Il Modello 770 si presenta entro il 22 agosto 2016 – Diario quotidiano del 15 luglio 2016

Pubblicato il 15 luglio 2016



1) Canone Rai: in caso di passaggio da un fornitore ad un altro (switch) non occorre fare nulla
2) SCIA “unica” e nuova Conferenza dei servizi: decreti Gazzetta Ufficiale
3) Se l’attività professionale svolta non è remunerativa ok all’accertamento induttivo
4) Start-up: a breve disponibile la piattaforma informatica per il deposito del modello standard (senza notaio)
5) TFR: coefficiente di rivalutazione di giugno 2016
6) Presentazione del Modello 770/2016 entro il 22 agosto 2016
7) Dal MEF chiarimenti sull’esenzione dei terreni agricoli, fusione di comuni (C.M. n. 9/1993 – errata classificazione)
8) Relazione sulla riforma costituzionale
9) Lidi balneari: la Corte europea boccia le proroghe alle concessioni
10) La vittoria del coobbligato con il Fisco vale anche per il contribuente rimasto inerte
 
diario-quotidiano-articoli-8Indice: 1) Canone Rai: in caso di passaggio da un fornitore ad un altro (switch) non occorre fare nulla 2) SCIA “unica” e nuova Conferenza dei servizi: decreti Gazzetta Ufficiale 3) Se l’attività professionale svolta non è remunerativa ok all’accertamento induttivo 4) Start-up: a breve disponibile la piattaforma informatica per il deposito   del modello standard (senza notaio) 5) TFR: coefficiente di rivalutazione di giugno 2016 6) Presentazione del Modello 770/2016 entro il 22 agosto 2016 7) Dal MEF chiarimenti sull’esenzione dei terreni agricoli, fusione di comuni (C.M. n. 9/1993 – errata classificazione) 8) Relazione sulla riforma costituzionale 9) Lidi balneari: la Corte europea boccia le proroghe alle concessioni 10) La vittoria del coobbligato con il Fisco vale anche per il contribuente rimasto inerte  
  1) Canone Rai: in caso di passaggio da un fornitore ad un altro (switch) non occorre fare nulla Niente problemi per chi cambia fornitore di luce durante l’anno. A far pagare nella bolletta senza “traumi economici” ci pensano direttamente i due gestori. E’ questo uno dei chiarimenti contenuto nel comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate n. 140 del 13 luglio 2016. Canone Rai, dal 13 luglio 2016 sul sito dell’Agenzia le nuove Faq sull’addebito in bolletta: Cosa succede se cambio il fornitore di energia elettrica nel corso dell’anno? Come devo comportarmi se attivo un’utenza elettrica residenziale, ma non ho la tv? Che devo fare se sono titolare di più utenze elettriche? Sono solo alcune delle domande a cui l’Agenzia risponde con le nuove Faq sul pagamento del canone tv ad uso privato, disponibili da mercoledì sul sito www.agenziaentrate.gov.it. Si tratta di taluni quesiti che si focalizzano sul chiarimento di dubbi e problematiche legati alla fase di addebito del canone nelle fatture elettriche a partire dal mese di luglio. Come avviene l’addebito in presenza di più contratti o in caso di voltura Verrà addebitato un solo contratto di fornitura elettrica di tipo domestico residenziale. Se una persona è titolare di due utenze di questo tipo, il canone sarà presente sul contratto più recente. Maggiore chiarezza anche sui casi di voltura dell’utenza elettrica: se si cede l’unica fornitura di cui si è titolari, le rate mancanti del canone dovranno essere versate col modello F24. Chi invece diventa titolare di un’utenza solo a seguito della voltura, troverà il canone nella prima fattura elettrica utile. Se si era in possesso di una tv già prima dell’attivazione, l’eventuale importo non addebitato deve essere pagato con F24. Cambio del fornitore nel corso dell’anno In caso di passaggio da un fornitore ad un altro (switch) non occorre fare nulla: le rate del canone saranno addebitate dalle due imprese elettriche secondo i periodi di rispettiva titolarità del contratto.   ******   2) SCIA “unica” e nuova Conferenza dei servizi: decreti Gazzetta Ufficiale Sulla Gazzetta Ufficiale n. n. 162 del 13 luglio 2016, sono stati pubblicati due decreti che fanno parte del cd. “pacchetto Madia” di riforma della Pubblica Amministrazione, in materia di segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) e di Conferenza dei servizi. Ebbene, i due D.Lgs. 30 giugno 2016, rispettivamente nn. 126 e 127 entreranno in vigore il 28 luglio, anche se Regioni ed Enti locali avranno tempo fino al 1° gennaio 2017 per adeguarsi alle novità in fatto di SCIA. Dunque, potenzialmente (il condizionale è d’obbligo), dal prossimo 28 luglio potrebbe essere presentato presso un unico Ufficio, anche in via telematica, un unico modulo per la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) valido in tutto il paese. La pubblica amministrazione destinataria delle istanze e richieste pubblica sul proprio sito istituzionale il modulo. È previsto un unico ufficio a cui rivolgersi, che avrà il compito di interagire con tutti gli altri uffici e/o amministrazioni interessate. La richiesta al cittadino di documenti ulteriori rispetto a quelli previsti è considerata inadempienza sanzionabile sotto il profilo disciplinare.   ******   3) Se l’attività professionale svolta non è remunerativa ok all’accertamento induttivo Se l’attività del professionista (nel caso di specie avvocato) va male e chiude quasi sempre in perdita, allora l’Agenzia delle Entrate è legittimata a potere applicare l’accertamento fiscale di tipo induttivo, e a tal fine non ha neppure necessità di ricorrere agli studi di settore. E’ quanto, sostanzialmente, ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 14281 del 12 luglio 2016, che dal lato “razionale” non fa una piega. Dunque, secondo la Cassazione, esiste la crisi economica, ma a tutto c’è un limite. Se l’attività non tira occorre fare qualcosa per rivitalizzarla e, quindi, per riuscire a proseguire ottenendo reddito anche per giustificarsi con l’Erario. Si proprio cosi, nel caso di specie, sono mancate le giustificazioni plausibili del professionista per cui la situazione reddituale è stata giudicata inverosimile. Perdite inverosimili Può essere elevato il reddito del professionista che dichiara inverosimili e ripetute perdite di esercizio. Infatti, per il recupero a tassazione dell’Irpef è sufficiente il comportamento antieconomico del lavoratore autonomo, in questo caso dell’avvocato. Ma non basta. Pur in presenza di una contabilità ordinaria l’ufficio può spiccare l’atto impositivo. Lo ha evidenziato la Corte di Cassazione che, con la citata sentenza, ha respinto il ricorso di un legale. La sezione tributaria ha infatti chiarito che il ricorso all’accertamento induttivo del maggior reddito d’impresa non è precluso dal riscontro di una contabilità (ordinaria o semplificata) formalmente regolare, allorché gravi, precisi e concordanti indizi militino nel senso dell’esistenza di maggiori ricavi, non desumibili dalla contabilità stessa. Metodo accertativo utilizzato di tipo misto In conclusione, a parere dei giudici supremi, “la sentenza impugnata ha evidenziato come il comportamento dell’avvocato non fosse suffragato da idonea giustificazione, risultando dalla sua dichiarazione che l’attività professionale svolta non era remunerativa e, addirittura, presentava perdite rilevanti in diverse annualità, con la conseguenza che correttamente suoi compensi sono stati rideterminati in via presuntiva. L’Ufficio non ha effettuato un accertamento basato sugli studi di settore, ma ha rilevato gravi incongruenze tra i compensi dichiarati e quelli fondatamente desumibili dalle caratteristiche e condizioni di esercizio dell’attività svolta; quindi ha provveduto a rideterminare i compensi da lavoro autonomo, prendendo a riferimento gli studi di settore, utilizzati come termine di valutazione per la