Tutte le novità sulle start up innovative tra cui la costituzione on line senza notaio – Diario quotidiano del 21 luglio 2016 – proroga mod. 770 al 15 settembre

Pubblicato il 21 luglio 2016



1) Al via il credito d’imposta sulle spese sostenute per i contratti di somministrazione di lavoro
2) Le start up innovative: decorre dal 20 luglio 2016 il modello F24 per versare bollo e registro
3) Start-up innovative: operative da ieri senza notaio
4) Da settembre 2016 sussidio economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate
5) Proroga 770 in arrivo con DPCM; riammissioni dalle rateazioni “bucate”
6) Come correggere la dichiarazione a favore del contribuente: pubblicata norma AIDC 196/2016
7) Corte di giustizia Ue: bail in promosso
8) F24: nuova causale contributo per l’ente bilaterale Ebiasp
9) Fattura elettronica: il sistema di tracciabilità utilizzato non evita al contribuente l’accertamento induttivo
10) Istituzione di nuovi codici contratto all’interno del flusso UniEmens
11) Gestione separata: invio telematico delle domande di congedo di maternità dei lavoratori
12) Donare la nuda proprietà dopo l’avviso di accertamento non è sottrazione fraudolenta
typewriter-146256442387d Indice: 1) Al via il credito d’imposta sulle spese sostenute per i contratti di somministrazione di lavoro 2) Le start up innovative: decorre dal 20 luglio 2016 il modello F24 per versare bollo e registro 3) Start-up innovative: operative da ieri senza notaio 4) Da settembre 2016 partirà l’erogazione del sussidio economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate 5) Proroga 770 in arrivo con DPCM; riammissioni dalle rateazioni “bucate” 6) Come correggere la dichiarazione a favore del contribuente: pubblicata norma AIDC 196/2016 7) Corte di giustizia Ue: bail in promosso 8) Modello F24: nuova causale contributo per l’ente bilaterale Ebiasp 9) Fattura elettronica: il sistema di tracciabilità utilizzato non evita al contribuente l’accertamento induttivo 10) Istituzione di nuovi codici contratto all’interno del flusso UniEmens 11) Gestione separata: applicazioni aggiornate per l’invio telematico delle domande di congedo di maternità dei lavoratori 12) Donare la nuda proprietà dopo l’avviso di accertamento non è sottrazione fraudolenta  
  1) Al via il credito d’imposta sulle spese sostenute per i contratti di somministrazione di lavoro Investimenti in attività di Ricerca e Sviluppo: Il credito d’imposta vale anche per i contratti di somministrazione lavoro. Credito di imposta per Ricerca e Sviluppo: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 55/E del 19 luglio 2016, ha chiarito che rientrano anche le spese sostenute per i contratti di somministrazione di lavoro relativi a personale altamente qualificato. Secondo l’Agenzia, infatti, tali spese rientrano tra quelle che danno diritto all’agevolazione introdotta dal D.L. n. 145/2013, in quanto sostanzialmente equiparate a quelle per il personale dipendente. Natura dell’agevolazione A tutte le imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo, viene riconosciuto un credito d’imposta pari al 25% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015. Le spese devono essere sostenute a partire dall’anno d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019. La misura dell’agevolazione è del 50% per le spese relative al personale altamente qualificato e per quelle relative a contratti di ricerca c.d. “extra muros” (contratti con Università, enti di ricerca e altre imprese, comprese le start-up innovative). Contratto di somministrazione La disciplina del contratto di somministrazione, contenuta nel D.Lgs. n. 81/2015, prevede che per tutta la durata del rapporto contrattuale i lavoratori svolgano la loro attività alle dipendenze dell’agenzia di somministrazione, ma nell’interesse e sotto la direzione ed il controllo dell’impresa utilizzatrice. Le Entrate specificano che, da un punto di vista sostanziale, il “rapporto di lavoro” instaurato tra l’utilizzatore e il lavoratore ha caratteristiche analoghe a quello che si instaura tra datore di lavoro e lavoratore. Per conseguenza i costi sostenuti dal datore di lavoro, ad eccezione delle spese relative al contratto commerciale stipulato con il somministratore, rientrano tra quelli per personale altamente qualificato ammessi al beneficio.   ******   2) Le start up innovative: decorre dal 20 luglio 2016 il modello F24 per versare bollo e registro L’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 56/E del 19 luglio 2016 ha istituito i codici tributo. La modalità è operativa dal 20 luglio 2016, tuttavia, ancora validi, fino al 31 luglio, i pagamenti effettuati con il modello F23 utilizzando i codici tributo previsti gli atti privati Tramite modello F24 anche il versamento delle imposte di registro e di bollo (e dei relativi eventuali interessi e sanzioni da ravvedimento) dovute per la registrazione degli atti costitutivi delle start up innovative (articolo 25, comma 2, Dl 179/2016). L’estensione della modalità di versamento con F24 arriva con provvedimento del 19 luglio 2016 ed è operativa da domani, mercoledì 20 luglio. Il provvedimento precisa, però, che considerati i tempi necessari per l’adeguamento dei sistemi informativi, fino al prossimo 31 luglio sono validi anche i pagamenti effettuati con il vecchio metodo, cioè tramite