Nuovo regime fiscale per i raccoglitori occasionali di tartufi

Modificato il regime fiscale applicabile alle attività di raccolta di tartufi da raccoglitori occasionali (quindi, privi di partita IVA). Per tali operazioni l’acquirente non dovrà più osservare l’obbligo di autofatturazione (ex art. 1 comma 109 della L. 311/2004).
E’ stata, infatti, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 158 del 8 luglio 2016, la Legge n. 122 del 7 luglio 2016 (legge europea), recante, tra le altre cose, il nuovo regime, il quale prevede che i compensi corrisposti ai raccoglitori occasionali privi di partita IVA per la raccolta di tartufi siano sottoposti a ritenuta a titolo d’imposta, ai sensi del nuovo art. 25-quater del DPR 600/73, con obbligo di rivalsa.
L’ammontare della ritenuta è pari all’aliquota IRPEF prevista per il primo scaglione di reddito (attualmente pari al 23%) ed è commisurata all’ammontare dei corrispettivi pagati ridotto del 22%, a titolo di deduzione forfetaria delle spese di produzione del reddito.
Tali modifiche si applicheranno dalle operazioni effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2017.
Cambia anche l’aliquota IVA
Per le cessioni di tartufi cambia anche l’aliquota IVA applicabile. Con la legge europea, difatti, vengono ricompresi nei prodotti soggetti ad aliquota del 10% anche i “tartufi freschi, refrigerati o presentati immersi in acqua salata, solforata o addizionata di altre sostanze atte ad assicurarne temporaneamente la conservazione, ma non specialmente preparati per il consumo immediato” (nuovo n. 20-bis della Tabella A, parte III).
A tal fine, viene eliminata l’esclusione dei tartufi dalle norme (nn. 21) e 70) della Tabella A, parte III) che già prevedono l’aliquota IVA ridotta per le “piante mangerecce”.
In materia di aliquote IVA, la legge europea prevede ulteriori modifiche, riguardanti: basilico, rosmarino e salvia freschi; preparati per risotti.
Base imponibile per alcune imprese marittime
L’art. 24 poi si occupa delle modifiche al regime di determinazione della …

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