determinazione dei compensi, peraltro calcolati in misura potenziale del 50%. Né, del resto, il contribuente ha dimostrato l’esistenza di una realtà reddituale diversa da quella accertata dall’Ufficio”. *** Accertamento sintetico: redditi prodotti all’estero possono essere una valida prova contraria I redditi prodotti all’estero e fiscalmente irrilevanti in Italia possono costituire una valida prova contraria contro l’accertamento sintetico, se il contribuente dimostra che l’entità di tali redditi e la durata del loro possesso possono costituire circostanze sintomatiche del fatto che la spesa per incrementi patrimoniali sia stata sostenuta proprio con tali redditi. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 14324 del 13 luglio 2016, secondo cui bisogna, quindi, dimostrare la durata e l’entità dei redditi che integrano la prova contraria   *******   4) Start-up: a breve disponibile la piattaforma informatica per il deposito del modello standard (senza notaio) E’ di ieri la notizia dell’imminente partenza della costituzione delle Start-up senza il notai: Si tratta della piattaforma informatica per la predisposizione e il deposito (senza l’intervento del notaio) del modello standard per la costituzione di una start up nella forma di srl. Il “servizio” viene chiamato startup.registroimprese.it. e verrà curato Infocamere. Pare dunque che il citato servizio permetterà dal 20 luglio la predisposizione guidata ai futuri società innovativa di questo tipo di modello, secondo i dettami della normativa vigente, nonché la sottoscrizione digitale e la sua successiva allegazione ad una pratica di Comunicazione unica per l’invio al registro imprese, mediante il collegamento diretto con l’applicativo Starweb. Peraltro, con la circolare Mise 3691/C sono state fornite le disposizioni applicative del DM 17/2/2016 e del Decreto 1/7/2016. Start-up senza notaio Dunque, dal 20 luglio 2016 è concretamente possibile costituire una start-up innovativa in forma di s.r.l. (come previsto dall’art. 4 c. 10 bis DL 3/2015 conv. in L. 33/2015) senza necessità dell’intervento di un notaio: è stato infatti pubblicato il Decreto Dirigenziale 1° luglio 2016 che delinea le specifiche tecniche per la redazione del modello standard di atto costitutivo e statuto. In pratica i soci della start-up devono: - collegarsi alla piattaforma startup.registroimprese.it e predisporre atto costitutivo e statuto in conformità al modello ministeriale, compilando campi predeterminati. - sottoscrivere l’atto costitutivo con firma digitale; - registrare l’atto costitutivo avvalendosi della funzionalità “registrazione” presente nella piattaforma startup.registroimprese.it; - trasmettere mediante ComUnica al registro delle imprese l’atto costitutivo e lo statuto per l’iscrizione nella sezione ordinaria presentando contestualmente domanda di iscrizione nella sezione speciale. (Decreto Dirigenziale 1° luglio 2016, Min. Svil. Econ. Circolare del 1° luglio 2016, n. 3691/C)   ******   5) TFR: coefficiente di rivalutazione di giugno 2016 Per il mese di giugno 2016 il coefficiente di rivalutazione delle quote di trattamento di fine rapporto accantonate è pari a 0,750000. A seguito del comunicato Istat del 13 luglio 2016, che ha stabilito in 99,90 l'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) (senza tabacchi), sono stati rielaborati i coefficienti validi per il mese di giugno 2016 del trattamento di fine rapporto e dei crediti di lavoro. Con il comunicato Istat del 13 luglio 2016, che ha stabilito in 99,90 l'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) (senza tabacchi), sono stati rielaborati i coefficienti validi per il mese di giugno 2016 del trattamento di fine rapporto e dei crediti di lavoro. Trattamento di fine rapporto Questa la tabella riepilogativa dei valori relativi al mese di giugno 2016:
