Diario quotidiano del 18 luglio 2016: scade oggi il termine per versare le imposte di Unico 2016 e Irap 2016 in assenza di studi di settore

Pubblicato il 18 luglio 2016



1) Revisione legale dei conti annuali e consolidati: attuata la direttiva europea
2) Distacco lavoratori nell’Unione Europea: attuata la direttiva europea
3) Pubblica amministrazione: riordino delle partecipate
4) L’acquisto di beni con finanziamento non blocca l’accertamento sulla base del redditometro
5) In scadenza il termine per versare le imposte derivanti dai Modelli Unico 2016 e Irap 2016
6) Il possesso della carta di credito nostrana non prova la residenza fiscale del contribuente in Italia
7) Accertamento fiscale: Il PVC va sempre bene
8) Gli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro: appendice di aggiornamento
9) Procedure Concorsuali: l’(in)falcidiabilità del credito IVA
10) Comunicazione in arrivo ai soggetti destinatari di un PVC contenente rilievi fiscali
11) Cooperazione amministrativa per i controlli fiscali
12) Trattamento fiscale per i compensi incassati dagli eredi del professionista, e tanto altro
 
domanda-ctIndice: 1) Revisione legale dei conti annuali e consolidati: attuata la direttiva europea 2) Distacco lavoratori nell’Unione Europea: attuata la direttiva europea 3) Pubblica amministrazione: riordino delle partecipate 4) L’acquisto di beni con finanziamento non blocca l’accertamento sulla base del redditometro 5) In scadenza il termine per versare le imposte derivanti dai Modelli Unico 2016 e Irap 2016 6) Il possesso della carta di credito italiana non prova la residenza fiscale del contribuente in Italia 7) Accertamento fiscale: Il PVC va sempre bene 8) Gli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro: appendice di aggiornamento 9) Procedure Concorsuali: l’(in)falcidiabilità del credito IVA 10) Comunicazione in arrivo ai soggetti destinatari di un PVC contenente rilievi fiscali 11) Cooperazione amministrativa per i controlli fiscali 12) Trattamento fiscale per i compensi incassati dagli eredi del professionista
  1) Revisione legale dei conti annuali e consolidati: attuata la direttiva europea Il Consiglio dei ministri, il 14 luglio 2016, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/56/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che modifica la direttiva 2006/43/CE relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati. Il decreto legislativo è stato riformulato in alcune disposizioni tenendo conto del parere delle commissioni parlamentari. Gli aspetti essenziali sono rimasti invariati. ---> Leggi tutto   ******   2) Distacco lavoratori nell’Unione Europea: attuata la direttiva europea Attuata la direttiva europea relativa al distacco dei lavoratori nell’ambito di una prestazione di servizi. Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro del lavoro, il 14 luglio 2016, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/67/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, concernente l’applicazione della direttiva 96/71/CE che disciplina il distacco transfrontaliero (ovvero meccanismo in base al quale le imprese presenti nel territorio di uno stato membro prestano servizi tramite i propri lavoratori nel territorio di un altro stato membro) e modifica il regolamento (Ue) n. 1024/2012 relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno (regolamento IMI). Obiettivi fondamentali della normativa sono: - contrastare il fenomeno del distacco abusivo, attraverso cui si realizzano la violazione dei diritti fondamentali dei lavoratori e pratiche di concorrenza sleale; - agevolare la cooperazione tra gli Stati membri nell’accertamento dell’autenticità dei distacchi e nel perseguimento e nella repressione dei distacchi abusivi.   ******   3) Pubblica amministrazione: riordino delle partecipate Stabilite le norme di riordino della disciplina delle partecipazioni societarie delle amministrazioni pubbliche. In data 14 luglio 2016, il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madìa, ha approvato, in secondo esame preliminare, il decreto legislativo del testo unico in materia di società a partecipazione pubblica. Nello specifico il testo unico, che si applica alle società di capitali (S.p.a. o S.r.l.), prevede la drastica riduzione delle società partecipate, con particolare riferimento alle scatole vuote, alle società inattive, alle micro e a quelle che non producono servizi indispensabili alla collettività. Sono introdotti interventi di moralizzazione sui compensi degli amministratori. Per il futuro sono individuati i criteri chiari sulla base dei quali sarà possibile costituire e gestire le società partecipate. Sono stati recepiti gran parte dei suggerimenti avanzati dalla Conferenza unificata, dal Consiglio di Stato e dalle Commissioni parlamentari. Il decreto sarà ora nuovamente trasmesso alle Camere con le osservazioni e le modificazioni apportate al precedente testo, secondo quanto previsto espressamente dalla legge delega di riforma della Pubblica Amministrazione. *** Per Caf e professionisti abilitati il software di controllo del 730 L’applicazione segnala incongruenze e anomalie riscontrate nei dati inseriti. Può essere utilizzata direttamente dal web, senza complesse procedure di installazione e aggiornamenti Disponibile, sul sito dell’Agenzia delle Entrate il software che consente di verificare i dati contenuti nel modello 730/2016, ovvero nella Comunicazione dei dati rettificati da parte del Caf o del professionista abilitato nei casi in cui il contribuente non intende presentare una dichiarazione correttiva. La procedura segnala, attraverso appositi messaggi di errore, se le informazioni inserite nel modello 730/2016 e nei relativi allegati contrastano con le indicazioni fornite dalle specifiche tecniche e dalla circolare dei controlli. Gli utenti non abilitati al servizio telematico, grazie alla tecnologia utilizzata, possono usufruire dell’applicazione direttamente dal web. Il sistema consente di attivare il software in maniera semplice con la certezza di utilizzare sempre la versione più aggiornata, evitando complesse procedure di installazione o aggiornamento. (Agenzia delle Entrate, nota del 14 luglio 2016)   ******   4) L’acquisto di beni con finanziamento non blocca l’accertamento sulla base del redditometro L’avere comprato a rate la casa e la macchina non può fare stare al sicuro il contribuente dall’accertamento fiscale basato sul redditometro. Necessita, quindi, sempre avere redditi dichiarati di un certo spessore, altrimenti in contenzioso la spunta l’Erario. Da tale assunto non si discosta l’ordinanza n. 14405 del 14/7/2016 della Corte di cassazione che ha, così, invertito quanto aveva deciso il giudice di merito. Ma andiamo con ordine. Dunque, l'acquisto dell’auto di lusso, nonostante sia fatto a rate, non fa cadere l’accertamento a carico del contribuente. Spetta, infatti, allo stesso spiegare come abbia ottenuto i fondi per comprare la prima abitazione e la macchina. In particolar modo quando gli acquisti sproporzionati rispetto al reddito dichiarato siano stati fatti mediante un finanziamento. È stato quindi accolto il ricorso con il quale l’Agenzia delle entrate contestava la decisione resa dalla Ctr di Genova. Difatti, i giudici di merito avevano bocciato l’atto impositivo basato sul redditometro poichè i beni acquistati erano una prima abitazione e un’auto di lusso a rate. Viceversa, secondo la Suprema Corte, l’art. 38 del dpr n. 600 del 1973 prevede che il controllo della congruità dei redditi dichiarati venga effettuato partendo da dati certi e utilizzando gli stessi come indici di capacità di spesa, per dedurne, avvalendosi di specifici e predeterminati parametri di valorizzazione (cd. redditometro), il reddito presuntivamente necessario a garantirla. Quando il reddito determinato in tal modo si discosta da quello dichiarato per almeno due annualità, l’Ufficio del fisco può procedere all’accertamento con metodo sintetico.   ******   5) In scadenza il termine per versare le imposte derivanti dai Modelli Unico 2016 e Irap 2016 Entro oggi, 18 luglio 2016, i contribuenti non alle prese con gli studi di settore, dovranno procedere a versare le imposte ed i contributi risultanti dai modelli Unico 2016 e Irap 2016 (saldo per il 2015 e eventuale primo acconto per il 2016) con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse. Viceversa, per i soggetti tenuti agli studi di settore, il DPCM 15 giugno 2016 ha disposto la proroga di detti versamenti al 22 agosto 2016 con la maggiorazione dello 0,40% (senza maggiorazione scadeva il 6 luglio scorso) . Si ricorda che rientrano nella proroga: - i soggetti per i quali operano cause di esclusione dagli studi di settore (diverse dall’ammontare di ricavi o compensi superiori al suddetto limite di 5.164.569 euro) o cause di inapplicabilità degli studi stessi; - i c.d. “contribuenti minimi”, di cui all’art. 27 del DL 98/2011, che svolgono attività economiche per le quali sono previsti gli studi di settore, ancorché essi siano esclusi per legge dalla relativa applicazione; - i contribuenti che applicano il nuovo regime forfetario di cui all’art. 1, commi da 54 a 89 della L. 190/2014 (legge di stabilità 2015) e che svolgono attività economiche per le quali sono previsti gli studi di settore, ancorché siano anch’essi esclusi per legge dalla relativa applicazione. Per tali soggetti, il versamento senza la maggiorazione dello 0,4% è scaduto lo scorso 6 luglio, mentre per il pagamento con la suddetta maggiorazione c’è tempo fino al prossimo 22 agosto. Se i contribuenti che non beneficiano della proroga sono titolari di partita IVA, presentano la dichiarazione IVA relativa al 2015 in forma unificata con il modello Unico 2016 e non hanno ancora effettuato il versamento del saldo IVA relativo allo scorso anno: - l’importo dovuto deve essere maggiorato degli interessi nella misura dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese successivo al 16 marzo 2016 (termine ordinario di versamento del saldo IVA 2015) e fino al 16 giugno 2016 (termine ordinario per i versamenti di UNICO 2016), quindi dell’1,20% (0,4% per i periodi 17 marzo-16 aprile, 17 aprile-16 maggio e 17 maggio-16 giugno); - sull’importo comprensivo della suddetta maggiorazione dell’1,2% è dovuta l’ulteriore maggiorazione dello 0,40% per il differimento dal 17 giugno al 18 luglio 2016 (la maggiorazione totale applicabile al saldo IVA è quindi pari all’1,6048%). Si ricorda che la proroga non interessa: - persone fisiche che non esercitano attività d’impresa o di lavoro autonomo, neppure tramite partecipazione a società o associazioni in regime di trasparenza fiscale ai sensi degli artt. 5, 115 e 116 del TUIR; - contribuenti che svolgono attività d’impresa o di lavoro autonomo per le quali non sono stati elaborati gli studi di settore; - contribuenti che dichiarano ricavi o compensi superiori a 5.164.569 euro; - contribuenti per i quali trovano applicazione i parametri di cui all’art. 3, commi 181-187 della L. 28 dicembre 1995 n. 549, in quanto per l’attività esercitata non sono stati approvati gli studi di settore; - imprenditori agricoli titolari solo di reddito agrario.   ******   6) Il possesso della carta di credito italiana non prova la residenza fiscale del contribuente in Italia Il possesso delle carte di credito italiane non provano la residenza fiscale del contribuente in Italia. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 14298 del 13 luglio 2016. Il contenzioso era sorto tra un soggetto iscritto all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) e l’Agenzia delle Entrate che aveva proceduto a notificare un avviso di accertamento IVA al contribuente, ufficialmente, residente in Inghilterra, ma secondo il Fisco residente in Italia. Questo sulla base del semplice possesso di carte di credito italiane. Tuttavia, già la Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione al contribuente affermando che é l’Ufficio delle Entrate che deve fornire la prova dei