme alla copia di un valido documento di riconoscimento. Cosa indicare nell’istanza: Oltre ai dati anagrafici e alle informazioni che identificano le fatture su cui il canone è stato addebitato, occorre indicare il codice che individua il motivo della richiesta di rimborso: se la motivazione del rimborso è diversa dai 5 casi già previsti, è possibile indicare il codice 6 e descrivere la propria situazione nell’apposito spazio del modello. Un solo canone per famiglia: Cosa fare quando un nucleo familiare ha corrisposto due volte il canone con addebito su fatture intestate a due diversi componenti? In questo caso chi chiede il rimborso deve indicare il codice 4 e, nell’apposto campo, il codice fiscale del familiare a cui è stato addebitato il canone, oltre al periodo in cui sussistono i presupposti della richiesta, cioè l’appartenenza alla stessa famiglia anagrafica. Il rimborso per gli anni passati: Se il contribuente intende chiedere il rimborso del canone Tv per il 2015 o per gli anni precedenti, non può utilizzare questo modello, che deve essere usato solo nel caso in cui il canone sia stato pagato indebitamente a seguito di addebito nella fattura elettrica, a partire dall’anno 2016. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 170 del 8 agosto 2016) ****** 4) F24 ELIDE: istituite causali contributo F24 ELIDE: istituite 8 nuove causali contributo a favore dei lavoratori “eletti”, andranno utilizzate per i versamenti eseguiti nell’interesse dei dipendenti in aspettativa per cariche pubbliche. Cambia denominazione e trasloca nell’F24 Elide anche la sigla “CPEO” A partire dal 5 settembre, i versamenti all’Inps dei contributi a favore dei lavoratori dipendenti in aspettativa per cariche pubbliche elettive (articolo 38 della legge 488/1999) andranno effettuati tramite modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”, indicando specifiche nuove causali contributo. È il contenuto della risoluzione n. 70/E dell’8 agosto 2016, con la quale l’Agenzia delle Entrate, oltre a originare i nuovi codici, specifica le relative modalità di compilazione della delega di pagamento e ridenomina la causale contributo “CPEO”, istituita con la risoluzione 36/2016. Queste le new entry: “CPE1” (lavoratori dipendenti iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti - gestione assicurativa per il personale ENEL e delle aziende elettriche private) “CPE2” (lavoratori dipendenti iscritti al Fpld - gestione assicurativa per il personale addetto ai pubblici servizi di trasporto) “CPE3” (lavoratori dipendenti iscritti al Fpld - gestione assicurativa per il personale addetto ai pubblici servizi di telefonia) “CPE4” (lavoratori dipendenti iscritti al Fondo di previdenza per il personale di volo dipendente delle aziende di navigazione aerea) “CPE5” (lavoratori dipendenti iscritti al Fondo di previdenza per gli impiegati dipendenti dai concessionari del servizio di riscossione tributi e delle altre entrate dello Stato e degli Enti pubblici) “CPE6” (lavoratori dipendenti iscritti all’ex gestione Ipost) “CPE7” (lavoratori dipendenti iscritti all’ex gestione Enpals) “CPE8” (lavoratori dipendenti iscritti al Fondo Ferrovie dello Stato). Inoltre, la causale contributo “CPEO”, già in uso nel modello F24 “ordinario”, trasloca esclusivamente nell’“F24 Elide” e viene destinata ai “contributi a favore dei lavoratori dipendenti iscritti al Fpld - gestione ordinaria”. Per la corretta compilazione Nel modello “F24 Versamenti con elementi identificativi” dovranno essere indicati, nella sezione “Contribuente”, i dati anagrafici e il codice fiscale di chi versa, mentre nella sezione “Erario ed altro” andranno riportati: nel campo “tipo”, la lettera “I” nel campo “elementi identificativi”, il codice fiscale della persona cui si riferisce il versamento nel campo “codice”, la causale contributo nel campo “anno di riferimento”, l’anno cui si riferisce il versamento. ****** 5) Oggi scadono tutti i versamenti sospesi per le ferie Entro oggi 22 agosto 2016 occorre effettuare gli adempimenti e i versamenti fiscali sospesi per le ferie d’agosto (articolo 3-quater del Dl 16/2012). La sospensione, quest’anno ha compreso anche le scadenze del 30 e 31 luglio; le due date, infatti, hanno coinciso con un fine settimana, circostanza che rimandava tutto al 1° agosto, giorno dal quale è però scattato lo stop estivo. Ricordiamo, tra i tanti, i versamenti più noti, da effettuare entro il 22 agosto 2016: - passaggio in cassa per i contribuenti interessati dagli studi settore, cioè che esercitano attività per le quali sono stati approvati gli studi di settore o che partecipano a soggetti che esercitano attività sottoposte agli stessi, che hanno saltato la scadenza del 6 luglio, per il versamento, in un’unica soluzione o della prima rata, delle imposte risultanti dalla dichiarazioni Unico e Irap 2016, avvalendosi della facoltà di rinviare di trenta giorni il pagamento, con una maggiorazione dello 0,40%. Invece, per i titolari di partitiva Iva che hanno scelto il pagamento rateale e