Mese Periodo Indice Istat Delta % indice Rateo 1,5 75% delta indice Coefficiente rivalutazione
Giugno 2016 dal 15.06 al 14.07 99,90 - 0,006636 0,750 - 0,004977 0,750000
  ******   6) Presentazione del Modello 770/2016 entro il 22 agosto 2016 Presentazione del Modello 770/2016 entro il 22 agosto 2016. La conferma dell’Agenzia delle Entrate pare ora ufficiale con l’avvenuta pubblicazione (il 14 luglio 2016) delle scadenze fiscali del mese di agosto 2016 sul sito www.agenziaentrate.it. Dunque, il termine di presentazione telematica dei modelli 770/2016 semplificato ed ordinario non scade il 31 luglio. Difatti, il termine cadendo di domenica slitta al giorno immediatamente successivo, ovvero a lunedì 1° agosto. Ora, come è noto, per il termine delle scadenze dei primi venti giorni del mese di agosto vige il periodo di proroga estiva. Per questo gli adempimenti fiscali ed i versamenti in scadenza dal 1° al 20 agosto possono essere eseguiti fino al 20 agosto senza maggiorazioni. Così come prevede l’art. 3-quater del D.L. 16/2012. Ma quest’anno il 20 agosto cade di sabato per cui gli adempimenti slittano al 22 agosto 2016 (lunedì). La normativa a sostegno del giorno di scadenza (22 agosto) che viene riportata sullo scadenziario delle Entrate è: D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, art. 4 - Provvedimenti del Direttore Agenzia delle Entrate del 15 gennaio 2016, del 25 marzo 2016 e del 4 maggio 2016. Decreto legge 2 marzo 2012, n. 16, art. 3-quater, conv. L. 26 aprile 2012, n. 44.   ******   7) Dal MEF chiarimenti sull’esenzione dei terreni agricoli, fusione di comuni (C.M. n. 9/1993 – errata classificazione) La circolare, del Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 4/DF del 14 luglio 2016, fornisce chiarimenti in merito all’esenzione dall’IMU prevista dalla legge di stabilità 2016 per i terreni agricoli ricadenti nei comuni che per effetto di una fusione, anche per incorporazione, non risultano nell’elenco allegato alla circolare n. 9 del 14 giugno 1993 e risolve, altresì, il caso particolare dell’errata classificazione di un comune nel medesimo elenco. ---> Leggi tutto   ******   8) Relazione sulla riforma costituzionale Relazione di “Sabino Cassese” sulla riforma costituzionale. Assonime, con il Note e studi 10-2016 del 14 luglio 2016, pubblica il testo dell’intervento del professor Sabino Cassese “Cinque domande sulla riforma della Costituzione“, presentato alla giunta Assonime del 14 giugno 2016. Queste le risposte fornite a tali interrogativi: La costituzione italiana è modificabile Non solo si può, ma si deve modificare la Costituzione perché così era scritto nel suo codice genetico. Cambiamento con la riforma La legge di riforma costituzionale formalmente riguarda quarantasette articoli, ma nella sostanza ne modifica soltanto sei: - l’articolo 55 sulla composizione del Parlamento - l’articolo 57 sul Senato - l’articolo 70 sulla funzione legislativa - l’articolo 94 sulla fiducia al Governo - l’articolo 114 sulle Province - l’articolo 117 sulle competenze legislative delle Regioni. Le altre modifiche sono essenzialmente lessicali o consequenziali. Il cuore della riforma è la modifica di un tratto della struttura orizzontale (il bicameralismo) e di un tratto della struttura verticale dello Stato (il regionalismo). La proposta di riforma contiene anche altre disposizioni importanti, come la soppressione del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL) e della garanzia costituzionale delle Province. Tra le riforme ulteriori, segnalo la previsione secondo la quale il governo può chiedere la priorità per l’approvazione di disegni di legge, con il vincolo di approvazione in 70 giorni. Ciò eviterà il gran numero di decreti – legge che poi il Parlamento ratifica, e rende più spedita l’azione legislativa. Motivo del cambiamento La riforma approvata dalle