Approvato il codice delle sanzioni per i commercialisti che non fanno la formazione obbligatoria – Diario quotidiano del 27 luglio 2016

Pubblicato il 27 luglio 2016



1) Le bozze dell’OIC 10 (Rendiconto finanziario) e dell’OIC 18 (Ratei e risconti)
2) Giovani coppie e prima casa: niente imposte sui mutui ipotecari concessi dalle banche
3) Bolletta luce errata: il canone Rai non si paga, non serve chiedere il rimborso
4) Nuova procedura di costituzione di start up innovativa in forma di Srl
5) Commercio elettronico: per il regime speciale Iva è ora competente il Centro operativo di Pescara
6) Fatca: pronte le istruzioni per la correzione degli errori
7) Disponibili online le statistiche catastali del patrimonio immobiliare italiano nel 2015
8) Civis: sono attive nuove funzioni di visualizzazioni
9) Le sanzioni amministrative Inps si pagano nel Modello F24
10) Modifica calcolo ISEE per famiglie con disabili
11) CNDCEC: approvato il codice sanzioni per i commercialisti iscritti che non fanno la formazione obbligatoria
12) Audizione del direttore delle Entrate sulla disciplina delle piattaforme digitali
 
Indice: 1) Sono in consultazione le bozze dell’OIC 10 (Rendiconto finanziario) e dell’OIC 18 (Ratei e risconti) diario-quotidiano-articoli-122) Giovani coppie e prima casa: niente imposte sui mutui ipotecari concessi dalle banche 3) Bolletta luce errata: il canone Rai non si paga, non serve chiedere il rimborso 4) Nuova procedura di costituzione di start up innovativa in forma di Srl 5) Commercio elettronico: per il regime speciale Iva è ora competente il Centro operativo di Pescara 6) Fatca: pronte le istruzioni per la correzione degli errori 7) Disponibili online le statistiche catastali del patrimonio immobiliare italiano nel 2015 8) Civis: sono attive nuove funzioni di visualizzazioni 9) Le sanzioni amministrative Inps si pagano nel Modello F24 10) Modifica calcolo ISEE per famiglie con disabili 11) CNDCEC: approvato in via definitiva il codice sanzioni per i commercialisti iscritti che non fanno la formazione obbligatoria 12) Audizione del direttore delle Entrate sulla disciplina delle piattaforme digitali  
  1) Sono in consultazione le bozze dell’OIC 10 (Rendiconto finanziario) e dell’OIC 18 (Ratei e risconti) Pubblicate in consultazione le bozze dell’OIC 10 Rendiconto finanziario e dell’OIC 18 Ratei e risconti. ---> Leggi tutto   *****   2) Giovani coppie e prima casa: niente imposte sui mutui ipotecari concessi dalle banche Secondo il parere dell’Agenzia delle Entrate, contenuto nella risoluzione n. 61/E del 25 luglio 2016, non sono dovute registro, bollo ed altre imposte indirette per i mutui ipotecari concessi dalle banche, per l’acquisto dell’abitazione principale e per i lavori di ristrutturazione, alle giovani coppie e alle famiglie numerose o con disabili. A tal fine, l’Agenzia precisa che il regime fiscale di favore previsto dall’art. 5, comma 24, del Dl 269/2003, relativo ai contratti di finanziamento stipulati tra la Cassa depositi e prestiti e le banche intermediarie, è applicabile anche ai mutui conclusi tra queste ultime e i beneficiari finali del prestito. L’agevolazione Il Dl 269/2003 prevede una particolare procedura di erogazione di finanziamenti alle banche da parte della Cassa depositi e prestiti, volta a favorire l’accesso al credito, per l’acquisto della prima casa o per interventi di ristrutturazione, da parte di categorie di soggetti meritevoli di tutela, quali le giovani coppie, le famiglie numerose o i nuclei familiari con disabili. Per questa tipologia di finanziamenti viene prevista l’esenzione dalle imposte di registro e di bollo e da ogni altra imposta indiretta. Chiarimenti sul regime di esenzione Secondo le Entrate, il regime di esenzione si applica in relazione al complessivo rapporto di finanziamento e, dunque, sia con riferimento al finanziamento principale intercorrente tra la Cassa depositi e prestiti e la banca intermediaria, che con riferimento alla successiva erogazione delle somme ai mutuatari. La banca svolge, infatti, una funzione strumentale volta a consentire che la provvista messa a disposizione dalla Cassa depositi e prestiti per l’accesso al credito da parte dei soggetti meritevoli individuati dalla norma venga effettivamente destinata a tale finalità.   ******   3) Bolletta luce errata: il canone Rai non si paga, non serve chiedere il rimborso Nel caso di riscontro di errori di fatto, può non essere pagato il canone Rai in bolletta se, dunque, si ritiene che l’addebito fatto non sia corretto. Questo il post con cui l’Agenzia delle entrate ha dato, il 25 luglio 2016, il buongiorno ai contribuenti italiani, scrivendo sulla sua pagina Facebook di pagare solo la quota dell’energia nel caso in cui l’addebito in bolletta del canone tv sia sbagliato nonostante (caso più frequente) si sia presentata l’autodichiarazione di non detenzione dell’apparecchio televisivo entro il 16 maggio 2016. Il contribuente, quindi, dovrà stracciare il bollettino che gli è arrivato e compilarne uno nuovo che non tiene conto del canone Rai. Nel caso manchi l’indicazione, nella causale, la somma versata sarà comunque attribuita in modo prioritario alla società elettrica come pagamento della quota dell’elettricità. La comunicazione delle Entrate ha colto di sorpresa tutti gli operatori delle compagnie elettriche che fino a prima di tale precisazione su facebook rispondevano ai clienti che chiamavano per chiedere come comportarsi nel caso di addebito erroneo del canone tv, di pagare l’intera somma e poi successivamente richiedere il rimborso.   ******   4) Nuova procedura di costituzione di start up innovativa in forma di Srl: nuovi dei modelli di certificato per il Registro delle imprese È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 171 del 23 luglio 2016, il DM 24 giugno 2016, recante “Modifica dei modelli di certificato tipo inerenti il registro delle imprese”. Il Ministero dello Sviluppo economico, con il suddetto decreto ha approvato i nuovi modelli tipo per il rilascio da parte degli uffici del Registro delle imprese dei certificati previsti dall’art. 2 del DPR 581/95 (di cui agli allegati A, B, C e D del DM 24 giugno 2016). I modelli, che sostituiscono quelli approvati con il precedente DM 18 settembre 2014, riguardano, tra l’altro: - il certificato di iscrizione nella sezione ordinaria; - il certificato di iscrizione nella sezione delle imprese sociali; - il certificato anagrafico; - il certificato di iscrizione di sede secondaria/unità locale; - il certificato relativo all’assetto della compagine sociale dell’impresa; - il certificato di iscrizione di poteri personali; - il certificato del contratto di rete. Il DM 24 giugno 2016 ha anche approvato il nuovo modello per il rilascio, da parte degli uffici del Registro delle imprese, dei suddetti certificati in lingua inglese. Infine, il medesimo DM contiene il modello per il rilascio, da parte dell’Ufficio del Registro delle imprese, della ricevuta di accettazione della Comunicazione unica per la nascita dell’impresa.   ******   5) Commercio elettronico: per il regime speciale Iva è ora competente il Centro operativo di Pescara Regime speciale Iva Moss, la competenza passa a Pescara. Il provvedimento delle Entrate n. 118987 del 26 luglio 2016, illustra anche le procedure da seguire per la registrazione online. Sarà il Centro operativo di Pescara (Cop), e non più quello di Venezia (Cov), a gestire, dal prossimo 1 ottobre, tutte le attività inerenti il Mini One Stop Shop (Moss), il regime speciale Iva che consente alle aziende di dichiarare e versare l’imposta dovuta sui servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici prestati a consumatori finali europei (B2C) senza doversi identificare in ciascuno Stato. Il citato provvedimento del direttore dell’Agenzia sostituisce ed integra quanto disposto nei provvedimenti emanati dall’Agenzia delle Entrate nel 2015. Il provvedimento spiega, quindi, le procedure online per gli operatori, a seconda che vogliano registrarsi al regime Ue o non Ue. L’attività generale di assistenza ai contribuenti continuerà ad essere curata dai Cam, i Centri di assistenza multicanale delle Entrate, mentre passa alla Commissione tributaria provinciale di Pescara la competenza per le eventuali controversie relative agli atti emessi dal Cop nei confronti dei soggetti che aderiscono al regime. Regime non Ue, registrazione online I soggetti passivi che sono domiciliati o residenti fuori dall’Unione Europea (non stabiliti né identificati in alcuno Stato membro dell’Unione) possono chiedere la registrazione al regime speciale compilando il form disponibile nella sezione in lingua inglese del sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Una volta ricevuta la richiesta, l’Agenzia, fatte le necessarie verifiche, comunica via email al soggetto il numero di identificazione Iva attribuito, il codice identificativo per l’accesso ai servizi telematici dell’Agenzia, la password di primo accesso e le prime 4 cifre del codice Pin, insieme alle istruzioni per completare il processo di registrazione. Regime Ue: iscrizione con i servizi telematici I soggetti passivi domiciliati o residenti nel territorio dello Stato, che non abbiano stabilito il domicilio all’estero, identificati in Italia, e i soggetti passivi domiciliati o residenti fuori dall’Unione europea che dispongono di una stabile organizzazione nel territorio dello Stato, per avvalersi del regime speciale devono invece utilizzare le funzionalità disponibili tramite i servizi telematici dell’Agenzia, inserendo le credenziali personali. La registrazione viene effettuata direttamente online. Il neo provvedimento detta inoltre le regole da seguire per trasmettere la dichiarazione trimestrale Iva riepilogativa delle operazioni effettuate, per chiedere la variazione dei dati presentati, comunicare l’intenzione di non fornire più i servizi oggetto del regime o la perdita dei requisiti richiesti. Vantaggi dell’adesione al Moss Il Mini One Stop Shop è un regime di tassazione opzionale introdotto come misura di semplificazione connessa alla modifica del luogo di tassazione Iva applicabile alle prestazioni TTE (servizi di telecomunicazione e teleradiodiffusione) e ai servizi elettronici B2C. Le modifiche alle norme Ue in materia di territorialità dei servizi di telecomunicazione, di teleradiodiffusione ed elettronici (recepite con il Dlgs n. 42/2015) comportano infatti, per i fornitori, la necessità di identificarsi, dal 1° gennaio 2015, in ciascuno Stato membro in cui effettuano le prestazioni in questione verso committenti non soggetti passivi Iva. I soggetti che optano per il Moss, invece, possono versare l’Iva dovuta identificandosi in un unico Stato membro. Gli operatori sono inoltre esonerati dall’obbligo di tenere i registri e di presentare la dichiarazione annuale Iva. La comunicazione trimestrale riepilogativa è obbligatoria Per assolvere gli adempimenti (articolo 74-quinquies, comma 6, Dpr 633/1972), gli operatori che si avvalgono del regime speciale devono inviare on line, ogni tre mesi, anche in mancanza di operazioni, una dichiarazione riepilogativa entro il 20 del mese successivo al trimestre solare di riferimento dell’attività svolta in quel periodo. Il provvedimento segue la circolare n. 22 del 26 maggio 2016, che si è già soffermata sugli aspetti normativi del regime Moss.   ******   6) Fatca: pronte le istruzioni per la correzione degli errori Gli operatori interessati saranno avvisati dalle Entrate via Pec: Pronte le regole che gli operatori finanziari italiani devono seguire per comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati corretti sui conti intestati a cittadini statunitensi. A seguito della notifica ricevuta da parte dell’autorità fiscale degli Stati Uniti, infatti, le Entrate avviseranno gli operatori tramite Pec, permettendo loro di fornire le informazioni corrette. Le modalità di gestione delle comunicazioni sono illustrate nel provvedimento del direttore dell’Agenzia n. 119038 del 26 luglio 2016, che integra il provvedimento del 7 agosto scorso. Avvisi via Pec per gli errori In base all’accordo Fatca, sottoscritto da Italia e Stati Uniti per contrastare l’evasione fiscale internazionale, le istituzioni finanziarie italiane trasmettono all’Agenzia delle Entrate le informazioni sui titolari e sui conti dei cittadini statunitensi detenuti in Italia, compresi gli importi dei pagamenti corrisposti alle istituzioni finanziarie non partecipanti (NPFI). Se durante lo scambio delle informazioni emergono delle criticità, l’Agenzia, ricevuta la notifica dell’Autorità fiscale statunitense, avviserà l’operatore via Pec della presenza di errori minori e amministrativi o di gravi non conformità. Gli errori minori e amministrativi includono le comunicazioni di informazioni inesatte o incomplete, mentre le gravi non conformità riguardano, ad esempio, l’omessa comunicazione, la mancata tempestiva correzione di errori minori e amministrativi a seguito di notifica