hanno versato la prima quota entro il 6 luglio, si tratta della terza rata (con interessi dello 0,44%). Se invece hanno “approfittato” dei trenta giorni a disposizione, con l’aggiunta dello 0,40%, passando in cassa entro il 18 luglio (il 16, scadenza naturale, era sabato), devono ora versare la seconda rata (gli interessi sono dello 0,31%). Scadenza, infine, anche per i contribuenti non titolari di partita Iva e che non partecipano a soggetti interessati dagli studi di settore: se, avendo scelto il pagamento rateale, hanno effettuato il primo versamento entro il 16 giugno, devono ora pagare la terza rata (interessi dello 0,49%); qualora, invece, si siano avvalsi della facoltà di versare nei trenta giorni successivi al termine previsto (quindi, entro il 18 luglio), devono pagare la seconda rata (interessi dello 0,13%); - versamento dell’imposta di registro relativa ai contratti di locazione nuovi o tacitamente rinnovati a partire dal 1° luglio 2016. In caso di registrazione telematica, il tributo è versato contestualmente all’operazione. La scadenza non interessa le stipule per le quali si è optato a favore della “cedolare secca” - termine valido anche per il ravvedimento “breve”, ossia per rimediare, entro 30 giorni dalla scadenza ordinaria (in questo caso, il 18 luglio), ai mancati o insufficienti versamenti delle imposte e delle ritenute, aggiungendo al tributo gli interessi e la sanzione ridotta a un decimo del minimo - alert anche per i contribuenti Iva, che devono al Fisco la sesta rata dell’imposta sul valore aggiunto, risultante dalla dichiarazione annuale relativa al 2015. Al tributo va aggiunto, a titolo d’interessi, lo 0,33% mensile. In scadenza, anche il pagamento dell’Iva di luglio, per i “mensili”, e di quella relativa al periodo aprile-giugno, per i “trimestrali”. Il 22 agosto non compare, invece, nell’agenda delle scadenze fiscali dei sostituti d’imposta o soggetti incaricati, in relazione alla presentazione telematica del modello 770/2016, adempimento che, secondo i tempi ordinari, dovrebbe avvenire, anch’esso, entro il 31 luglio di ogni anno. Infatti, il Dpcm dello scorso 26 luglio, aderendo alle richieste dei professionisti, ha rinviato il termine per la presentazione del modello al 15 settembre 2016. Artigiani, commercianti e professionisti: contributi con maggiorazione E’, inoltre, in scadenza per il 22 agosto 2016 il versamento dei contributi a saldo 2015 e primo acconto 2016 dovuti, come da UNICO 2016, da parte di artigiani, commercianti e liberi professionisti iscritti alla gestione separata. Il pagamento deve essere effettuato applicando la maggiorazione dello 0,40%. E’ possibile avvalersi del meccanismo della compensazione. La rateizzazione è ammessa a determinate condizioni. Entro il 22 agosto 2016 gli artigiani e commercianti ed i liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata dell’INPS possono versare i contributi a “saldo 2015” e primo “acconto 2016” scontando una maggiorazione a titolo d’interesse dello 0,4%. La maggiorazione dovrà essere versata separatamente dai contributi, utilizzando la causale contributo “API” (artigiani) o “CPI” (commercianti) e la codeline INPS utilizzata per il versamento del relativo contributo, oppure ancora con la causale “DPPI” nel caso dei liberi professionisti. Il versamento contributivo segue infatti la proroga dei versamenti di UNICO 2016 per i contribuenti interessati dagli studi di settore, ossia gli imprenditori o lavoratori autonomi che esercitano un’attività d’impresa/lavoro autonomo per la quale è stato elaborato il relativo studio di settore oppure i soggetti diversi dalle persone fisiche che esercitano un’attività per la quale è stato elaborato lo studio di settore e non siano esclusi dall’applicazione dello stesso a causa di ricavi/compensi superiori a € 5.164.569. ****** 6) Benefici previdenziali riconosciuti agli ex lavoratori: ulteriori chiarimenti L’INPS, con il messaggio n. 3329 del 8 agosto 2016, ha fornito ulteriori chiarimenti sui benefici riconosciuti agli ex lavoratori occupati nelle imprese che hanno svolto attività di scoibentazione e bonifica, affetti da patologia asbesto-correlata derivante da esposizione all’amianto, sul monitoraggio delle domande di accesso ai predetti benefici, sulla comunicazione agli interessati dell’esito delle stesse domande, nonché, sulla decorrenza dei trattamenti pensionistici. L’Istituto già con il messaggio n. 2769 del 21 giugno 2016 aveva fornito le prime indicazioni per l’applicazione dell’articolo 1, comma 276, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, a seguito della pubblicazione del decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze del 29 aprile 2016 sulla Gazzetta Ufficiale n. 134 del 10 giugno 2016. Benefici I benefici dell’erogazione del sussidio per l’accompagnamento alla pensione e dell’accredito della contribuzione figurativa sono riconosciuti a condizione che alla data di presentazione della domanda l’interessato non abbia maturato i requisiti anagrafici e contributivi per il