Fondo di solidarietà per il sostegno dell’occupazione

Questo articolo fa parte del diario quotidiano dell’1 luglio 2016
L’Inps, con la circolare n. 119 del 30 giugno 2016, fornisce le istruzioni amministrative ed operative relative alle prestazioni ordinarie ed emergenziali erogate dal Fondo di solidarietà per il sostegno dell’occupabilità, dell’occupazione e del reddito del personale del credito cooperativo, mettendo in evidenza, per ciascuna di esse, le principali modifiche normative introdotte dal D.Lgs. n. 148/2015.
Il 24 settembre 2015 è entrato in vigore il citato Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 148, recante disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, che, al Titolo II, revisiona l’ambito di applicazione dei Fondi di solidarietà, ampliando la platea dei beneficiari delle prestazioni garantite dai Fondi di solidarietà e abrogando l’art. 3 della legge n. 92/2012.
Tali Fondi sono obbligatori per tutti i settori che, non rientrando nel campo di applicazione della normativa in materia di cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria, occupano mediamente più di cinque dipendenti.
Finalità e ambito di applicazione
Nell’ambito ed in ragione di situazioni di crisi, di processi di ristrutturazione, di riorganizzazione aziendale, di riduzione o trasformazione o sospensione temporanea di attività o di lavoro, il Fondo provvede a finanziare specifici interventi che, oltre a favorire il mutamento e il rinnovamento delle professionalità, a realizzare politiche attive per il sostegno dell’occupabilità, dell’occupazione e del reddito, garantiscono anche una tutela a sostegno del reddito sia in costanza di rapporto di lavoro, a seguito di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, sia in caso di cessazione dello stesso. Nel primo caso il Fondo eroga prestazioni ordinarie (assegno ordinario, interventi di formazione), nel secondo caso eroga prestazioni emergenziali integrative dell’indennità di disoccupazione (assegno emergenziale) o straordinarie (assegno straordinario in ragione di processi di agevolazione all’esodo).
Gli interventi del Fondo sono rivolti a favore del personale dipendente delle aziende già rientranti, indipendentemente dal numero dei lavoratori occupati, nel campo di applicazione del preesistente Fondo di solidarietà di cui al D.I. n. 157 del 28 aprile 2000.
Come viene precisato nella nota prot. n. 29/0000530/P del 28 gennaio 2016 del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, la disciplina prevista dal D.I. n. 82761 si applica alle istanze presentate a decorrere dal 25 ottobre 2014.
Conseguentemente, alle domande di accesso alle prestazioni garantite dal Fondo presentate prima di tale data trova applicazione la disciplina dettata dal decreto n. 157/2000.
Misura e durata dell’intervento
La misura dell’intervento richiesto è pari alla retribuzione oraria lorda percepita dai lavoratori interessati per il numero di ore destinate alla realizzazione di programmi formativi, ridotto degli eventuali finanziamenti erogati dagli specifici Fondi nazionali, dell’Unione Europea o della cooperazione.
Ai fini del calcolo della retribuzione oraria, la retribuzione mensile di riferimento è rappresentata dall’imponibile previdenziale del lavoratore interessato.
Ai sensi dell’art. 9, comma 2 del D.I. n. 82761/2014, la domanda di finanziamento non potrà riguardare interventi di durata superiore ai dodici mesi.
Pagamento delle prestazioni
Una volta deliberata la concessione dell’intervento da parte del Comitato amministratore del Fondo, la struttura INPS competente in base all’unità produttiva rilascia conforme autorizzazione, quale presupposto per la corresponsione diretta del trattamento economico ai lavoratori interessati o alle operazioni di conguaglio e rimborso delle somme anticipate dai datori di lavoro; la delibera e la relativa autorizzazione vengono comunicate all’azienda e rese disponibile all’interno del …

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