Controlli formali sull’anno 2013, UNICO 2014: i documenti si possono presentare a settembre – Diario quotidiano del 29 luglio 2016

Pubblicato il 29 luglio 2016



1) Studi di settore: attenzione all’inversione della prova a carico dei contribuenti
2) In vigore la SCIA unica
3) Compensazione dei debiti fiscali con i crediti spettanti agli avvocati ammessi al patrocinio
4) Controlli formali sulle dichiarazioni dell’anno d’imposta 2013: i documenti si possono presentare a settembre 2016
5) Niente rimborso Irap anche dopo l'OK della Consulta
6) Jobs Act autonomi: parere positivo della Commissione
7) CIGS per imprese in fallimento e procedura concorsuale
8) Imprese culturali: le agevolazioni in Gazzetta Ufficiale
9) Disclosure non finanziaria: pubblicato documento del CNDCEC
10) False comunicazioni sociali: la pronuncia delle Sezioni Unite
11) Il caso: la deduzione delle perdite su crediti
12) Anagrafe delle Onlus: online gli elenchi dei soggetti iscritti
13) Commercialisti e geometri: arriva la traduzione degli IVS
14) Partecipazioni Pubbliche: dati al Mef entro il 15 ottobre
15) Pillole di giurisprudenza
 
diario-quotidiano-articoli-8Indice: 1) Studi di settore: attenzione all’inversione della prova a carico dei contribuenti 2) In vigore la SCIA unica 3) Compensazione dei debiti fiscali con i crediti spettanti agli avvocati ammessi al patrocinio 4) Controlli formali sulle dichiarazioni dell’anno d’imposta 2013: i documenti si possono presentare a settembre 2016 5) Niente rimborso Irap anche dopo l'OK della Consulta 6) Jobs Act autonomi: parere positivo della Commissione 7) Chiarimenti su CIGS per imprese in fallimento e procedura concorsuale 8) Imprese culturali: le agevolazioni in Gazzetta Ufficiale 9) Disclosure non finanziaria: pubblicato documento del CNDCEC 10) False comunicazioni sociali: la pronuncia delle Sezioni Unite 11) Il caso: la deduzione delle perdite su crediti 12) Anagrafe delle Onlus: online gli elenchi dei soggetti iscritti 13) Commercialisti e geometri: arriva la traduzione degli IVS 14) Partecipazioni Pubbliche: aperta la rilevazione annuale, comunicazione al Mef dei dati entro il 15 ottobre 15) Pillole di Giurisprudenza
  1) Studi di settore: attenzione all’inversione della prova a carico dei contribuenti Se il contribuente accetta lo studio di settore più evoluto, ritenendolo più conforme agli standard per la propria attività, a questo punto l’Amministrazione finanziaria non è più tenuta a dimostrare nulla. E, invece, il contribuente che deve ribaltare l’onere della prova, deve quindi riuscire a provare di avere ragione, smontando punto per punto quanto richiesto dal fisco, a questo punto cosa non facile. E’ quanto sostanzialmente si evince dalla sentenza n. 15604 del 27 luglio 2016, con la quale , la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dal titolare di una ditta individuale. In tale ipotesi, quindi non è il fisco a dover dimostrare che lo studio di settore applicato è quello corretto. Infatti, quando in sede di contraddittorio fra Entrate e contribuente si è raggiunto l'accordo circa il cluster usato per l'accertamento, l'onere della prova si ribalta e l'amministrazione non dovrà dimostrare più nulla: sarà invece il contribuente a dover addurre le circostanze di fatto che allontanano il suo fatturato dalle medie di settore. La sezione tributaria ha evidenziato che nella dinamica del sistema incentrato su contraddittorio in fase amministrativa e contraddittorio processuale, se le parti concordano sull'applicabilità dello standard prescelto al caso concreto oggetto dell'accertamento, ferma restando la prospettazione da parte del contribuente della sussistenza di circostanze di fatto, tali da allontanare la sua attività, in assoluto o in un determinato periodo, dal modello normale al quale i parametri fanno riferimento, oggetto di valutazione in sede contenziosa saranno tali circostanze, non (più) l'applicabilità dello studio di settore. Spetterà quindi al giudice accertare se le circostanze addotte dal contribuente sono vere e poi se esse possono essere effettivamente idonee a giustificare un reddito inferiore a quello che sarebbe normale e quindi presuntivamente vero in assenza di esse.   ******   2) In vigore la SCIA unica E’ in vigore dal 28 luglio 2016 (ieri) il Decreto legislativo n. 126/2016 recante norme in materia di segnalazione certificata di inizio attività (Scia), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 13 luglio 2016. Adesso, quindi, i controlli sulla Scia non sospendono l’attività, la pubblica amministrazione deve indicare a cittadino e impresa come regolarizzare, ma senza smettere di lavorare. Il decreto, attuativo della legge delega 124/2015, prevede che si potrà presentare presso un unico ufficio, anche in via telematica, un unico modulo valido in tutto il territorio italiano. I moduli unificati devono prevedere la possibilità del privato di indicare l'eventuale domicilio digitale per le comunicazioni con l'amministrazione. L'ente competente allo specifico procedimento deve rendere la vita facile a cittadini e imprese pubblicando sul proprio sito istituzionale il modulo unico. Sul sito si devono indicare tutti i documenti e le dichiarazioni che servono per il procedimento. Il decreto ripete una regola, già presente nell'ordinamento amministrativo, per cui non si possono chiedere al cittadino documenti ulteriori rispetto a quelli previsti. In dettaglio la p.a. può chiedere all'interessato informazioni o documenti solo in caso di mancata corrispondenza del contenuto dell'istanza, segnalazione o comunicazione e dei relativi allegati a quanto indicato sul sito. È vietata ogni richiesta di informazioni o documenti ulteriori e anche di documenti in possesso di una pubblica amministrazione Si deve creare, poi, unico ufficio a cui rivolgersi, che avrà il compito di interagire con tutti gli altri uffici e amministrazioni interessate. La richiesta di documenti ulteriori è considerata inadempienza del funzionario pubblico, sanzionabile sotto il profilo disciplinare. Il decreto prevede altre garanzie per il cittadino e l'impresa. Quando presentano istanze, segnalazioni o comunicazioni hanno diritto a una ricevuta che costituisce comunicazione di avvio del procedimento. La ricevuta deve indicare i termini entro i quali l'amministrazione è tenuta a rispondere o entro i quali il silenzio dell'amministrazione equivale ad accoglimento dell'istanza. Nel corso dei controlli, a seguito di presentazione della Scia, la p.a. non può di regola sospendere l'attività cominciata: il provvedimento di sospensione è limitato ai soli casi di attestazioni non veritiere o di coinvolgimento di interessi sensibili (come ambiente, paesaggio). Inoltre nel caso di Scia unica la possibilità di iniziare subito l'attività è circoscritta ai casi in cui non siano presupposte autorizzazioni o altri titoli espressi. Infine grazie a una disposizione transitoria regioni ed enti locali hanno tempo fino al 1° gennaio 2017 per adeguarsi.   ******   3) Compensazione dei debiti fiscali con i crediti spettanti agli avvocati ammessi al patrocinio Compensazione dei debiti fiscali con i crediti per spese, diritti e onorari spettanti agli avvocati ammessi al patrocinio a spese dello Stato. E’ questo l’oggetto del Decreto 15 luglio 2016 che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 174 del 27 luglio 2016. Viene, quindi, ufficializzato il decreto per gli avvocati che vogliono compensare i debiti fiscali. L’opzione per usare i crediti per spese e onorari per gli ammessi al patrocinio a spese dello Stato si esercita dal 17 ottobre al 30 novembre 2016. Come è noto, in base all’art. 1 comma 778 della L. 208/2015, a decorrere dal 2016 gli avvocati che vantano crediti per spese, diritti e onorari di avvocato, sorti ai sensi degli artt. 82 e ss. del DPR 115/2002, in qualsiasi data maturati e non ancora saldati, per i quali non è stata proposta opposizione ai sensi dell’art. 170 del medesimo DPR, sono ammessi alla compensazione con quanto da essi dovuto per ogni imposta e tassa, compresa l’IVA, nonché al pagamento dei contributi previdenziali per i dipendenti mediante cessione, anche parziale, dei crediti entro il limite massimo pari all’ammontare dei crediti stessi, aumentato dell’IVA e del contributo previdenziale per gli avvocati (CPA). Per tali finalità è stata autorizzata la spesa di 10 milioni annui. I crediti sono utilizzati se: - sono liquidati dall’autorità giudiziaria con decreto di pagamento; - non risultano pagati, neanche parzialmente e avverso il relativo decreto di pagamento non deve essere stata proposta opposizione; - in relazione ad essi è stata emessa la fattura elettronica, ovvero fattura cartacea registrata sulla piattaforma elettronica di certificazione. Piattaforma elettronica di certificazione Attraverso la piattaforma elettronica di certificazione, con