diritto alla pensione di anzianità di cui all’articolo 1, comma 117, della legge n. 190 del 2014, ovvero, per il diritto alla pensione di vecchiaia o anticipata previsti dalla normativa vigente. Comunicazione dell'esito delle domande di accesso ai benefici All’esito delle operazioni di monitoraggio, le sedi informeranno gli interessati, sulla base di modelli di comunicazione e modalità operative che verranno successivamente indicate: a) dell'accoglimento della domanda di accesso ai benefici con indicazione della prima decorrenza utile del trattamento pensionistico e del periodo di erogazione del sussidio, qualora sia accertato il possesso dei requisiti utili a maturare il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico entro il 2018 e sia verificata l'esistenza della relativa copertura finanziaria; b) dell'accoglimento della domanda di accesso ai benefici con indicazione del periodo di erogazione del sussidio e della prima decorrenza utile del trattamento pensionistico differita in ragione dell'insufficiente copertura finanziaria; c) del rigetto della domanda di accesso ai benefici qualora non sia accertato il possesso dei requisiti, ovvero, in seguito all'esaurimento delle risorse disponibili. Decorrenza dei trattamenti pensionistici I trattamenti pensionistici erogati con il riconoscimento dei benefici, previa presentazione di apposita domanda, non possono avere decorrenza anteriore al 1° febbraio 2016 e successiva al 31 dicembre 2018. ****** 7) Benefici previdenziali per ex lavoratori esposti all’amianto L’INPS, con la circolare n. 154 del 8 agosto 2016, ha fornito le istruzioni per l’applicazione della norma concernente i benefici previdenziali riconosciuti ad ex lavoratori occupati nelle imprese che hanno svolto attività di scoibentazione e bonifica, affetti da patologia asbesto – correlata derivante da esposizione all’amianto, transitati in una gestione di previdenza diversa da quella dell’Inps, tenuto conto di quanto precisato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali con nota prot. 29/0004298/P del 12 luglio 2016. ****** 8) Credito facilitato per i professionisti Accesso facilitato al credito per i professionisti entro 6 mesi dal 20 agosto. Con la legge n. 150 del 13 luglio 2016, recante «Delega al Governo per la riforma del sistema dei confidi», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 182 del 5 agosto 2016 e in vigore dal 20 agosto 2016, l’accesso al credito per i professionisti sarà facilitato. I professionisti, infatti, entrano a pieno titolo nel sistema dei confidi aumentando le opportunità di investimento nell’attività. Al fine di favorire un migliore accesso al credito per le piccole e medie imprese (PMI) e per i liberi professionisti, attraverso la valorizzazione del ruolo dei confidi, la semplificazione degli adempimenti e il contenimento dei costi a loro carico, il Governo è delegato ad adottare, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, entro 6 mesi dal 20 agosto 2016, uno o più decreti legislativi per la riforma della normativa in materia di confidi, nel rispetto di alcuni principi e criteri direttivi: rafforzare la patrimonializzazione dei confidi e favorire la raccolta di risorse pubbliche, private e del terzo settore, di capitale e di provvista, disciplinare le modalità di contribuzione degli enti pubblici finalizzate alla patrimonializzazione dei confidi, razionalizzare e valorizzare le attività svolte dai soggetti operanti nella filiera della garanzia e della controgaranzia, sviluppare, nell'ambito delle finalità tipiche, strumenti innovativi, favorire un migliore accesso al credito per le PMI e per i liberi professionisti, anche attraverso la semplificazione degli adempimenti e il contenimento dei costi per gli intermediari finanziari e per i confidi, rafforzare i criteri di proporzionalità e specificità in materia bancaria e creditizia, razionalizzare gli adempimenti a carico dei confidi eliminando le duplicazioni di attività già svolte da banche o da altri intermediari finanziari, individuare metodologie di valutazione degli impatti della garanzia sui sistemi economici locali. (Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, nota del 8 agosto 2016) ****** 9) Ritardati pagamenti: nuovo tasso interessi di mora Transazioni commerciali: Fissato il nuovo tasso degli interessi di mora per ritardati pagamenti. Per il secondo semestre 2016 gli interessi legali moratori complessivi sono determinati in misura pari all’8,00%. E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 178 del 1° agosto 2016, un comunicato con il quale il Ministero dell’Economia e delle Finanze rende noto che il saggio degli interessi da applicare - nel periodo a partire dal 1° luglio fino al 31 dicembre 2016 - a favore del creditore nei casi di ritardo nei pagamenti nelle transazioni commerciali, è pari allo 0 per cento. Questo poiché il saggio degli interessi di mora da applicare, è determinato in misura pari al tasso di riferimento (tasso di interesse applicato dalla Banca centrale