Diario quotidiano del 30 agosto 2016: nuovi criteri per rilevare le imposte su reddito e IRAP

Pubblicato il 30 agosto 2016



1) Niente solidarietà tributaria per il coobbligato: la sentenza favorevole non conta
2) Contributi Inps Amministratori e soci lavoratori: quando si paga due volte
3) Altre dalla Cassazione
4) Principi contabili: nuovi criteri per rilevare le imposte su reddito e IRAP
5) Nuovo tasso di interesse per il pagamento differito dei diritti doganali
6) Informazioni sull’erogazione dei servizi nelle zone terremotate
7) Quando si può configurare la cessione di ramo d’azienda: decisione della Cassazione
8) Lavoro: comunicazioni obbligatorie con nuovi standard
9) Quando viene meno la credibilità della certificazione medica prodotta dal lavoratore
10) Distinzione immobili ai fini fiscali
diario-quotidiano-articoli-71) Niente solidarietà tributaria per il coobbligato: la sentenza favorevole non conta 2) Contributi Inps Amministratori e soci lavoratori: quando si paga due volte 3) Altre dalla Cassazione 4) Principi contabili: nuovi criteri per rilevare le imposte su reddito e IRAP 5) Nuovo tasso di interesse per il pagamento differito dei diritti doganali 6) Informazioni sull’erogazione dei servizi nelle zone terremotate 7) Quando si può configurare la cessione di ramo d’azienda: decisione della Cassazione 8) Lavoro: comunicazioni obbligatorie con nuovi standard 9) Quando viene meno la credibilità della certificazione medica prodotta dal lavoratore 10) Distinzione immobili ai fini fiscali ***   1) Niente solidarietà tributaria per il coobbligato: la sentenza favorevole non conta Niente giudicato favorevole di “riflesso” se il ricorso risulta inammissibile. Solidarietà tributaria: La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12317 del 15 giugno 2016, ha stabilito che il coobbligato non si può avvalere della sentenza favorevole ottenuta da altro coobbligato contro il Fisco, qualora il suo ricorso sia stato ritenuto inammissibile con sentenza passata in giudicato. Il fatto Due tizi presentavano ricorso contro distinti avvisi di liquidazione dell’imposta di registro ed Invim che traevano origine dalla rettifica del valore dichiarato nell’atto di compravendita di un immobile. La Commissione Tributaria Provinciale di Roma dichiarava l’inammissibilità del ricorso con sentenza (depositata il 22 ottobre 2001) che passava in giudicato. L’ufficio notificava ai contribuenti gli avvisi di liquidazione in forza della sentenza passata in giudicato e i suddetti ricorrenti li impugnavano chiedendo l’estensione del giudicato favorevole nel frattempo formatosi nei confronti di un condebitore solidale, parte acquirente dell’atto di compravendita. La commissione tributaria provinciale di Roma accoglieva parzialmente il ricorso ritenendo che il debito relativo all’imposta di registro fosse estinto per l’avvenuto pagamento da parte dell'altro coobbligato mentre, per quanto riguardava l’imposta Invim, non era possibile estendere il giudicato favorevole poiché le parti avevano impugnato autonomamente l’avviso di accertamento di maggior valore. In seguito la commissione tributaria regionale del Lazio accoglieva l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate. La vicenda, quindi, finiva in cassazione. La decisione Secondo la Corte, non è lite fiscale pendente la controversia introdotta con l’impugnazione di un atto recante le somme dovute a seguito di un avviso di accertamento divenuto definitivo, trattandosi di atto che si esaurisce nell'intimazione al versamento della somma dovuta in base ad una pretesa fiscale ormai definitiva e non integra un nuovo ed autonomo atto impositivo. La Suprema corte vuole dare continuità al principio più volte affermato secondo cui “in tema di solidarietà tributaria, la facoltà del coobbligato d'imposta di avvalersi, ai sensi dell’art. 1306 cod. civ., della sentenza - passata in giudicato - pronunciata tra l'amministrazione finanziaria ed altro condebitore in solido (cosiddetto giudicato riflesso) trova un limite nella eventuale