Diario quotidiano del 23 agosto 2016: spese legali deducibili solo con la cessazione dell’incarico professionale (!); in G.U. le regole sull’invio delle spese al S.T.S. per le strutture autorizzate

1) Le spese legali sono deducibili solo con la cessazione dell’incarico professionale

2) Regole sull’invio delle spese sanitarie per le strutture autorizzate in G.U.

3) Sono ora ufficiali le modalità di applicazione del credito d’imposta per le Fondazioni bancarie

4) TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di luglio 2016

5) Misure per la semplificazione del settore agricolo in G.U.

6) Attenzione alle truffe in nome del Fisco: Finte richieste di pagamento per conto dell’Agenzia delle Entrate

7) Suddivisione del personale del MEF per i controlli fiscali: decreto in G.U.

8) Taglio Ires dal 2017 e non solo

9) E’ stress da antiriciclaggio negli studi professionali

10) Pagamenti a rate: riammessi i decaduti

11) Legge 160/2016: novità in materia di rateizzazione

12) Bonus bebè: tutto pronto

 

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1) Le spese legali sono deducibili solo con la cessazione dell’incarico professionale
Le spese legali sono deducibili a prestazione esaurita. Pertanto, le spese legali sono deducibili solo con l’esaurimento dell’incarico. Secondo la Corte di Cassazione (sentenza n. 16969 del 11 agosto 2016) non rilevano le singole prestazioni rese.
Nel caso di specie, nel periodo d’imposta 2002, la società contribuente aveva dedotto costi per prestazioni di assistenza legale relativi ad una causa ancora in corso.
L’ufficio aveva ripreso a tassazione tali oneri, poiché gli stessi si sarebbero dovuto considerare sostenuti soltanto all’ultimazione della prestazione. Più in particolare, il componente negativo di reddito non risultava ancora determinato nel 2002, non essendosi conclusa la controversia giudiziaria.
A tal fine, l’art. 109 comma 2 lett. b) del TUIR stabilisce che “i corrispettivi delle prestazioni di servizi si considerano conseguiti, e le spese di acquisizione dei servizi si considerano sostenute, alla data in cui le prestazioni sono ultimate”.
La Corte di Cassazione afferma che, in materia di prestazioni professionali, vige la regola della postnumerazione (artt. 2225 e 2233 c.c.), in virtù della quale il diritto al compenso pattuito matura solo a seguito dell’effettuazione di una prestazione tecnicamente idonea a conseguire il risultato cui è destinata.
Dunque, la Corte ritiene che la prestazione difensiva abbia carattere unitario, per cui non rilevano i pagamenti i pagamenti intermedi, tra i cui i pagamenti degli acconti.

 

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2) Regole sull’invio delle spese sanitarie per le strutture autorizzate in G.U.
Regolato l’invio delle spese sanitare per le strutture non accreditate. In G.U. il decreto con le specifiche tecniche per la trasmissione per la precompilata dei dati al Sistema TS dalle strutture autorizzate
Nella Gazzetta Ufficiale n. 187 del 11 agosto 2016 è stato pubblicato il Decreto del 2 agosto 2016 del Ministero dell’Economia e delle finanze contenente le specifiche tecniche e le modalità operative relative alla trasmissione telematica delle spese sanitarie al Sistema tessera sanitaria da parte delle strutture autorizzate, da rendere disponibili all’Agenzia delle Entrate per la dichiarazione dei redditi precompilata.
Prima l’Agenzia delle Entrate, poi il Mef, tornano sull’argomento a seguito, soprattutto, delle modifiche apportate dalla legge di Stabilità 2016 e ritoccano, dove occorre, rispettivamente, il provvedimento e il decreto datati entrambi 31 luglio 2015.
L’intervento legislativo (articolo 1, comma 949, lettera a), delle legge 190/2015), modificando l’articolo 3 del Dlgs 175/2014, ha esteso, a partire dal 1° gennaio 2016, l’obbligo di comunicazione delle prestazioni erogate anche alle strutture autorizzate per l’erogazione dei servizi sanitari e non accreditate.
Il Mef, in particolare, nel nuovo decreto, ha dovuto tener conto della platea allargata e del relativo regime sanzionatorio regolato dal provvedimento delle Entrate del 29 luglio scorso.

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