Criteri per l’autorizzazione di un ulteriore periodo di CIGS

Pubblicato il 13 luglio 2016

il decreto individua i criteri per l’accesso ad un ulteriore periodo di CIGS per le aziende in crisi aziendale che in corso di trattamento cessino l’attività e cedano l’azienda stessa con il riassorbimento del personale

Il Ministero del Lavoro ha emanato la circolare n. 22 del 11 luglio 2016, con la quale definisce le condizioni e modalità di attuazione del decreto interministeriale n. 95075 del 25 marzo 2016 .

In particolare, il decreto individua i criteri per l’accesso ad un ulteriore periodo di CIGS per le aziende in crisi aziendale che in corso di trattamento cessino l’attività e cedano l’azienda stessa con il riassorbimento del personale.

Il trattamento di integrazione salariale straordinaria può essere prorogato, alla presenza di criteri definiti nel decreto n. 95075 del 25 marzo 2016, fino ad un limite massimo di 12 mesi per le cessazioni di attività intervenute nell’anno 2016, di 9 mesi per le cessazioni intervenute nell’anno 2017 e di 6 mesi per quelle intervenute nell’anno 2018. Il detto limite temporale si riferisce all’anno in cui si determina la cessazione.

Condizioni per l’autorizzazione al trattamento di integrazione salariale

Il trattamento di integrazione salariale disciplinato dal citato Decreto interministeriale è da intendersi come una proroga di un trattamento di CIGS, per crisi aziendale, già in corso. Al fine di poter acce