Il numero complessivo delle Camere di Commercio si ridurrà a 60 – diario quotidiano del 29 agosto 2016

Pubblicato il 29 agosto 2016



1) Riforma: il numero complessivo delle Camere di Commercio si ridurrà a 60
2) Riforma della PA: nuova disciplina dei dirigenti
3) Avviato il differimento dei tributi per i soggetti residenti nei comuni terremotati
4) Indennità di disoccupazione e risoluzione consensuale del rapporto
5) Dalle Casse di previdenza aiuti per gli iscritti colpiti dal sisma
6) Fondo patrimoniale: il mancato pagamento delle tasse autorizza a pignorare l’immobile
7) Il Crowdfunding
8) Nuovo regolamento elettorale per il rinnovo dei consigli dell’Ordine dei commercialisti
9) Lo studio attrezzato o la segretaria non fanno scattare l’Irap
10) Dimissioni online anche per gli sportivi
diario-quotidiano-articoli-91) Riforma: il numero complessivo delle Camere di Commercio si ridurrà a 60 2) Riforma della PA: nuova disciplina dei dirigenti 3) Avviato il differimento dei tributi per i soggetti residenti nei comuni terremotati 4) Indennità di disoccupazione e risoluzione consensuale del rapporto 5) Dalle Casse di previdenza aiuti per gli iscritti colpiti dal sisma 6) Fondo patrimoniale: il mancato pagamento delle tasse autorizza a pignorare l’immobile 7) Il Crowdfunding 8) Nuovo regolamento elettorale per il rinnovo dei consigli dell’Ordine dei commercialisti 9) Lo studio attrezzato o la segretaria non fanno scattare l’Irap 10) Dimissioni online anche per gli sportivi   ***   1) Riforma: il numero complessivo delle Camere di Commercio si ridurrà a 60 Entro 180 giorni dall’entrata in vigore del previsto decreto, il numero complessivo delle Camere di Commercio si dovrà ridurre da 105 a 60 sedi. Il Consiglio dei Ministri, il 25 agosto 2016, ha approvato, in esame preliminare, il decreto legislativo relativo al riordino delle funzioni e del finanziamento delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, in attuazione della delega di cui all’articolo 10 della legge 7 agosto 2015, n. 124. Il provvedimento, nell’ottica dell’efficacia e della riforma della governance delle Camere di commercio, dispone che, entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto, si dovrà ridurre da 105 a 60 il numero complessivo delle Camere, seguendo i seguenti criteri: almeno una Camera di commercio per Regione e accorpamento delle Camere di commercio con meno di 75mila imprese iscritte. Per diminuire i costi di funzionamento delle Camere si prevede: - la riduzione del diritto annuale a carico delle imprese del 50%; - la riduzione del 30% del numero dei consiglieri; - la gratuità per tutti gli incarichi degli organi diversi dai collegi dei revisori; - una razionalizzazione complessiva del sistema attraverso l’accorpamento di tutte le aziende speciali che svolgono compiti simili, la limitazione del numero delle Unioni regionali ed una nuova disciplina delle partecipazioni in portafoglio. Il provvedimento introduce quindi maggiore chiarezza sui compiti delle Camere con l’obiettivo di focalizzarne l’attività su attività istituzionali evitando, al contempo, duplicazioni di responsabilità con altri enti pubblici. Viene infine rafforzata la vigilanza del Ministero dello sviluppo economico, che attraverso un comitato indipendente di esperti valuterà le performance delle Camere di commercio. Nell’ambito di questo piano complessivo di razionalizzazione organizzativa ricade anche la rideterminazione delle dotazioni organiche di personale dipendente delle Camere di commercio con possibilità di realizzare processi di mobilità tra le medesime Camere e definizione dei criteri di ricollocazione presso altre amministrazioni pubbliche.   ******   2) Riforma della PA: nuova disciplina dei dirigenti Il Governo, durante il Consiglio dei Ministri n. 126 del 25 agosto 2016, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo recante disciplina della dirigenza della Repubblica ai sensi dell’articolo 11 della legge 7 agosto 2015, n. 124. Nello specifico, il sistema della dirigenza è costituito dal ruolo dei dirigenti statali, dal ruolo dei dirigenti regionali e dal ruolo dei dirigenti locali. Ogni dirigente può ricoprire qualsiasi ruolo dirigenziale; la qualifica dirigenziale è infatti unica. Alla dirigenza si accede per corso-concorso o per concorso. Le graduatorie finali sono limitate ai vincitori e non comprendono gli idonei. La Scuola nazionale dell’amministrazione (Sna) è trasformata in Agenzia senza maggiori o nuovi oneri per la finanza pubblica, è sottoposta alla vigilanza della Presidenza del Consiglio dei ministri, svolge funzione di reclutamento e formazione del personale della PA. Ha come obiettivo quello di assicurare una formazione omogenea della dirigenza. Presso il Dipartimento della funzione pubblica è istituita la Commissione per la dirigenza statale (analogamente è istituita anche la Commissione per la dirigenza regionale e la Commissione per la dirigenza locale). La Commissione, costituita entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto, opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione. In particolare, preseleziona i candidati ai fini del conferimento degli incarichi dirigenziali generali ed effettua la valutazione ex post delle scelte effettuate dalle amministrazioni per altri incarichi. Gli incarichi dirigenziali hanno durata di 4 anni e possono essere rinnovati per altri 2 nel caso di valutazione positiva o per il periodo necessario al completamento delle procedure per il conferimento del nuovo incarico. I dirigenti privi di incarico, concluso il mandato, devono partecipare ad almeno 5 interpelli all’anno; in assenza di incarico, il primo anno percepiscono il trattamento economico fondamentale e il secondo anno lo stesso decurtato di un terzo. Successivamente il Dipartimento della funzione pubblica li può collocare d’ufficio in posti vacanti. Il dirigente a cui è revocato l’incarico per inadempienza ha un anno di tempo per avere un nuovo incarico altrimenti scatta la licenziabilità.   ******   3) Avviato il differimento dei tributi per i soggetti residenti nei comuni terremotati Il Governo, durante il Consiglio dei Ministri n. 126 del 25 agosto 2016, ha richiesto al Ministero dell’Economia e delle Finanze di adottare il decreto di differimento dei tributi per i soggetti residenti nei Comuni nei quali il terremoto del 24 agosto 2016 ha provocato danni strutturali di gravità tale da impedire l’assolvimento degli obblighi fiscali da parte dei cittadini. I comuni in questione sono: Marche Arquata del Tronto (AP), Acquasanta Terme (AP), Montegallo (AP), Montefortino (FM), Montemonaco (AP) Abruzzo Montereale (AQ), Capitignano (AQ), Campotosto (AQ), Valle Castellana (TE), Rocca Santa Maria (TE) Lazio Accumoli (RI), Amatrice (RI) Umbria Preci (PG), Norcia (PG), Cascia (PG), Monteleone di Spoleto (PG)   ******   4) Indennità di disoccupazione e risoluzione consensuale del rapporto La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17303 del 24 agosto 2016, ha deciso che non può essere definita come dimissioni per giusta causa, una risoluzione consensuale sulla base che le motivazioni della stessa erano, nella sostanza, riconducibili alla impossibilità di crescita professionale e di progressione di carriera. La giusta causa può essere invocata soltanto in caso di inadempimento molto grave e di violazione, da parte del datore di lavoro, del vincolo fiduciario. Per conseguenza, non può essere riconosciuta l’indennità di disoccupazione.   ******   5) Dalle Casse di previdenza aiuti per gli iscritti colpiti dal sisma La Cassa ragionieri commercialisti si sta muovendo per studiare iniziative a favore degli iscritti copiti dal sisma del 24 agosto 2016. “Nel prossimo consiglio di amministrazione della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri saranno vagliate una serie di misure volte a sostenere i nostri iscritti in difficoltà a causa del terremoto che ha colpito il centro dell’Italia” afferma Luigi Pagliuca, presidente dell’istituto pensionistico. Dopo la delibera del CdA, gli associati che hanno subito danni in uno dei Comuni colpiti dal sisma potranno inoltrare una domanda per la concessione di un sussidio straordinario, come previsto dal regolamento per i trattamenti assistenziali nei casi di eventi eccezionali che abbiano avuto rilevante incidenza sul bilancio familiare e sullo svolgimento dell’attività professionale. “Verrà sospeso anche il pagamento dei contributi previdenziali – ha spiegato il numero uno della Cassa ragionieri – con le scadenze fino al 31 dicembre 2016”. Dal canto suo, anche la Cassa nazionale di previdenza ed assistenza dei dottori commercialisti sta monitorando la situazione nelle aree funestate dal sisma nel Centro Italia ed è “pronta” a mettere in campo “misure a sostegno dei professionisti iscritti e delle loro famiglie” colpite dal terremoto.   ******   6) Fondo patrimoniale: il mancato pagamento delle tasse autorizza a pignorare l’immobile Il fondo patrimoniale non aiuta chi ha omesso di pagare imposte e contributi, anche di derivazione imprenditoriale, costituiscono debiti contratti per i bisogni familiari. Lo ha stabilito la Corte d’appello di Lecce, con la sentenza n. 434 del 28 aprile 2016. La vicenda trae origine da un pignoramento immobiliare eseguito da Equitalia nei confronti di due coniugi titolari di un fondo patrimoniale, istituito per far fronte alle esigenze familiari. Le tasse rientrano nei bisogni della famiglia: La citata decisione rimarca che, nell’ipotesi in cui i coniugi abbiano assunto obbligazioni nell’interesse della famiglia, in caso di inadempienza, “il creditore può procedere all’iscrizione d’ipoteca sui beni costituiti nel fondo, attesa la funzione di garanzia che essi assolvono per il creditore, in quanto correlati al soddisfacimento delle esigenze familiari”. Nella nozione di “bisogni della famiglia” rientrano anche quelle esigenze «destinate a potenziare le capacità lavorative di uno dei coniugi, eventualmente imprenditoriali». Per conseguenza, i bisogni della famiglia comprendono anche tutte le esigenze volte al «pieno mantenimento ed all’armonico sviluppo della comunità familiare, nonché al potenziamento della capacità lavorativa dei coniugi». E tra queste rientra anche il mancato pagamento dei debiti tributari che si traduce in una forma di risparmio per le casse della famiglia. Anche la Cassazione ha affermato che il pagamento delle tasse, anche se collegate ad attività imprenditoriale, rientra nella definizione di “bisogni della famiglia”. Il che, da un punto di vista pratico, significa che il credito di Equitalia può spingersi a pignorare pure gli immobili inseriti nel fondo patrimoniale.   ******   7) Il Crowdfunding Il crowdfunding, letteralmente “finanziamento della folla”, è un termine da alcuni anni entrato nell’uso anche in Italia. La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro ha pubblicato una guida su come realizzare le proprie idee ed essere finanziati per la realizzazione di queste. La guida fornisce tutte le informazioni utili a poter realizzare qualsiasi idea anche non avendo un grande budget, trovare una vera alternativa al “posto fisso” e costruirsi un lavoro. Non ci sono idee da eliminare, che non possono avere le caratteristiche per accedere al crowdfunding, serve però una strategia mirata, mettere tutti gli “ingredienti” nel carrello per far sì che la campagna risulti vincente. Questa guida spiega come fare. Il crowdfunding, letteralmente “finanziamento della folla”, è un termine da alcuni anni entrato nell’uso anche in Italia. Se vogliamo citare il più famoso testimonial che ha utilizzato il crowdfunding è stato Barack Obama che ha avuto interamente con questo metodo, tutti i fondi per la sua prima campagna elettorale. Ma in cosa consiste? Qualsiasi idea, dall’ambito sociale a quello delle pubbliche amministrazioni, passando per l’innovazione arrivando al cibo, può trovare fondi attraverso una campagna di crowdfunding su piattaforme specifiche. Quali sono gli ingredienti? Un progetto, un video, uno storytelling, delle ricompense e soprattutto la community che serve da catalizzatore/riflettore e contributore.   ******   8) Nuovo regolamento elettorale per il rinnovo dei consigli dell’Ordine dei commercialisti Pronte le nuove norme che disciplinano le elezioni del Consiglio Nazionale e dei Consigli dei Ordini dei Commercialisti e degli Esperti Contabili. Il Ministero della Giustizia, tramite decreto, ha dato il via libera al Regolamento elettorale predisposto dal CNDCEC che troverà applicazione fin dalle prossime elezioni, ovvero la tornata dei Consigli degli Ordini in programma per il 3 e 4 novembre e poi, naturalmente, anche l’elezione del Consiglio Nazionale che si terrà il prossimo 1° dicembre. Il testo del Regolamento è disponibile sul sito dei commercialisti, come comunica la nota informativa CNDCEC n. 95 del 25 agosto 2016. Con la nuova disciplina Dottori Commercialisti e Ragionieri non saranno più divisi in liste separate, esprimendo i primi il Presidente e i secondi il Vicepresidente, bensì concorreranno alle cariche tutti insieme. È sicuramente questa la novità di maggior rilievo contenuta nel nuovo Regolamento che disciplina, per il resto, tutti gli aspetti della procedura elettorale che verrà seguita per le elezioni dei Consigli degli Ordini territoriali (Capo II) e del Collegio dei Revisori o del Revisore unico (capo III). In particolare, le nuove norme dettano la disciplina relativa alla determinazione dei seggi; alla convocazione dell’Assemblea elettorale; alla propaganda elettorale; ai diritti di elettorato; alle candidature; alla sottoscrizione delle liste; alla presentazione delle liste (che dovranno essere depositate presso il Consiglio dell'Ordine entro le ore 18.00 del trentesimo giorno antecedente alla data fissata per l'Assemblea elettorale, dunque entro il prossimo 3 ottobre); alle schede elettorali; all’espressione del voto; all’Assemblea elettorale; al voto per corrispondenza.   ******   9) Lo studio attrezzato o la segretaria non fanno scattare l’Irap Stop all’Irap per il professionista titolare di studio attrezzato. Stessa cosa per il medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale che abbia alle dipendenze una sola segretaria. La Corte di Cassazione, con due sentenze consecutive (nn. 17341 e 17342, depositate il 25 agosto 2016) ha respinto i tentativi delle Entrate di “elasticizzare” i principi. Ai fini impositivi non rileva il dipendente incaricato di mansioni generiche o meramente esecutive. Niente litisconsorzio necessario tra Equitalia e l’ente impositore Non si applica il litisconsorzio necessario tra Equitalia e l’ente impositore (comune, Agenzia delle entrate, ecc,). Il ricorso del contribuente è, quindi, valido anche se non indirizzato ad entrambi. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza 14125 del 11 luglio 2016. Si è ben comportato, dunque, il ricorrente che avendo ricevuto una cartella di pagamento dal concessionario della riscossione si sia opposto al procedimento di esecuzione, indirizzando il ricorso (avanti il giudice di pace) contro Equitalia e non anche contro il comune che aveva emesso l’atto sanzionatorio (avviso di accertamento).   ******   10) Dimissioni online anche per gli sportivi Anche per gli sportivi professionisti si applica la procedura di presentazione telematica delle dimissioni e delle risoluzioni consensuali, introdotta dall'articolo 26 del decreto legislativo 151/2015. Questa l'interpretazione del Ministero del Lavoro, fornita con una risposta del 24 agosto 2016 a un interpello presentato da Agi, l'Associazione degli avvocati giuslavoristi. La questione, balzata agli onori della cronaca in occasione delle dimissioni presentate da Marcelo Bielsa prima di sedersi sulla panchina della Lazio, è sorta dopo l'introduzione nel nostro ordinamento dell'obbligo di seguire una speciale procedura telematica per rassegnare le dimissioni da un rapporto di lavoro subordinato, o per risolverlo consensualmente.   Vincenzo D’Andò