riferimento a ciascuna fattura elettronica ovvero cartacea registrata, il creditore deve esercitare l’opzione – esclusivamente per l’intero importo della fattura – per l’utilizzo del credito in compensazione e dichiarare la sussistenza dei requisiti. L’opzione può essere esercitata dal 17 ottobre al 30 novembre per il 2016; dal 2017, invece, dal 1° marzo al 30 aprile di ciascun anno. La piattaforma elettronica di certificazione seleziona le fatture per le quali è stata esercitata l’opzione e resa la dichiarazione per l’ammissione alla procedura di compensazione. La selezione avviene fino a concorrenza delle risorse annualmente stanziate, attribuendo priorità alle fatture emesse in data più remota e nel caso di fatture emesse lo stesso giorno, secondo l’ordine cronologico di perfezionamento della dichiarazione. La fattura che determina il superamento del limite viene esclusa per l’intero importo dalla selezione per l’ammissione alla procedura di compensazione. Resta ferma la possibilità, in relazione al medesimo credito, di esercitare l’opzione e rendere la dichiarazione negli anni successivi. Per ciascuna fattura i creditori ricevono la comunicazione di ammissione alla procedura di compensazione attraverso la piattaforma elettronica di certificazione, mentre per le fatture non ammesse, l’opzione si intende automaticamente revocata. Entro cinque giorni dalla scadenza del termine per l’esercizio dell’opzione, la piattaforma elettronica di certificazione trasmette all’Agenzia delle Entrate l’elenco dei crediti ammessi alla compensazione, con il codice fiscale del creditore e l’importo utilizzabile in compensazione. Crediti utilizzabili più volte I crediti selezionati sono utilizzabili in compensazione, anche più volte, a partire dal quinto giorno successivo alla trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate, solo attraverso il modello F24 telematico ed esclusivamente dal soggetto individuato dal codice fiscale comunicato dalla piattaforma stessa. Nel caso in cui il soggetto che utilizza il credito in compensazione non risulti compreso nell’elenco trasmesso dalla piattaforma di certificazione, oppure se l’importo del credito utilizzato risulti superiore all’ammontare del credito spettante, tenendo conto anche di eventuali precedenti utilizzi, l’intero modello F24 che contiene l’operazione di compensazione sarà scartato e tutti i versamenti in esso contenuti saranno considerati come non avvenuti. Lo scarto del modello F24 sarà reso noto attraverso apposita ricevuta consultabile sul sito internet dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.   ******   4) Controlli formali sulle dichiarazioni dell’anno d’imposta 2013: i documenti si possono presentare a settembre 2016 In tutto il mese di settembre si potranno presentare i documenti chiesti dal fisco per il periodo 2013 (Modello Unico 2014). Questo per non “turbare” le imminenti vacanze dei contribuenti (e dei loro consulenti) nel mese di agosto. Lo afferma l’Agenzia delle Entrate, con il comunicato n. 158 del 28 luglio 2016, che si dimostra in tal senso elastica e sensibile alle nuove esigenze sopravvenute. Il medesimo comunicato informa, inoltre, che l’Agenzia ha inviato circa 280mila avvisi per informare i cittadini su possibili errori o dimenticanze nei redditi dichiarati regolarizzabili mediante l’istituto del ravvedimento operoso. Si tratta in particolare di comunicazioni effettuate nei mesi di maggio, giugno e primi giorni di luglio: - relative ai soggetti che gestiscono apparecchi che distribuiscono vincite in denaro per il periodo d’imposta 2011; - relative a varie tipologie di reddito, per il periodo d’imposta 2012; - relative ai dati degli studi di settore presentati dai contribuenti per il triennio 2012-2014; - rilevate a seguito di attività istruttoria esterna. Soluzioni possibili La stessa Agenzia propone le seguenti soluzioni. Chi ha ricevuto la comunicazione ha due strade: se ritiene di avere le carte in regola potrà mettersi in contatto con l’Agenzia, tranquillamente nel mese di settembre, ed evitare che l’anomalia si traduca in futuro in un avviso di accertamento vero e proprio. Se invece ha ragione il Fisco, il contribuente potrà regolarizzare in maniera agevolata la propria posizione beneficiando della riduzione delle sanzioni prevista dal nuovo ravvedimento operoso. Chiarimenti al Fisco: tutti i canali dedicati Gli invii delle comunicazioni