Diario quotidiano del 25 agosto 2016: scambio di informazioni tra Italia e Svizzera

Pubblicato il 25 agosto 2016



1) Rinvio del processo amministrativo telematico in G.U.
2) “Sale and lease back”: plusvalenza va ripartita, non si tassa in toto nell’anno
3) I falsi sgravi tributari inchiodano la commercialista
4) L’amministratore senza delega in buona fede non può essere condannato
5) Segreto bancario: è in vigore lo scambio di informazioni tra Italia e Svizzera
6) Contrasto dei fenomeni di frodi Iva: Il reverse charge
7) Sisma: il governo al fianco di istituzioni e famiglie per la ricostruzione
8) INPS: contributo una tantum per il sostegno di bambini nati nel 2014 in famiglie a basso reddito
9) Antiriciclaggio commercialisti: servizio di consulenza e assistenza dell’Odcec
10) Giubileo dei Commercialisti il prossimo 22 ottobre
diario-quotidiano-articoli-7 1) Rinvio del processo amministrativo telematico in G.U. 2) “Sale and lease back”: plusvalenza va ripartita, non si tassa in toto nell’anno 3) I falsi sgravi tributari inchiodano la commercialista 4) L’amministratore senza delega in buona fede non può essere condannato 5) Segreto bancario: è in vigore lo scambio di informazioni tra Italia e Svizzera 6) Contrasto dei fenomeni di frodi Iva: Il reverse charge 7) Sisma: il governo al fianco di istituzioni e famiglie per la ricostruzione 8) INPS: contributo una tantum per il sostegno di bambini nati nel 2014 in famiglie a basso reddito 9) Antiriciclaggio commercialisti: servizio di consulenza e assistenza dell’Odcec 10) Giubileo dei Commercialisti il prossimo 22 ottobre   ***   1) Rinvio del processo amministrativo telematico in Gazzetta Ufficiale Rinvio dei procedimenti amministrativi digitali al 31 marzo 2017. E’ stata, infatti, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 196 del 23 agosto 2016, la Legge di conversione 12 agosto 2016, n. 161 del D.L. 30 giugno 2016, n. 117, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative in materia di processo amministrativo telematico. All'originario termine del 1° gennaio 2017, stabilito a seguito della concessione della proroga della scadenza del 30 giugno scorso, infatti, devono essere aggiunti altri tre mesi di comporto nel corso dei quali sarà possibile sottoscrivere gli atti sia in modo tradizione sia digitalmente, il tutto al fine di garantire il buon avvio del processo amministrativo telematico.   ******   2) “Sale and lease back”: plusvalenza va ripartita, non si tassa in toto nell’anno La somma finanziata deve essere ripartita per tutta la durata del contratto di “sale and lease back” e non, invece, in un solo periodo d’imposta. Per tale motivazione la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 35294 del 24 agosto 2016, ha accolto il ricorso presentato dal contribuente. Dunque tale procedura è coerente con la causa effettiva del contratto, quindi l’assimilazione di tale finanziamento al corrispettivo derivante da una normale compravendita è una forzatura ingiustificata, priva di espressa codificazione, che impedisce pericolose applicazioni analogiche degli oneri dichiarativi previsti dal Tuir. Quindi, la plusvalenza conseguente alla vendita dell’immobile nell’ambito del “sale and lease back” deve essere ripartita in funzione della durata del contratto di locazione: Non si applicano perciò le regole ordinarie di tassazione delle plusvalenze (art. 87 del Tuir) ma vale il contenuto dell’art. 2425 bis c.c. e il principio contabile Ias 17 (plusvalore va ripartito in funzione della durata del contratto di locazione). La circostanza che l’avviso d’accertamento sia nullo rende ciò irrilevante ai fini penali. La Corte di cassazione, terza sezione penale, con la medesima sentenza n. 35294/2016 ha, inoltre, stabilito che le eventuali nullità dell’avviso di accertamento per difetto di sottoscrizione sono del tutto irrilevanti ai fini penali. Ciò perché le patologie dell’atto fiscale si esauriscono nell’ambito del rapporto giuridico processual-tributario, costituendone l’impulso, e attengono quindi la sola pretesa dell’Erario. Nel processo penale, invece, questo atto rappresenta un semplice documento che veicola informazioni.   ******   3) I falsi sgravi tributari inchiodano la commercialista La Suprema Corte ha esaminato il caso delle frodi in tema di sgravi tributari compiute da una commercialista in combutta con funzionari pubblici corrotti. La Corte di Cassazione con la sentenza n. 34912 del 17 agosto 2016, ha respinto il ricorso presentato dalla donna. Le condotte criminose contestate anche alla ricorrente erano state realizzate nell'ambito degli uffici dell'Agenzia delle Entrate di Palermo, dove più pubblici funzionari in servizio, erano entrati illegittimamente nel sistema informatico dell'ufficio, al cui interno erano registrate le pendenze tributarie dei contribuenti, ed avevano proceduto, in mancanza di una condizione che legittimasse tale intervento, allo sgravio fiscale in favore di singoli contribuenti, sulla base di un preventivo accordo con i beneficiari, i quali, dunque, risultavano all'esito dell'illecita operazione, non più in debito con l'Erario. A titolo di ricompensa per il loro intervento, i funzionari infedeli avevano ricevuto dai contribuenti beneficiati dallo sgravio fiscale somme di denaro. La commercialista, come rilevato dai Giudici di merito, aveva partecipato al sistema degli sgravi illeciti curando in tal modo illecito gli interessi di suoi clienti.   ******   4) L’amministratore senza delega in buona fede non può essere condannato La Corte di Cassazione, con la sentenza 35344 del 23 agosto 2016, ha stabilito che l’amministratore senza delega può essere condannato solo se sia risultato essere consapevole degli eventi criminosi (insomma, serve la prova della sua conoscenza del fatto pregiudizievole o almeno dei segnali di allarme). In particolare, l’amministratore senza delega non può essere considerato responsabile di concorso in bancarotta per l’appropriazione di denaro da parte di altri due membri del consiglio di amministrazione se manca la prova che era a conoscenza dei fatti. Annullata dalla Suprema Corte la condanna, ricevuta dalla ricorrente in entrambi i gradi di giudizio, per non aver impedito che si consumasse il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale che aveva portato la società al fallimento. Bancarotta – Cassazione n. 35365/2016 Bancarotta impropria da reato societario anche con il semplice aggravamento del dissesto, per l’amministratore che pubblica dati non veri e non procede a ricapitalizzare. ... Professionisti – Cassazione n. 35363/2016 Il professionista non può essere considerato responsabile, per il dolo, dell’errato classamento di un immobile senza esaminare l’esistenza di un elemento psicologico (la volontà di danneggiare il cliente). Responsabilità enti – Cassazione n. 35330/2016 In presenza di 14 conti correnti della società sbaglia il Pm che non chiede il sequestro diretto per prudenza investigativa. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'amministratore contro il sequestro per equivalente sui suoi beni   ******   5) Segreto bancario: è in vigore lo scambio di informazioni tra Italia e Svizzera E’ in vigore dal 13 luglio 2016 lo scambio di informazioni tra Italia e Svizzera. Si tratta del protocollo stipulato tra i due suddetti paesi per evitare le doppie imposizioni, che soddisfa una serie di standard internazionali sulla cooperazione fiscale e ha fra le prime conseguenze quella di impedire alle autorità e alle banche svizzere di opporre il segreto bancario alle autorità fiscali italiane. La prima, diretta conseguenza è che la Svizzera non potrà più opporre al fisco italiano il segreto bancario. La cooperazione fiscale viene estesa a tutte le cd. “informazioni verosimilmente rilevanti per l’amministrazione e/o per l’applicazione del diritto interno relativo alle imposte di qualsiasi natura o denominazione, riscosse in Italia oppure in Svizzera”. Si tratta del protocollo firmato il 23 febbraio 2015, che modifica la convenzione Italia Svizzera del 1976 contro la doppia imposizione fiscale. Effetti dell’accordo Tuttavia, pur essendo entrato in vigore lo scorso 13 luglio, il protocollo si applica in realtà