europea) maggiorato di otto punti percentuali; pertanto per il secondo semestre 2016 gli interessi legali moratori complessivi sono determinati in misura pari all’8,00%. La comunicazione viene effettuata ai sensi dell’art. 5 del D.Lgs. 9 ottobre 2002, n. 231 (recante “Attuazione della direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali”), come sostituito dall’art. 1, comma 1, lett. e) del D.Lgs. n. 192 del 2012. ****** 10) Bilanci: nuovo formato XBRL Xbrl Italia: E’ consultabile la tassonomia che tiene conto del Dlgs 139/15. Ridotto il tracciato dell'abbreviato. Il nuovo art. 2435-bis c.c. ha significativamente ridotto, infatti, le informazioni richieste in nota integrativa: le tabelle specificamente previste per tale forma scendono infatti da 28 a 14. Tolto l’approfondimento per il patrimonio netto, salvo il prospetto sulla riserva per operazioni di copertura di flussi finanziari attesi, mentre l’analisi delle variazioni delle voci è circoscritta alle sole immobilizzazioni. Per non pregiudicare la possibilità di offrire, volontariamente, maggiori informazioni è possibile utilizzare sia il rendiconto finanziario della forma ordinaria sia le tabelle della nota integrativa. Debutta il bilancio delle micro imprese. È composto da uno stato patrimoniale e un conto economico mutuati da quelli abbreviati al netto, come precisato dalla bozza di Oic 12, delle voci relative agli strumenti finanziari derivati. Non è prevista la compilazione né del rendiconto finanziario né della nota integrativa mentre, in ottemperanza ai numeri 2) e 3) del secondo comma dell’art. 2435-ter c.c., in calce allo stato patrimoniale sono compilabili 4 tabelle derivate dalla nota integrativa abbreviata ossia quelle per i compensi e i crediti ai vertici aziendali, gli impegni, le garanzie e le passività potenziali nonché le azioni proprie e le partecipazioni in controllanti. Le osservazioni e i commenti sulla nuova tassonomia possono essere inviati, all’indirizzo xbrl@abi.it, entro il 16 settembre 2016 e il rilascio della versione finale è previsto per il prossimo autunno. Come è noto, le disposizioni introdotte dal DLgs. 139/2015 si applicano ai bilanci relativi agli esercizi finanziari aventi inizio a partire dal 1° gennaio 2016. Il nuovo standard dovrebbe, quindi, essere utilizzato dai bilanci 2017. ****** 11) Nuove regole per il 5 per mille Sulla Gazzetta Ufficiale n. 185 del 9 agosto 2016 è stato pubblicato il Dpcm 7 luglio 2016 recante “Disposizioni in materia di trasparenza e di efficacia nell'utilizzazione della quota del 5 per mille, in attuazione all'articolo 1, comma 154, della legge 23 dicembre 2014, n. 190”. Le amministrazioni erogatrici del contributo del 5 per mille di cui all’art. 11, comma 4, del dpr 23 aprile 2010, sono tenute, entro tre mesi dalla data di erogazione del contributo, alla pubblicazione in apposita sezione del proprio sito web degli elenchi dei soggetti ai quali lo stesso contributo è stato erogato, della data di erogazione e del relativo importo. Qualora venga accertato che il contributo erogato sia stato impiegato per finalità diverse da quelle perseguite istituzionalmente dal soggetto beneficiario, il recupero del contributo comporterà l’obbligo a carico del beneficiario di riversare all’Erario entro 60 giorni l’ammontare percepito e rivalutato, restando salva l’applicazione delle sanzioni penali e amministrative. Gli enti vengono inseriti in un apposito elenco, integrato, aggiornato e pubblicato sul sito web dell’Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo di ciascun anno. Eventuali errori rilevati nell’elenco o variazioni intervenute potranno essere fatti valere, entro il 20 maggio, dal legale rappresentante dell’ente richiedente (o da un suo delegato) presso la Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate nel cui ambito territoriale si trova la sede legale del medesimo ente. Le novità decorrono dall’esercizio finanziario 2017 con riferimento ai soggetti regolarmente iscritti nel 2016. Riguardo le modalità di rendicontazione viene stabilito che i soggetti destinatari delle somme entro un anno dalla ricezione degli importi, redigono un apposito rendiconto, accompagnato da una relazione illustrativa, dal quale risulti con chiarezza la destinazione delle somme attribuite, utilizzando l’apposito modulo disponibile sul sito istituzionale delle amministrazioni competenti. Il rendiconto, in ogni caso, deve indicare: - i dati identificativi del beneficiario, tra cui la denominazione sociale, il codice fiscale, la sede legale, l’indirizzo di posta elettronica e lo scopo dell’attività sociale, nonché del rappresentante legale; - l’anno finanziario cui si riferisce l’erogazione, la data di percezione e l’importo percepito; - l’indicazione delle spese sostenute per il funzionamento del soggetto beneficiario, ivi incluse le spese per risorse umane e per l’acquisto di beni e servizi, dettagliate per singole voci di spesa, con l’evidenziazione della loro riconduzione alle finalità ed agli scopi istituzionali del soggetto