Diario quotidiano del 5 luglio 2016: operativa la costituzione di Start-up innovative senza notaio

Pubblicato il 5 luglio 2016



1) E’ operativa la costituzione di Startup innovative senza notaio
2) Niente ricorso contro l’invito di pagamento del contributo unificato
3) Prima casa: non perde il bonus prima casa chi si costruisce l’immobile
4) Tempimpistica di presentazione della dichiarazione rettificativa “a favore” del contribuente
5) Ricorso contro la cartella esattoriale: a chi va indirizzato?
6) Con l’estinzione della società i soci sono al sicuro?
7) Credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno: istituito codice tributo la compensazione nel mod. F24
8) Equitalia, arrivano app e nuovo portale equiclick e sito responsive, veri sportelli digitali
9) OIC: pubblicate le bozze OIC12 (schemi bilancio) e OIC13 (rimanenze) e OIC28 (patrimonio netto)
10) Operativo dal 1° luglio 2016 il Regolamento (UE) n. 910/2014 sull’identificazione elettronica (eIDAS)
 
diario-quotidiano-articoli-7Indice: 1) E’ operativa la costituzione di Startup innovative senza notaio 2) Niente ricorso contro l’invito di pagamento del contributo unificato 3) Prima casa: non perde il bonus prima casa chi si costruisce l’immobile 4) Tempistica di presentazione della dichiarazione rettificativa “a favore” del contribuente 5) Ricorso contro la cartella esattoriale: a chi va indirizzato? 6) Con l’estinzione della società i soci sono al sicuro? 7) Credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno: istituito codice tributo la compensazione nel mod. F24 8) Equitalia, arrivano app e nuovo portale equiclick e sito responsive, veri sportelli digitali 9) OIC: pubblicate le bozze OIC12 (schemi bilancio) e OIC13 (rimanenze) e OIC28 (patrimonio netto) 10) Operativo dal 1° luglio 2016 il Regolamento (UE) n. 910/2014 sull’identificazione elettronica (eIDAS)  
  1) E’ operativa la costituzione di Start-up innovative senza notaio Startup innovative al via senza il notaio: basta la firma digitale dei soci e l’invio alla piattaforma dedicata del registro delle imprese. Gli atti costitutivi e gli statuti, sono redatti e sottoscritti con firma digitale, avvalendosi della piattaforma informatica appositamente predisposta startup.registroimprese.it. La sottoscrizione elettronica dell’atto deve avvenire da parte di ciascun contraente (o da parte dell’unico sottoscrittore, nel caso di srl unipersonale) senza possibilità di prevedere modalità di sottoscrizione alternative, soprattutto al fine di consentire le necessarie e corrette verifiche da parte dell' ufficio del registro imprese e delle norme antiriciclaggio. I soci della neo costituita startup deve inserire tutti i dati necessari per la registrazione dell’atto, compilando l’apposito modello e sottoscrivendolo digitalmente. La piattaforma provvede a trasmettere mediante posta elettronica certificata dedicata, al competente ufficio delle entrate, il modello sottoscritto, l’atto costitutivo e gli eventuali documenti a corredo e la ricevuta di pagamento. Lufficio delle entrate tramite posta elettronica certificata trasmette all'indirizzo dedicato, la liquidazione finale e gli estremi di registrazione. Effettuata la registrazione la piattaforma startup.registroimprese.it, integra automaticamente gli estremi di registrazione nel file pratica. Il modello firmato digitalmente deve essere trasmesso al registro delle imprese attraverso una pratica di comunicazione unica. (Decreto del Ministero dello sviluppo economico del 1° luglio 2016 e circolare del Mise n. 3691/C del 1° luglio 2016)   ******   2) Niente ricorso contro l’invito di pagamento del contributo unificato Secondo la sentenza del 07 giugno 2016 n. 1057/35 della Comm. Trib. Reg. per la Toscana, non è impugnabile l’invito di pagamento del contributo unificato. ---> Leggi tutto   ******   3) Prima casa: non perde il bonus prima casa chi si costruisce l’immobile Non decade dall’agevolazione “prima casa” il contribuente che, prima del decorso di cinque anni dall’acquisto, venda la casa acquistata con il beneficio fiscale e che, nell’anno successivo alla vendita, si costruisca una nuova “prima casa”. Due coniugi hanno impugnato avvisi di liquidazione connessi alla revoca dell’agevolazione “prima casa”, per avere rivenduto l’immobile dopo quattro anni. Tuttavia, i contribuenti, entro l’anno, avevano provveduto a costruire una seconda abitazione su un terreno avuto in donazione; ma, secondo l’Amministrazione Finanziaria e poi anche la CTR del Veneto, “il caso dell’acquisto, entro un anno dall’alienazione dell’immobile agevolato, di altro immobile da adibire a casa di abitazione, non deve essere equiparato a quello in cui il contribuente provvede a commissionare la