a tutte le domande di informazioni successive al 23 febbraio 2015. Prevede, in estrema sintesi, che le Autorità dei due Stati siano tenute a scambiarsi le informazioni verosimilmente rilevanti per l’applicazione del diritto interno relative alle imposte di qualsiasi natura. Si tratta dunque della fine del segreto bancario. Le informazioni sono completamente tutelate sotto i profili della privacy in base alle legislazioni nazionali, sono comunicate solo alle autorità che si occupano dei controlli fiscali e sono utilizzabili solo per questi fini. Possono essere rivelate solo nel corso di una procedura giudiziaria. Limiti allo scambio di informazioni In generale, lo scambio di informazioni fiscali ha lo scopo di garantire la trasparenza, vietando però agli Stati contraenti di: “Intraprendere una ricerca generalizzata e indiscriminata di informazioni (fishing expedition)», o di «domandare informazioni la cui rilevanza in merito agli affari fiscali di un determinato contribuente non è verosimile”. La condizione di “verosimilmente rilevante” è valida sia nei casi “relativi a un singolo contribuente”, sia in casi relativi a una pluralità di contribuenti, sempre identificati con il proprio nome o in altro modo. Sono previste tutte le garanzie di chiarezza e informazioni nei confronti dei contribuenti oggetto di indagine. Effetti sulla voluntary disclosure Il primo effetto immediato già rilevato riguarda le procedure di collaborazione volontaria non ancora divenute definitive alla data del 13 luglio scorso per cui non è più necessaria l’autorizzazione da parte dei contribuenti agli istituti svizzeri per l’agenzia delle Entrate per accedere alle informazione dei loro conti (c.d. “waiver”). Infatti qualsiasi informazione ormai potrà essere richiesta attraverso la procedura di cooperazione amministrativa prevista dal protocollo che abolisce il segreto bancario in caso di richiesta effettuata dalle amministrazioni finanziarie dei due Paesi su singoli o gruppi identificati di contribuenti con il limite delle richieste generalizzate (c.d. “fishing expedition”). Cooperazione rafforzata dal 1° gennaio 2017 Il sistema rafforzato della cooperazione su domanda continuerà a sussistere anche a partire dal 1° gennaio 2017, ossia quando entreranno in vigore anche per la Svizzera sia il sistema della trasmissione spontanea di informazioni fiscali sia il sistema dello scambio automatico riguardante il saldo attivo presso conti bancari o presso determinate compagnie di assicurazione. I contribuenti coinvolti potranno appellarsi soltanto alla legislazione svizzera sulla protezione dei dati. Uscita della Svizzera dalla black list L’altro effetto prossimo e consequenziale sarà evidentemente la prossima uscita della Svizzera dalla black list italiana per le persone fisiche. Tale uscita che dovrà necessariamente avvenire entro quest’anno, comporta diverse conseguenze di non poco conto per le persone fisiche. Innanzitutto per quanto riguarda la residenza fiscale delle persone fisiche decade l’inversione dell’onere della prova. I contribuenti che hanno cambiato la loro residenza dall’Italia alla Svizzera per l’anno di imposta 2016 (se l’uscita dalla lista si confermerà per il 2016) non dovranno più dimostrare al Fisco italiano che la loro residenza non è fittizia. La decorrenza per prassi amministrativa non potrà essere retroattiva per il principio di autonomia del singolo anno di imposta e per alcuni corollari contenuti proprio nella Legge 186/14 sul rientro dei capitali, anche se vi sono alcune opinioni contrastanti in proposito. Da ultimo altro effetto immediato con l’uscita dalla black list sarà dal punto di vista sanzionatorio l’inapplicabilità del raddoppio delle sanzioni previsto dall’art. 12 del D.L. 78/09 per il noto principio del favor rei che è applicabile pacificamente nella materia sanzionatoria tributaria. Tale norma infatti prevede il trattamento peggiorativo solo per i Paesi appartenenti alla black list italiana.   ******   6) Contrasto dei fenomeni di frodi Iva: il reverse charge Per contrastare fenomeni di frodi Iva, è stato istituito, per particolari operazioni effettuate in settori ad alto rischio di evasione, il meccanismo del «reverse charge» in virtù del quale, in deroga alle regole ordinarie del sistema dell’Iva, l’imposta è assolta dal cessionario o committente in luogo del cedente o del prestatore. Il «reverse charge» è uno speciale meccanismo contabile che, in deroga alle regole ordinarie del sistema dell’Iva, individua quale debitore d’imposta il cessionario o committente dell’operazione: l’utilizzo del «reverse charge» è finalizzato sostanzialmente a contrastare i numerosi fenomeni evasivi nel sistema Iva, poiché l’imposta è versata all’Erario direttamente dal soggetto che detrae la stessa, piuttosto che dal cedente o dal prestatore che potrebbe divenire sconosciuto al fisco dopo aver incassato il tributo dal committente o cessionario. Resta ovviamente inteso che, per poter applicare il «reverse charge» è necessario che il cessionario e/o il committente sia un soggetto Iva. Diversamente, qualora il committente sia un privato, l’imposta sarà dovuta dal cedente o prestatore secondo i criteri ordinari. La disciplina dell’inversione contabile o «reverse charge» è regolata dall’art. 17, D.P.R. 633/1972, e in particolare: - dal co. 2 che prevede l’applicazione del «reverse charge» (cd. «esterno») alle operazioni rilevanti territorialmente in Italia poste in essere: o da soggetti stabiliti in uno Stato extraUe, effettuate nei confronti di soggetti passivi stabiliti in Italia, per le quali l’inversione contabile si realizza tramite l’emissione di un’autofattura da parte del soggetto residente (acquirente o committente); o da soggetti passivi stabiliti in altro Stato Ue nei confronti di soggetti passivi d’imposta in Italia. - dai co. 5 e 6 – comma quest’ultimo recentemente modificato dal D.Lgs. 11.02.2016, n. 24, (G.U. n. 52 del 3 marzo 2016) - che individuano, invece, alcune fattispecie di operazioni «interne» per le quali si applica l’inversione contabile. Reverse charge (art. 17, co. 5 e 6 , D.P.R. 633/1972) Cessioni interne di «oro da investimento» (e relative prestazioni di intermediazione) poste in essere dai soggetti che producono e commerciano oro (o che trasformano oro in oro da investimento) imponibili Iva per opzione, nonché le cessioni interne di «oro diverso da quello di investimento» (cd. «oro industriale») e di argento (art. 17, co. 5, D.P.R. 633/1972). Prestazioni di servizi rese da soggetti subappaltatori nei confronti delle imprese che svolgono l’attività di costruzione o ristrutturazione di immobili, ovvero nei confronti dell’appaltatore principale o di un altro subappaltatore (art. 17, co. 6, lett. a), D.P.R. 633/1972). Cessioni di fabbricati abitativi e strumentali imponibili Iva a seguito di opzione (art. 17, co. 6, lett. a-bis), D.P.R. 633/1972). Prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici (art. 17, co. 6, lett. a-ter), D.P.R. 633/1972). Cessioni non al dettaglio – effettuate sino al 31.12.2018 - aventi ad oggetto telefoni cellulari (art. 17, co. 6, lett. b), D.P.R. 633/1972). Cessioni non al dettaglio – effettuate fino al 31.12.2018 - aventi ad oggetto console da gioco, tablet PC e laptop, nonché dispositivi a circuito integrato (art. 17, co. 6, lett. c), D.P.R. 633/1972). Trasferimenti di quote di emissioni di gas ad effetto serra definite dall’art. 3 della Direttiva 2003/87/CE, trasferibili ai sensi del successivo art. 12 della medesima Direttiva (art. 17, co. 6, lett. d-bis), D.P.R. 633/1972). Trasferimenti di altre unità che possono essere utilizzate dai gestori per conformarsi alla citata Direttiva 2003/87/CE, e di certificati relativi al gas e all’energia elettrica (art. 17, co. 6, lett. d-ter), D.P.R. 633/1972). Cessioni di gas ed energia elettrica ad un soggetto passivo-rivenditore ai sensi dell’art. 7-bis, co. 3, lett. a), D.P.R. 633/1972, ovvero la cui attività principale è costituita dalla rivendita di tali beni, ed il cui consumo personale è trascurabile (art. 17, co. 6, lett. d-quater), D.P.R. 633/1972). La legge di Stabilità 2016 ha previsto, inoltre, l’estensione del meccanismo di «inversione contabile» anche