beneficiario; - le altre voci di spesa comunque destinate ad attività direttamente riconducibili alle finalità ed agli scopi istituzionali del soggetto beneficiario; - l’indicazione dettagliata degli eventuali accantonamenti delle somme percepite per la realizzazione di progetti pluriennali, fermo restando l’obbligo di rendicontazione successivamente al loro utilizzo. Gli enti che hanno percepito contributi di importo inferiore a 20.000 euro non sono tenuti, salva espressa richiesta dell’Amministrazione, all’invio del rendiconto e della relazione, che dovranno comunque essere redatti entro un anno dalla ricezione degli importi e conservati per 10 anni. Infine, le Amministrazioni erogatrici del contributo del 5 per mille devono pubblicare in apposita sezione del proprio sito web, entro un mese dalla ricezione, i rendiconti e le relazioni illustrative trasmessi dai soggetti ai quali è stato erogato il contributo. ****** 12) Tremonti ambientale: dal 1° settembre, comunicazioni solo telematiche Investimenti ambientali: dal 1° settembre comunicazioni solo telematiche. Dunque dal 1° settembre 2016, la comunicazione relativa agli investimenti ambientali dovrà essere effettuata con modalità esclusivamente telematiche secondo quanto indicato dalla circolare del Ministero dello Sviluppo Economico n. 71852 del 26 luglio 2016, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 184 del 8 agosto 2016. Dalla medesima data, non potranno essere più accettate le comunicazioni pervenute in forma cartacea ovvero mediante posta elettronica certificata. Le imprese sono tenute alla compilazione di ciascun campo della pagina web e alla sottoscrizione mediante firma digitale della documentazione. Il Ministero dello Sviluppo Economico, indica le modalità di presentazione della comunicazione relativa agli investimenti ambientali in particolare per le imprese che hanno realizzato anteriormente alla data del 26 giugno 2012 gli investimenti di cui all'art. 6, comma 13, della legge n. 388/2000. L’invio dovrà essere effettuato in modalità esclusivamente telematiche, sulla base del modello il cui facsimile è allegato alla circolare, secondo le indicazioni fornite dal Ministero all'indirizzo www.mise.gov.it, nell'apposita sezione dedicata «Agevolazioni ambientali (L. 388/2000)». Le imprese sono tenute alla compilazione di ciascun campo della pagina web e alla sottoscrizione mediante firma digitale della documentazione generata automaticamente dal sistema informatico, nonché al relativo upload per la successiva protocollazione e archiviazione digitale. A partire dal 1° settembre 2016 saranno accettate esclusivamente le comunicazioni inviate con la predetta modalità telematica. Pertanto, a decorrere dalla medesima data, non potranno essere accettate le comunicazioni pervenute in forma cartacea ovvero mediante posta elettronica certificata. ****** 13) Ammortizzatori in deroga nel settore pesca: liquidazione istanze annualità 2015 L’Inps, con messaggio n. 3357 del 10 agosto 2016, ha comunicato che, per quanto riguarda gli ammortizzatori in deroga nel settore pesca ed in base al decreto interministeriale n. 1600069 del 5 agosto 2016, è possibile la liquidazione delle istanze riferite all’annualità 2015 secondo le indicazioni e le disposizioni fornite con Messaggio Inps n. 5313 del 13 agosto 2015. A tal proposito, con nota Ministeriale, in relazione al D.I. n. 91411 del 7 agosto 2015, sono stati forniti i seguenti chiarimenti relativi ai presupposti della prestazione, che trovano applicazione per la liquidazione delle istanze riferite all’annualità 2015: il trattamento di Cassa integrazione Guadagni in deroga non è riconoscibile agli armatori e ai proprietari armatori imbarcati sulle navi dai medesimi gestite, in quanto non è configurabile, nei loro confronti, un rapporto di lavoro subordinato; devono considerarsi validi gli accordi sottoscritti non solo presso le Capitanerie di Porto nelle quali sono iscritte le imbarcazioni, ma anche quelli siglati presso le Capitanerie dove, per esigenze imprenditoriali, le imbarcazioni esercitino la propria attività. Per quanto concerne la presentazione e la gestione delle istanze relative a periodi di competenza annualità 2016, in considerazione della disciplina relativa ai requisiti soggettivi e alla durata massima della tutela, richiamata dal decreto ministeriale, saranno fornite apposite indicazioni con separata e successiva circolare. ****** 14) Riduzione contributiva nel settore dell’edilizia per l’anno 2016 L’Inps, con messaggio n. 3358 del 10 agosto 2016, ha comunicato che a decorrere dal 1° settembre 2016 le aziende del settore edile potranno inoltrare l’istanza per accedere al beneficio della riduzione contributiva, nella misura fissata per il 2015, pari al 11,50%. Circa le modalità di determinazione della contribuzione su cui operare la riduzione e dei soggetti che ne hanno diritto, vedasi la circolare n. 52 del 17 marzo 2016. Hanno diritto all’agevolazione contributiva i datori di lavoro classificati nel settore industria