Finalmente arriva l’indennità previdenziale ai professionisti in crisi economica

Pubblicato il 4 luglio 2016



i provvedimenti allo studio per il Jobs Act delle professioni che dovrebbero rpevedere anche l'assistenza ai profesisonisti colpiti dalla crisi

Questa notizia fa parte del diario del 4 luglio 2016

Decisamente la crisi economica ormai si fa sentire in tutti i settori. Ben venga la possibilità di dedurre le spese sostenute per la formazione, ma i professionisti chiedono che il “Jobs act degli autonomi” sia l’occasione per ampliare le prestazioni di welfare a loro favore. Oggi le dinamiche del mercato hanno portato non pochi disagi a chi rischia in proprio. Un aiuto può venire da norme che sanciscano principi basilari in tema di diritti, di welfare, di formazione, di rapporti con la committenza.

Prosegue, davanti alla Commissione Lavoro del Senato, l’esame del disegno di legge recante le norme del Jobs Act del lavoro autonomo. Sono stati presentati alcuni emendamenti che dovrebbero essere recepiti nel testo finale che approderà in Aula. Tra le principali modifiche proposte, il riequilibrio degli oneri previdenziali dei lavoratori autonomi anche mediante interventi sulla Gestione Separata INPS, la revisione degli oneri fiscali dei professionisti in materia di IRAP, l’estensione delle competenze delle Casse professionali in materia di welfare, norme a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e la possibilità di costituire reti di professionisti per la partecipazione agli appalti.

La Commissione Lavoro del Senato sta concludendo l’esame del DDL 2233, collegato alla Legge di Stabilità 2016 e recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”, il Jobs Act del lavoro autonomo. Gli emendamenti non sono meri “ritocchi” al testo base, ma contengono implementazioni dell’articolato, tese ad ampliare gli spazi stessi della disciplina in materia di tutele e valorizzazione del lavoro autonomo e di quello “agile”.

Sicurezza e protezione sociale

Viene proposto il conferimento di una delega al Governo “in materia di sicurezza e protezione sociale delle professioni ordinistiche”, che demanda al Governo l’adozione di decreti finalizzati al rafforzamento delle “prestazioni di sicurezza e di protezione sociale delle professioni ordinistiche”, da operarsi attraverso:

a) l’istituzione di un osservatorio sui redditi, le contribuzioni e le prestazioni dei liberi professionisti ordinistici, a cura degli enti di previdenza di diritto privato e delle loro associazioni, nell'ambito delle attività di ordinaria amministrazione (e quindi con oneri ad integrale carico di tali soggetti privati);

b) l’abilitazione degli enti di previdenza di diritto privato (le Casse professionali), anche in forma associata, previa autorizzazione dei relativi organi di vigilanza, ad attivare, oltre a prestazioni complementari di tipo previdenziale e socio-sanitario, anche altre prestazioni sociali, “con particolare riferimento agli iscritti che hanno subìto una repentina caduta dei redditi o gravi patologie di tipo oncologico o cronico-degenerativo ingravescente." (la Long Term Care o “LTC”).

Gestione Separata dei lavoratori autonomi

Viene introdotta un’ulteriore delega al Governo, finalizzati all’individuazione di “un più equo rapporto tra le contribuzioni e le prestazioni” riferite ai produttori di redditi da lavoro autonomo ex articolo 53.1 del TUIR, da perseguirsi mediante:

a) istituzione nell'ambito della Gestione Separata INPS di una gestione a contabilità separata riguardante l'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti cui sono tenuti a iscriversi i predetti lavoratori autonomi;

b) integrazione del relativo Comitato amministratore con cinque componenti in rappresentanza dei soggetti di cui sopra, da individuarsi “con modalità elettive”;

c) previsione della possibilità per tali lavoratori, di addebitare ai committenti una percentuale dei compensi lordi a titolo di rivalsa per contributi previdenziali, come previsto per gli iscritti all’odierna Gestione Separata INPS dall’articolo 1.212, della Legge 662/96;

d) superamento delle duplicazioni contributive relative alle medesime quote della retribuzioni a carico di differenti gestioni di previdenza obbligatoria;

e) eliminazione dei requisiti contributivi e degli “altri limiti posti” alla facoltà di avvalersi della totalizzazione dei periodi assicurativi.

Atti pubblici affidati alle professioni ordinistiche

Si introduce una delega al Governo in materia di “atti pubblici rimessi alle professioni ordinistiche”, in forza della quale, per semplificare l'attività delle PA e ridurne i tempi “di produzione”, senza oneri aggiuntivi di finanza pubblica:

a) siano individuati gli atti pubblici che possono essere rimessi anche alle professioni ordinistiche;

b) sia semplificata l’attività di impresa attraverso il riconoscimento del “ruolo sussidiario” dei professionisti ai quali siano quindi, demandate funzioni di “asseverazione della regolarità contributiva e contrattuale” da utilizzarsi anche nell’ambito degli appalti pubblici e privati, di “certificazione in materia tributaria”, di “asseverazione di buone prassi in materia di igiene e sicurezza sul lavoro e di salvaguardia della salute dei lavoratori”;

c) sia riconosciuto il predetto ruolo sussidiario, demandando ai professionisti “l’assolvimento di compiti e funzioni finalizzate alla deflazione del contenzioso giudiziario, ad introdurre semplificazioni in materia di diritto civile, di certificazione dell’adeguatezza dei fabbricati alle norme di sicurezza ed energetiche, anche attraverso l’istituzione del fascicolo del fabbricato.".