costruzione di un immobile su terreno già di sua proprietà […]”. E ciò a maggior ragione se, come nel caso di specie, il terreno su cui è sorto il secondo immobile è stato acquistato in epoca precedente la rivendita del primo. Viceversa, la Suprema Corte ha dato ragione ai contribuenti. La Cassazione ritiene che “la previsione dell'acquisto, entro un anno dall'alienazione dell'immobile agevolato, di un terreno sul quale il contribuente intende costruire la propria abitazione principale, integra semplicemente un dies ad quem, senza che sia invece fissato il dies a quo, con la conseguenza che l'esonero dalla causa di decadenza deve restare ferma anche nell'ipotesi in cui il contribuente fosse già in precedenza proprietario del terreno, essendo solo necessario che su tale terreno venga realizzato, entro un anno dalla vendita del precedente immobile, un fabbricato utilizzabile come abitazione principale. E perciò, deve ritenersi che abbia soddisfatto l’onere di legge il contribuente che, entro un anno dall’alienazione del primo immobile per il quale ne aveva fruito, abbia da realizzare su un proprio terreno un fabbricato, dando poi concreta attuazione al proposito di adibirvi effettivamente la propria abitazione principale”. E ciò a prescindere dall’epoca dell’acquisto di detto terreno, sia essa anteriore o posteriore all’alienazione del primo immobile adibito a “prima casa”. (Corte Cassazione, sentenza n. 13550 del 1° luglio 2016)   ******   4) Tempimpistica di presentazione della dichiarazione rettificativa “a favore” del contribuente Le Sezioni Unite si pronunciano sui tempi di presentazione della dichiarazione rettificativa “a favore” del contribuente Da tempo si attendeva la pronuncia a Sezioni Unite n. 13378 del 7 giugno 2016, con la quale la Corte di Cassazione si è definitivamente espressa sulle modalità temporali entro cui il contribuente può far valere le proprie posizioni creditorie nei confronti del Fisco e, in particolare, entro cui può emendare la dichiarazione dei redditi a proprio vantaggio. ---> Leggi tutto   ******   5) Ricorso contro la cartella esattoriale: a chi va indirizzato? Ricorso contro la cartella esattoriale: a chi va indirizzato? Alla domanda ha risposto, sia pure indirettamente, la Suprema Corte: con l’ordinanza n. 12511 del 2016, ha messo in risalto che il ricorso contro una cartella di pagamento o un atto di riscossione successivo, comunque basato su una pretesa erariale, può essere rivolto indistintamente all’Agente della riscossione o all’ente titolare del credito, qualunque siano le eccezioni che si intendono muovere: sia che vertano su questioni inerenti il merito della pretesa, sia che riguardino vizi dell’atto di riscossione. Spetta eventualmente all’uno dei due soggetti convenuto nel giudizio chiamare in causa l’altro, se non vuol rispondere direttamente delle conseguenze della lite: tale onere non ricade, infatti, né sul contribuente, né tantomeno sulla commissione adita, che non è tenuta a disporre d’ufficio l’integrazione del contraddittorio, non essendo configurabile una situazione di litisconsorzio necessario. I giudici di legittimità con tale ordinanza hanno applicato il suddetto principio a un caso in cui il contribuente aveva proposto ricorso contro un’iscrizione d’ipoteca e le presupposte cartelle di pagamento (sostenendo la non notificazione di quest’ultime), notificando il proprio atto solo all’Agenzia delle entrate e non anche all’Agente della riscossione, soggetto responsabile delle condotte denunziate nel ricorso stesso. Nei gradi di merito, infatti, l’Agenzia delle entrate aveva sostenuto il proprio difetto di legittimazione passiva, ritenendo che le eccezioni inerenti alla tardività della notifica della cartella e degli atti successivi dovessero essere rivolte a Equitalia. La Ctr di Palermo, ribaltando l’esito del primo grado di giudizio, aveva accolto l’appello del contribuente e annullato le cartelle di pagamento. La Cassazione, con l’ordinanza n. 12511 del 2016, ha rigettato il ricorso proposto dall’Agenzia delle entrate, precisando che il vizio di tardiva notifica della cartella non è tale da configurare una responsabilità esclusiva in capo al concessionario. Da ricordare che, a seguito di quanto disposto dal D.Lgs. 156/2015, adesso il contribuente può notificare il reclamo sia all’ente impositore sia all’Agente della riscossione. In tal caso, non si corre più il rischio che il reclamo, riferito ai vizi propri della cartella, venga dichiarato inammissibile per il mancato rispetto dei termini per la costituzione in giudizio.   ******   6) Con l’estinzione della società i soci sono al sicuro? Con l’estinzione della società i soci sono al sicuro ? Sembra proprio di no (particolarmente per i soci di società di persone), almeno dopo aver letto i contenuti della sentenza della Corte di Cassazione n. 13290 del 28 giugno 2016, che evidenziando quanto già stabilito dalle sezioni unite (Cass. S.U. sent. n. 6070/2013 e 6071/2013), viene affermato che dalla cancellazione dal registro delle imprese deriva l’estinzione della società che cessa di esistere. E ciò vale sia per le società di persone (S.a.s., S.n.c, società semplici) che per quelle di capitali (S.p.A., S.r.l., S.a.p.a.). Ma, ad essa subentrano in tutti i suoi rapporti (crediti e debiti) i soci (siano essi persone fisiche o altre persone giuridiche). Dunque, i soci diventano titolari, entro i limiti che vedremo a breve, sia delle posizioni attive che di quelle passive ancora pendenti all’atto dell’estinzione della società. Debiti della società Tale fenomeno di tipo successorio investe sia i crediti, sia i debiti. Il problema principale si pone, ovviamente, per i debiti. In che modo, ed entro che limiti, i soci ne devono rispondere? Fino a dove possono spingersi i creditori della società nel pignorare i beni dei soci? Secondo quanto chiarito in giurisprudenza: - Nelle società di persone, i creditori possono agire nei confronti degli ex soci illimitatamente, proprio come se fossero stati questi ultimi – e non la società – i veri debitori. Del resto, nelle società di persone (S.a.s., S.n.c., Società semplici), il creditore che non riesca a soddisfarsi sul patrimonio sociale può sempre pignorare i beni dei soci senza alcun limite. Dunque, la sostanza non cambia neanche dopo la morte della società; nelle società di capitali i creditori possono agire nei confronti degli ex soci, ma - nei limiti di quanto da questi riscosso a seguito della liquidazione ossia di quanto percepito con l’ultimo bilancio. E, comunque, non oltre le rispettive quote sociali. Cause in corso Dal punto di vista processuale invece l’estinzione della società determina l’interruzione della causa pendente con facoltà per i soci di proseguire e riassumere detti giudizi a titolo personale. Parimenti nel caso in cui l’evento interruttivo si verifichi a grado concluso, l’impugnazione del provvedimento emesso dovrà invece provenire o essere indirizzata, a pena di inammissibilità, dai soci o nei confronti dei soci. Se invece il grado di giudizio è concluso e sono pendenti i termini per l’impugnazione, l’estinzione comporta la facoltà per i soci “successori”, e solo per loro, di proporre il gravame o di essere destinatari dello stesso; il tutto a pena di inammissibilità dell’impugnazione.   ******   7) Credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno: istituito codice tributo la compensazione nel mod. F24 L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 51/E del 4 luglio 2016, ha istituito il codice tributo per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, secondo le modalità e i termini previsti dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate dello scorso 24 marzo. Soggetti interessati Il credito d’imposta, riconosciuto dalla Legge di Stabilità (L. n. 208/2015), è fruibile dai titolari di reddito d’impresa con riferimento all’acquisto, dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2019, di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive situate in alcune zone delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo. Come utilizzare il “bonus” - Per accedere al credito d’imposta, come previsto dal provvedimento, è necessario presentare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate tramite il software ad hoc “Creditoinvestimentisud”, disponibile gratuitamente sul sito www.agenziaentrate.gov.it. Il bonus maturato può essere utilizzato solo in compensazione presentando il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici Fisconline o Entratel. Come compilare l’F24 Il nuovo codice tributo è il “6869” (Credito d’imposta per gli investimenti nel mezzogiorno - articolo 1, commi 98-108, legge 28 dicembre 2015, n. 208) e dovrà essere riportato nella sezione “Erario” del modello F24, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”. Nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, il codice dovrà invece essere indicato nella colonna “importi a debito versati”. Nel campo “anno di riferimento” va indicato l’anno in cui sono stati sostenuti i costi. *** Accordo Caf Uil e Agenzia:Civis e Pec corsie preferenziali L’intesa è volta a favorire la cultura dell’utilizzo dei canale telematico, al posto dell’accesso fisico dei contribuenti presso gli sportelli degli uffici territoriali delle Entrate. Siglato il 4 luglio 2016 un accordo quadro tra Agenzia delle Entrate e Caf Uil Spa per rafforzare l’uso dei canali web Civis e Pec e migliorare, così, i rapporti