alle prestazioni di servizi rese dalle imprese consorziate nei confronti del consorzio di appartenenza, laddove il consorzio sia aggiudicatario di una commessa nei confronti di un ente pubblico e fatturi in regime di «split payment». Quest’ultima disposizione, prescritta nel contesto della nuova lett. a-quater) dell’art. 17, co. 6, D.P.R. 633/1972, non è ancora operativa, ma entrerà in vigore previa concessione, da parte del Consiglio europeo, di una misura di deroga alla direttiva 2006/112/CE in materia di Iva. Sono state abrogate, invece, dal citato D.Lgs. 11.02.2016, n. 24, per assenza della necessaria autorizzazione dell’UE, le disposizioni di cui alla lett. d) e d-quinquies) dell’art. 17, co. 6, D.P.R. 633/1972 concernenti rispettivamente: - le cessioni di materiali e prodotti lapidei, direttamente provenienti da cave e miniere; - le cessioni di beni effettuate nei confronti degli ipermercati (codice attività 47.11.1), supermercati (codice attività 47.11.2) e discount alimentari (codice attività 47.11.3). Il Decreto Iva regola, infine, ulteriori ipotesi di «inversione contabile» non contemplate dal citato art. 17, D.P.R. 633/1972 che ricorrono nel caso di: - cessioni di rottami e cascami, nonché cessioni dei semilavorati di alcuni metalli, comprese le prestazioni di servizi, dipendenti da contratti d’opera, d’appalto e simili aventi ad oggetto la trasformazione dei rottami non ferrosi (art. 74 co. 7 e 8, D.P.R. 633/1972); - cessioni di bancali di legno (cd. pallet) recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo (art. 74, co. 7, D.P.R. 633/1972). Adempimenti «reverse charge» In caso di applicazione del meccanismo di «inversione contabile», il fornitore è tenuto ad emettere la fattura senza addebito d’imposta annotando, su tale documento, in luogo dell’imposta: - la dicitura «inversione contabile» (che lo esonera dall’applicazione dell’Iva); l’indicazione (non più obbligatoria, ma comunque opportuna) della relativa norma (es. «operazione effettuata ai sensi dell’art. 17, co. 6, lett. a-ter, D.P.R. 633/1972», in presenza di prestazioni di servizi relativi ad edifici rese nel comparto edile). Le fatture emesse senza l’esposizione dell’Iva mediante applicazione del «reverse charge» sono, a norma dell’art. 6 della Tabella annessa al D.P.R. 642/1972, esenti da imposta di bollo. A fronte delle suddette operazioni, il cedente o prestatore dovrà riportare (a seconda della tipologia di operazione effettuata) in uno dei campi del rigo VE35 del quadro VE del dichiarativo Iva, l’importo delle operazioni rese senza addebito d’imposta nel corso dell’anno oggetto della dichiarazione, le quali contribuiranno alla formazione del volume d’affari del cedente o del prestatore. La fattura – come sopra compilata - dovrà, poi, essere consegnata al committente, il quale provvederà ad: - integrare il documento fiscale ricevuto, riportando sullo stesso l’indicazione dell’aliquota prevista e l’ammontare della relativa imposta; - annotare il documento come sopra integrato: o nel registro delle fatture emesse, di cui all’art. 23, D.P.R. 633/1972 (o in quello dei corrispettivi di cui all’ art. 24, D.P.R. 633/1972) entro il mese di ricevimento della fattura o anche successivamente, ma comunque prima dello scadere del termine di 15 giorni dal suddetto ricevimento e con riferimento al relativo mese di competenza; o nel registro degli acquisti, di cui all’art. 25, D.P.R. 633/1972, ai fini della detrazione. Il cessionario o committente che ha ricevuto la fattura – e l’ha integrata con la relativa imposta – è tenuto ad indicare nella propria dichiarazione Iva annuale la doppia registrazione effettuata. In particolare: - l’operazione annotata nel registro Iva acquisti dovrà trovare rappresentazione nel quadro VF, per cui il soggetto procederà a indicare nei righi da VF1 a VF11 l’imponibile e l’imposta relativi all’operazione, secondo l’aliquota Iva corrispondente; - l’operazione effettuata nel registro Iva vendite troverà rappresentazione nel quadro VJ, nel rigo corrispondente alla tipologia di operazione effettuata. Va peraltro precisato che