preventive del Fisco, che mirano a informare “a monte” il contribuente della sua posizione fiscale consentendogli di fornire per tempo elementi in grado di giustificare le presunte anomalie, sono stati programmati in ragione delle caratteristiche quali/quantitative dei destinatari. Ampio il ventaglio di canali a disposizione per interagire con il Fisco: a seconda della tipologia di alert ricevuto, i contribuenti possono richiedere informazioni o fornire chiarimenti, anche tramite gli intermediari incaricati della trasmissione delle dichiarazioni, via mail, per telefono o con le specifiche modalità indicate nelle comunicazioni. Il chiarimento blocca l’avviso di accertamento del Fisco Come spiega il notiziario telematico dell’Agenzia delle entrate del 28 luglio 2016, le comunicazioni, in particolare, hanno riguardato: - i gestori di apparecchi che distribuiscono vincite in denaro per il periodo d’imposta 2011; - varie tipologie di reddito, per il periodo d’imposta 2012; - i dati degli studi di settore presentati dai contribuenti per il triennio 2012-2014; - rilievi emersi a seguito di attività istruttoria esterna. I destinatari degli alert, fino a tutto settembre, possono ancora chiarire l’anomalia riscontrata dal Fisco e bloccare il vero e proprio avviso di accertamento, contattando semplicemente gli uffici delle Entrate. Nel caso in cui, invece, l’errore c’è stato, il contribuente può “rimediare” e regolarizzare la sua posizione beneficiando della riduzione delle sanzioni prevista dal nuovo ravvedimento operoso.   ******   5) Niente rimborso Irap anche dopo l'OK della Consulta Secondo quanto deciso dalla Corte di Cassazione (ordinanza n. 15530 del 27 luglio 2016), il termine per il rimborso IRAP non si allunga con l’overruling: Non rileva il deposito della sentenza n. 156/2001 della Corte Costituzionale, ma la data del pagamento. Dunque, il termine di decadenza per la presentazione dell’istanza di rimborso dell’IRAP erroneamente versata, in assenza dei presupposti, è quello di 48 mesi dalla data del versamento non dovuto. Ciò poiché non si può prorogare tale termine, in applicazione dei principi in materia di overruling, sino alla data della sentenza della Consulta del 2001, con cui è stato stabilito che, mentre l’elemento organizzativo è connaturato alla nozione stessa di impresa, altrettanto non può dirsi per quanto riguarda l’attività di lavoro autonomo, ancorché svolta con carattere di abitualità, nel senso che è possibile ipotizzare un’attività professionale svolta in assenza di organizzazione di capitali o lavoro altrui, mancando in tal caso il presupposto stesso dell’IRAP, con conseguente inapplicabilità della medesima. Nel caso di specie, decaduto dal rimborso nonostante la Consulta gli abbia dato ragione. Non otterrà indietro i soldi versati per l’Irap del 1999 il professionista che aveva chiesto la ripetizione dell’indebito vista la sentenza costituzionale 156/01 con cui è stata esclusa la debenza del tributo per il contribuente che non ha un’autonoma organizzazione. E ciò perché in questo caso non si può parlare di overruling particolarmente perché alle sentenze costituzionali interpretative di rigetto non si può riconoscere un effetto retroattivo.   ***   6) Jobs Act autonomi: parere positivo della Commissione La Commissione Lavoro del Senato ha approvato il testo del Jobs Act degli autonomi, che a settembre dovrebbe entrare in Aula. Il testo del disegno di legge sul lavoro autonomo e del lavoro agile è stato rivisto dalla Commissione Di seguito alcune novità: - contiene più tutele economiche per l’attività svolta e più garanzie di welfare per maternità, malattia e perdita di fatturato; - viene consentita la partecipazione ai bandi e il concorrere all’assegnazione di incarichi e appalti privati riconoscendo la possibilità agli autonomi di «costituire reti di esercenti la professione» e di partecipare alle reti di imprese (le cosiddette «reti miste», disciplinate dalla legge 33/2009), oltre a dare vita a consorzi stabili e associazioni temporanee di professionisti (restano esclusi i piccoli imprenditori iscritti alle Camere di commercio); - sarà considerata abusiva qualsiasi clausola del contratto che preveda un pagamento della prestazione oltre i 60 giorni dalla presentazione della fattura o della richiesta, come abusivo sarà considerato il rifiuto a stipulare contratti per iscritto; - i Centri per l’impiego in ogni sede aperta al pubblico, avrà uno sportello dedicato al lavoro autonomo; - resteranno esclusi dalla determinazione del reddito da lavoro autonomo i rimborsi delle spese di vitto e alloggio relativi alle trasferte in seguito a un incarico da parte del committente; - gli studi professionali dovranno essere trattati come le abitazioni se sono a queste simili o addirittura lo sono.   ***   7) Chiarimenti su CIGS per imprese in fallimento e procedura concorsuale Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la circolare n. 24 del 26 luglio 2016, ad integrazione della circolare n. 1 del 22 gennaio 2016, fornisce ulteriori chiarimenti riguardo la possibilità per le imprese soggette a procedura concorsuale, con esercizio provvisorio volto alla cessione di attività, di richiedere per i propri dipendenti il trattamento straordinario di integrazione salariale. Il Ministero ritiene possibile la fruizione del trattamento di CIGS – per la causale di crisi aziendale ex articolo 21, lett. b), del D.Lgs n. 148/2015 – per quei lavoratori dipendenti di imprese soggette a fallimento, con esercizio provvisorio volto alla cessione di attività, al fine di mantenere il più possibile integro il complesso aziendale sia in termini dimensionali che di capacità di reddito. Ove, dunque il giudice delegato o l’autorità che esercita il controllo autorizzi l’esercizio provvisorio dell’impresa per salvaguardare il complesso aziendale e per favorire, alle migliori condizioni, la cessione dell’attività, nel programma di liquidazione di cui all’articolo 104-ter della legge fallimentare si dia conto in modo circostanziato delle concrete ragioni per le quali appare probabile la cessione unitaria dell’azienda o di singoli rami in tempi compatibili con il godimento della cassa integrazione guadagni straordinaria per crisi e il comitato dei creditori approvi specificamente la valutazione sulle probabilità di cessione espresse dal curatore, ravvisabile la possibilità di sostenere i lavoratori sospesi con l’intervento dell’integrazione salariale. Qualora, pertanto, sussistendo le predette condizioni, l’impresa sottoposta a fallimento presenti un programma di crisi aziendale, ove il piano di risanamento è volto alla concreta e rapida cessione dell’azienda o di parte di essa con il trasferimento dei lavoratori, la stessa può essere ammessa al trattamento di CIGS. Quanto al concordato con continuità aziendale, in cui il piano di concordato prevede, ai sensi dell’articolo 186-bis della legge fallimentare, la prosecuzione dell’attività di impresa da parte del debitore o la cessione dell’azienda o il suo conferimento in una o più società anche di nuova costituzione, qualora l’impresa presenti un programma di crisi aziendale in cui il piano di risanamento è volto, appunto, alla concreta e rapida cessione dell’azienda o di parte di essa con il trasferimento dei lavoratori ed il concordato sia omologato, la stessa può essere ammessa al trattamento di CIGS. Nelle suddette ipotesi, in effetti, il programma di liquidazione o il piano di concordato articolati in modo da garantire nell’arco del periodo di fruizione della CIGS autorizzata ai sensi dell’articolo 21, lett. b), del D.Lgs n. 148/2015 per 12 mesi la cessione del complesso aziendale o di una sua parte, mirano alla salvaguardia dei livelli occupazionali e alla continuazione in tutto o in parte dell’attività svolta pur se da soggetto terzo e diverso rispetto al richiedente l’intervento di CIGS.   ***   7) Disabili: versamento del contributo esonerativo per i lavoratori con tasso INAIL pari o superiore al 60 per mille Il Ministero del Lavoro, con la nota n. 5113 del 26 luglio 2016, ha fornito chiarimenti sul versamento del contributo esonerativo (pari a 30,64 euro per ogni giorno lavorativo per ciascun lavoratore con disabilità non occupato), in caso di autocertificazione dell’esonero dall'assunzione di disabili per gli addetti a lavorazioni pericolose che comportano il pagamento di un tasso di premio INAIL pari o superiore al 60 per mille. Peraltro, il versamento deve essere effettuato tramite bonifico bancario. Si completa così il quadro delle nuove regole per beneficiare dell' esonero parziale in base al comma 3 bis dell' articolo 5 della legge 68/1999, introdotto dall' articolo 5, del decreto legislativo 151/2015 e poi disciplinato dal decreto interministeriale del 10 marzo 2016. Dunque, mentre le aziende stanno procedendo alla trasmissione telematica