Camere, di per sé, non stabilizza i governi. Evita solo che questi siano in balia di maggioranze asimmetriche nelle due Camere (come accaduto più di una volta negli ultimi venticinque anni). E pone le premesse perché essi possano operare con maggiore speditezza, dovendo dar conto del loro operato solo a un ramo del Parlamento. Sulla possibilità di modificazione di regime La riforma costituzionale non modifica il regime parlamentare. Il Governo deve avere la fiducia della sola Camera dei Deputati e non quella del Senato. Ma la riforma non trasforma la legittimazione dell’esecutivo in una legittimazione direttamente popolare. In altre parole, sarà sempre il Parlamento che dovrà dare la fiducia, non il voto popolare. Riforma insufficiente Il Note e Studi 10/2016 di Assonime conclude il proprio intervento affermando che queste riforme non bastano. C’è da fare di più. Innanzitutto, occorre rafforzare i contrappesi. Il modello kelseniano di democrazia (gestire insieme e sotto massimo controllo). Vanno condivisi alcuni valori di fondo. Ci si deve dividere sugli altri, sui quali competere. Su questi altri, debbono esercitarsi i controlli di chi è escluso. Questi controlli servono a bilanciare l’esercizio del potere da parte della maggioranza. Il Parlamento ha abdicato, e non da tempo recente, alla funzione di controllo. È solo organo di legislazione o di ratifica delle leggi proposte dal Governo; la funzione di controllo del Governo non viene esercitata. La Corte dei Conti, che sarebbe l’“occhio del Parlamento”, è lasciata sola a predicare (e spesso finisce per razzolare male). Secondo il Note e Studi, già ora con la riforma il nuovo Senato potrà essere un controllore più efficace, avendo una legittimazione diversa ed essendo espressamente chiamato a valutare le pubbliche amministrazioni e il loro rendimento sul territorio. Si tratta di una nuova competenza che andrà adeguatamente sviluppata. L’ultima esigenza è quella di riequilibrare i poteri tra potere e magistratura. A parere di Assonime vi è un continuo straripamento dei poteri delle procure, a danno dello Stato di diritto e con un continuo condizionamento degli altri poteri. Quello esecutivo e amministrativo è ormai ridotto al silenzio, perché le procure sono la suprema autorità ambientale, la suprema autorità urbanistica, l’ultima istanza della politica industriale, e così via. E non ci si ferma qui, perché il Senato sta esaminando un testo già approvato dalla Camera, che estende le misure di prevenzione in materia di mafia a tutta le ipotesi di corruzione. Rimane, quindi, molto da fare.   ******   9) Lidi balneari: la Corte europea boccia le proroghe alle concessioni La Corte europea ha bocciato la proroga automatica decisa dall’Italia per le concessioni demaniali marittime e lacustri fino al 31 dicembre 2020. Dunque tutte le strutture dovranno essere riaffidate tramite bando e molto probabilmente gli avvisi partiranno dal primo gennaio 2018. Spetterà comunque al governo decidere cosa fare. Coinvolti anche bar e ristoranti La Corte europea ha, dunque, bocciato la proroga automatica decisa dall’Italia per le concessioni demaniali marittime e lacustri fino al 31 dicembre 2020. Riprendendo le conclusioni dell'avvocato generale di febbraio scorso nelle cause che coinvolgono gestori sardi e la Promoimpresa operante sul Lago di Garda, i giudici oggi hanno sentenziato che il diritto dell’Unione è contrario alla proroga automatica in assenza di gare, in particolare per le strutture con “interesse transfrontaliero certo”. Con la sentenza del 14 luglio 2016, la Corte UE rileva che in punto di diritto spetta ai giudici italiani verificare se le concessioni italiane debbano essere oggetto di un numero limitato di autorizzazione per via della scarsità delle risorse naturali, che è la fattispecie in cui si applica l'articolo 12 della