esistenza, nei confronti del coobbligato medesimo, di un diverso e contrario giudicato”. A tale riguardo, anche la sentenza a contenuto meramente processuale (nella fattispecie, pronuncia di inammissibilità del ricorso introduttivo per tardività) costituisce ostacolo all'applicazione del principio del giudicato riflesso. Ne deriva che era precluso ai ricorrenti avvalersi della sentenza favorevole ottenuta dal coobbligato poiché il ricorso proposto avverso l'avviso di liquidazione era stato ritenuto inammissibile con sentenza passata in giudicato. La Cassazione ha, pertanto, rigettato i ricorsi riuniti e condanna la ricorrente a rifondere all'Agenzia delle entrate e le spese processuali che ha liquidato in euro 3.000,00, oltre a eventuali spese prenotate a debito.   ******   2) Contributi Inps Amministratori e soci lavoratori: quando si paga due volte Doppia contribuzione Inps per l’amministratore e i soci che lavorano nella Srl. E’, dunque, doppia contribuzione per l’amministratore che lavora abitualmente in azienda. Scatta, quindi, l’obbligo d’iscrizione alle due corrispondenti gestioni Inps (commercianti, per l’attività di lavoro, e gestione separata, per l’attività di amministratore) nell’ipotesi di “coesistenza” di attività riconducibili rispettivamente, al commercio e all’amministrazione societaria. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17365 del 26 agosto 2016, che ha, così, accolto il ricorso presentato dall’Inps, per una lite scaturita dall’impugnazione di alcune cartelle di pagamento richiedenti i contributi non versati per la mancata iscrizione anche alla gestione commercianti. Non è, quindi, servito sostenere di essere già iscritti alla gestione separata essendo l’amministrazione societaria l’attività prevalente. La Suprema Corte, con la sentenza n. 17365/2016, ha affermato, sulla scorta della interpretazione autentica fornita dal legislatore con l’art. 1, comma 1, della legge n. 122/2010, che laddove esista un’attività di lavoro autonomo con l’obbligo dei versamenti alla gestione separata, accompagnata da un’attività d’impresa commerciale, agricola o artigiana che comporta l’obbligo di iscrizione alla relativa gestione assicurativa presso l’INPS, esiste la doppia imposizione contributiva per coloro che esercitino le due attività.   ******   3) Altre dalla Cassazione Dal sequestro dei beni agli ex soci a quello del c/c al coniuge, per concludere dal rapporto del curatore al avviso di accertamento valido solo ai fini penali. Tante le decisioni della Cassazione che si sono avute in questi giorni, di particolare interesse, eccole di seguito: Niente sequestro al coniuge cointestatario del conto corrente Non scatta il sequestro se il coniuge cointestatario del c/c riesce a provare che il denaro non è dell’indagato ma è suo. Cointestazione del conto: Subisce dei limiti il sequestro per il coniuge non indagato. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, sez. Penale, con la sentenza n. 35525 del 26 agosto 2016. Dunque, il coniuge non indagato ha diritto alla restituzione delle somme sul conto corrente bancario sequestrato che siano di sua esclusiva spettanza. Gli ermellini hanno accolto il ricorso presentato nell’interesse della moglie dell’indagato, in virtù del vizio di motivazione in cui è incorso il Tribunale del riesame con riguardo alla domanda di dissequestro relativa a un conto corrente cointestato. ****** Anche l’ex socio rischia di vedersi confiscati i propri beni Anche i soci rischiano il sequestro: E’ legittimo il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per l’intero importo del profitto del reato anche nei confronti di soggetti diversi dal legale rappresentante della società, qualora ritenuti concorrenti nell’illecito. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, terza sezione penale, con la sentenza 35527 del 26 agosto 2016. E’ irrilevante la fuoriuscita dall’ente nell’anno in contestazione, poiché comunque l’ex socio è stato beneficiario , seppure solo in parte, delle imposte evase. ****** Anche con la riforma del diritto societario il curatore agisce contro gli amministratori di Srl Pieni poteri al curatore delle Srl: Il curatore fallimentare ha ancora il pieno diritto a esercitare l'azione di responsabilità dei creditori sociali nei confronti degli amministratori di Srl. La riforma del diritto societario del 2003, infatti, pur non avendo richiamato tale potere nella parte relativa alle srl, non ha avuto alcun effetto abrogativo al riguardo. La Prima sezione civile della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17359 del 26 agosto 2016, torna sulla presunta lacuna nell’armonizzazione della disciplina fallimentare nell'intervento legislativo di 13 anni fa, per annullare con rinvio una decisione dell'Appello di Napoli. ****** Avviso di accertamento: nullo per il fisco ma valido ai fini penali La nullità dell’avviso di accertamento tributario firmato dal dirigente nominato in modo illegittimo non determina la sua inutilizzabilità a fini penali e degli atti su cui esso si fonda l’avviso stesso. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 35294 del 23 agosto 2016. La Suprema corte rileva che le anomalie dell’avviso di accertamento si esauriscono nell’ambito del procedimento tributario e riguardano solo la pretesa avanzata dall’Erario. Viceversa, in sede penale l’avviso di accertamento subisce una metamorfosi (si tratta di un documento che trasmette informazioni): Il promotore dell’azione è il pubblico ministero che la esercita nei modi previsti dal rito; l’avviso di accertamento è strumentale all’esercizio dell’azione, non è l’atto che l’incorpora. ****** Reato di infedeltà patrimoniale: anche il socio che è fuoriuscito dalla società può querelare l’amministratore Anche il socio receduto è legittimato a proporre querela per il reato di infedeltà patrimoniale dell’amministratore. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 35384 del 23 agosto 2016. La Suprema corte è del parere che il socio receduto non può essere considerato come un soggetto terzo estraneo. Questo per l’appartenenza alla compagine sociale al momento in cui l’amministratore compiuto l’atto infedele. Non perde quindi la legittimazione a proporre la querela. D’altronde, conclude la Corte, è evidente il socio che è uscito fuori dalla società non può essere considerato come ogni altro terzo creditore e ha, quindi, il diritto a proporre querela contro l’amministratore infedele.   ****   4) Principi contabili: nuovi criteri per rilevare le imposte su reddito e IRAP Il principio contabile OIC 25 (come è noto, in consultazione) intende definire i criteri per la rilevazione, la classificazione e la valutazione delle imposte sul reddito e quelle ad esse assimilabili (IRAP), nonché le informazioni da presentare nella nota integrativa. In particolare, la versione del principio presentata in bozza dall’Organismo Italiano di Contabilità, oltre ad integrare la classificazione delle imposte includendo quelle relative ad esercizi precedenti, chiarisce la metodologia di rilevazione delle imposte nei bilanci abbreviati e nei bilanci delle micro-imprese L’Organismo Italiano di Contabilità disciplina il trattamento contabile delle imposte sul reddito nell’OIC 25 e fornisce una descrizione analitica della rilevazione delle imposte anticipate e differite. In attuazione del potere riconosciuto all’OIC dalla legge n. 116/2014 di emanare “principi contabili nazionali … per la redazione dei bilanci secondo le disposizioni del codice civile” e del compito ad esso attribuito dall’art. 12 del D.Lgs. n. 139/2015 di aggiornare “i principi contabili nazionali sulla base delle disposizioni contenute nel decreto”, l’OIC ha elaborato una nuova edizione dell’OIC 25 che ha tenuto conto, in particolar modo, delle novità introdotte nell’ordinamento nazionale dal D.Lgs. 139/2015, che ha attuato la Direttiva 2013/34/UE di riforma dei bilanci. In particolare, il principio recepisce l’eliminazione della sezione straordinaria del conto economico e prevede delle parti ad hoc per le società che redigono