dell' autocertificazione dell' esonero, la nota del Ministero specifica che il versamento del contributo di 30,64 euro per singolo giorno e singolo lavoratore disabile non occupato deve essere effettuato a mezzo bonifico bancario utilizzando l'Iban dedicato. Il Ministero ricorda poi quali sono le condizioni a cui è subordinato il diritto all'esonero e i limiti di utilizzo dello stesso distinguendo tra aziende con oltre 50 dipendenti, per quelle nella fascia da 36 a 50 e quelle dai 15 ai 35 dipendenti. Infine, sottolinea che qualora tra la data in cui è stata presentata l'autocertificazione e il 31 luglio è cambiata la quota di esonero, il datore di lavoro è tenuto a ripresentare il modello.   ******   8) Imprese culturali: le agevolazioni in Gazzetta Ufficiale Imprese culturali: aiuti di Stato per Regioni del Sud. Promozione e sviluppo della filiera culturale e creativa con rafforzamento della competitività delle micro, piccole e medie imprese operanti nelle Regioni del Sud. Sono gli obiettivi del regime di aiuto previsto dal Decreto n. 243 dell’11 maggio 2016 del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 174 del 27 luglio 2016. Il decreto, nell’ambito della programmazione del FESR, allocato per l’Italia in relazione al periodo 2014-2020, è rivolto alle “regioni meno sviluppate”, ossia le Regioni in obiettivo convergenza: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Il provvedimento programma un intervento complessivo di circa cento milioni di euro (€ 106.933.000,00), suddiviso in tre linee di azioni: lo sviluppo di nuove imprese anche sotto forma di start up, il consolidamento delle imprese culturali e creative esistenti rafforzandone la competitività e il sostegno ai soggetti del terzo settore che operano nell’industria cultura. Tale importo potrà inoltre aumentare di altri 7.081.000,00 euro se si raggiungono gli obiettivi prefissati dal PON FESR 2014-2020. Il soggetto gestore è Invitalia che si occuperà degli adempimenti tecnici e amministrativi riguardanti la ricezione, la valutazione e l’approvazione delle domande, l’adozione dei provvedimenti, la stipula del contratto di finanziamento, l’erogazione, il controllo e il monitoraggio delle agevolazioni. In particolare, per quanto riguarda l’esame istruttorio delle domande, il decreto stabilisce che Invitalia deve tenere conto dell’ordine cronologico di arrivo e avviare l’iter di valutazione dei requisiti. Al termine di tale verifica, dovrà inviare al soggetto richiedente una comunicazione di ammissibilità o eventualmente di non ammissibilità. L’erogazione dell’aiuto avverrà per stato di avanzamento lavori presentando i titoli di spesa con relativa ricevuta. Inoltre, è data la possibilità al soggetto beneficiario di poter chiedere l’erogazione del 50% dell’intero aiuto purché presenti adeguata fideiussione bancaria o assicurativa. Per quanto riguarda l'apertura dei termini e le modalità di presentazione delle domande, bisognerà attendere una direttiva con le specifiche operative del Ministero.   ******   9) Disclosure non finanziaria: pubblicato documento del CNDCEC Direttiva 2014/95/UE sulla disclosure non finanziaria e sulla diversità nella composizione degli organi di amministrazione, gestione e controllo: Pubblicato il 28 luglio 2016 il documento del CNDCEC sull’approccio operativo, prassi aziendali e ruolo dei professionisti. Questi gli argomenti trattati nel citato documento: PARTE I INFORMAZIONI DI CARATTERE NON FINANZIARIO E SULLA DIVERSITÀ NEGLI ORGANI DELL’IMPRESA PARTE II INFORMATIVA NON FINANZIARIA PER LE PMI PARTE III PROFESSIONISTI   ******   10) False comunicazioni sociali: la pronuncia delle Sezioni Unite Assonime il 28 luglio 2015 ha pubblicato IL CASO 3/2016 - False comunicazioni sociali, atto quarto: la pronuncia delle Sezioni Unite Dopo le diverse pronunce della Suprema Corte, le Sezioni Unite della Cassazione, con sentenza 27 maggio 2016 n. 22474, confermano la piena rilevanza delle false valutazioni ai fini del reato di false comunicazioni sociali, sul presupposto che il bilancio non contiene fatti, ma il racconto di tali fatti. Il principio di diritto che si afferma è che il reato di false comunicazioni sociali sussiste quando l’agente non rispetti i criteri normativi e tecnici che devono essere osservati nella redazione del bilancio o si discosti da essi senza darne adeguata giustificazione, in modo concretamente idoneo a indurre in errore i destinatari delle comunicazioni. Note e Studi 11-2016 - Il quadro legislativo italiano in materia di nomina ed elezione del consiglio: un modello o un’anomalia? Il 28/07/2016 Assonime ha pubblicato la relazione del Prof. Mario Stella Richter al Seminario Assonime-OECD su "Nomina ed elezione dei CdA in Italia: nuovi trend e prospettive future", organizzato a Milano il 13 luglio 2016. Il Professore ha incentrato il suo intervento su "Il quadro legislativo italiano in materia di nomina ed elezione del consiglio: un modello o un’anomalia?".   ******   10) Il caso: la deduzione delle perdite su crediti Argomento principe di ieri (27 luglio 2016) sul gruppo facebook del Commercialista Telematico: come si possono dedurre le perdite su crediti. Proviamo a fornire (senza alcuna presunzione di esaustività) uno schema sintetico della relativa disciplina, come, peraltro, ripromesso in risposta all’ultimo intervento del sottoscritto sul post. ---> Leggi tutto   ******   12) Anagrafe delle Onlus: online gli elenchi dei soggetti iscritti Sono disponibili dal 28 luglio 2016 sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate gli elenchi delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale iscritte nell’Anagrafe delle Onlus al mese di luglio 2016. La pubblicazione riguarda la denominazione, il codice fiscale, la sede legale e il settore dove l’organizzazione iscritta svolge la propria attività. Considerato il numero elevato delle Onlus (21.702 soggetti), per rendere più agevole l’individuazione delle singole organizzazioni, l’elenco è stato suddiviso in base alla regione dove risulta essere la sede legale della Onlus. Dove si trovano gli elenchi: Gli elenchi sono consultabili online sul sito www.agenziaentrate.gov.it, nella sezione Cosa devi fare > Richiedere > Iscrizione Anagrafe delle ONLUS > Elenco Onlus. In questi elenchi non sono ricomprese le cosiddette “Onlus di diritto”, cooperative sociali e organizzazioni di volontariato, in quanto questi soggetti sono iscritti in base alla tipologia nell’Albo delle società cooperative gestito dal Ministero dello Sviluppo economico e nei Registri delle organizzazioni di volontariato istituiti dalle regioni e dalle province autonome competenti. Elenchi per una maggiore affidabilità delle donazioni liberali: La diffusione di queste informazioni risponde all’esigenza di individuare agevolmente gli effettivi soggetti che rivestono la qualifica di Onlus cui destinare erogazioni liberali o attività volontarie. Ciò garantisce una maggiore sicurezza, consentendo ai cittadini di destinare le proprie risorse verso gli enti per i quali è avvenuto il riconoscimento di Onlus da parte dell’Agenzia delle Entrate. L’Agenzia ricorda anche che i contribuenti che effettuano erogazioni liberali alle Onlus presenti in questi elenchi potranno fruire, a scelta, della detrazione dall’imposta lorda del 26%, fino ad un importo massimo di 30mila euro annui delle donazioni fatte, oppure potranno dedurre gli importi nel limite del 10% del reddito complessivo e, comunque, nella misura massima di 70mila euro. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 159 del 28 luglio 2016)   ******   13) Commercialisti e geometri: arriva la traduzione degli IVS Il testo, sottoposto nei mesi scorsi a pubblica consultazione, è consultabile sui siti dei Consigli nazionali delle due categorie Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) e il Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati (CNG) hanno pubblicato la versione definitiva delle traduzioni in lingua italiana degli International Valuation Standards (IVS), nella versione in cui questi sono stati emanati nel 2013 dall’International Valutation Standards Council (IVSC), di cui CNDCEC e CNGeGL sono componenti. Per commenti e suggerimenti di miglioramenti alle traduzioni, il testo era stato sottoposto nei mesi scorsi a pubblica consultazione. La traduzione degli International Valuation Standards (Principi internazionali di valutazione) nasce dalla volontà dei due Consigli nazionali di fornire ai propri iscritti consapevolezza delle best practice internazionali in tema di valutazioni economiche. Gli IVS hanno rappresentato anche la base di ispirazione per lo sviluppo dei Principi italiani di valutazione dell’Organismo Italiano di Valutazione, nelle cui attività i Consigli nazionali dei commercialisti e dei geometri e geometri laureati sono coinvolti. Per tale motivo, la