direttiva servizi. In questo caso la Corte ha precisato che il rilascio delle autorizzazioni per lo sfruttamento economico delle spiagge “deve essere oggetto a una procedura di selezione tra i potenziali candidati, che deve presentare tutte le garanzie di imparzialità e trasparenza, in particolare un'adeguata pubblicità”. I giudici di Lussemburgo hanno quindi rilevato che “la proroga automatica delle autorizzazioni non consente di organizzare una siffatta procedura di selezione”. La Corte osserva che certamente l'articolo 12 consente agli stati membri di tenere conto di motivi imperativi di interesse generale quali, in particolare, la necessità di tutelare il legittimo affidamento dei titolari delle autorizzazioni in modo che essi possano ammortizzare gli investimenti effettuati. Tuttavia - aggiungono i giudici - considerazioni di tal genere non possono giustificare una proroga automatica, qualora al momento del rilascio iniziale delle autorizzazioni non sia stata organizzata alcuna procedura di selezione. La Corte inoltre afferma che, nel caso in cui giudici italiani dovessero ritenere la direttiva europea non applicabile in certi casi specifici ma ci fosse un interesse transfrontaliero (ad esempio per località di particolare pregio turistico o nelle zone più vicine al confini terrestri della penisola), la proroga automatica “costituisce una disparità di trattamento a danno delle imprese con sede negli altri stati membri e potenzialmente interessate”. Quindi anche in questo caso andranno organizzate gare per la concessione, aperte alla concorrenza europea.   ******   10) La vittoria del coobbligato con il Fisco vale anche per il contribuente rimasto inerte Nell’ipotesi di debiti tributari impugnati, la sentenza favorevole a uno dei coobbligati in solido ha effetti positivi anche per gli altri. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 14278 del 13 luglio 2106. L’agenzia delle Entrate aveva ritenuto decaduti i benefici fiscali richiesti su una compravendita di terreno edificabile all’interno di un piano particolareggiato. Conseguentemente aveva notificato ai contribuenti interessati (acquirente e venditore) un avviso di liquidazione dell’imposta di registro e relative sanzioni per la decadenza dei benefici. Il provvedimento era stato impugnato dinnanzi al giudice tributario che, per entrambi gradi di merito, ne aveva confermato la legittimità. Nelle more del giudizio di appello il contribuente aveva prodotto con una memoria illustrativa una sentenza resa in favore dell’altro coobbligato in solido per l’imposta di registro attinente la medesima compravendita di terreno con la quale veniva annullata la pretesa. Per la Cassazione tale pronuncia va presa in considerazione e ha effetto anche per l’altro contribuente. Affinché una sentenza tributaria favorevole a uno dei coobbligati in solido possa avere effetti ed essere utilizzata anche dagli altri coobbligati è necessario che: - il giudizio non sia fondato su ragioni personali e riferibili esclusivamente allo stesso condebitore che abbia impugnato l’atto; al contrario l’impugnazione deve vertere in merito alla pretesa in sé, in ragione cioè degli elementi oggettivi che fanno ritenere dovuto il tributo da entrambe le parti; - la sentenza sia passata in giudicato, cioè sia divenuta definitiva, non più impugnabile. Il che avviene o con il decorso dei termini di impugnazione per l’appello (30 giorni) o la Cassazione (60 giorni), oppure per aver già esperito tutte le possibili impugnazioni previste dalla legge. Dunque, viene precisato che, in tema di responsabilità solidale per debiti fiscali, il passaggio in giudicato della sentenza relativa alla controversia di uno dei debitori deve essere valutata anche a favore dell’altro contribuente, nonostante questi non abbia partecipato al primo giudizio.   Vincenzo D’Andò