modello F23, utilizzando i codici tributo ordinariamente previsti per la registrazione degli atti privati. Peraltro, viene ricordato che gli atti costitutivi delle start up (e le successive modificazioni), in base all’articolo 4, comma 10-bis, del Dl 3/2015, che detta le regole in materia, devono assumere la forma di atto pubblico ovvero sottoscritto con firma elettronica rispettando le modalità previste dal codice dell’Amministrazione digitale, e devono essere redatti utilizzando il modello predisposto dal ministero dello Sviluppo economico (Dm scorso 17 febbraio 2016). Sempre il Mise ha poi stabilito che la richiesta di registrazione viaggi tramite Pec e attraverso la piattaforma startup.registroimprese.it (Dm 1 luglio 2016). Modello F24: ecco i codici tributi istituiti con la citata risoluzione 56/E del 19 luglio 2016. “1540” (imposta di registro) “1541” (imposta di registro - sanzione da ravvedimento) “1542” (imposta di bollo) “1543” (imposta di bollo - sanzione da ravvedimento) “1544” (interessi da ravvedimento). I codici vanno esposti nella sezione “Erario” del modulo di versamento, in corrispondenza delle somme indicate esclusivamente nella colonna “importi a debito versati”; nel campo “anno di riferimento” deve essere indicato l’anno di stipula degli atti.   ******   3) Start-up innovative: operative da ieri senza notaio Start-up innovative: è partita la costituzione on line senza notaio. E’, infatti, possibile costituire una start-up innovativa senza l’intervento del notaio a partire dal 20 luglio 2016. Come anticipato nei giorni scorsi, da tale data gli atti costitutivi e gli statuti delle start-up innovative in forma di società a responsabilità limitata potranno essere redatti e sottoscritti con firma digitale, attraverso la piattaforma “startup.registroimprese.it”. L’atto, previamente registrato fiscalmente e sottoscritto da parte di ciascun contraente o da parte dell’unico sottoscrittore in caso di società unipersonale, dovrà essere trasmesso tramite una pratica di comunicazione unica all’Ufficio del registro delle imprese competente per territorio. Il nuovo procedimento è facoltativo e alternativo rispetto all’ordinaria modalità di costituzione con atto pubblico. Costituzione della start-up innovativa senza notaio Dunque dal 20 luglio 2016, è disponibile la piattaforma startup.registroimprese.it che consentirà alle start-up innovative in forma di società a responsabilità limitata di redigere on line e sottoscrivere con firma digitale l’atto costitutivo e lo statuto. Entra quindi nella fase operativa la nuova procedura di costituzione prevista dal Decreto n. 3/2015 (art. 4, comma 10 bis), le cui modalità attuative sono state approvate con Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 17 febbraio 2016, poi con DM 7 luglio 2016. Le specifiche tecniche per compilare il modello standard di atto costitutivo e statuto sono state approvate con decreto direttoriale 1° luglio 2016. Il MISE ha anche emanato la circolare n. 3691/C/2016, con cui sono state fornite le disposizioni applicative concernenti la nuova procedura. Intervento del notaio ancora possibile La nuova procedura è facoltativa e alternativa rispetto all’ordinaria modalità di costituzione con l’intervento notaio. Pertanto, come sottolineato nella circolare n. 3691/C, le CCIAA potranno continuare a iscrivere in sezione ordinaria e speciale, start-up, costituite nella forma di società a responsabilità limitata a norma dell’art. 2463 del codice civile, con atto pubblico. Procedura da seguire Per costituire una Srl innovativa senza notaio, gli atti costitutivi e gli statuti dovranno essere sono redatti e sottoscritti con firma digitale avvalendosi della piattaforma startup.registroimprese.it. Attenzione: L’atto costitutivo e lo statuto dovranno riportare l’impronta digitale di ognuno dei sottoscrittori (D.M. 17 febbraio 2016). Nel caso di società pluripersonale, il procedimento di sottoscrizione dovrà essere completato entro il termine di 10 giorni dalla prima sottoscrizione. Le sottoscrizioni non richiedono alcuna autentica. Ai fini dell’iscrizione nella sezione ordinaria e speciale del registro delle imprese, l’atto dovrà essere registrato fiscalmente avvalendosi della funzionalità “registrazione” presente nella suddetta piattaforma. In via automatica, la piattaforma trasmetterà il modello sottoscritto, l’atto costitutivo e gli eventuali documenti a corredo e la ricevuta di pagamento al competente ufficio delle entrate, che invierà la liquidazione finale dell’imposta e gli estremi di registrazione. Si ricorda che fino 31 luglio 2016 i pagamenti possono essere effettuati con il modello “F23” utilizzando i relativi codici tributo ordinariamente previsti per la registrazione degli atti privati. Effettuata la registrazione, la piattaforma inserirà automaticamente gli estremi di registrazione nel file pratica. Iscrizione nella sezione ordinaria L’atto costitutivo e lo statuto, provvisti degli estremi di registrazione, dovranno essere trasmessi, tramite ComUnica, all’Ufficio del Registro delle imprese competente per territorio entro 20 giorni dall’ultima sottoscrizione. L’ufficio ricevente protocollerà automaticamente la pratica ed effettuerà le verifiche di sua competenza. In caso di esito positivo, l’ufficio, entro 10 giorni dalla data di protocollo del