dell’autorità statunitense e altre non conformità collegate alla mancata applicazione della ritenuta d’imposta, ove prevista, sui pagamenti di fonte statunitense effettuati nei confronti delle istituzioni finanziarie non partecipanti. Imprecisioni correggibili Gli errori possono essere corretti a seguito delle comunicazioni da parte delle Entrate o di propria spontanea iniziativa. La correzione avviene mediante la trasmissione di un file, utilizzando l’infrastruttura informatica SID, entro 90 giorni dalla data di ricezione della Pec in caso di errore minore e amministrativo, o entro 16 mesi in caso di grave non conformità. L’Agenzia rilascerà un’apposita ricevuta sia in caso di accettazione, con il numero identificativo e il protocollo del file, sia in caso di scarto della comunicazione, indicando anche il motivo dello scarto. In base al provvedimento, che ha ottenuto parere favorevole del Garante per la protezione dei dati personali, le Entrate elaboreranno i dati comunicati dagli operatori per la trasmissione all’Autorità fiscale degli Stati Uniti d’America, secondo le modalità e i termini fissati dall’accordo e in base alla normativa in materia di riservatezza e protezione dei dati personali. Modifica allegato tecnico Con il neo provvedimento viene sostituito l’allegato tecnico al provvedimento del 7 agosto scorso, riguardante le istruzioni di compilazione per i soggetti obbligati alla trasmissione dei dati Fatca.   ******   7) Disponibili online le statistiche catastali del patrimonio immobiliare italiano nel 2015 Il Fisco fotografa il patrimonio immobiliare italiano nel 2015: Stock immobiliare italiano in aumento: nel 2015 cresce dello 0,6% il numero di immobili censiti, 371mila in più del 2014. Quasi l’88% è di proprietà delle persone fisiche e il 12% delle persone non fisiche. Crescono, in particolare, il numero di abitazioni (80 mila unità in più rispetto al 2014), il numero di unità immobiliari appartenenti alla categoria catastale F (2,4%), che rappresentano unità non idonee a produrre reddito, quelle a destinazione speciale (1,6%) e ad uso collettivo (1%). Questi i dati aggiornati al 31 dicembre scorso e pubblicati oggi sul sito delle Entrate. Le nuove statistiche catastali, che forniscono uno spaccato del patrimonio immobiliare italiano, sono state elaborate dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate in collaborazione con la Direzione Catasto, Cartografia e Pubblicità Immobiliare. La mappa in dettaglio Il numero di immobili o loro porzioni censito negli archivi catastali italiani al 31 dicembre 2015 è pari a 73,9 milioni, lo 0,6% in più rispetto al 2014. Di questi, circa 64,2 milioni sono classificate nelle categorie catastali ordinarie (gruppi A, B e C) e speciali (gruppo D), con attribuzione di rendita, oltre 3 milioni sono censite nelle categorie catastali del gruppo F, che rappresentano unità non idonee a produrre reddito, e oltre 6 milioni sono beni comuni non censibili (unità di proprietà comune e che non producono reddito). Le unità immobiliari abitative – Nel 2015 il numero delle abitazioni aumenta di 80mila unità rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 34,8 milioni. In dettaglio, vi è stato un incremento delle abitazioni civili (0,7%), di tipo economico (0,4%) e di ville e villini (0,9%). Sono diminuite, invece, di circa l’1% le abitazioni signorili e le abitazioni popolari e di circa il 4% le abitazioni di tipo ultrapopolare e rurale. Quasi il 92% del totale delle abitazioni è di proprietà delle persone fisiche e la superficie media risulta pari a 117 metri quadri. I dati della rendita catastale La rendita catastale complessiva attribuita allo stock immobiliare italiano nel 2015 ammonta a 37,5 miliardi di euro, lo 0,1% in più rispetto al 2014. Circa il 60% è relativa a immobili di proprietà delle persone fisiche (22,6 miliardi di euro) e il restante 40% (14,9 miliardi di euro) detenuto dalle persone non fisiche. In particolare, la rendita complessiva delle abitazioni è di 16,8 miliardi di euro: la media della rendita catastale di un’abitazione è circa 480 euro, con punte di oltre 4 mila euro per le case di maggior pregio. Come consultare i dati Le Statistiche catastali, con le tabelle di dettaglio suddivise per categoria e provincia, sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate nella