Misure per l’accelerazione delle procedure esecutive e concorsuali

Questa notizia fa parte del diario dell’11 luglio 2016

Assonime, con la nota del 08 luglio 2016, si sofferma sull’avvenuta pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale n. 153 del 2 luglio 2016, della legge 30 giugno 2016, n. 119 che ha convertito con modificazioni il decreto legge 3 maggio 2016, n. 59 con il quale sono state introdotte disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché a favore degli investitori di banche in liquidazione.

Accelerazione dei tempi di recupero del credito

Al fine di accelerare i tempi di recupero del credito e di agevolare la gestione dei crediti bancari deteriorati il decreto aveva introdotto:

– l’istituto del pegno non possessorio su beni mobili destinati all’esercizio dell’impresa;

– la facoltà di stipulare contratti di finanziamento tra istituti finanziari e imprese con cessione automatica del bene immobile posto a garanzia in caso di inadempimento significativo del debitore (cd. “patto marciano”);

– modifiche al codice di procedura civile in materia di esecuzione forzata;

– alcune modifiche alla legge fallimentare;

– un registro elettronico delle procedure esecutive e concorsuali.

Rispetto alle misure previste dal decreto legge la legge di conversione ha introdotto alcune rilevanti modifiche.

Garanzie

In particolare, con riguardo alla disciplina delle garanzie le principali modifiche hanno riguardato:

– la possibilità di costituire il pegno non possessorio anche su beni immateriali e crediti;

– l’attribuzione all’iscrizione del pegno nel registro tenuto dall’Agenzia dell’entrate del valore di pubblicità dichiarativa in luogo di quella costitutiva originariamente prevista;

– il riconoscimento in capo al debitore o al terzo concedente il pegno non possessorio del diritto di opposizione in relazione alle modalità di escussione della garanzia;

– l’introduzione di una procedura per garantire la consegna del bene oggetto del pegno da parte del debitore in caso di escussione della garanzia;

– l’estensione del periodo di inadempimento necessario per far valere il patto marciano da sei a nove mesi dalla scadenza di almeno tre rate o dall’unica rata in caso di rimborso unitario, prorogabile fino a dodici mesi quando alla scadenza della prima rata il debitore abbia già rimborsato l’85% della quota capitale.

Espropriazione forzata

In tema di espropriazione forzata la legge di conversione ha introdotto misure volte a:

– agevolare la liberazione da persone e cose del bene pignorato, senza oneri a carico dell’aggiudicatario o dell’assegnatario;

– favorire le visite degli immobili soggetti a vendita, prevedendo altresì che le richieste di visita siano formulate esclusivamente attraverso il portale delle vendite pubbliche;

– consentire distribuzioni parziali delle somme ricavate a condizione che i creditori aventi diritto presentino fideiussioni idonee a garantire la restituzione alla procedura di eventuali somme in eccesso;

– rafforzare la tutela dei creditori rispetto agli atti pregiudizievoli posti in essere dal debitore successivamente al sorgere del credito.

Procedure concorsuali

Con riguardo alle procedure concorsuali è stato introdotto l’obbligo per il curatore – nel caso in cui siano pendenti impugnazioni sul decreto di esecutività dello stato passivo – di indicare nel progetto di ripartizione delle somme disponibili, per ciascun creditore, le somme immediatamente ripartibili e quelle ripartibili solo previo rilascio di una fideiussione idonea a garantire la restituzione alla procedura delle somme eventualmente ripartite in eccesso.

La legge di conversione ha infine modificato le disposizioni di attuazione del codice di procedura civile prevedendo l’introduzione, presso ogni Tribunale, di un elenco dei professionisti addetti alle operazioni di vendita dei beni pignorati.

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