deposito, procederà all’iscrizione provvisoria della società nella sezione ordinaria del registro delle imprese, con la dicitura aggiuntiva “start-up costituita a norma dell’articolo 4 comma 10 bis del D.L. 24 gennaio 2015, n. 3, iscritta provvisoriamente in sezione ordinaria, in corso di iscrizione in sezione speciale”. Tale dicitura sarà eliminata dall’Ufficio al momento dell’iscrizione nella sezione speciale. Qualora le firme digitali siano autenticate da un notaio, il termine per l’iscrizione provvisoria nella sezione ordinaria è di 5 giorni. In caso di irregolarità formali, l'ufficio sospenderà il procedimento di iscrizione, assegnando, esclusivamente tramite posta elettronica certificata all’indirizzo PEC della pratica di comunicazione unica, a tutti i sottoscrittori un termine non superiore a 15 giorni, per regolarizzare la pratica. In caso di mancata regolarizzazione entro i termini indicati, il Conservatore con propria determinazione motivata rifiuta l'iscrizione nella sezione ordinaria del registro delle imprese. Iscrizione della start-up innovativa nella sezione speciale L’iscrizione della start-up innovativa nella sezione speciale del registro delle imprese dovrà effettuata dall’ufficio secondo le modalità ordinarie previste dall’articolo 25 del D.L. n. 179/2012. Come specificato nel decreto 1° luglio 2016, la mancata iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese, comporterà il rifiuto dell’iscrizione in sezione ordinaria del registro delle imprese, ai sensi dell’art. 2189 del codice civile. Invece, la cancellazione della start-up innovativa dalla sezione speciale per motivi sopravvenuti, successivamente alla valida iscrizione alla sezione speciale, non comporterà la cancellazione della società dalla sezione ordinaria. Iscrizione nella sezione ordinaria e speciale Nell’ipotesi in cui le firme del o i contraenti siano autenticate dall’ufficio assistenza qualificata alle imprese della CCIAA, l’ufficio del registro delle imprese provvederà immediatamente all’iscrizione in sezione ordinaria e sezione speciale delle start-up innovative, consentendo l’immediata operatività della società stessa.   ******   4) Da settembre 2016 partirà l’erogazione del sussidio economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate Partirà dal 2 settembre 2016 la campagna di sostegno per le persone in stato di bisogno economico. L’Inps, con la circolare n. 133 del 19 luglio 2016, ha proceduto ad illustrare la disciplina della SIA. Con l’avvenuta pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale n. 132 del 8 giugno 2016, del D.M. del 26 maggio 2016, il SIA (Sostegno all’Inclusione Attiva), già sperimentato in dodici città italiane, è stato completamente ridisegnato e viene esteso, a partire dal 2 settembre, a tutto il territorio nazionale. In particolare, il Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA) è una misura di contrasto alla povertà che prevede l’erogazione di un sussidio economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate, nelle quali siano presenti minorenni, figli disabili o donne in stato di gravidanza accertata. Tale sussidio è subordinato ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa predisposto dai servizi sociali del Comune, in rete con i servizi per l’impiego, i servizi sanitari e le scuole nonché con soggetti privati ed enti no profit. Il progetto coinvolge tutti i componenti del nucleo familiare e prevede specifici impegni per adulti e minori sulla base di una valutazione globale delle problematiche e dei bisogni. L’obiettivo è quello di aiutare le famiglie a superare la condizione di povertà e riconquistare gradualmente l’autonomia. Il Decreto del 26 maggio 2016 affida ai Comuni la gestione operativa delle domande ed il relativo accoglimento/diniego, mentre l’Istituto è chiamato ad effettuare i controlli delle posizioni dei soggetti richiedenti per verificare il possesso dei requisiti richiesti. I cittadini interessati devono presentare la domanda direttamente al proprio Comune di appartenenza che, successivamente, provvederà ad inoltrarle all’Inps, ai fini della verifica automatica delle condizioni previste dal decreto (ISEE, presenza di eventuali altre prestazioni di natura assistenziale, situazione lavorativa ecc.) e della conseguente disposizione dei benefici economici, che saranno erogati dal Gestore del servizio attraverso una Carta precaricata. Nel dettaglio, il richiedente (componente del nucleo familiare) - come specifica l’Inps - al momento della domanda e per l’intera durata dell’erogazione del beneficio, deve essere in possesso dei seguenti requisiti, il cui accertamento spetterà al Comune interessato: - essere cittadino italiano o comunitario ovvero familiare di cittadino italiano o comunitario titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente ovvero cittadino straniero in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo; - essere residente in Italia da almeno due anni (al momento della presentazione della domanda). Sempre il Comune deve verificare che nessun componente il nucleo risulti in possesso di: - autoveicoli immatricolati la prima volta nei dodici mesi antecedenti la richiesta; - autoveicoli di cilindrata superiore a 1.300 cc (250 cc in caso di motoveicoli) immatricolati la prima volta nei 3 anni precedenti la richiesta. I nuclei familiari beneficiari, al momento della domanda e per l’intera durata dell’erogazione del beneficio, devono essere in possesso delle seguenti tipologie di requisiti, il cui accertamento spetterà all’Inps:
