IV direttiva antiriciclaggio: obblighi inaspriti

Lotta al riciclaggio: Ecco le nuove misure dalla Commissione UE, emerge l’inasprimento degli obblighi imposti dalla disciplina sull’antiriciclaggio.
La Commissione europea, il 5 luglio 2016, ha proceduto con la modifica della IV direttiva Antiriciclaggio. Le nuove misure sono dovute per una efficace lotta all’evasione fiscale e al riciclaggio del denaro da attività illecite. La proposta di direttiva rappresenta più ampia serie di interventi mirati a combattere i fenomeni elusivi e di abuso.
IV direttiva Antiriciclaggio
La direttiva n. 2015/849/UE, relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo (cd. IV direttiva Antiriciclaggio), recepisce le modifiche apportate nel 2012 alle Raccomandazioni del GAFI e tiene conto delle novità che, negli ultimi anni, hanno interessato l’assetto della vigilanza del sistema bancario e finanziario europeo.
La IV direttiva Antiriciclaggio affronta i rapporti tra riciclaggio ed evasione fiscale, in linea sia con i principi codificati in sede OCSE per la lotta all’evasione e ai reati fiscali, sia con i principi del GAFI. Quest’ultima ha, a sua volta, modificato la cd. III direttiva Antiriciclaggio (direttiva 2005/60/CE).
Le principali modifiche apportate dalla IV Direttiva Antiriciclaggio alla cd. III direttiva Antiriciclaggio riguardano:
– l’abbassamento da 15.000 a 10.000 euro della soglia per le regolamentazioni in contanti della compravendita di beni;
– l’applicazione della normativa ai “prestatori di servizi di gioco d’azzardo”;
– l’implementazione dell’obbligo di adeguata verifica della clientela imponendo l’adozione di misure proporzionate al rischio, senza prevedere esenzioni per talune categorie di clienti od operazioni;
– l’acquisizione di maggiori informazioni sull’effettivo beneficiario di una operazione, transazione o rapporto;
– l’obbligo di effettuare segnalazioni alla Financial Intelligence Unit in caso di sospetto che il denaro o i beni oggetto dell’operazione o della prestazione costituiscano proventi di un reato. In precedenza, la segnalazione aveva riguardato le transazioni e le prestazioni per le quali vi fosse un sospetto di riciclaggio.
Per effetto delle novità introdotte dalla IV direttiva Antiriciclaggio, l’obbligo di collaborazione opera già quando si ritenga che i flussi finanziari derivino da attività illecite o siano collegati al finanziamento del terrorismo;
– l’obbligo, nell’ambito dei gruppi di imprese finanziarie o bancarie, nonché dei grandi studi professionali internazionali, di adottare procedure per lo scambio di informazioni e per una collaborazione attiva in materia;
– il coordinamento, a livello europeo, delle sanzioni amministrative in caso di violazione sistematica dei principi cardine della direttiva in commento (in particolare, dell’obbligo di adeguata verifica della clientela e della segnalazione di operazioni sospette).
Individuazione del beneficiario effettivo delle operazioni
Alcune novità riguardano il beneficiario effettivo delle operazioni: Viene introdotto l’obbligo per tutti i soggetti economici di individuare espressamente il beneficiario effettivo delle operazioni effettuate. Quest’ultimo è colui che trae diretto vantaggio da una operazione o dall’operatività di un altro soggetto economico, direttamente coinvolto nella transazione. Il sistema antiriciclaggio come è noto attribuisce rilevanza centrale all’individuazione di tale figura, al fine di poter individuare possibili schermi societari o prestanomi.
Si richiede che siano i clienti stessi a indicare il beneficiario effettivo delle operazioni e si prevede che queste informazioni siano raccolte in un apposito registro, tenuto a livello nazionale. A quest’ultimo, potranno avere accesso esclusivamente le Financial Intelligence Unit e le Autorità di vigilanza, i soggetti tenuti alla identificazione della clientela, alla registrazione delle…

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