sezione Pubblicazioni dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 155 del 26 luglio 2016)   ******   8) Civis: sono attive nuove funzioni di visualizzazioni Da una nota dell’Agenzia delle Entrate pubblicata il 26 luglio 2016 sul proprio sito internet viene spiegato che ora il canale telematico “Civis” offre i seguenti servizi: Assistenza sulle comunicazioni di irregolarità, sugli avvisi telematici e le cartelle di pagamento (artt. 36 bis del Dpr n. 600/73 e 54 bis del Dpr n. 633/72): i contribuenti che ricevono una comunicazione di irregolarità o gli intermediari, cui è stato inviato un avviso telematico a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni, possono utilizzare Civis per chiedere chiarimenti sulle irregolarità rilevate dall’Agenzia delle Entrate e quindi sanare le eventuali anomalie, oppure segnalare all’Agenzia delle Entrate le ragioni per cui ritengono non dovuto il pagamento. Contribuenti ed intermediari possono richiedere assistenza anche sulle cartelle esattoriali emesse a seguito delle comunicazioni di irregolarità e degli avvisi telematici È possibile ricevere gratuitamente l’avviso della conclusione della pratica Civis tramite sms ed e-mail, all’indirizzo di posta elettronica e/o al numero di telefono prescelti. Sempre su Civis è possibile conoscere l’esito della richiesta e visualizzare e stampare sia la comunicazione a seguito della lavorazione da parte dell’ufficio. È inoltre possibile visualizzare e stampare la comunicazione di sgravio nel caso in cui la richiesta riguardi una cartella di pagamento. Richiesta modifica delega F24 Questo servizio consente a contribuenti e intermediari di chiedere la modifica dei dati della delega di pagamento modello F24 per correggere, per esempio, gli errori commessi nella compilazione del modello. La lavorazione della richiesta avviene in tempi rapidi. Anche questo servizio permette di ricevere gratuitamente l’avviso della conclusione della pratica Civis tramite sms ed e-mail, all’indirizzo di posta elettronica e/o al numero di telefono indicati nella richiesta.E’ inoltre possibile conoscere l’esito della richiesta, visualizzare e stampare la delega F24 aggiornata a seguito della lavorazione da parte dell’ufficio. Assistenza per controllo formale della dichiarazione (art. 36 ter del Dpr n. 600/73): i contribuenti che ricevono una comunicazione a seguito di controllo formale della dichiarazione dei redditi possono inviare, direttamente o tramite intermediario, la documentazione richiesta nella comunicazione tramite Civis. L’utente deve compilare un modulo con i dati identificativi della comunicazione e allegare uno o più file, contenenti la documentazione richiesta, in formato "pdf/a" o "tif/tiff". Ciascun file deve avere una dimensione massima di 5MB. E’ inoltre possibile conoscere lo stato di avanzamento delle attività relative al controllo formale della dichiarazione. Assistenza per le comunicazioni inviate dalla Direzione Centrale Accertamento (art. 1, co. 634 e ss. della L. n. 190/2014 “Legge di stabilità 2015”): i contribuenti che ricevono una comunicazione della Direzione Centrale Accertamento finalizzata a promuovere l’adempimento spontaneo agli obblighi tributari possono inviare con Civis, direttamente o tramite intermediario, la documentazione utile a chiarire la propria posizione fiscale. L’utente deve compilare un modulo con i dati identificativi della comunicazione e allegare i documenti nel formato file "pdf/a" o "tif/tiff". Ciascun file deve avere una dimensione massima di 5MB.   ******   9) Le sanzioni amministrative Inps si pagano nel Modello F24 Il passaggio dalla delega ordinaria a quella riservata ai versamenti con elementi identificativi, chiesto dall'Istituto nazionale di previdenza sociale, scatterà dal prossimo 8 agosto. La causale contributo "SAMM", istituita - con la precedente risoluzione n. 17/E del 25 marzo scorso - per pagare le sanzioni amministrative dovute in caso di mancato versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni dei dipendenti, deve essere ora utilizzata esclusivamente nel modello di pagamento F24 "Versamenti con elementi identificativi". Lo ha precisato l'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 62/E del 26 luglio 2016. Nella sezione "Contribuente" del modello va indicato il codice fiscale del soggetto responsabile