Revisione legale dei conti: le novità dalla direttiva europea

Il Consiglio dei ministri, il 14 luglio 2016, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/56/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che modifica la direttiva 2006/43/CE relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati.
Il decreto legislativo è stato riformulato in alcune disposizioni tenendo conto del parere delle commissioni parlamentari. Gli aspetti essenziali sono rimasti invariati.
Direttiva europea
Le ragioni della direttiva europea risiedono nella necessità di rinforzare quanto più possibile gli strumenti utili a prevenire le crisi finanziarie, specialmente di carattere sistemico, attraverso presidi solidi della veridicità ed affidabilità dei bilanci. Tra tali strumenti, la direttiva ritiene essenziale prevedere un idoneo livello qualitativo della revisione legale, nonché un maggiore rigore nei requisiti di indipendenza dei revisori e delle società di revisione legale nei confronti delle società revisionate.
Il decreto legislativo di recepimento della direttiva europea regola l’attività dei revisori dei conti, dall’accesso alla professione, ai principi deontologici, alla disciplina della relazione di revisione.
Mef e Consob responsabili in materia di revisione
Si conferma l’assetto vigente nella ripartizione delle competenze tra Ministero dell’economia e delle finanze e Consob, le due Autorità con responsabilità in materia di revisione legale.
Tirocinio ed esame
Per l’accesso alla professione di revisore legale dei conti resta il tirocinio della durata triennale, con la possibilità che sia svolto contestualmente al biennio di studi finalizzato al conseguimento della laurea, in base ad appositi accordi, nell’ambito di una convenzione quadro MIUR-MEF. L’esame di idoneità professionale per l’abilitazione all’esercizio della revisione legale deve essere bandito almeno una volta l’anno.
PEC obbligatoria
Il decreto legislativo innova anche il contenuto informativo del Registro prevedendo l’obbligo della posta elettronica certificata per gli iscritti al registro stesso, per rendere più economico ed efficace il flusso delle comunicazioni.
Principi di indipendenza più stringenti
Diventano più stringenti i principi di indipendenza e obiettività e si stabilisce il divieto di ricevere regali o favori di natura pecuniaria e non pecuniaria dall’ente sottoposto a revisione o da qualsiasi ente legato a un ente sottoposto a revisione.
Sanzioni ai revisori
In caso di accertate irregolarità nello svolgimento dell’attività di revisione legale, cosi come per la mancata formazione obbligatoria, sono previste sanzioni che vanno dall’avvertimento alla cancellazione dal registro del revisione legale della società di revisione o del responsabile dell’incarico.
Controlli di qualità
L’obbligo di assoggettamento ai controlli di qualità scatteranno per tutti gli iscritti al registro che svolgano incarichi di revisione.
La periodicità di tali controlli avverrà con scadenza non superiore a sei anni nel caso in cui il revisore svolga incarichi in enti di interesse pubblico o in società che superino almeno due dei seguenti limiti dimensionali:
– totale dell’attivo di stato patrimoniale: 4.000.000 euro;
– ricavi netti delle vendite e delle prestazioni: 8.000.000 euro;
– numero medio di occupati: 50 dipendenti.
Sezioni A e B del Registro
Un’altra novità riguarderebbe il superamento della distinzione tra revisori attivi e inattivi, attualmente prevista all’articolo 8 del D.Lgs. n. 39/2010, con la nuova ripartizione del registro in due sezioni (denominate A e B).
Nella sezione A verranno iscritti i revisori legali iscritti al Registro che svolgano, o abbiano svolto nel triennio precedente, attività di revisione o collaborino a tale attività operando presso una società di revisione legale.
Mentre nella sezione B dovrebbero confluire gli iscritti che sono rimasti …

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