movimenti e dell’uso delle carte di credito; per il Fisco. Non basta, quindi, come sosteneva l’Agenzia, il solo possesso di carte di credito italiane per provare la residenza della contribuente in Italia. Il contribuente può giustificarsi asserendo di averne fatto uso solo nei periodi di permanenza in Italia per lavoro. La Corte di Cassazione, nel rigettare il ricorso dell’Agenzia delle entrate, ha osservato che il possesso di carte di credito italiane ha solo valore indiziario, e poi è stato segnalato che le spese effettuate in Italia equivalevano a quelle effettuate all'estero, per cui l’indizio non è risultato univoco. *** Attenzione l’iscrizione all’AIRE non prova la residenza all’estero L’iscrizione all’AIRE non prova la residenza a Montecarlo: Per escludere la residenza fiscale in Italia di un connazionale trasferito all’estero, non basta l’iscrizione all'AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero). Rischia di avere dei guai con le Entrate lo sportivo che risulta emigrato a Montecarlo, ma che torna spesso in Italia per stare con il figlio, avuto dall’ex compagna, e che continua a ricevere la corrispondenza nel Belpaese, dove risultano aperti numerosi conti correnti bancari. (Corte di Cassazione, sentenza n. 12311/2016) ******   7) Accertamento fiscale: Il PVC va sempre bene Accertamento fiscale: Il PVC va sempre bene, a prescindere da chi lo abbia redatto. Secondo la Corte di Cassazione (sentenza n. 29994 del 14 luglio 2016) Non ha rileva la circostanza che il processo verbale di constatazione sia stato redatto dall’Agenzia delle Entrate e non dalla Guardia di Finanza: può sempre essere usato per fare condannare l’imprenditore che evade il Fisco. In tal modo, la Suprema Corte ha respinto il ricorso di un contribuente che, al fine di evadere le imposte sui redditi e l’IVA, aveva indicato nelle dichiarazioni di più anni elementi passivi fittizi avvalendosi di fatture relative ad operazioni inesistenti. Era, quindi, stato condannato a nove mesi di carcere. Questo sulla base del processo verbale di constatazione redatto dalle Entrate e non dalla GdF. Secondo l’imputato, pertanto, il PVC sarebbe stato inutilizzabile. La contestazione dell’imprenditore si è poi rivelata infondata a parere dei giudici supremi: “secondo la giurisprudenza di questa corte – hanno osservato – Il processo verbale di constatazione rientra nella categoria dei documenti extraprocessuali ricognitivi di natura amministrativa e può, quindi, essere acquisito ex art. 234 c.p.p.”. La Cassazione ritiene che il verbale di constatazione non è un atto processuale, poiché non è previsto dal codice di rito o dalle norme di attuazione e non può essere qualificato quale particolare modalità di inoltro della notizia di reato. In definitiva, la Suprema Corte ha poi fatto rilevate che la decisione presa è stata comunque corroborata da altri elementi, quali le dichiarazioni testimoniali depositate dal funzionario dell’Erario e la documentazione contabile acquisita. *** L’IMU è legittima L’IMU non è illegittima. La Corte Costituzionale, con l’ordinanza n. 169 depositata il 13 luglio 2016, ha stabilito che le norme istitutive dell’IMU, nello specifico l’art. 8 del DLgs. 23/2011 e l’art. 13 del D.L. 201/2011, non sono costituzionalmente illegittime, giacché non violano il principio di capacità contributiva sancito dall’art. 53 della Costituzione, né quello della proprietà privata di cui all’art. 42.   ******   8) Gli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro: appendice di aggiornamento Ammortizzatori sociali: gli aggiornamenti del CNDCEC alla luce delle novità legislative. Pubblicato, con data 14 luglio 2016, dal Consiglio nazionale commercialisti il Memorandum n. 09/2016. A seguito dell’emanazione da parte del Ministero del Lavoro dei decreti n. 95075/2016 e n. 95442/2016, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ha pubblicato, nella giornata di ieri all’interno del proprio sito, le note di aggiornamento sulle importanti novità intervenute con il D.lgs 148/2015 in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro. Con le tali note, il CNDCEC ha aggiornato il tema già trattato con il Memorandum n. 4/2016. I decreti del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, i n. 95075/2016 e 95442/2016, sottolineano dal Consiglio Nazionale, completano la riforma e pongono in capo ai datori di lavoro ed ai professionisti che li assistono ulteriori e rigorosi adempimenti. La disamina delle disposizioni ivi contenute, prosegue il CNDCEC, vuol essere un contributo finalizzato soprattutto ad evitare inutili contenziosi che potrebbero pregiudicare ulteriormente l’attività aziendale. Con il documento in questione, il Consiglio Nazionale ha prevalentemente analizzato i seguenti punti: - D.M. 95075/2016 - Definizione dei criteri per l’accesso ad ulteriore periodo di integrazione salariale straordinaria; - D.M. n. 95442/2016 - Criteri per l’esame delle domande per la cassa integrazione ordinaria; - Schema di decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive del d.lgs. n. 148 del 14 settembre 2015 ai sensi dell’art. 1, comma 13, della legge 10 dicembre 2014, n. 183.   ******   9) Procedure Concorsuali: l’(in)falcidiabilità del credito IVA Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha pubblicato il 14 luglio 2016, il documento “L’(In)falcidiabilità del credito IVA”, che analizza la sentenza della Corte di Giustizia Ue del 7 aprile 2016, causa C-546/14, che aveva stabilito un rilevante principio: l’imprenditore in stato di insolvenza, al fine di estinguere le proprie passività mediante la liquidazione del suo patrimonio, può presentare un ricorso per l’ammissione al concordato preventivo, con il quale propone di pagare soltanto parzialmente un debito per l’imposta sul valore aggiunto attestando – sulla base dell’accertamento di un esperto indipendente – che il credito dell’Amministrazione finanziaria non riceverebbe una soddisfazione migliore nel caso del proprio fallimento. La Corte è favorevole all’interpretazione che “non sia ostativa ad ammettere che l’imprenditore possa presentare domanda per l’ammissione al concordato preventivo liquidatorio connotata dalla proposta di pagare solo parzialmente un debito IVA laddove un professionista indipendente abbia attestato, in forza di specifiche disposizioni della disciplina di riferimento, che il credito non riceverebbe trattamento migliore in sede fallimentare.   ******   10) Comunicazione in arrivo ai soggetti destinatari di un PVC contenente rilievi fiscali Lo prevede il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate n. 112072 del 15 luglio 2016. Lo scopo è quello di consentire ai diretti interessati di potere accedere all’istituto del ravvedimento operoso. ---> Leggi tutto   ******   11) Cooperazione amministrativa per i controlli fiscali Entrate e Amministrazione fiscale bavarese siglano un nuovo patto. Rafforzare la cooperazione amministrativa in materia fiscale attuando verifiche congiunte presso contribuenti appartenenti allo stesso gruppo d’imprese. È l’obiettivo del Memorandum of Understanding (MoU) firmato dal Direttore Centrale Accertamento dell’Agenzia delle Entrate, Aldo Polito e dal Capo del Dipartimento fiscale del Ministero delle Finanze Bavarese, Eckehard Schimdt, nel corso di un convegno tenutosi oggi a Milano presso la sede della Direzione Regionale della Lombardia delle Entrate. All’evento sono intervenuti il Direttore Regionale Giovanna Alessio, il Direttore Centrale Accertamento Aldo Polito, il capo ufficio Rapporti con Organismi Internazionali Chiara Putzolu. Per il Ministero delle Finanze bavarese, hanno partecipato il Capo del Dipartimento fiscale Eckehard Schmidt, capo della Divisione Fiscale Corporate e dell’International Tax Center, Thomas Eisgruber e Funzionario dell’International Tax Center I contenuti del convegno Nel corso dell’incontro sono stati illustrati gli aspetti salienti del progetto “Joint Audit”, nato per rafforzare la cooperazione amministrativa in