l’annotazione effettuata nel registro Iva vendite per l’operazione di acquisto in «reverse charge» non va indicata nel quadro VE (tale quadro accoglie soltanto le operazioni attive che concorrono a formare il volume d’affari), bensì nel quadro VJ, nell’apposito rigo VJ17 di recente introduzione. Rimborsi eccedenze detraibili L’applicazione del meccanismo del «reverse charge» conduce, inoltre, ad una inevitabile posizione di credito strutturale dei cedenti o prestatori. Questi ultimi, infatti, a fronte di operazioni attive con emissione di fatture senza addebito dell’imposta, sostengono acquisti con addebito dell’Iva, e dunque con il relativo diritto alla detrazione (salvo l’applicazione del pro-rata o altre cause di in detraibilità). Al fine di scongiurare gli effetti finanziari negativi che potrebbero derivare dal venir meno del diritto di rivalsa, il contribuente che ha maturato un credito Iva, fermo restando il diritto di utilizzare lo stesso in compensazione, può avvalersi della facoltà di richiedere la restituzione dell’eccedenza detraibile a norma dell’art. 38-bis, D.P.R. 633/1972, la cui procedura di rimborso è stata da ultimo semplificata dal D.Lgs. 175/2014. Per alcune categorie di contribuenti, che operano con il meccanismo del «reverse charge», è altresì prevista la possibilità di ottenere l’esecuzione dei rimborsi Iva in via prioritaria, a norma dell’art. 38-bis, co. 10, D.P.R. 633/1972. Si tratta in particolare dei soggetti: - che pongono in essere prestazioni edili derivanti da contratto di subappalto (sezione F della Tabella ATECO FIN 2004); - che svolgono le attività di recupero e preparazione per il riciclaggio di cascami e rottami metallici (codice attività 37.10.1); - produttori di zinco, piombo, stagno, alluminio (e relativi semilavorati). Con decreto del 29.04.2016 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 111 del 13.05.2016), il Ministero dell’Economia e delle finanze ha esteso - a partire dalle richieste di rimborso Iva relative al secondo trimestre dell’anno 2016 – il beneficio dell’erogazione in via prioritaria dei rimborsi Iva (sia annuali che infrannuali), anche ai soggetti passivi che effettuano prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici, di cui all’art. 17, co. 6, lett. a-ter), D.P.R. 633/1972. Il rimborso dell’eccedenza detraibile è eseguito in via prioritaria se, al momento della richiesta, sussistono contestualmente le seguenti condizioni: - esercizio dell’attività da almeno tre anni; - aliquota media sugli acquisti superiore a quella sulle vendite (aumentata del 10%). A tal fine, le operazioni in «reverse charge» sono equiparate ad operazioni attive con «aliquota zero» (C.M. 37/E/2006). - eccedenza Iva detraibile richiesta a rimborso d’importo pari o superiore ad euro 10.000 in caso di rimborso annuale e ad euro 3.000 in caso di rimborso trimestrale; - eccedenza Iva detraibile richiesta a rimborso d’importo pari o superiore al 10% dell’importo complessivo dell’imposta assolta sugli acquisti e sulle importazioni effettuati nell’anno o nel trimestre cui si riferisce il rimborso richiesto. Nuove casi di reverse charge in vigore dal 2 maggio 2016 Con le novità arrecate dal D.Lgs. 24/2016 in materia di reverse charge, si introducono nuove ipotesi per le quali trova applicazione tale particolare meccanismo di determinazione dell’Iva. Si tratta delle cessioni dei seguenti beni: - console da gioco, (NC 9504 50 00); - tablet PC (NC 8471 30 00); - laptop (NC 8471 30 00) ceduti prima della loro installazione in prodotti destinati al consumatore finale. Con riferimento al preciso ambito di applicazione della nuova previsione recata dalla lettera c) del comma 6 dell’articolo 17, D.P.R. 633/1972, si attendevano gli opportuni chiarimenti da parte dell’Agenzia delle entrate, che sono giunti di recente con la circolare n. 21/E del 25 maggio 2016. La circolare precisa, dunque, che “l’obbligo del meccanismo dell’inversione contabile alle fattispecie in esame, ai sensi del citato articolo 17, comma 6, lettera c), D.P.R. 633/1972, trovi applicazione per le sole cessioni dei beni effettuate