Diario quotidiano del 4 luglio 2016: Gestione separata committenti in arrivo le comunicazione di irregolarità

 

diario-quotidiano-articoli-8Indice:

1) Dichiarazione: può essere corretta nel corso del contenzioso fiscale

2) Il bonus prima casa spetta anche se l’attività svolta, nel comune di residenza, non è prevalente

3) Modello 770/2016: invio telematico entro il 22 agosto

4) Cassetto Previdenziale Liberi Professionisti: comunicazione bidirezionale

5) Gestione separata committenti: pronte le comunicazione di irregolarità

6) Processo amministrativo online rinviato al prossimo anno

7) Finalmente arriva l’indennità previdenziale ai professionisti in crisi economica; entro fine 2016 verranno definiti i nuovi regimi fiscali

8) Dal 1 luglio 2016 invio fatture dal web entratel/fisconline: pronto il software gratuito con la relativa conservazione

9) Cinque per mille 2016: aggiornati gli elenchi degli iscritti al beneficio dopo il 9 maggio 2016

10) Aggiornato il software di compilazione e di controllo del modello Iva Tr 2016

 

 

1) Dichiarazione: può essere corretta nel corso del contenzioso fiscale

La Suprema Corte si è pronunciata a sezioni unite: La dichiarazione integrativa a favore del contribuente può essere corretta solo entro un anno. Tuttavia, al contribuente spetta un ulteriore opzione, infatti, secondo quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 13378 del 30 giugno 2016, lo stesso ha la possibilità di correggere in giudizio errori od omissioni commessi nella redazione della dichiarazione, a prescindere dall’esistenza o meno di una integrativa.

Tra l’altro, la dichiarazione correttiva fruisce del termine per chiedere il rimborso delle maggiori imposte, fissato a 48 mesi dalla data degli indebiti versamenti.

Dunque, Le sezioni unite dalla Cassazione hanno precisato che la possibilità di emendare la dichiarazione dei redditi, per correggere errori od omissioni che abbiano determinato l’indicazione di un maggior reddito o, comunque, di un maggior debito d’imposta o di un minor credito, mediante la dichiarazione integrativa di cui all’art. 2 comma 8-bis del dpr n. 322/1998, è esercitabile non oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa ai periodo d’imposta successivo, con compensazione del credito eventualmente risultante.

Viceversa, la possibilità di presentare una dichiarazione integrativa sfavorevole al contribuente (correggendo cioè errori od omissioni che determinano un maggior gettito per l’Amministrazione finanziaria) è ammessa fino al 31 dicembre del quarto anno successivo, vale a dire entro i termini per l’accertamento. Il rimborso dei versamenti diretti di cui all’art. 38 del dpr n. 602/1973 è esercitabile entro il termine di decadenza di 48 mesi dalla data del pagamento, indipendentemente dai termini e modalità della dichiarazione integrativa.

Il conclusione la sentenza contiene i due seguenti principi:

– prevale la tesi restrittiva sulla dichiarazione integrativa a favore del contribuente: La dichiarazione può essere corretta solo entro l’anno successivo;

– il contribuente, indipendentemente dalle modalità e termini di cui alla dichiarazione integrativa prevista dall’art. 2 dpr 322/1998 e dall’istanza di rimborso di cui all’art. 38 dpr 602/1973, nella fase del contenzioso tributario, può sempre opporsi alla maggiore pretesa tributaria dell’Amministrazione finanziaria, allegando errori, di fatto o di diritto, commessi nella redazione della dichiarazione, incidenti sull’obbligazione tributaria.

Nell’ipotesi della dichiarazione integrativa a favore del Fisco, ossia per correggere errori od omissioni in grado di determinare un danno per l’Amministrazione, questa è presentabile fino al 31 dicembre del quarto anno successivo, vale a dire entro i termini per l’accertamento fiscale.

***

Riduzione della soglia e raddoppio dei termini

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13483 del 30 giugno 2016, ha precisato che, ai fini del raddoppio dei termini, è del tutto…

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