con i codici statistici contributivi da 11301 a 11305 e nel settore dell’artigianato con i codici statistici contributivi da 41301 a 41305, nonché caratterizzati dai codici Ateco 2007 da 412000 a 439909. Si ricorda, inoltre, che non costituiscono attività edili in senso stretto – pertanto sono escluse dalla riduzione contributiva in oggetto – le opere di installazione di impianti elettrici, idraulici ed altri lavori simili, contraddistinte dai codici Ateco 2007 da 432101 a 432909 e dai codici statistici contributivi 11306, 11307, 11308, 41306, 41307, 41308, sempre accompagnati dai codici di autorizzazione 3N e 3P. Lo sgravio è applicabile per i periodi di paga da gennaio a dicembre 2016. Le istanze finalizzate all’applicazione della riduzione contributiva nel settore dell’edilizia relativamente all’anno 2016 devono essere inviate esclusivamente in via telematica avvalendosi del modulo “Rid-Edil”, disponibile all’interno del cassetto previdenziale aziende del sito internet dell’Istituto, nella sezione “comunicazioni on-line”, funzionalità “invio nuova comunicazione”. Entro il giorno successivo all’inoltro, i sistemi informativi centrali effettueranno i controlli formali e attribuiranno un esito positivo o negativo alla comunicazione. Le posizioni contributive relative ai datori di lavoro ammessi allo sgravio saranno contraddistinte dal codice di autorizzazione “7N”; a prescindere dalla data di inoltro dell’istanza, il codice di autorizzazione “7N” avrà validità da agosto a dicembre 2016. I datori di lavoro autorizzati potranno esporre lo sgravio nel flusso UniEmens con le seguenti modalità: il beneficio corrente dovrà essere esposto con il codice causale “L206” nell’elemento di ; il recupero degli arretrati dovrà essere esposto con il codice causale “L207”, nell’elemento di . Nei casi di matricole sospese o cessate, l’azienda che deve recuperare lo sgravio per i mesi antecedenti la sospensione o la cessazione, effettuerà la richiesta avvalendosi della funzionalità “contatti” del cassetto previdenziale aziende, utilizzando una dichiarazione conforme al fac-simile allegato al presente messaggio (allegato n. 1); la sede Inps competente, verificata la spettanza del beneficio, attribuirà il codice di autorizzazione “7N” relativamente all’ultimo mese in cui la matricola era attiva. I datori di lavoro autorizzati alla riduzione contributiva secondo la modalità sopra descritta, ai fini della fruizione del beneficio spettante, dovranno avvalersi della procedura delle regolarizzazioni contributive (UniEmens/vig). Per gli operai non più in forza, i datori di lavoro potranno fruire del beneficio valorizzando nella sezione individuale del primo flusso UniEmens utile gli stessi elementi previsti per gli operai ancora in forza; non saranno ovviamente valorizzate le settimane, i giorni retribuiti ed il calendario giornaliero. Sarà invece valorizzato l’elemento con il codice “NFOR”, che contraddistingue gli operai non più in carico presso l’azienda. Nell’ipotesi in cui il decreto interministeriale dovesse escludere lo sgravio per l’anno 2016 o modificarne la misura rispetto all’anno 2015, l’Istituto provvederà a recuperare gli importi non spettanti, ovvero fornirà ai datori di lavoro le istruzioni per il conguaglio delle differenze a credito. ****** 15) Prosegue la sperimentazione dell’ASDI Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 185 del 9 agosto 2016, il Decreto Interministeriale 23 maggio 2016 con il quale viene disposta la prosecuzione della sperimentazione dell’ASDI, avviata nel 2015, secondo le modalità già indicate nel Decreto interministeriale del 29 ottobre 2015. A tal fine, per il 2016, oltre alle risorse già stanziate (200 milioni), il Decreto legislativo n. 148 del 2015 e Legge di stabilità 2016 hanno messo a disposizione ulteriori 400 milioni di euro. I lavoratori che, dopo aver percepito l’indennità di disoccupazione (NASpI – Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego) per la sua intera durata entro il 31 dicembre 2016, si trovano ancora in stato di disoccupazione e versano in una condizione di particolare disagio economico, potranno usufruire dell’ASDI (Assegno di disoccupazione). L’ASDI viene concesso a coloro che hanno perso il lavoro, hanno già usufruito della NASpI e si trovano in una condizione economica di bisogno attestata da un ISEE pari o inferiore a 5.000,00 euro; devono inoltre aver compiuto 55 anni senza acquisire il diritto alla pensione (di vecchiaia o anticipata) oppure devono avere nel nucleo familiare almeno una persona di minore età. Come per le altre misure di inclusione attiva, per ricevere l’ASDI è necessario aver sottoscritto un patto di servizio personalizzato presso i competenti Centri per l’Impiego, con specifici impegni in termini di ricerca attiva di lavoro, disponibilità a partecipare a iniziative di formazione e/o di politiche attive. Le modalità di prosecuzione della sperimentazione oltre il termine stabilito dal decreto del 23 maggio 2016 saranno disciplinate con un successivo decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome. Per l’attuazione della misura, infatti, sono disponibili le risorse stanziate dall’articolo 43, comma 5, del Decreto legislativo n. 148 del 2015, pari a 270 milioni per l’anno 2017, 170 milioni di euro per l’anno 2018 e 200 milioni di euro a decorrere dall’anno 2019. ****** 16) Depenalizzazione: calcolo delle sanzioni per illeciti commessi prima del 6 febbraio 2016 Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ad integrazione della circolare n. 6 del 2016, ha emanato la nota n. 15764 del 9 agosto 2016, con la quale fornisce chiarimenti in merito alla determinazione delle sanzioni da irrogare per illeciti commessi prima dell’entrata in vigore del D.Lgs. n. 8 del 2016 (6 febbraio 2016), recante disposizioni in materia di depenalizzazione. Verifiche ispettive nell’ambito del procedimento di concessione della CIGS Il Ministero del Lavoro, con la circolare n. 27 del 8 agosto 2016, ha fornito chiarimenti in merito alle verifiche ispettive da svolgere nell'ambito dei procedimenti amministrativi di concessione della CIGS. In particolare, gli organi ispettivi sono chiamati a svolgere due tipologie di verifiche:verifiche ispettive finalizzate all'accertamento degli impegni aziendali assunti in sede di presentazione del programma di CIGS;verifiche ispettive finalizzate all'accertamento dei presupposti per la concessione del pagamento diretto del trattamento ai lavoratori. Il Ministero sottolinea che gli accertamenti non potranno mai limitarsi ad una verifica documentale, ma presuppongono sempre l'accesso sul luogo di lavoro. ****** 17) Slitta la digitalizzazione Un Decreto legislativo (esame definitivo) modifica e integrazione il codice dell’amministrazione digitale. Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, il 10 agosto 2016, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo recante norme di attuazione dell’articolo 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124, recante modifica e integrazione del codice dell’amministrazione digitale (CAD) di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Nello specifico il cambiamento strutturale del rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione viene affidato a un’identità digitale, attraverso cui accedere e utilizzare i servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni, e al domicilio digitale (SPID), in collegamento con l’anagrafe della popolazione residente. SPID sarà l’identificativo con cui un cittadino si farà riconoscere dalla pubblica amministrazione, mentre il domicilio digitale sarà l’indirizzo on line al quale potrà essere raggiunto dalle pubbliche amministrazioni. Sono stati recepiti gran parte dei suggerimenti della Conferenza unificata e del Consiglio di Stato e sono state integralmente accolte le condizioni contenute nei pareri delle Commissioni parlamentari. ****** 18) In deciso calo le nuove partite IVA Le nuove partite IVA subiscono una flessione dell’8%. Dal confronto tra le aperture di nuove partite IVA nel mese di giugno 2016 e quelle del mese corrispondente nel 2015 emerge un calo dell’8,2%. Sono questi i dati forniti dal Ministero dell’Economia, che ha diffuso il 10 agosto 2016 i consueti numeri dell’Osservatorio dedicato. In particolare, le partite IVA aperte a giugno scorso sono state 37.982. Il 70,2% delle nuove partite IVA è stato aperto dalle persone fisiche; il 24,0% dalle società di capitali e il 4,9 dalle società di persone. La percentuale dei “non residenti” e “altre forme giuridiche” è pari allo 0,9%. Rispetto al mese di giugno 2015 si osserva un calo di aperture per le persone fisiche (-11,4%) e le società di persone (- 5,76) mentre si registra un incremento per le società di capitali (+2,3%). In base alla classificazione per settore produttivo il commercio continua a registrare il maggior numero di aperture di partite IVA (22,7% del totale), seguito dalle attività professionali (13,2%) e dall’agricoltura (10,1%). Confrontando i dati con le aperture del mese di giugno 2015, si rilevano incrementi nelle attività immobiliari (+16%), nelle attività professionali (+7,2%) e nell’istruzione (+2,9%); si segnalano invece cali di avviamento nell’agricoltura (-20,7%), nel commercio (-12,3%,che nonostante il calo rimane il settore con il maggior numero di aperture in termini assoluti) e nei servizi alle imprese (-15,2%). I soggetti che hanno aderito al regime agevolato forfetario risultano 12.748, pari a circa il 34% del totale delle nuove aperture, con un aumento del 4,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. ****** 19) Giudici tributari: in Gazzetta il bando per 202 nuovi posti Al via il concorso per la copertura di 202 posti vacanti di giudici tributari. E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - 4° Serie Speciale - Concorsi ed Esami n. 62 del 5 agosto 2016, il concorso pubblico per titoli indetto dalla presidenza del Consiglio di Giustizia Tributaria "per la copertura dei posti vacanti di giudice presso le Commissioni tributarie regionali