della violazione che esegue il versamento. Nella sezione "Erario ed altro", devono essere riportati: nel campo tipo, la lettera "I" nel campo "elementi identificativi", un codice di 17 caratteri, formato dal codice della sede Inps (primi quattro caratteri), l'anno di notifica dell'atto (altri quattro caratteri), il numero di protocollo dell'atto notificato (caratteri da 9 a 15) e il codice "99" (ultimi due caratteri) nel campo "codice", la causale "SAMM" nel campo "anno di riferimento", l'anno in cui è stata commessa la violazione. Se il pagamento viene eseguito dal responsabile solidale della violazione, la sezione "Contribuente" dovrà contenere il codice fiscale sia del responsabile (nel campo "codice fiscale") sia dell'obbligato solidale (nel campo "codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare", con indicazione, nel campo "codice identificativo", del codice "50").   ******   10) Modifica calcolo ISEE per famiglie con disabili L’Inps, con la circolare n. 137 del 25 luglio 2016, ha reso noto che a seguito della decisione del Consiglio di Stato, in sede di conversione del decreto legge n. 42 del 2016, convertito con modificazioni con la legge 26 maggio 2016, n. 89 (G.U. n. 124 del 28/5/2016), è stato approvato l’articolo 2 sexies riguardante il calcolo dell’ISEE per i nuclei familiari con persone con disabilità o non autosufficienti. Tale norma ha dettato una disciplina transitoria volta a modificare il calcolo dell’ISEE per tali nuclei fino all’adozione di una modifica normativa al D.P.C.M. n. 159 del 2013. Ecco le più rilevanti novità nel calcolo dell’ISEE: - non sono più considerati redditi, ai fini ISEE, i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari pagati dalle pubbliche amministrazioni per la condizione di disabilità; - viene introdotta una maggiorazione dello 0,5 del parametro della scala di equivalenza per ogni componente con disabilità media grave o non autosufficiente in sostituzione delle detrazioni delle spese e delle franchigie per persone disabili. L’Inps ricalcolerà in automatico l’ISEE 2016 per i nuclei familiari con persone con disabilità o non autosufficienti. Il ricalcolo terrà conto delle informazioni fornite al momento della presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) originaria: solo qualora siano intervenute rilevanti variazioni (nascita di un figlio, decesso di un componente, raggiungimento della maggiore età da parte di un componente del nucleo, ecc.) e si voglia valorizzarle nel nuovo ISEE 2016 è necessario presentare una nuova DSU. Le operazioni di ricalcolo avverranno in ordine cronologico in base alla data di presentazione della DSU. Se dai tempi per completare le operazioni di ricalcolo dovesse derivare una perdita di opportunità a causa dell’imminente scadenza dei termini per accedere una prestazione sociale agevolata, sarà possibile presentare una nuova DSU per ottenere l’attestazione ISEE calcolata in base alle nuove disposizioni, senza attendere il ricalcolo d’ufficio. L’attestazione degli ISEE ricalcolati potrà essere verificata dagli interessati attraverso i consueti canali di comunicazione all’utenza: Servizi on line – accesso tramite Pin, Caf, sedi territoriali Inps. La nuova modulistica e le istruzioni per la compilazione sono disponibili sul portale “ISEE post riforma 2015”.   ******   11) CNDCEC: approvato in via definitiva il codice sanzioni per i commercialisti iscritti che non fanno la formazione obbligatoria Via libera definitivo al codice delle sanzioni. Chiusa la pubblica consultazione riservata agli Ordini territoriali. Le norme in vigore dal 1° gennaio 2017. Via libera definitivo del Consiglio nazionale dei commercialisti al primo codice delle sanzioni della categoria. Le norme entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2017. Nelle scorse settimane si era chiusa la pubblica consultazione del codice riservata agli Ordini territoriali, dalla quale sono emersi diversi suggerimenti poi recepiti. Il Codice delle sanzioni rappresenta, per il Consiglio nazionale, “l’ideale completamento del nuovo Codice Deontologico in vigore dal 1° marzo di quest’anno”. “L’iniziativa diretta ad elaborare un apposito regolamento in materia di sanzioni disciplinari – afferma il presidente nazionale dei commercialisti, Gerardo Longobardi - nasce dall’esigenza di promuovere