nella fase distributiva che precede il commercio al dettaglio, analogamente a quanto già precisato dalla scrivente con la circolare n. 59/E/ 2010 e la risoluzione n. 36/E/2011”. Per conseguenza, il meccanismo dell’inversione contabile per le fattispecie in esame non trova applicazione per la fase del commercio al dettaglio la cui attività, è, di regola, caratterizzata da una frequenza tale da rendere particolarmente onerosa l’osservanza dell’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile in ragione della qualità di soggetto passivo del cessionario-cliente. Nel merito, richiamando quanto già affermato con la risoluzione n. 36/E/2011, l’Agenzia precisa che: - il riferimento al commercio al dettaglio “deve intendersi finalizzato a individuare i soggetti che esercitano attività di commercio al minuto e attività assimilate di cui all’articolo 22, D.P.R. 633/1972”; da ciò ne deriva che “sono escluse dall’obbligo di reverse charge le cessioni dei beni in argomento effettuate da “commercianti al minuto autorizzati in locali aperti al pubblico, in spacci interni, mediante apparecchi di distribuzione, per corrispondenza, a domicilio o in forma ambulante” …, in quanto, in tali ipotesi, le cessioni dei beni in argomento sono, di regola, effettuate direttamente a cessionari – utilizzatori finali dei beni, ancorché soggetti passivi Iva”; - l’esclusione dall’obbligo di reverse charge “torna, altresì, applicabile anche a soggetti diversi da quelli di cui all’articolo 22, D.P.R. 633/1972 che, tuttavia, effettuano le cessioni dei beni in argomento direttamente a cessionari-utilizzatori finali”, sempreché la cessione non risulti effettuata per la successiva rivendita del prodotto a terzi. Con riferimento, infine, all’aspetto sanzionatorio riguardante le eventuali violazioni relative all’omessa o errata applicazione del reverse charge nelle descritte fattispecie, l’agenzia precisa che in considerazione dell’incertezza in materia e in ossequio ai principi dello Statuto del contribuente, per le operazioni effettuate a decorrere dal 2 maggio 2016 e fino alla pubblicazione della circolare n. 21/E/2016, non dovranno essere applicate sanzioni per le violazioni eventualmente commesse.   ******   7) Sisma: il governo al fianco di istituzioni e famiglie per la ricostruzione Sisma: De Micheli, il governo al fianco di istituzioni e famiglie ora e per la ricostruzione. Nel Fondo per le emergenze 234 milioni di euro “Seguiamo con apprensione i fatti relativi al terremoto che la notte scorsa ha colpito l'Italia centrale ed esprimiamo la sentita vicinanza alle famiglie, soprattutto a quelle sconvolte dai lutti. Il governo si è immediatamente attivato attraverso la preziosa azione della protezione civile che, insieme alle Regioni, ai vigili del fuoco e a tutti i soccorritori, con grande professionalità, dedizione e determinazione, sta affrontando queste prime ore a sostegno della popolazione”. Lo afferma la sottosegretaria al Ministero dell'Economia e delle Finanze, Paola De Micheli, con delega alle ricostruzioni. “Saremo al fianco delle istituzioni locali e dei cittadini nei prossimi giorni - assicura la sottosegretaria De Micheli - sia nella fase dell'emergenza acuta che nella successiva fase della ricostruzione. Il Fondo per le emergenze nazionali dispone di 234 milioni che saranno utilizzati per la gestione delle esigenze immediate. Stiamo ricostruendo la vicina L'Aquila e grazie all'accelerazione che ha imposto questo governo siamo usciti dalla fase di stallo. I cittadini delle zone che oggi sono macerie sappiano che abbiamo le risorse e l’esperienza per intervenire, superare l'emergenza e ricominciare”. (Ministero dell’Economia e finanze, Comunicato Stampa n. 149 del 24 agosto 2016)   ******   8) INPS: contributo una tantum per il sostegno di bambini nati nel 2014 in famiglie a basso reddito L’Inps, con messaggio n. 3407 del 23 agosto 2016, informa che è stato pubblicato il Decreto 23 giugno 2016 del Dipartimento per le Politiche della Famiglia, con il quale è stato disposto un importo aggiuntivo quale contributo una tantum per il sostegno di