  1. composizione del nucleo familiare (con almeno uno dei seguenti requisiti):
  2. presenza di un componente di età minore di 18 anni;
  3. presenza di una persona con disabilità e di almeno un suo genitore;
  4. presenza di una donna in stato di gravidanza accertata;
  5. condizione economica:
  6. ISEE inferiore o uguale a 3.000 euro;
  7. altri eventuali trattamenti economici di natura previdenziale, indennitaria o assistenziale a qualunque titolo concesso dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni non devono essere superiori a 600 euro mensili;
  8. nessun componente il nucleo deve risultare titolare di:
- prestazioni di assicurazione sociale per l’impiego (NASpI); - assegno di disoccupazione (ASDI); - altro ammortizzatore sociale di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria; - carta acquisti sperimentale. La “valutazione multidimensionale del bisogno” consiste in un indicatore riferito alle condizioni del nucleo familiare al momento della presentazione della domanda, il cui valore deve essere superiore o uguale a 45, secondo i criteri di seguito riportati:
  1. carichi familiari: valore massimo 65 punti, così attribuiti:
- nucleo familiare (come risultante nella DSU) con due figli di età inferiore a 18 anni: 10 punti, elevati a 20 nel caso di tre figli e 25 nel caso di quattro o più figli; - nucleo familiare (come risultante nella DSU) in cui l’età di almeno un componente non sia superiore a 36 mesi: 5 punti; - nucleo familiare (come risultante nella DSU) composto esclusivamente da genitore solo e figli minorenni: 25 punti; - nucleo familiare (come risultante nella DSU) con uno o più componenti in condizione di accertata disabilità grave: 5 punti; - nucleo familiare (come risultante nella DSU) con uno o più componenti in condizione di accertata non autosufficienza: 10 punti;
  1. condizione economica, valore massimo 25 punti (al valore massimo di 25 punti si sottrae il valore dell’ISEE, diviso per 120);
  2. condizione lavorativa, valore massimo 10 punti, così attribuito: nucleo familiare in cui tutti i componenti in età attiva si trovino in stato di disoccupazione.
Il SIA è, quindi, articolato in un sussidio economico a nuclei familiari in condizioni economiche di estremo disagio ed è subordinato all’adesione ad un progetto di attivazione sociale e lavorativa proposto dal Comune di residenza. Il beneficio economico viene concesso, con cadenza bimestrale, in relazione alla composizione del nucleo familiare beneficiario, secondo la seguente ripartizione:
Nucleo familiare importo mensile (€)
1 membro 80
2 membri 160
3 membri 240
4 membri 320
5 o più membri 400
La platea dei beneficiari viene determinata sulla base delle risorse stanziate a livello regionale, ripartite in proporzione alla quota di popolazione in condizione di maggior bisogno residente nella Regione stessa. Le Regioni e le Province autonome, con riferimento ai propri residenti, possono integrare il Fondo nazionale destinato al SIA, al fine di incrementare il beneficio concesso e/o ampliare la platea dei beneficiari riducendo la selettività dei requisiti necessari per l’accesso. Elemento essenziale del nuovo strumento di lotta alla povertà è, oltre all’erogazione del sussidio economico, l’attivazione di interventi tesi al miglioramento del benessere complessivo e alla riconquista dell’autonomia del nucleo familiare. A tale scopo il decreto affida ai Comuni la predisposizione di progetti personalizzati per la presa in carico dei soggetti interessati e finalizzati al superamento della condizione di povertà, al reinserimento lavorativo e all’inclusione sociale, secondo le linee guida di cui all’accordo in Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Città e Autonomie locali) dell’11 febbraio 2016. I progetti saranno realizzati tramite i servizi sociali e in sinergia con i centri per l’impiego, i servizi sanitari e le scuole, nonché con i soggetti privati attivi nell’ambito degli interventi di contrasto alla povertà. Gli stessi progetti saranno finalizzati principalmente alla ricerca attiva di lavoro, per mezzo di interventi quali tirocini, borse-lavoro, formazione e potranno prevedere anche percorsi attivi nella cura dei figli (scuola, salute, ecc.). L’adesione e la partecipazione al progetto rappresenterà una condizione necessaria al godimento del beneficio.   ******   5) Proroga 770 in arrivo con DPCM; riammissioni dalle rateazioni “bucate” E’ in arrivo la proroga del modello 770 al 15 settembre con apposito DPCM. Lo ha confermato in data 19 luglio 2016 il viceministro all’Economia Casero. Dovrebbe essere emanato entro fine settimana. Per cui il termine per la trasmissione telematica passa dal 22 agosto (a seguito della ormai “famosa” proroga automatica di calendario) al 15 settembre.   ***   Riammesso al beneficio chi è decaduto dal pagamento della rateazione Riaprono le rate per gli istituti deflattivi. Chi è decaduto dal pagamento dilazionato delle somme dovute all’Agenzia delle entrate a seguito di acquiescenza o accertamento con adesione potrà chiedere di essere riammesso al beneficio. Anche senza saldare le precedenti rate al momento della domanda. Ciò a patto che la decadenza sia intervenuta tra il 16 ottobre 2015 e il 1° luglio 2016. È questa la principale novità apportata dall’emendamento bipartisan al dl n. 113/2016, approvato dalla commissione bilancio della camera.. Il testo finale dell’emendamento, riformulato rispetto a quelli esaminati nei giorni scorsi, contempla anche la riapertura delle rateazioni legate agli istituti deflativi con il fisco. La disciplina di adesione e acquiescenza, infatti, consente al contribuente di pagare in unica soluzione oppure a rate, fino a un massimo di otto rate trimestrali di pari importo, estendibili a 16 se le somme dovute superano i 50 mila euro. Confermato il nuovo round di riammissioni per le rateazioni concesse da Equitalia, a prescindere dal momento di concessione del piano di dilazione originario. L’unica condizione richiesta è che il debitore sia decaduto dal beneficio alla data del 1° luglio 2016. Una volta in vigore la legge di conversione del decreto (che dopo il via libera di Montecitorio passerà al senato), ci saranno 60 giorni di tempo per presentare la nuova domanda alla società di riscossione. Il beneficio sarà ammesso anche senza saldare le rate scadute e non onorate alla data dell’istanza. I contribuenti potranno così rateizzare l’importo residuo iscritto a ruolo fino a un massimo di 72 rate, prorogabili nei casi previsti dall’attuale normativa.   ******   6) Come correggere la dichiarazione a favore del contribuente: pubblicata norma AIDC 196/2016 Predisposta la norma di comportamento dell’Associazione italiana commercialisti che recepisce le ultime indicazioni di prassi e giurisprudenza. Secondo quanto previsto, in tema di compensazione, dallo statuto dei diritti del contribuente, la correzione della dichiarazione nel caso di errore a danno del contribuente può avvenire, con la procedura già prevista in tema di errori contabili, integrando l'ultima dichiarazione presentata e procedendo alla compensazione del credito. Comunque, l’Agenzia delle entrate avrà più tempo per il controllo della posizione del contribuente in relazione allo specifico periodo di imposta analogamente a quanto previsto in materia di ravvedimento operoso. Dunque, la norma di comportamento n. 196/2016 redatta dalla commissione dell’Associazione italiana dottori commercialisti che affronta una delle tematiche più controverse in campo fiscale e cioè la correzione a favore del contribuente di una dichiarazione errata, questione analizzata, recentemente, anche dalle sezioni unite della Corte di Cassazione. La norma di comportamento della commissione non afferma il superamento del termine contenuto nel comma 8 bis dell’articolo 2 del dpr 322 del 1998 ma propone una lettura sistematica dei principi elaborati in giurisprudenza nonché dalla prassi dell’Amministrazione finanziaria alla luce di quanto sancito dallo statuto dei diritti del contribuente in tema di compensazione. Sul primo aspetto, viene messo in risalto che anche la recente pronuncia delle sezioni unite (n. 13378 del 2016) afferma, definitivamente, che la dichiarazione presentata é sempre emendabile in caso di errore attraverso, di fatto, tre modalità: - una dichiarazione integrativa entro l’anno successivo; - la presentazione di una istanza di rimborso entro i termini di cui all’articolo 38 del dpr n. 602 del 1973 una volta decorso l’anno; - l’opposizione all'atto impositivo laddove si tratti di controversia in contenzioso. Ribadito il principio di emendabilità della dichiarazione, posta l’attenzione sul fatto che, con la circolare n. 31 del 2013, l’Agenzia delle entrate ha dato la possibilità, soltanto ai titolari di redditi di impresa che avevano commesso un errore nella applicazione del principio di competenza nel bilancio di esercizio, di integrare l’ultima dichiarazione presentata con le modalità previste dal comma 8 bis dell’articolo 2 del dpr 322 del 1998 anche nell’ipotesi di errore commesso in anni precedenti, a condizione che gli stessi fossero ancora autonomamente accertabili. Peraltro, tale possibilità viene ancorata dalla stessa Agenzia delle entrate alla necessità di rispettare il principio di corretta capacità contributiva che, evidentemente, deve valere per tutti i contribuenti. Per conseguenza, la norma di comportamento non fa altro che adattare l’orientamento espresso dall’Amministrazione finanziaria a tutte le posizioni reddituali affermando che ogni errore (ad esempio la tassazione di un reddito non dovuta o la mancata inclusione di oneri nel modello Unico) che ha comportato un maggior carico tributario rispetto a quello effettivamente dovuto in base alla reale capacità contributiva, può essere corretto mediante l’integrazione della ultima dichiarazione presentata procedendo, se del caso, alla compensazione in base ai principi generali espressi dallo statuto dei diritti del contribuente (art. 8). A fronte di tale generalizzata possibilità di integrare l’ultima dichiarazione, deve essere garantito un equilibrio anche in relazione alla attività di controllo che, ovviamente, devono essere effettuate dall’Amministrazione finanziaria. A tale proposito, la norma mette in evidenza come: - l’integrazione dell’ultima dichiarazione ha per oggetto un errore commesso in un periodo di imposta ancora autonomamente accertabile; - al pari di quanto previsto