La giurisprudenza in tema di avviamento e valutazione di azienda

Premessa

Nell’ambito del viaggio attraverso le sentenze di legittimità che affrontano il tema della cessione di azienda, non può mancare i filone dedicato all’avviamento.

Il processo che porta alla valutazione dell’azienda è d’altronde fortemente caratterizzato da discrezionalità, e pertanto suscettibile anche di errori, che possono riflettersi anche in ambito tributario.

Si segnala tuttavia come in questa puntata della rassegna si dà spazio non solo alle tematiche di determinazione del valore dell’avviamento, ma anche al trattamento ai fini della imposizione diretta, nonché agli aspetti relativi alla modalità di contestazione da parte dell’agenzia delle entrate del valore determinato.

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Il valore dell’avviamento è sindacabile dal Giudice?

La determinazione del valore d’avviamento costituisce apprezzamento di fatto riservato al giudice del merito non suscettibile di essere sindacata in sede di legittimità se non sotto il profilo del vizio di motivazione il quale deve contenere, ai fini dell’ossequio al principio di autosufficienza, tutti gli elementi utili per contestare coerenza e congruità al processo logico-giuridico seguito dall’organo giudicante.

(Cassazione, sezione V, sentenza n. 9149/2014)

 

Come determinare il valore dell’avviamento

Ai fini del calcolo del valore dell’avviamento commerciale quale parte del corrispettivo di cessione d’azienda, per la determinazione della base imponibile dell’imposta di registro secondo il disposto dell’art. 51, D.P.R. n. 131 del 1986 e art. 2, comma 4, D.P.R. n. 460 del 1996, quest’ultima avente funzione di fungere da parametro minimo per il relativo calcolo, dovrà applicarsi la percentuale di redditività nella misura ritenuta congrua dal giudice del merito alla media dei ricavi (e non degli utili operativi) accertati, o, in mancanza dichiarati ai fini delle imposte sui redditi negli ultimi tre periodi d’imposta anteriori a quello in cui è intervenuto il trasferimento, applicando di seguito il moltiplicatore previsto dalla norma. Inoltre, la valutazione dei cespiti immobiliari e aziendali insistenti sulla zona interessata (dei Navigli) richiede il preventivo accertamento dei rispettivi valori di stima, così come determinati dai comuni valori di mercato inseriti negli appositi listini immobiliari.

(Cassazione, sezione V, sentenza n. 7324/2014)

 

Il valore dell’avviamento nella cessione di compendi aziendali

La determinazione dell’entità dell’avviamento è desumibile, anche, mediante l’adozione dei criteri di cui al D.P.R. n. 460 del 1996, ancorché tali criteri siano relativi ad una disposizione regolamentare che non è direttamente applicabile, perché enucleata nell’ambito della disciplina dell’accertamento con adesione.

(Cassazione, sezione V, sentenza n. 1249/2014)

 

Aspetti di imposte dirette in tema di avviamento

È legittima la deducibilità delle quote di ammortamento dell’avviamento anche se, nel frattempo, la società accertata ha proceduto a ritrasferire a terzi i beni acquisiti in forza di una precedente cessione d’azienda con una serie di contratti che, a loro volta, sono stati riqualificati come cessione d’azienda. Ad avviso della Suprema Corte, non è rinvenibile un intento elusivo nella cessione frazionata nello specifico caso, posto che ai fini delle imposte sui redditi il risultato delle due opzioni (cessioni di beni, ovvero di azienda) sarebbe stato lo stesso; ciò è rafforzato dal contenuto dello stesso processo verbale di constatazione, che non ha mosso alcun rilievo sul (corretto) assoggettamento ad imposte sui redditi dei corrispettivi che la società accertata ha addebitato alla cessionaria a titolo di vendita di macchinari, know-how eccetera e che in sede di accertamento sono stati riqualificati in corrispettivi per la cessione d’azienda.

(Cassazione, sezione V, sentenza n. 16684/2013)

 

Devono essere dettagliati i …

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