materia fiscale. L’obiettivo è, infatti, quello di consolidare la cooperazione tra le amministrazioni finanziarie europee nel contesto internazionale, in linea con le azioni congiunte di carattere bilaterale o multilaterale intraprese per assicurare il rispetto delle norme fiscali da parte dei gruppi che operano in più giurisdizioni. Il documento siglato il 15 luglio 2016 rappresenta la base giuridica per lo svolgimento di verifiche congiunte e/o simultanee (“Joint Audit”) tra le due Amministrazioni su tematiche fiscali di rilevanza transnazionale che interessano contribuenti, appartenenti ad uno stesso gruppo d’imprese, con sede in Italia e in Baviera. Inoltre, presso la Direzione Regionale Lombardia, è stata inaugurata una sede di lavoro congiunta che consentirà ai membri del gruppo di lavoro dell’Amministrazione fiscale Bavarese di disporre di spazi attrezzati in Italia per lo svolgimento delle attività connesse al progetto. (Agenzia delle Entrate, comunicato n. 141 del 15 luglio 2016)   ******   12) Trattamento fiscale per i compensi incassati dagli eredi del professionista Iva: Gli eredi non devono mai emettere fattura per le prestazioni del professionista (de cuius), non ancora fatturate prima del decesso. Si tratta di una precisazione fornita dalla Fondazione commercialisti nello studio pubblicato il 15 luglio 2016. Compensi incassati dagli eredi del professionista scomparso: Irpef, successioni ed Iva. E’ questo il tema su cui si sofferma il documento (uno dei tanti pubblicati il 15 luglio 2015 sul sito internet della FNC) della Fondazione Nazionale Commercialisti. Nel documento citato vengono analizzati i metodi per la compilazione delle dichiarazioni fiscali dei compensi spettanti a un professionista scomparso ma percepiti dai suoi aventi causa a titolo successorio. L’argomento è trattato ai fini delle imposte dirette, dell’imposta di successione e dell’Imposta sul valore aggiunto. Norme centrali sono l’art. 7, comma 3, del D. P. R. n. 917/1986 (TUIR) e il 21, comma 2 del medesimo testo unico, l’art. 35-bis del D. P. R. n. 633/1972 (D. IVA), e, in ultimo, l’art. 12 del D. Lgs. n. 346/1990 (TUS). Tale normativa, in particolare quella relativa al TUIR, implica, a causa delle interrelazioni presenti, alcune considerazioni specifiche in merito all’applicazione dell’imposta sulle successioni. Tra le varie criticità che essa genera vi è, difatti, proprio quella attinente alla doppia imposizione tra le imposte sui redditi e l’imposta sulle successioni, risolta dal legislatore attraverso la previsione di un calcolo della base imponibile ai fini delle imposte dirette che deve tener conto della quota di imposta versata in ambito successorio. Ciò impone, però, un’ulteriore riflessione sui crediti che rientrano nell’attivo ereditario. Oltre questa sistematica criticità, si riscontrano anche quelle non meno importanti sul verificarsi del presupposto delle imposte sui redditi (e dunque dell’esistenza dell’obbligazione tributaria in capo agli eredi) e quelle attinenti alla ritenuta alla fonte e alla deduzione delle spese inerenti al compenso percepito. Per quanto attiene all’Iva, la FNC ritiene che gli eredi non devono mai emettere fattura sui compensi da essi percepiti, ma, al limite, una certificazione, qualora il de cuius non abbia fatturato precedentemente alla scomparsa. *** La natura tributaria dei canoni imposti dai consorzi per le aree di sviluppo industriale Documento della FNC pubblicato il 15 luglio 2016. I Consorzi per le aree di sviluppo industriale promuovono, nell'ambito degli agglomerati industriali attrezzati dai consorzi medesimi, le condizioni necessarie per la creazione e lo sviluppo di attività produttive nei settori dell'industria e dei servizi. I canoni consortili imposti alle imprese dai consorzi per le aree di sviluppo industriale, disciplinati dall'art. 36 della l. 5 ottobre 1991, n. 317, non sono semplici canoni ma veri e propri tributi, con tutte le conseguenze che ne derivano in termini di giurisdizione