Controlli formali sull'anno 2013, UNICO 2014: i documenti si possono presentare a settembre - Diario quotidiano del 29 luglio 2016

 

Indice:

1) Studi di settore: attenzione all’inversione della prova a carico dei contribuenti

2) In vigore la SCIA unica

3) Compensazione dei debiti fiscali con i crediti spettanti agli avvocati ammessi al patrocinio

4) Controlli formali sulle dichiarazioni dell’anno d’imposta 2013: i documenti si possono presentare a settembre 2016

5) Niente rimborso Irap anche dopo l’OK della Consulta

6) Jobs Act autonomi: parere positivo della Commissione

7) Chiarimenti su CIGS per imprese in fallimento e procedura concorsuale

8) Imprese culturali: le agevolazioni in Gazzetta Ufficiale

9) Disclosure non finanziaria: pubblicato documento del CNDCEC

10) False comunicazioni sociali: la pronuncia delle Sezioni Unite

11) Il caso: la deduzione delle perdite su crediti

12) Anagrafe delle Onlus: online gli elenchi dei soggetti iscritti

13) Commercialisti e geometri: arriva la traduzione degli IVS

14) Partecipazioni Pubbliche: aperta la rilevazione annuale, comunicazione al Mef dei dati entro il 15 ottobre

15) Pillole di Giurisprudenza

 

1) Studi di settore: attenzione all’inversione della prova a carico dei contribuenti

Se il contribuente accetta lo studio di settore più evoluto, ritenendolo più conforme agli standard per la propria attività, a questo punto l’Amministrazione finanziaria non è più tenuta a dimostrare nulla. E, invece, il contribuente che deve ribaltare l’onere della prova, deve quindi riuscire a provare di avere ragione, smontando punto per punto quanto richiesto dal fisco, a questo punto cosa non facile.

E’ quanto sostanzialmente si evince dalla sentenza n. 15604 del 27 luglio 2016, con la quale , la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dal titolare di una ditta individuale.

In tale ipotesi, quindi non è il fisco a dover dimostrare che lo studio di settore applicato è quello corretto. Infatti, quando in sede di contraddittorio fra Entrate e contribuente si è raggiunto l’accordo circa il cluster usato per l’accertamento, l’onere della prova si ribalta e l’amministrazione non dovrà dimostrare più nulla: sarà invece il contribuente a dover addurre le circostanze di fatto che allontanano il suo fatturato dalle medie di settore.

La sezione tributaria ha evidenziato che nella dinamica del sistema incentrato su contraddittorio in fase amministrativa e contraddittorio processuale, se le parti concordano sull’applicabilità dello standard prescelto al caso concreto oggetto dell’accertamento, ferma restando la prospettazione da parte del contribuente della sussistenza di circostanze di fatto, tali da allontanare la sua attività, in assoluto o in un determinato periodo, dal modello normale al quale i parametri fanno riferimento, oggetto di valutazione in sede contenziosa saranno tali circostanze, non (più) l’applicabilità dello studio di settore. Spetterà quindi al giudice accertare se le circostanze addotte dal contribuente sono vere e poi se esse possono essere effettivamente idonee a giustificare un reddito inferiore a quello che sarebbe normale e quindi presuntivamente vero in assenza di esse.

 

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2) In vigore la SCIA unica

E’ in vigore dal 28 luglio 2016 (ieri) il Decreto legislativo n. 126/2016 recante norme in materia di segnalazione certificata di inizio attività (Scia), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 13 luglio 2016.

Adesso, quindi, i controlli sulla Scia non sospendono l’attività, la pubblica amministrazione deve indicare a cittadino e impresa come regolarizzare, ma senza smettere di lavorare.

Il decreto, attuativo della legge delega 124/2015, prevede che si potrà presentare presso un unico ufficio, anche in via telematica, un unico modulo valido in tutto il territorio italiano. I moduli unificati devono prevedere la possibilità del privato di indicare l’eventuale domicilio digitale per le comunicazioni con l’amministrazione. L’ente …

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