il bilancio in forma abbreviata (ex art. 2435-bis c.c.) e per le micro-imprese (ex art. 2435-ter c.c.). Classificazione e contenuto delle voci L’attuale voce 20 di bilancio mantiene la classificazione delle imposte sul reddito dell’esercizio secondo la precedente versione del principio OIC 25, ed aggiunge una terza voce. Nel dettaglio la classificazione comprende le seguenti voci: 1) - imposte correnti, dove sono indicate le imposte sul reddito dovute sul reddito imponibile dell’esercizio, incluse anche le eventuali sanzioni pecuniarie e gli interessi maturati se attinenti ad eventi dell’esercizio; 2) - imposte differite e anticipate, dove sono indicate: - con segno positivo l’accantonamento al fondo per imposte differite e l’utilizzo delle attività per imposte anticipate; - con segno negativo, le imposte anticipate e l’utilizzo del fondo imposte differite; esse concorrono con tale segno ad identificare nella voce 20, l’importo complessivo delle imposte sul reddito di competenza dell’esercizio. Imposte relative a esercizi precedenti Le imposte relative ad esercizi precedenti possono derivare, ad esempio, da iscrizioni a ruolo, avvisi di liquidazione, avvisi di pagamento, avvisi di accertamento e di rettifica ed altre situazioni di contenzioso con l’Amministrazione finanziaria. La voce comprende altresì la differenza positiva o negativa tra l’ammontare dovuto a seguito della definizione di un contenzioso o di un accertamento rispetto al valore del fondo accantonato in esercizi precedenti. La contropartita dello stato patrimoniale si ritrova, a seconda delle caratteristiche della passività, in una delle seguenti voci: - alla voce B2 fondi “per imposte, anche differite”; - dalla voce D12 “debiti tributari”. Bilancio in forma abbreviata e delle micro-imprese La nuova versione del principio si occupa in particolare del bilancio abbreviato e del bilancio delle microimprese. Ai sensi dell’articolo 2435-bis del codice civile, “lo stato patrimoniale comprende solo le voci contrassegnate nell’art. 2424 con lettere maiuscole e con numeri romani”. Le voci relative alle imposte e tasse saranno dunque indicati nel seguente modo: Stato patrimoniale Attivo - voce CII “Crediti” - vengono esposte cumulativamentele voci CII 5-bis “crediti tributari” e CII 5-ter “imposte anticipate”; Passivo - voce B “Fondi per rischi e oneri” - viene esposta la voce B2 fondo “per imposte, anche differite”, - voce D “Debiti” - viene esposta la voce D12 i “debiti tributari”viene esposta nel passivo dello stato patrimoniale sotto la voce B e la sono esposti nel passivo dello stato patrimoniale sotto la voce Conto economico Nel bilancio in forma abbreviata sono indicate le imposte secondo lo schema previsto per il bilancio in forma ordinaria e non è richiesta la separata indicazione delle imposte relative agli esercizi precedenti nella voce E21. Le stesse semplificazioni si applicano nel bilancio delle micro-imprese ai sensi dell’art. 2435-ter del codice civile. Nota integrativa Per quanto riguarda le Informazioni da riportare nella nota integrativa delle società che redigono il bilancio in forma abbreviata, il principio OIC 25, con riferimento alle imposte sul reddito, richiama l’articolo 2435-bis del codice civile, e indica che: - “i criteri applicati nella valutazione delle voci del bilancio, nelle rettifiche di valore e nella conversione dei valori non espressi all’origine in moneta avente corso legale nello Stato” (art. 2427, co. 1, n. 1); - le informazioni di cui all’articolo 2427, co. 1, n. 6 (ammontare dei crediti e dei debiti di durata residua superiore a cinque anni, e dei debiti assistiti da garanzie reali su beni sociali) limitatamente ai soli debiti senza indicazione della ripartizione geografica; - “l’importo complessivo degli impegni, delle garanzie e delle passività potenziali non risultanti dallo stato patrimoniale, con indicazione della natura delle garanzie reali prestate; gli impegni esistenti in materia di trattamento di quiescenza e simili, nonché gli impegni assunti nei confronti di imprese controllate, collegate, nonché controllanti e imprese sottoposte al controllo di quest’ultime sono distintamente indicati" (art. 2427, co. 1, n. 9). Le stesse indicazioni devono essere riportate nella nota integrativa, quando prevista delle micro-imprese. Da rilevare, infine, che le micro-imprese sono esonerate dalla redazione della nota integrativa quando in calce allo stato patrimoniale risultino le informazioni previste dal primo comma dell’articolo 2427, numeri 9) e 16) del codice civile.   ******   5) Nuovo tasso di interesse per il pagamento differito dei diritti doganali Il saggio di interesse per il pagamento differito dei diritti doganali effettuato oltre il periodo di trenta giorni, è stato fissato nella misura dello 0,213% annuo Pubblicato dall’Agenzia delle dogane il provvedimento 96578/RU del 25 agosto 2016 relativo alla comunicazione di fissazione semestrale del tasso di interesse per il pagamento differito dei diritti doganali (periodo dal 13-07-2016 al 12-01-2017). Dunque, l’Agenzia (per i successivi adempimenti di competenza, che il Ministero dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia, con decreto pubblicato sulla G.U. n. 188 del 12.08.2016) ha fissato, ai sensi dell’art. 79 del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale, approvato con D.P.R. n. 43/1973, come sostituito dall’art. 5, comma 2, della L. 213/2000, il saggio di interesse per il pagamento differito dei diritti doganali effettuato oltre il periodo di trenta giorni, nella misura dello 0,213% annuo per il periodo dal 13 luglio 2016 al 12 gennaio 2017. Come già anticipato nella nota prot. n. 39641/RU del 5.04.2016 e nella circolare 8/D del 19.04.2016 il tasso di interesse di cui all’art.79 del TULD si applica esclusivamente alle facilitazioni di pagamento inerenti la fiscalità interna e, in applicazione dell’art. 86 del medesimo testo unico - maggiorato di 4 punti, ai soli ritardati pagamenti della stessa fiscalità interna.   ******   6) Informazioni sull’erogazione dei servizi nelle zone terremotate L’Inps ha reso noto che nelle regioni interessate dal sisma del 24 agosto 2016, tutte le Strutture territoriali dell’Istituto previdenziale sono attive e garantiscono i servizi. Inoltre, al fine di assicurare le informazioni necessarie agli utenti, nonché la continuità dei pagamenti delle pensioni e delle prestazioni a sostegno del reddito, sono previsti per i beneficiari residenti nelle zone interessate servizi alternativi di emergenza. Non appena sarà possibile l’accesso ai territori colpiti, saranno allestiti Uffici mobili, per agevolare gli assicurati e i pensionati che avessero necessità di ricevere informazioni e presentare domande di prestazioni. Pagamento delle prestazioni L’Inps, in collaborazione con Poste Italiane, ha attivato il “pagamento in circolarità” di prestazioni pensionistiche e non pensionistiche temporanee ed occasionali – limitatamente a quelle riscosse in contanti agli sportelli – modalità che consente la riscossione della pensione e delle altre prestazioni presso qualsiasi ufficio postale del territorio nazionale. Tale modalità è consentita per tutti i pagamenti localizzati presso uffici postali ubicati nei comuni colpiti dal terremoto. I beneficiari sono esonerati dall’obbligo della presentazione del certificato di pensione e della lettera di avviso. Al momento del pagamento, il pensionato – o la persona delegata alla riscossione – dovrà esibire un documento d’identità valido o un documento sostitutivo rilasciato dagli uffici anagrafici attivati nei comuni colpiti. Tale modalità sarà operante fino al ripristino della funzionalità degli uffici postali dichiarati inagibili. Sospensione del recupero dei debiti da prestazioni gestite dall’Inps L’Istituto, ha provveduto a differire l’avvio della procedura di recupero conseguente alla revoca della prestazione per omessa dichiarazione del reddito relativo agli anni 2012/2013 ed a sospendere l’avvio delle notifiche di debito. Saranno, altresì, sospese le trattenute sulle prestazioni