bambini nati nel 2014 in famiglie residenti a basso reddito. L’importo aggiuntivo è erogato a favore di: a) nati nel 2014, beneficiari della Carta Acquisti Ordinaria Trattandosi di importo aggiuntivo, verrà erogato solo ai soggetti che hanno già diritto all’accredito bimestrale della Carta Acquisti. b) nati nel 2014 o minori adottati nel 2014 - nel caso di nati nel 2014 non beneficiari della carta acquisti ordinaria; - nel caso di adottati nel 2014, minori di 3 anni e non beneficiari della carta acquisti ordinaria; - nel caso di adottati nel 2014 di età superiore ai 3 anni al momento della richiesta. In questi casi l’importo una tantum verrà concesso per le domande di Carta Acquisti presentate entro il 16 novembre 2016 e le domande dovranno essere presentate: – presso un ufficio postale in caso di beneficiari minori di 3 anni, come una normale carta acquisti; – direttamente all’INPS in formato cartaceo, in caso di adottati di età superiore ai 3 anni (con successivo messaggio Hermes saranno fornite le istruzioni per la gestione di tali richieste di beneficio). Anche in questo caso il beneficio verrà erogato solo ai soggetti che rientrino negli stessi requisiti previsti per il diritto alla Carta Acquisti. L’importo una tantum è pari a 275 euro e verrà disposto sulla Carta Acquisti da Poste Italiane, nel corso del primo bimestre 2017.   ******   9) Antiriciclaggio commercialisti: servizio di consulenza e assistenza dell’Odcec Servizio Antiriciclaggio: E' attivo presso la sede dell’Odcec di Milano un nuovo servizio, al quale tutti gli iscritti possono rivolgersi per richiedere consulenza e assistenza in materia di antiriciclaggio. Secondo la legge (D.Lgs. 231/2007), la peculiarità “operativa” del Servizio rispetto ai compiti consultivi e di aggiornamento della Commissione Antiriciclaggio, si evince dall’onere di acquisire la segnalazione di operazione sospetta per inviarla alla U.I.F. Odcec Milano ha nominato, quale responsabile del servizio, l'ex funzionario di Polizia cav. Alberto Sala, il quale riceve i commercialisti tutti i martedì dalle 15 alle 17 presso gli Uffici di presidenza al quarto piano in Corso Europa 11. E’ possibile prenotare un appuntamento inviando una mail a rsa@odcec.mi.it . Viene poi creata una email dotata di “PEC” che, successivamente alla richiesta con le previste procedure per ottenere il prescritto decreto ministeriale, viene adibita all’invio delle segnalazioni di “S.O.S.” direttamente alla U.I.F   ******   10) Giubileo dei Commercialisti il prossimo 22 ottobre L’Ordine di Roma, in collaborazione con la Santa Sede e in occasione del Giubileo della Misericordia nell’Anno Santo Straordinario indetto da Papa Francesco, ha organizzato per il 22 ottobre 2016 il “Giubileo dei Commercialisti di Roma”. Un momento di incontro e di riflessione sul ruolo sociale svolto dai commercialisti che sempre più spesso si trovano a contatto con interlocutori in difficoltà, persone fisiche e aziende. L’attenzione verso questi problemi ha portato negli anni scorsi l’Odcec di Roma a istituire presso l’amministrazione comunale capitolina lo “Sportello del cittadino”, un’iniziativa gestita volontariamente e gratuitamente dai commercialisti di Roma, a vantaggio di famiglie e imprese in difficoltà e a sostegno dei cittadini più deboli. Nel giorno de ”Il Giubileo dei Commercialisti di Roma” gli iscritti e i loro accompagnatori (familiari, collaboratori degli studi e tirocinanti) avranno la possibilità di assistere in Piazza San Pietro all’udienza del Santo Padre. Un momento di grande spiritualità che culminerà con il passaggio della Porta Santa della Basilica Papale Vaticana. In considerazione della complessa organizzazione gli interessati a partecipare all’evento sono invitati a comunicare quanto prima all’Ordine la propria adesione, inviando una email all’indirizzo giubileo@odcec.roma.it, indicando nome e cognome dei partecipanti e l’indirizzo di posta elettronica da utilizzare per le successive comunicazioni. Le richieste saranno prese in considerazione, in ordine di arrivo, fino a esaurimento dei posti disponibili. Vincenzo D’Andò