sul territorio nazionale un’applicazione uniforme dei provvedimenti sanzionatori in relazione alle medesime fattispecie, favorendo in tal modo il rispetto effettivo, in sede di irrogazione della sanzione, dei principi di proporzionalità e gradualità nonché di eguaglianza e di parità di trattamento”. A tal fine il Consiglio Nazionale ha individuato disposizioni generali su natura e tipologia delle sanzioni, sulle circostanze aggravanti o attenuanti da considerare nella valutazione delle singole fattispecie, individuando infine le sanzioni (o, più spesso, range sanzionatori) in corrispondenza di condotte in violazione di specifiche norme del Codice deontologico. In particolare le sanzioni edittali sono state individuate, generalmente, alla luce dell’esperienza maturata dalla giurisprudenza disciplinare. “Il testo – spiega il Consigliere nazionale delegato alla materia, Giorgio Luchetta - pur mantenendo il suo impianto originale, ha accolto molte delle osservazioni formulate dagli Ordini e dai relativi organi di disciplina nell’ambito della consultazione, confermando, attraverso tale importante contributo, l’attenzione della governance della Professione al tema e la sua volontà di coinvolgere la categoria in un processo di partecipazione democratica” Grazie ai contributi giunti al Consiglio nazionale nel corso della pubblica consultazione, in riferimento alle disposizioni di carattere generale contenute nel primo Titolo sono state, tra l’altro, fornite alcune importanti precisazioni rispetto al testo iniziale: nel caso di archiviazione immediata è stata chiarita la modalità con cui viene espresso il richiamo all’iscritto (attraverso verbalizzazione dello stesso), confermando la circostanza che tale richiamo non ha carattere di sanzione disciplinare ma che comunque costituisce un precedente nella valutazione futura di eventuali violazioni della stessa natura da parte dell’iscritto; in riferimento alle circostanze aggravanti l’istituto della recidiva è stato sostituito con il parametro, più ampio, della reiterazione dei comportamenti; nell’ambito delle condizioni in presenza delle quali è possibile un’attenuazione della sanzione è stata introdotta anche la circostanza relativa all’errore commesso in buona fede ed è stata espressamente prevista la possibilità di comminare la sospensione da uno a due anni in luogo della radiazione laddove l’iscritto abbia tempestivamente riparato il danno arrecato. Alcune importanti osservazioni formulate nell’ambito della consultazione sono state recepite anche in riferimento alle disposizioni del secondo Titolo (relative alla violazione di specifiche disposizioni del Codice Deontologico). In particolare: relativamente alle sanzioni conseguenti alla violazione dell’obbligo di formazione professionale sono stati modificati i range sanzionatori e sono state precisate le sanzioni anche nei casi di mancato conseguimento dei crediti formativi minimi riferiti a ciascun anno nonché a quelli relativi alle materie obbligatorie; è stata introdotta una specifica disposizione per chiarire che le disposizioni presenti nel Codice si applicheranno ai procedimenti disciplinari avviati successivamente al 1° gennaio 2017, data della sua entrata in vigore. In particolare per chi non svolge l'aggiornamento rpofessionale le sanzioni saranno: "La violazione dell’obbligo di cui al comma 57 dell’articolo 8 del Codice deontologico comporta l’applicazione delle seguenti sanzioni disciplinari: - assenza totale di crediti formativi professionali: sospensione dall’esercizio professionale fino a tre mesi; - conseguimento di meno di trenta crediti formativi: sospensione fino a due mesi; - conseguimento di numero crediti formativi da trenta a sessanta: sospensione fino a 1 mese; - conseguimento di numero crediti formativi oltre sessanta: censura."   (CNDCEC, comunicato del 26 luglio 2016)   ******   12) Audizione del direttore delle Entrate sulla disciplina delle piattaforme digitali Sul sito dell’Agenzia delle entrate il 26 luglio 2016 è stata pubblicata l’audizione del Direttore dell'Agenzia delle Entrate - Commissioni riunite IX e X. Esame della proposta di legge AC 3564 concernente la “Disciplina delle piattaforme digitali per la condivisione dei beni e servizi e disposizioni per la promozione dell’economia della condivisione”.   Vincenzo D’Andò