Diario quotidiano del 6 luglio 2016: la segnalazione dei mancati versamenti e le verifiche fiscali

 

Indice:

1) Mancati versamenti: in sede di verifica la GdF si limiterà a sollecitare il pagamento

2) Stima dei beni sequestrati e confiscati alle mafie

3) Canone Rai: definite linee guida e termini per l’invio dei dati

4) Aiuti di Stato: ecco il nuovo Registro nazionale

5) Autotrasportatori: al via le agevolazioni fiscali 2016

6) Diritti di proprietà industriale: soppresso il bollettino di versamento della TCGG

7) Ulteriore modifica al software di compilazione Studi di settore – Gerico 2016

8) Depenalizzazione parziale del reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali

9) La crescita delle entrate tributarie deriva anche dai versamenti IVA da “split payment”

10) In scadenza anche gli acconti 2016 per i soggetti in regime forfetario

 

 

1) Mancati versamenti: in sede di verifica la GdF si limiterà a sollecitare il pagamento

Linea soft per le verifiche fiscali? Sembra proprio così. Infatti, da una circolare del 2 luglio 2016 diramata agli uffici interni della Guardia di Finanza (il documento reca direttive operative in materia di contrabbando, accise e lavoro irregolare, alla luce del decreto sulle depenalizzazioni di cui al Dlgs n. 8/2016, in vigore dal 6 febbraio 2016), emerge che per i mancati versamenti verranno prima invitati i contribuenti a mettersi in regola, dopodiché, al perdurare delle irregolarità, si procederà con i provvedimenti sanzionatori.

In particolare, viene previsto un doppio binario sanzionatorio sull’omesso versamento dei contributi previdenziali trattenuti nella busta paga dei dipendenti da parte dei datori di lavoro. Se la somma non pagata è inferiore a 10 mila euro si applica una sanzione amministrativa da 10 mila a 50 mila euro. Se i contributi evasi superano i 10 mila euro, scatta la sanzione penale. In ogni caso, qualora il datore di lavoro provveda al versamento degli importi dovuti entro tre mesi dall’accertamento le sanzioni non si applicheranno. Motivo per cui la Guardia di finanza non potrà procedere alla contestazione immediata delle sanzioni economiche (per gli importi sotto i 10 mila euro) o alla trasmissione della denuncia all’autorità giudiziaria (per gli importi superiori).

In tutti i casi i verbali di accertamento dovranno contenere l’invito al versamento entro i 90 giorni, con l’avvertimento che il perdurare dell’inadempimento comporterà l’applicazione delle sanzioni di legge.

Tra gli illeciti privati di rilevanza penale ve ne sono anche alcuni relativi al mercato dell’occupazione. Tra questi la somministrazione abusiva di lavoratori in assenza di apposita autorizzazione, l’esercizio non autorizzato dell’attività di intermediazione, ricerca e selezione del personale, l’utilizzo di lavoro interinale da parte di soggetti non autorizzati. La circolare della Gdf ricorda ai reparti che, in ogni caso, tali violazioni possono tornare ad assumere rilevanza penale a certe condizioni, per esempio in caso di sfruttamento di minori. Una volta scoperti gli illeciti, i militari dovranno trasmettere il rapporto alla Direzione territoriale del lavoro competente, che procederà all’irrogazione delle sanzioni.

Lettura E-mail

Rimanendo nel contesto delle verifiche eseguite dalla GdF, secondo la Commissione tributaria provinciale di Trento, sentenza n. 117/1/2016, è corretta l’acquisizione, in corso di verifica, delle e-mail di contenuto commerciale inerenti il soggetto sottoposto a controllo, anche senza l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria, ciò in quanto il potere di ispezione documentale disciplinato dall’art. 52 del dpr 633/1972 (valevole anche ai fini delle imposte dirette ex art. 33 dpr 600/1972) si estende anche ai computer dell’azienda. Nel corso dei controlli, i verificatori hanno il potere, tra l’altro, di esaminare e acquisire “tutti i libri, registri, documenti e scritture, compresi quelli la cui tenuta e conservazione non sono obbligatorie…

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