dalla circolare n. 31 del 2013, il termine previsto ai fini dell’accertamento del relativo periodo di imposta passa in avanti per un periodo corrispondente a quello intercorso tra l’errore e l'integrazione nei limiti della integrazione effettuata. A tale riguardo, viene evidenziato come le modifiche alla disciplina del ravvedimento operoso apportate alla norma dalla legge di Stabilità per il 2015, prevedono esattamente questo principio e cioè la possibilità di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria per un periodo di tempo più ampio rispetto a quello ordinario disciplinato dall’articolo 43 del dpr n. 600 del 1973 che tiene conto del tempo intercorso tra errore e integrazione della dichiarazione. Per ultimo, la norma di comportamento si sofferma sulla possibilità che l’integrazione comporti l’incremento di una perdita riportabile a nuovo e non, necessariamente, una differenza di imposta (minor debito o maggiore credito). In questo caso la nuova perdita sarà riportabile con le modalità ordinarie fermi restando i principi in tema di tempistica dei controlli precedentemente richiamati.   ******   7) Corte di giustizia Ue: bail in promosso Va bene il bail in, anche se non è un obbligo. Il bail in passa a pieni voti l’esame della corte di giustizia Ue. Che rimarca però un concetto: sia gli stati membri che la Commissione hanno potere discrezionale nel decidere se e quando applicare le norme del salvataggio interno. A fare ulteriore chiarezza sulla pratica che (specie in Italia) ancora non convince il settore del risparmio è l’autorità centrale, che il 19 luglio 2016, a Lussemburgo, ha pronunciato la sentenza (nella causa C-526/14) che ha messo a tacere la Slovenia, confermando invece la bontà delle pratiche di risanamento tramite intervento di azionisti e creditori subordinati. La corte Ue si è espressa in risposta alla causa presentata contro la Commissione da un gruppo di detentori di bonds junior coinvolti nella messa in sicurezza di alcune grandi banche slovene, che hanno accusato quest’ultima di abuso di potere.   ******   8) Modello F24: nuova causale contributo per l’ente bilaterale Ebiasp Una nuova causale contributo: Istituita nel modello F24 per l’ente bilaterale Ebiasp. Deve essere indicata nella sezione “Inps”, in corrispondenza, esclusivamente, della colonna “importi a debito versati”. “Ebap” è la causale contributo, istituita dall’Agenzia delle entrate con la risoluzione 57/E del 20 luglio 2016, che occorre indicare nel modello F24 per indirizzare i contributi riscossi tramite l’Inps, nella giusta direzione, è cioè nelle casse Ebiasp, l’Ente bilaterale autonomo settore privato. Il sistema è stato scelto con la convenzione siglata dai due organismi lo scorso 5 luglio ed è accessibile grazie all’intesa stipulata il 9 gennaio 2008, e più volte rinnovata, tra Agenzia delle Entrate e Istituto nazione di previdenza sociale. La causale “Ebap” deve essere esposta nel sezione “Inps” del modello F24 in corrispondenza del campo “importi a debito versati”. La compilazione della delega prosegue con l’indicazione, negli appositi campi, del codice della sede dell’Istituto di previdenza competente e della matricola Inps dell'azienda. Infine, nel “periodo di riferimento”, prendono posto il mese e l’anno di riscossione del contributo. Rimane in bianco la colonna “amm/aaaa".   ******   9) Fattura elettronica: il sistema di tracciabilità utilizzato non evita al contribuente l’accertamento induttivo Fattura elettronica: il sistema di tracciabilità utilizzato non evita al contribuente l’accertamento induttivo. Conservazione delle fatture elettroniche: il sistema gratuito messo a punto dall’Agenzia delle entrate consente al contribuente di potere recuperare in ogni momento le sue fatture “originali” e di poterle usare, ad esempio, in un procedimento giudiziario senza dovere dimostrare la loro validità legale, in linea con le previsioni comunitarie. Lo sostiene la Orlandi, il 20 luglio 2016, in Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, intervenuta nuovamente sulle iniziative strategiche dell’Agenzia delle entrate. Riguardo la possibilità di escludere, dall’accertamento induttivo, i soggetti che garantiscono la tracciabilità dei pagamenti tramite fatturazione elettronica, viene evidenziato che tale previsione limiterebbe fortemente i poteri dell’Amministrazione finanziaria la quale, proprio partendo dagli elementi certi in suo possesso (fatture e pagamenti), è messa in condizione di effettuare ricostruzioni credibili e del volume d’affari di una impresa, identificando gli eventuali ricavi in nero, purtroppo diffusi nel nostro Paese. Dati sul Modello 730 Sono circa 3 milioni e 300mila i cittadini che dal 15 aprile al 18 luglio hanno acceduto direttamente all’applicazione dedicata alla dichiarazione precompilata e sono circa 1,9 milioni (di cui 1,8 milioni di modelli 730 e 100mila di modelli Unico), le dichiarazioni inviate dai contribuenti direttamente all’Agenzia, contro 1,4 milioni di dichiarazioni trasmesse complessivamente nel 2015. Inoltre, ci sono circa 400mila modelli modificati e salvati dai contribuenti ma non ancora trasmessi. Nello stesso periodo circa 14,8 milioni di contribuenti hanno consegnato i modelli 730 ai Caf e ai professionisti. Anche quest’anno, ricorda il direttore dell’Agenzia, i contribuenti