e provinciali". I posti messi a concorso sono 202, di cui 84 presso le commissioni tributarie regionali e 118 presso le commissioni tributarie provinciali. Possono concorrere ai posti di giudici di commissioni tributarie provinciali i seguenti soggetti (art. 4 d.lgs. n. 545/1992): magistrati ordinari, amministrativi, militari e contabili, in servizio o a riposo, e avvocati e procuratori dello Stato a riposo; dipendenti civili dello Stato o di altre amministrazioni pubbliche in servizio o a riposo che hanno prestato servizio per almeno dieci anni, di cui almeno due in una qualifica alla quale si accede con la laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o altra equipollente; ufficiali della Guardia di finanza cessati dalla posizione di servizio permanente effettivo prestato per almeno dieci anni; gli iscritti negli albi dei ragionieri e dei periti commerciali che hanno esercitato per almeno dieci anni le rispettive professioni; coloro che, in possesso del titolo di studio ed in qualità di ragionieri o periti commerciali, hanno svolto per almeno dieci anni, alle dipendenze di terzi, attività nelle materie tributarie ed amministrativo-contabili; gli iscritti nel ruolo o nel registro dei revisori ufficiali dei conti o dei revisori contabili, che hanno svolto almeno cinque anni di attività; coloro che hanno conseguito l'abilitazione all'insegnamento in materie giuridiche, economiche o tecnico-ragionieristiche ed esercitato per almeno cinque anni attività di insegnamento; h) gli appartenenti alle categorie indicate nell'articolo 5; coloro che hanno conseguito da almeno due anni il diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio; gli iscritti negli albi degli ingegneri, degli architetti, dei geometri, dei periti edili, dei periti industriali, dei dottori agronomi, degli agrotecnici e dei periti agrari che hanno esercitato per almeno dieci anni le rispettive professioni. Possono concorrere ai posti di giudici di commissioni tributarie regionali i seguenti soggetti (art. 5 d.lgs. n. 545/1992): magistrati ordinari, amministrativi, militari e contabili, in servizio o a riposo e gli avvocati e procuratori dello Stato, a riposo; docenti di ruolo universitari o delle scuole secondarie di secondo grado ed i ricercatori in materie giuridiche, economiche e tecnico-ragionieristiche, in servizio o a riposo; dipendenti civili dello Stato o di altre amministrazioni pubbliche, in servizio o a riposo, in possesso di laurea in giurisprudenza o economia e commercio o altra equipollente, che hanno prestato servizio per almeno dieci anni in qualifiche per le quali è richiesta una di tali lauree; ufficiali superiori o generali della Guardia di finanza cessati dalla posizione di servizio permanente effettivo; ispettori del Servizio centrale degli ispettori tributari cessati dall'incarico dopo almeno sette anni di servizio; notai e coloro che sono iscritti negli albi professionali degli avvocati e procuratori o dei dottori commercialisti ed hanno esercitato per almeno dieci anni le rispettive professioni; coloro che sono stati iscritti negli albi professionali indicati al punto precedente o dei ragionieri e dei periti commerciali ed hanno esercitato attività di amministratori, sindaci, dirigenti in società di capitali o di revisori di conti. Tra i vari requisiti previsti, oltre a quelli morali e professionali, vi è il limite di età di 72 anni. Le domande di partecipazione dovranno essere inoltrate alla Segreteria del Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria, dal 15 settembre 2016 al 30 ottobre 2016, con posta elettronica certificata personale, al seguente indirizzo: UfficioSegreteriaCPGT@pce.finanze.it o, in via residuale, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento al seguente indirizzo: via Solferino n. 15, c.a.p. 00185 - Roma. Alle operazioni concorsuali sovraintende una Commissione esaminatrice insediata presso la Commissione IV concorsi del Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria. In base al totale dei punteggi assegnati a ciascun candidato sarà formata la graduatoria generale dei vincitori del concorso e degli idonei. La graduatoria, una volta approvata con delibera del Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria, sarà pubblicata sul sito «www.giustizia-tributaria.it», nella sezione «Pubblicità legale» e nella sezione «Concorsi». ****** 20) Manovra: smentita sulle previsioni sui conti pubblici Circolano in questi giorni sui media indiscrezioni sulla manovra sui conti pubblici che il governo dovrà varare ad ottobre con la prossima legge di bilancio. Si tratta di ipotesi e cifre prive di fondamento. E’ assolutamente prematuro ora fare congetture. I provvedimenti dipenderanno dai nuovi obiettivi di finanza pubblica contenuti nella Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (DEF), che sarà presentata entro il 27 settembre, e dalle decisioni politiche che il governo assumerà successivamente. (Ministero delle finanze, comunicato stampa n. 147 del 18 agosto 2016) Vincenzo D’Andò