per recupero debiti a partire dai pagamenti del mese di ottobre in quanto i mandati di pagamento per il prossimo mese di settembre sono già stati inviati e non sono più modificabili. Sospensione delle visite di revisione per i minorati civili e le persone con handicap in possesso di verbali con rivedibilità L’Istituto ha sospeso gli accertamenti sanitari di revisione ai sensi della Legge 114/2014 (invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap e disabilità) nei confronti dei cittadini residenti nei territori interessati, e saranno giustificate le assenze che dovessero verificarsi per le visite di revisione già calendarizzate. Sospensione dell’invio degli avvisi di addebito per la riscossione coattiva dei contributi previdenziali L’Istituto ha, al momento, sospeso l’invio, nei territori interessati, degli avvisi di addebito per la riscossione coattiva dei contributi previdenziali (AVA) nei confronti di tutti i soggetti contribuenti residenti. L’Istituto, infine, ha già condiviso con la Protezione Civile l’utilizzo di un immobile Inps come supporto all’attività di soccorso o come alloggio per gli sfollati.   ******   7) Quando si può configurare la cessione di ramo d’azienda: decisione della Cassazione Suprema Corte: configurazione di cessione di ramo d’azienda. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17366 del 26 agosto 2016, ha stabilito che, pur dopo le modifiche normative intervenute con il D.L.vo n. 276/2003, perché si possa parlare validamente di cessione di ramo d’azienda occorre che lo stesso sia in grado di svolgere autonomamente la propria attività rispetto all’azienda cedente e senza integrazioni rilevanti da parte di quest’ultima.   ******   8) Lavoro: comunicazioni obbligatorie con nuovi standard Comunicazione entrata in vigore nuovi standard tecnici CO, ClicLavoro e GG. Il Ministero del lavoro con la nota n. 4665/16 ha comunicato l’aggiornamento degli standard del sistema informativo delle comunicazioni obbligatorie, che comprende tutti i modelli in uso (UNI-Lav, UNI-Somm, …), del sistema nazionale per l’incontro domanda e offerta di lavoro e al programma Garanzia Giovani, al fine di recepire una disposizione introdotta dall’articolo 49, co. 3 del D.lgs. 81/2015, in merito all’apprendistato specializzato, e in risposta ad alcune esigenze pervenute dall’utenza esterna alla Direzione Generale. Per consentire ai sistemi informatici di adeguarsi, gli stessi entreranno in vigore il giorno 30 settembre 2016. (Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, nota del 29 agosto 2016)   ******   9) Quando viene meno la credibilità della certificazione medica prodotta dal lavoratore Malattia con comportamento incompatibile: La credibilità della certificazione medica prodotta dal lavoratore può venire meno ogni volta che esistano elementi di fatto capaci di dimostrare l’inesistenza della malattia o, comunque, la sua inidoneità a impedire la prestazione lavorativa. Il certificato medico, quindi, non basta ad attestare l’esistenza della malattia del lavoratore in presenza di altri elementi oggettivi. La Corte di Cassazione con la sentenza n. 17113/2016, ritorna (n. 6236/01 e n. 25162/14) sulla questione della valenza che assumono i certificati medici quando il dipendente tiene una condotta palesemente incompatibile con la malattia accertata dal medico curante. La causa riguardava un lavoratore licenziato per simulazione fraudolenta dello stato di malattia. Il licenziamento era stato intimato in quanto l’azienda aveva accertato che aveva compiuto una serie di azioni e movimenti incompatibili con la lombalgia dichiarata. Il datore ha facoltà di investigare sulle condotte del dipendente estranee allo svolgimento della prestazione lavorativa, se queste possono incidere negativamente sul corretto adempimento della stessa. Il datore, quindi, può incaricare un’agenzia investigativa di seguire il dipendente assente per malattia allo scopo di verificare se la certificazione medica inviata per motivare l’assenza sia attendibile oppure no, anche se non c’è la certezza di un illecito, ma esiste solo un semplice sospetto circa la commissione di atti non regolari. Il controllo spetta direttamente al datore e ai suoi collaboratori (es. agenzia investigativa) e non può essere delegato a soggetti esterni.   ******   10) Distinzione immobili ai fini fiscali Su come distinguere gli immobili ai fini fiscali, di recente è nuovamente pronunciata la dottrina. Questo poiché nei bilanci delle imprese vengono detenuti immobili finalizzati alla vendita ed altri, invece, detenuti per altri scopi. Quindi, le varie classificazioni di immobili sono indispensabili per la redazione del bilancio di esercizio dell’impresa e per la determinazione del reddito fiscalmente imponibile. Ai fini fiscali, gli immobili delle imprese si distinguono in immobili strumentali per natura o per destinazione, immobili merce ovvero quelli alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa e immobili patrimonio, cioè quelli che non rientrano nelle precedenti categorie in quanto si tratta degli immobili acquisiti dall’impresa a titolo di investimento. Ecco di seguito, in rapida carrellata, le differenze. I beni immobili strumentali per natura sono gli immobili che per le loro caratteristiche non sono suscettibili di una diversa utilizzazione. Secondo l’articolo 43 del T.U.I.R., gli immobili relativi ad imprese commerciali che per le loro caratteristiche non sono suscettibili di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni si considerano strumentali anche se non utilizzati o anche se dati in locazione o comodato. Gli immobili strumentali per natura sono quelli appartenenti alle seguenti categorie catastali: - categoria B unità immobiliari per uso di alloggio collettivo (scuole, biblioteche, musei, cappelle, magazzini, collegi e convitti); - categoria C unità immobiliari a destinazione ordinaria commerciale e varie; - categoria D immobili a destinazione speciale (opifici, alberghi, case di cura e ospedali con fine di lucro, istituti di credito); - categoria E immobili a destinazione particolare (costruzioni e fabbricati per speciali esigenze pubbliche); - categoria A/10 uffici e studi privati a condizione che la classificazione risulti nella licenza o nella concessione edilizia anche in sanatoria. I beni immobili strumentali per destinazione sono beni utilizzati per l’esercizio dell’impresa, indipendentemente dalla loro natura o dalle loro caratteristiche. Ai fini delle imposte sui redditi si considerano strumentali gli immobili utilizzati esclusivamente per l’esercizio dell’arte o professione o dell’impresa commerciale da parte del possessore (art. 43 del T.U.I.R.). Recentemente l’Agenzia delle Entrate, con la circolare 26/E dell’1 giugno 2016, ha precisato che si definiscono strumentali per destinazione quegli immobili che hanno come unico impiego quello di essere direttamente utilizzati nell’espletamento di attività tipicamente imprenditoriali. Gli immobili merce sono invece quelli alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa, la quale deve, tuttavia, avere come oggetto tipico l’attività immobiliare di compravendita o l’attività di costruzione e successiva vendita di fabbricati. In pratica, per immobili merce si intendono i fabbricati costruiti per la vendita dalle società edili di costruzione o i fabbricati acquistati per la rivendita da parte di società di compravendita immobiliare. Gli immobili patrimonio sono quelli che non possono essere ricondotti alle altre categorie di immobili. In buona sostanza si tratta, in via residuale, dei terreni e dei fabbricati abitativi acquisiti dalle imprese a titolo di investimento e non per essere utilizzati quali beni strumentali per l’attività. La suddetta classificazione fiscale degli immobili delle imprese assume rilevanza anche con riferimento alle società di pura gestione immobiliare, per le quali un immobile a destinazione abitativa concesso in locazione a terzi costituisce immobile patrimonio e non immobile strumentale, nonostante l’oggetto sociale. Vincenzo D’Andò