di competenza e applicabilità dell’Iva. *** Il Commercialista di Base Si tratta di due documenti pubblicati sul tema il 15 luglio 2016 dalla FNC. Il 5 luglio, dopo l’assemblea annuale della FNC, è stata presentata in diretta streaming la ricerca sul Commercialista di Base. L’enunciato, nella sua apparente semplicità, sembra quasi una formula matematica per risolvere agevolmente un’equazione solo in apparenza complessa. In concreto, il criterio è quello di fornire ai cd. “contribuenti minori” l’ausilio di un commercialista che, strutturandosi come operatore di un servizio pubblico, metta la propria attività a loro disposizione: da un lato, sostenendoli con una funzione di consulenza; dall’altro, sorvegliandone il corretto attenersi agli oneri fiscali e contributivi posti a loro carico. In una visione più ampia, l’istituzione di questa figura andrebbe ad attendere anche ad una funzione metagiuridica: il commercialista di base infatti fungerebbe, oltre che da assistente professionale a vantaggio dei contribuenti minori, anche da garante costituzionale del rispetto del diritto al pagamento del “giusto tributo”. *** Il nuovo Codice degli Appalti: novità per imprese e P.A. Lo studio della FNC è stato pubblicato il 15 luglio 2016 nella sezione Documenti. Il nuovo Codice degli Appalti e delle Concessioni definito dal D.Lgs. 50/2016 nasce per aderire alla direttiva 2014/23/UE che disciplina organicamente un settore in precedenza solo parzialmente regolato a livello europeo. Nelle intenzioni del Legislatore nazionale il recepimento della nuova normativa europea ha rappresentato un'importante occasione per modificare e razionalizzare la materia nel suo complesso. Lo scopo del presente documento è fare luce sulle principali novità intervenute in tema di qualificazione delle imprese, profili procedurali e, soprattutto nell'ambito del PPP, in relazione alla gestione dei rischi e alla modalità di contabilizzazione degli investimenti nell'ambito dei bilanci delle stazioni appaltanti. *** Ancora sulla intangibilità del credito IVA nelle procedure alternative al fallimento: l'efficacia vincolante della sentenza Degano Trasporti e il ruolo del professionista attentatore E’ questo il tema su cui verte l’ulteriore documento pubblicato dalla FNC il 15 luglio 2016. Come è noto, con la sentenza 7 aprile 2016, causa C-546/14, la Corte di Giustizia ha ritenuto compatibile con la normativa comunitaria in materia di IVA una proposta di concordato che prevede il pagamento parziale dell’imposta a condizione che un esperto indipendente attesti il trattamento deteriore di tale credito nell'alternativa fallimentare. Data l’efficacia vincolante delle sentenze interpretative della CGCE rispetto alle giurisdizioni ed alle amministrazioni pubbliche nazionali, la ricostruzione formulata in relazione ai principi dell’ordinamento dell’UE impone a questi ultimi di dare immediata attuazione a quanto statuito dalla Corte, senza dimenticare, tuttavia, sia che il rinvio pregiudiziale è dato disposto con specifico riferimento alla normativa applicabile in ipotesi di concordato preventivo “senza transazione fiscale”, sia che l’intangibilità dei crediti IVA rinvenga il proprio fondamento nella spiccata connotazione “sinallagmatica” caratteristica di questo istituto. *** Opportunità di finanziamenti europei per i professionisti Ultimo documento pubblicato il 15 luglio 2016 dalla FNC. In questi mesi poche regioni hanno iniziato ad applicare il maxi emendamento alla legge di stabilità che ha riconosciuto l'equiparazione tra imprese e professionisti in questo ambito. Con questo aggiornamento si continua a fornire informazioni agli iscritti sulle attuali possibilità d'accesso ai fondi europei. *** Check list - Società di comodo Chiude la rassegna il foglio in word pubblicato il 15 luglio 2016 dalla FNC nella sezione Strumenti di Lavoro. Si tratta dello strumento operativo di controllo a supporto dell’attività svolta dai collaboratori negli studi professionali.   Vincenzo D’Andò