che accettano direttamente online, senza modifiche, il proprio 730 precompilato saranno esclusi dai controlli formali sugli oneri esposti in dichiarazione mentre, se si rivolgeranno a un Centro di assistenza fiscale o a un intermediario, non dovranno rispondere all’Amministrazione finanziaria, in quanto la responsabilità ricadrà direttamente su Caf e intermediari. I benefici in termini di controlli, nel caso di accettazione della dichiarazione proposta dall’Agenzia, si applicheranno, tuttavia, solo ai lavoratori dipendenti e pensionati che presentano il modello 730 precompilato e non anche a contribuenti che utilizzano Unico. Rossella Orlandi ha ricordato la possibilità, per i coniugi, di presentare il modello 730 in forma congiunta direttamente tramite l’applicazione dedicata (lo scorso anno era possibile presentare la dichiarazione congiunta solo tramite sostituto o intermediario). Le dichiarazioni inviate direttamente dai contribuenti in forma congiunta, al 18 luglio, sono circa 93mila. Precompilata 2016 più dati Quest’anno sono affluite le informazioni relative a spese deducibili e detraibili che, unite ai dati già comunicati dagli enti esterni per la dichiarazione 2015 (interessi passivi sui mutui, premi assicurativi e contributi previdenziali), hanno consentito l’elaborazione di una dichiarazione ancora più ricca. Si tratta delle spese sanitarie, spese universitarie, spese funebri, contributi per la previdenza complementare e spese per interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica. Relativamente alle spese sanitarie, il direttore dell’Agenzia ricorda le criticità rappresentate dalle farmacie per l’anno d’imposta 2015, che hanno portato a utilizzare i dati relativi ai ticket farmaceutici (ricette rosse) e le informazioni comunicate dai medici e dalle strutture sanitarie, acquisite dall’Agenzia direttamente dal Sistema tessera sanitaria. Per il 2015 sono state inviate circa 400 milioni di ricette del Servizio sanitario nazionale, per un importo dei ticket pari a circa 1,5 miliardi di euro, e 120 milioni di documenti fiscali per un importo di spesa complessivo pari a circa 13 miliardi di euro. Riguardo gli altri flussi informativi, infine, sono pervenuti 7,4 milioni di comunicazioni di avvenuto bonifico relative al bonus ristrutturazioni, sono stati comunicati 3,6 milioni di soggetti che hanno versato contributi alle forme di previdenza complementare, più di 3 milioni di comunicazioni, per quanto riguarda le spese universitarie e circa 0,7 milioni di comunicazioni concernenti le spese funebri. Fatture elettroniche verso le pa I numeri della fatturazione elettronica verso la pubblica amministrazione, mostrano un quadro positivo dell’intero processo: dall’avvio del servizio ad oggi, il Sistema di interscambio ha ricevuto e correttamente gestito circa 41,8 milioni di file fattura; di questi ne ha consegnati alle pa destinatarie circa 38milioni. Le fatture sono state emesse da circa 800 mila fornitori e sono state consegnate a oltre 57 mila “uffici virtuali” di 23 mila amministrazioni pubbliche. Va rilevato che, dall’avvio della fase 2 (31 marzo 2015) al 12 luglio 2016 il numero dei fornitori è praticamente raddoppiato, passando da circa 429 mila a 800 mila. Riguardo i file fattura destinati agli enti locali (diventati un obbligo dal 31 marzo 2015), Rossella Orlandi evidenzia che superano i 27,6 milioni e che il tasso di scarto è pari al 2,9 per cento. Il direttore dell’Agenzia ricorda, inoltre, il tavolo interistituzionale per la fatturazione elettronica verso la pa, al quale l’Agenzia partecipa con il compito di monitorare il processo, individuare le difficoltà e proporre soluzioni adeguate. Sono previsti ulteriori controlli automatici, rispetto a quelli già esistenti, per rilevare eventuali errori formali sulle fatture mentre, quelli sostanziali, si ricorda, sono di competenza delle amministrazioni destinatarie.   Fatture elettroniche tra privati Riguardo la fatturazione tra privati (introdotta dal Dlgs 127/2015) il direttore ricorda che partire dal 1° luglio è disponibile, sul sito dell’Agenzia, la prima versione del servizio web gratuito con cui i contribuenti possono generare, trasmettere e conservare le fatture elettroniche. L’applicazione è rivolta a tutte le imprese, gli artigiani e i professionisti, che possono utilizzarla sia nel caso di fatture destinate a privati, che per quelle indirizzate alla pubblica amministrazione. A diciotto giorni dalla messa in onda, il servizio è stato utilizzato da 13.730 utenti, sono state generate più di 2.700 fatture e sono state portate in conservazione più di 1000 fatture elettroniche. A fronte di questi numeri il contact center reso disponibile per le richieste di assistenza ha ricevuto solo 253 chiamate: l’incidenza del numero di richieste di assistenza sul numero degli utenti è pari all’1,84 per cento. Questo dato, riferito a un servizio nuovo, commenta il direttore, “ci rende fiduciosi che gli sforzi operati per rendere intuitivo l’utilizzo del servizio e per definire un help on line efficace sono stati utili ai contribuenti”. Conservazione delle fatture elettroniche A proposito della conservazione delle fatture elettroniche, la Orlandi ricorda che il sistema messo a punto dall’Agenzia consente al contribuente di poter recuperare in ogni momento le sue fatture “originali” e di poterle usare, ad esempio, in un procedimento giudiziario senza dover dimostrare la loro validità legale, in linea con le previsioni comunitarie. Canone Tv in bolletta Procedono senza intoppi i flussi informativi per il corretto addebito del canone. Nel mese di giugno, Acquirente unico Spa (il gestore che garantisce la fornitura di energia elettrica a famiglie e piccole imprese), ha reso disponibili alle imprese i dati dei soggetti che non devono pagare il canone in quanto hanno presentato la dichiarazione di non detenzione di apparecchi televisivi o hanno dichiarato la sussistenza di altra utenza elettrica per la quale uno dei componenti del nucleo familiare è già tenuto al pagamento. In data 4 luglio Acquirente unico ha comunicato alle imprese i soggetti che devono versare gli importi del canone nella prima fattura emessa successivamente all’1 luglio. Il direttore dell’Agenzia ricorda, inoltre, la circolare esplicativa n. 29/E del 21 giugno scorso con i chiarimenti sulle regole di determinazione del canone dovuto per la varie casistiche, la risoluzione n.50/2016, con gli appositi codici tributo per riversare all’erario le somme riscosse a titolo di canone, il tavolo tecnico a cui partecipano le Entrate, Acquirente unico spa e le associazioni di categoria delle imprese elettriche, al fine di evitare di chiedere alle imprese elettriche informazioni già desumibili dalle comunicazioni effettuate dal gestore unico. Debutto su face book Infine, dal 18 luglio 2016, è attiva una finestra di dialogo tra contribuente e Agenzia attraverso l’applicazione Facebook Messenger con cui sarà possibile fare domande in tema di canone Tv nella bolletta elettrica. Un servizio per comunicare con il Fisco in tempo reale attraverso il social network più popolare, con 23 milioni di utenti che si collegano almeno una volta al giorno. La risposta dell’Agenzia arriverà entro 24 ore o, nei casi da approfondire, entro 5 giorni dalla richiesta. ******   10) Istituzione di nuovi codici contratto all’interno del flusso UniEmens Con il messaggio INPS n. 3132 del 20 luglio 2016 vengono istituti, con decorrenza luglio 2016, i seguenti nuovi codici dell’elemento <CodiceContratto> di <DenunciaIndividuale> del flusso di denuncia Uniemens: Il codice “300“ avente il significato di “C.c.n.l. CONFIMI IMPRESA MECCANICA per i dipendenti dalle piccole e medie industrie metalmeccaniche e della installazione impianti”. Il codice “301 “ avente il significato di “C.c.n.l. CONFIMI IMPRESA LEGNO per i dipendenti dalle piccole e medie industrie del legno, del sughero, del mobile, dell’arredamento e boschivi forestali”. Il codice “302 “ avente il significato di “C.c.n.l. ANIEM per i dipendenti dalle piccole e medie industrie di escavazione e lavorazione materiali lapidei”. Il codice “303 “ avente il significato di “C.c.n.l. ANIEM per i dipendenti dalle piccole e medie imprese produttrici di manufatti in cemento e laterizi”. Il codice “304 “ avente il significato di “C.c.n.l. ANIEM per i dipendenti dalle piccole e medie imprese cemento calce e gesso”. ******   11) Gestione separata: applicazioni aggiornate per l’invio telematico delle domande di congedo di maternità dei lavoratori Con il messaggio INPS n. 3131 del 20 luglio 2016, comunica l’aggiornamento delle applicazioni per l’invio telematico delle domande di congedo di maternità per lavoratrici e lavoratori dipendenti e iscritti alla gestione separata per poter acquisire domande con periodi post partum nei casi di parto prematuro. Gli aggiornamenti svolgono la funzione di dare esecuzione a quanto previsto dal decreto legislativo n. 80 del 15 giugno 2015, articoli 2, 3 e 4 – circolare Inps n. 69 del 28/04/2016. Modifica degli artt. 16 e 26 D.lgs. n. 151 del 2001 (T.U.delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità). Si tratta del congedo di maternità in caso di parto prematuro e sospensione del congedo in caso di ricovero del bambino. Modifica dell’art. 24 T.U. in materia di conservazione del diritto all’indennità di maternità. Modalità di pagamento, regime fiscale e istruzioni contabili. L’aggiornamento in oggetto riguarda, in particolare, i casi di parti “fortemente” prematuri da intendersi con tale accezione quelli che si verificano prima dei 2 mesi antecedenti alla data presunta del parto, cioè prima dell’inizio del congedo ordinario ex lett. a dell’art. 16 del citato T.U..   ******   12) Donare la nuda proprietà dopo l’avviso di accertamento non è sottrazione fraudolenta La terza sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza 30497 del 19 luglio 2015, ha stabilito che il giudice di appello che intende confermare la condanna per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte nei confronti del contribuente che ha donato un immobile dopo aver ricevuto alcuni mesi prima un accertamento, deve motivare la simulazione della donazione e l’idoneità della stessa a rendere inefficace l’attività di riscossione.   ***   Novità in evidenza dal sito web delle Dogane 20/07/2016 Comunicazione del 19 luglio 2016 - Convenzione TIR. Adesione della Repubblica Popolare Cinese 20/07/2016 Determinazione n. 83958 del 19 luglio 2016 - Elenco Enti di assistenza e pronto soccorso aventi titolo all’agevolazione fiscale prevista per i carburanti consumati per l’azionamento delle autoambulanze   Vincenzo D’Andò