con i contribuenti. Gli impegni assunti dal Caf prevedono iniziative di formazione su tutto il territorio nazionale per diffondere la cultura dell’utilizzo del canale telematico, campagne di sensibilizzazione nei confronti delle società convenzionate per favorire l’invio delle richieste di assistenza su comunicazioni e cartelle esattoriali esclusivamente tramite Civis, l’uso prioritario di Pec quando vi sia la necessità di allegare dei documenti, l’invito a richiedere assistenza presso gli uffici dell’Agenzia solo per casi non risolvibili tramite i canali Civis e Pec. L’Agenzia, a sua volta, si impegna a fornire risposte e assistenza richieste tramite i due canali telematici entro un termine massimo di 10 giorni lavorativi e a predisporre appuntamenti prioritari per i rappresentanti delle organizzazioni territoriali, dedicati ai servizi non coperti dai canali Civis e Pec o alle richieste non andate a buon fine. Entrambe le parti si impegnano alla reciproca assistenza per assicurare, tramite esperti qualificati, l’aggiornamento professionale e l’attuazione dei reciproci impegni attraverso ulteriori accordi a livello locale. L’accordo prevede, infine, la creazione di un osservatorio, costituito da rappresentanti del Caf Uil e della direzione centrale Gestione tributi, per eseguire il monitoraggio delle attività concordate e per fornire risposte e soluzioni ai problemi di erogazione e fruizione dei servizi. *** Istituita causale contributo – risoluzione n. 52/E del 04-07-2016 Per consentire il versamento dei contributi a favore dell’Ente Bilaterale CSE ANAI degli Studi Professionali Legali “EBICA STUDI LEGALI” mediante modello F24, si istituisce la seguente causale contributo: “EBCA” denominata “Ente Bilaterale CSE ANAI degli Studi Professionali Legali - EBICA STUDI LEGALI”   ******   8) Equitalia, arrivano app e nuovo portale equiclick e sito responsive, veri sportelli digitali Primo giorno di vita per Equiclick, l’app di Equitalia che dal 4 luglio 2016 è disponibile sugli store di Android, Apple e Microsoft. Un nuovo strumento digitale che esordisce insieme al portale web del Gruppo e che si inserisce nel progetto più ampio voluto dall’amministratore delegato Ernesto Maria Ruffini per rendere più diretto il rapporto con i cittadini, migliorare le procedure e offrire servizi più semplici e moderni. ---> Leggi tutto   ******   9) OIC: pubblicate le bozze OIC12 (schemi bilancio) e OIC13 (rimanenze) e OIC28 (patrimonio netto) Pubblicate in consultazione le bozze dell’OIC 12 Composizione e schemi del bilancio d’esercizio, dell’OIC 13 Rimanenze e dell’OIC 28 Patrimonio netto. Nell’ambito del progetto di aggiornamento dei principi contabili nazionali, avviato a seguito delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 139/2015 di recepimento della direttiva 34/2013/UE, l’OIC, il 4 luglio 2016, ha pubblicato in consultazione le bozze dei principi contabili OIC 12 Composizione e schemi del bilancio d’esercizio, OIC 13 Rimanenze e OIC 28 Patrimonio netto. Nell’appendice “Motivazioni alla base delle decisioni assunte” sono indicate le scelte di fondo più rilevanti seguite nella revisione dei principi contabili. Al fine di evidenziare le modifiche apportate rispetto alle precedenti versioni dell’OIC 12 e dell’OIC 13, vengono allegati i documenti in modalità revisione mentre per l’OIC 28 non si allega la versione in revisione perché data la sua sostanziale riorganizzazione sarebbe di difficile lettura. Quindi, l’OIC invita a fare pervenire eventuali osservazioni preferibilmente entro il 5 agosto 2016 e comunque non oltre il 31 agosto, all’indirizzo e-mail staffoic@fondazioneoic.it o via fax al numero 06.69766830.   ******   10) Operativo dal 1° luglio 2016 il Regolamento (UE) n. 910/2014 sull’identificazione elettronica (eIDAS) La nuova disciplina europea dell’identificazione elettronica e dei servizi fiduciari contenuta nel regolamento (UE) n. 910/2014 (Regolamento eIDAS), è operativa a decorrere dal 1° luglio 2016 ed abroga la direttiva 1999/93/CE sulle firme elettroniche. Trattandosi di un regolamento, la nuova disciplina europea è direttamente applicabile negli Stati membri senza necessità di un recepimento a livello nazionale. A tale riguardo ricordiamo la circolare Assonime n. 7/2016, che illustra la disciplina del sistema pubblico di identità digitale (SPID) analizzandola alla luce del Regolamento eIDAS. E’ previsto prossimamente, in attuazione della legge Madia, un intervento di modifica ed integrazione del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) che ha tra i suoi obiettivi quello di adeguare la normativa nazionale alla disciplina contenuta nel regolamento eIDAS. (Assonime, comunicato del 04/07/2016)   Vincenzo D’Andò