Legge europea: numerosi gli interventi anche in materia fiscale

Pubblicato il 12 luglio 2016

Numerosi gli interventi anche in materia fiscale, i principali dei quali riguardano la tassazione delle vincite da gioco, il regime fiscale comune applicabile alle società madri e figlie di Stati membri diversi e la tassazione dei redditi da risparmio sotto forma di pagamenti di interessi.

E’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 158 del 8 luglio 2016, la Legge n. 122 del 7 luglio 2016 (legge europea),.

Numerosi gli interventi anche in materia fiscale, i principali dei quali riguardano la tassazione delle vincite da gioco, il regime fiscale comune applicabile alle società madri e figlie di Stati membri diversi e la tassazione dei redditi da risparmio sotto forma di pagamenti di interessi.

Ecco di seguito tutti chiarimenti forniti dagli esperti dell’Agenzia delle entrate all’interno del proprio notiziario fiscale del 11 luglio 2016:

Tassazione delle vincite da gioco

L’articolo 6 della legge ha apportato modifiche all’articolo 69 del Tuir, recante il trattamento fiscale di premi, vincite e indennità.

Se da un lato continuano a essere considerati reddito, per l’intero ammontare percepito nel periodo d’imposta e senza alcuna deduzione, i premi e le vincite, il nuovo comma 1-bis prevede uno specifico regime di esenzione. Riguarda le vincite corrisposte dalle case da gioco autorizzate nello Stato italiano e negli altri Stati membri dell’Unione o nello Spazio economico europeo: tali proventi non concorrono alla formazione del reddito per l’intero ammontare percepito nel periodo d’imposta.

In linea con tale disposizione è stato abrogato anche il comma 7 dell’articolo 30 del Dpr 600/1973, che prevedeva l’applicazione di una ritenuta sulle vincite corrisposte da case da gioco autorizzate, inclusa nell’imposta sugli spettacoli.

La norma adegua l’ordinamento italiano alla sentenza della Corte di giustizia europea del 22 ottobre 2014 sulla tassazione delle vincite corrisposte da case da gioco.

Con tale decisione, la Corte ha ritenuto la normativa italiana incompatibile con il principio di libera circolazione dei capitali, atteso che non si può assoggettare all’imposta sul reddito le vincite da gioco d’azzardo realizzate in