Scritture contabili scomparse ed altre notizie sul diario quotidiano del 26 agosto 2016

1) Regime di cassa per le imprese in contabilità semplificata

2) Valenza probatoria delle scritture contabili “scomparse”

3) Contribuente con presunte operazioni inesistenti: conseguenze sul rimborso

4) Rapporti di lavoro ampliati in agricoltura

5) Banca: revoca del fido all’azienda solo se motivata – altre dalla Cassazione

6) Rate scadute: estesa a regime la possibilità di potere fruire di un nuovo piano di rateizzazione

7) Commercialisti: si valutano le iniziative utili a supporto nelle zone colpite dal terremoto

8) Detrazione per erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici: svista delle Entrate corretta

9) Detrazioni fiscali per la frequenza scolastica

10) In presenza di illeciti tributari la notifica al contribuente è veloce

 

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1) Regime di cassa per le imprese in contabilità semplificata
E’ allo studio, con la prossima legge di stabilità, l’introduzione di un regime di cassa per le imprese in contabilità semplificata. Si assisterebbe, quindi, ad una deroga del principio di competenza per tali soggetti, al pari dei professionisti.
Questo tenuto conto del periodo di crisi. Lo scopo è quello di evitare che il l’azienda debba pagare imposte su redditi conseguiti ma non ancora percepiti.
Si pensi al classico caso delle provvigioni maturate dalle imprese esercenti l’attività di agenzia di commercio, ma che poi vengono erogate dalle case mandanti diverso tempo dopo.
Forse, per tale ipotesi sarebbe giusto introdurre la deroga al principio di competenza anche per le imprese che si trovano in regime ordinario.
Come già anticipato nei giorni scorsi sul diario quotidiano, si dovrebbe registrare la proroga dei dei cd. max-ammortamenti.
Un’ulteriore misura dovrebbe interessare la revisione dell’ACE (aiuto alla crescita economica), con l’intento di favorire ulteriormente la capitalizzazione delle imprese con un “potenziamento” della misura. Si punta sull’ACE-bis.
L’altra misura verrebbe destinata alle imprese di piccole dimensioni con l’introduzione dell’imposta sul reddito dell’imprenditore (IRI). Ma qui il condizionale è d’obbligo.
Infine, altra ipotesi è quella che riguarda i redditi di lavoro dipendente. Potrebbe venire elevata la soglia dei predetti redditi (attualmente pari a 2.000 euro) soggetta all’applicazione dell’imposta sostitutiva del 10%. Questo purché tali somme siano corrisposte in relazione ad incrementi della produttività del lavoratore (premi di produttività).

 

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2) Valenza probatoria delle scritture contabili “scomparse”
Le scritture contabili possono non essere esibite se andate in fumo, contribuente giustificato se sono, quindi, “scomparse” per cause a lui non imputabili.
L’incendio della contabilità stoppa ogni preclusione probatoria. Difatti, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16960 del 11 agosto 2016, ha stabilito che il fisco deve riuscire a provare che la mancata esibizione della documentazione comporti il rifiuto doloso.
Dunque, niente preclusioni probatorie che inibiscono l’esibizione della documentazione contabile richiesta al contribuente e da questi non fornita in fase di accesso o di verifica, qualora, a fronte della giustificazione addotta circa la causa dell’indisponibilità di tale documentazione, ovvero un incendio, l’Amministrazione finanziaria non alleghi circostanze, anche indiziarie, utili a ravvisare la condotta del rifiuto doloso di esibizione da parte del contribuente.
Eppure la norma sembra più categorica: L’art. 52, comma 5 del DPR 633/1972, stabilisce che i libri, registri, scritture e documenti di cui è rifiutata l’esibizione non possono essere presi in considerazione a favore del contribuente ai fini dell’accertamento in sede amministrativa o contenziosa; per rifiuto di esibizione si intendono anche la dichiarazione di non possedere i libri, registri, documenti e scritture e la sottrazione di essi …

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