Revisione dell’imposizione fiscale sul lavoro autonomo

Viene conferita al Governo una delega, da esercitare entro il 31 dicembre 2016, tesa a ridefinire l'imposizione sui redditi di lavoro autonomo, tenendo conto del principio di cassa e di inerenza delle spese, secondo i seguenti principi e criteri direttivi:

- definizione di autonoma organizzazione, sulla base di criteri oggettivi conformi ai più consolidati principi giurisprudenziali, ai fini della non assoggettabilità dei professionisti e degli artisti all'IRAP;

- revisione e semplificazione degli studi di settore con previsione dell'eventuale esclusione, per tipologie di reddito di lavoro autonomo per le quali gli studi non consentono “un'adeguata rappresentazione dell'attività”.

Salute e sicurezza dei dipendenti degli studi professionali

Viene conferita una delega al Governo per la semplificazione della normativa in materia di salute e sicurezza degli studi professionali, da esercitarsi nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:

- previa identificazione delle condizioni in presenza delle quali i rischi per la salute e sicurezza negli studi professionali sono equiparabili a quelli nelle abitazioni, individuazione delle misure di prevenzione e protezione conseguentemente idonee a garantire la tutela della salute e sicurezza delle persone che vi svolgono - con o senza retribuzione e anche al fine di apprendere un'arte, un mestiere o una professione - attività lavorativa;

- determinazione di misure di prevenzione compatibili con le caratteristiche gestionali ed organizzative degli studi professionali;

- eliminazione o semplificazione degli adempimenti formali, anche per mezzo di forme di unificazione documentale;

- riformulazione e razionalizzazione dell'apparato sanzionatorio, amministrativo e penale, per la violazione delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro negli studi professionali, “avuto riguardo ai poteri del soggetto contravventore e alla natura sostanziale o formale della violazione”.

Partecipazione agli appalti pubblici

Viene proposta l’integrazione dell’art. 7 del DDL prevedendo che, per consentire la partecipazione ai bandi e concorrere all'assegnazione di incarichi e appalti privati consentiti, è riconosciuto - a chi eserciti attività professionale - indipendentemente dalla forma giuridica rivestita prescelta per tale esercizio, la possibilità di:

- costituire “reti” di professionisti o consentire agli stessi di partecipare alle reti di imprese (reti miste) previste dall’art. 3.4-ter e ss. del D.L. 5/09, con conseguente accessibilità alle relative provvidenze;

- costituire consorzi stabili professionali;

- costituire Associazioni Temporanee Professionali, secondo la disciplina prevista all'articolo 48 del nuovo Codice dei Contratti (D. Lgs 50/16), in quanto compatibile, per i Raggruppamenti Temporanei ed i Consorzi ordinari di operatori economici

Lavoro agile

Gli emendamenti semplificano ed estendono la normativa in materia di lavoro agile, prevedendo che per “…incrementare la competitività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”, il lavoro agile è promosso “quale modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell'attività lavorativa. La prestazione lavorativa viene eseguita in parte all'interno di locali aziendali e, senza una postazione fissa, in parte all'esterno, entro i soli limiti di durata massima dell'orario di lavoro giornaliero e settimanale derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva”.

Al medesimo fine, uno degli emendamenti prevede che ai compensi erogati per prestazioni rese in modalità di lavoro agile si applichino gli incentivi di carattere fiscale e contributivo previsti dalla vigente normativa in relazione a incrementi di produttività, qualità ed efficienza del lavoro.

Quanto alle forme contrattuali, viene proposta una nuova formulazione del comma 1 dell’art. 14, in forza della quale l’accordo tra datore e lavoratore in ordine alla modalità di lavoro agile, stipulato per iscritto a pena di nullità, “disciplina l'esecuzione della prestazione lavorativa svolta all'esterno dei locali aziendali, anche con riguardo alle forme di esercizio del potere direttivo del datore di lavoro ed agli strumenti utilizzati dal lavoratore. L'accordo individua altresì i tempi di riposo del lavoratore nonché le misure tecniche e organizzative necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro”.

Quanto, infine, alla formazione del “lavoratore agile”, viene implementato l’art. 15 del DDL, rirubricato “Trattamento, diritto all'apprendimento continuo e certificazione delle competenze del lavoratore, prevedendo l’inserimento di due ulteriori commi 1-bis e 1-ter, in forza dei quali:

- Al lavoratore agile “può” essere riconosciuto - attraverso l'accordo contrattuale - un “diritto all'apprendimento permanente, in modalità formali, non formali o informali”, e alla periodica certificazione delle relative competenze ai sensi della legislazione vigente;

- In attesa dell’entrata a regime del sistema di definizione “delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l'individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali e degli standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze” previsto dal D. Lgs.13/13, n. 13, la certificazione delle competenze è resa su base volontaria da una delle commissioni di certificazione dei contratti di lavoro previste dall'articolo 76.1, lett. a) e c), del D.Lgs. 276/03, a condizione che operino in convenzione con uno o più fondi interprofessionali per la formazione continua e ne assumono i costi.

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Niente restrizioni anticoncorrenziali per infermieri liberi professionisti

L’infermiere libero professionista può prestare la propria attività assistenziale, anche a domicilio, senza necessità di essere dipendente o collaboratore di un laboratori. Lo ha ribadito il Consiglio di Stato con la sentenza n. 2830/2016.