traduzione cerca di adottare una terminologia che sia per quanto possibile in linea con i richiamati Principi Italiani di Valutazione. (CNDCEC, comunicato del 28 luglio 2016)   ***   14) Partecipazioni Pubbliche: aperta la rilevazione annuale, comunicazione al Mef dei dati entro il 15 ottobre Il Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha aperto oggi la rilevazione annuale sulle partecipazioni pubbliche e sui rappresentanti delle Amministrazioni negli organi di governo delle società e degli enti per l’anno 2015. Il termine per la comunicazione obbligatoria dei dati attraverso l’applicativo “Partecipazioni” del Portale Tesoro è fissato al 15 ottobre 2016. Quest’anno, per la prima volta, tale comunicazione per gli Enti territoriali è l’unico adempimento necessario in materia di rilevazione delle partecipazioni grazie al protocollo d’intesa tra il MEF e la Corte dei conti che ha portato all’unificazione delle rispettive banche dati. Il sistema informativo del Dipartimento del Tesoro sarà anche il canale di raccolta dei dati necessari a rendere operativo il Testo Unico sulle partecipazioni pubbliche che a breve sarà approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri. Il provvedimento affida infatti al Ministero dell’Economia e delle Finanze il monitoraggio, l’indirizzo e il coordinamento sulle società a partecipazione pubblica, prevedendo l’utilizzo dell’applicativo sviluppato dal Dipartimento del Tesoro. Ad oggi la banca dati del Dipartimento del Tesoro è l’unica a livello nazionale a contenere informazioni sulle quote detenute dalle pubbliche amministrazioni, sui principali dati di bilancio delle partecipate, sui servizi che esse svolgono, sui flussi finanziari tra Amministrazione e partecipata, sui rappresentanti dell’Amministrazione negli organi di governo di società/enti, fornendo pertanto un importante strumento conoscitivo. La rilevazione delle partecipazioni, assieme a quella dei beni dati in concessione e a quella dei beni immobili, si inserisce nell’ambito del Progetto “Patrimonio della PA”, avviato in attuazione della Legge Finanziaria per il 2010, che ha come obiettivo la ricognizione annuale delle componenti dell’attivo delle Amministrazioni pubbliche finalizzata alla redazione del Rendiconto patrimoniale a valori di mercato. La rilevazione dei beni immobili per l’anno 2015 è stata aperta lo scorso 20 giugno e chiuderà il prossimo 30 settembre. Quesiti sulla comunicazione dei dati possono essere indirizzati alla casella di posta elettronica supportotematicopatrimonio@tesoro.it. Maggiori informazioni sulla rilevazione delle Partecipazioni e le istruzioni per la comunicazione dei dati sono disponibili sul sito del Dipartimento del Tesoro alla sezione Patrimonio della PA - Partecipazioni delle Amministrazioni Pubbliche. (MEF, °Comunicato Stampa N° 138 del 28/07/2016)   *****   15) Pillole di giurisprudenza Rischio reati: ok accertamenti sprint La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 15527 del 27 luglio 2016, ha precisato che il rischio di reiterazione di violazioni penali tributarie può costituire una valida ragione di urgenza per derogare al termine di 60 giorni previsti dallo Statuto del contribuente ai fini dell’emissione dell’avviso di accertamento. In tale contesto è il giudice tributario che deve valutare la correlazione tra il reato contestato e l’eventuale urgenza. Quando la correzione ferma il ruolo La Corte di cassazione, con la sentenza n. 15548 del 2016, ha detto no al debito iscritto a ruolo per un credito Iva erroneamente maggiorato in dichiarazione se il contribuente ha poi “ritrattato” la dichiarazione errata riportando in quella dell’anno successivo il credito Iva corretto dell’anno precedente ed anche senza presentare una dichiarazione integrativa. Questo perché la norma obbliga alla presentazione di una dichiarazione integrativa solo caso di errata indicazione di un maggior reddito, di un maggior debito o di un minor credito d’imposta. Consultazioni 13-2016 - Consultazione Anac. Dimostrazione delle cause di esclusione ex art 80, comma 5, lettera c del codice dei contratti pubblici (gravi illeciti professionali) Assonime il 28/07/2016 ha pubblicato la risposta alla consultazione dell’ANAC sulle Linee guida in tema di dimostrazione delle cause di esclusione ai sensi dell’articolo 80, comma 5, lettera c, del codice dei contratti pubblici (gravi illeciti professionali).   Vincenzo D’Andò