Comunicazioni di anomalia dal Fisco

Come è noto, sono in arrivo 100.000 lettere di anomalia dal Fisco (comunicato stampa del 24 giugno 2016 emanato dall’Agenzia delle Entrate). Si pone, quindi, l’interrogativo di come difendersi dalle anomalie sui redditi del 2012.
Nel citato comunicato l’Agenzia ha annunciato l’invio nei prossimi giorni di 100.000 comunicazioni di anomalia, per segnalare le incongruenze relative ai redditi 2012, nelle dichiarazioni presentate nel 2013, concedendo la possibilità al contribuente di regolarizzare la posizione mediante il ravvedimento operoso.
Già, in passato sono stati emanati alcuni provvedimenti destinati a regolamentare la norma, tra cui, si segnala, quello, datato 1° giugno 2016, destinato alle comunicazioni per i contribuenti soggetti agli studi di settore.
Soggetti interessati
Sono le persone fisiche, anche titolari di partita Iva, le cui dichiarazioni presentano anomalie relative ad alcuni redditi che, come riportato nel comunicato stampa, dai dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate, risulterebbero non dichiarati, in tutto o in parte, nella dichiarazione modello UNICO o 730 presentata nel 2013 e non avrebbero quindi concorso alla formazione dell’imponibile.
I contribuenti che possono fruire dell’adempimento spontaneo sono quelli che presentano anomalie relative alle seguenti tipologie di redditi:
– redditi dei fabbricati, derivanti dalla locazione non finanziaria di fabbricati imponibili a tassazione ordinaria, ovvero per opzione, al regime di tassazione della cedolare secca (regime alternativo a quello ordinario);
– redditi di lavoro dipendente e assimilati;
– assegni periodici;
– redditi di partecipazione a società di persone e assimilate, nonché quelli derivanti da partecipazione in società a responsabilità limitata a ristretta base proprietaria;
– redditi diversi;
– redditi di lavoro autonomo abituale e assimilato;
– redditi di capitale derivanti dalla partecipazione al capitale o al patrimonio di società ed enti soggetti all’IRES e proventi derivanti da contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza;
– redditi d’impresa con riguardo alle rate annuali di plusvalenze/sopravvenienze attive.
Invio della comunicazione
Le comunicazioni sono trasmesse:
– via mail all’indirizzo di Posta Elettronica Certificata (se conosciuto dall’Agenzia delle Entrate, o quando obbligatorio, come, ad esempio presente nell’INI-PEC per i titolari di partita);
– per posta ordinaria, nei casi di indirizzo PEC non attivo o non registrato nel pubblico elenco INI-PEC.
In particolare sono disponibili i seguenti dati:
– identificativo della comunicazione;
– dati presenti in Anagrafe tributaria (contratti di locazione registrati, redditi corrisposti per le diverse categorie reddituali, rateizzazione della plusvalenza / sopravvenienza maturata);
– estremi del modello di dichiarazione presentato, nel quale non risultano dichiarati in tutto o in parte i redditi percepiti, ovvero, l’importo della rata annuale della plusvalenza / sopravvenienza;
– importo del reddito / rata annuale parzialmente o totalmente omessi.
Chi riceve la comunicazione
Chi riceverà la comunicazione ha due strade:
– delle Entrate ed evitare che l’anomalia si traduca in futuro in un avviso di accertamento vero e proprio.
Se invece ha ragione il Fisco, il contribuente potrà regolarizzare in maniera agevolata la propria posizione con le sanzioni ridotte previste dal nuovo ravvedimento operoso (sanzioni ridotte a 1/6).
Chi dovesse ricevere l’alert dalla Agenzia delle Entrate dovrà curare di comunicarlo tempestivamente, per valutare tutte le possibili alternative.
Regolarizzazioni degli errori
Il contribuente destinatario della comunicazione può regolarizzare gli errori/omissioni commessi mediante il ravvedimento operoso ex art. 13, D.Lgs. n. 472/97, “beneficiando della riduzione delle sanzioni in ragione del tempo trascorso dalla commissione delle violazioni stesse”.
Tale ultimo istituto…

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