Commercialisti: ecco le cinque proposte per la riforma della Giustizia tributaria

Questo articolo fa parte del diario dell’8 luglio 2016

Il 6 luglio 2016, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha diffuso cinque proposte sul tema della riforma della giustizia tributaria al fine di cercare di valorizzare l’attuale sistema giudiziario riguardante la materia tributaria. E’ stato anche presentato il documento che contiene cinque critiche alla proposta di legge delega Ermini. Ciò che si chiede, in particolare, è una maggiore specializzazione dei giudici, mediante l’istituzione di “magistrati tributari”, selezionati con concorso che consenta l’accesso anche ai laureati in Economia oltre che, ovviamente, in Giurisprudenza, vista la particolare complessità della materia.

Il CNCDEC è, dunque, intervenuto sul tema della riforma della giustizia tributaria. In particolare, ha messo a punto cinque proposte che potrebbero migliorare l’attuale sistema giudiziario tributario.

Le critiche dei Commercialisti alla proposta di legge delega Ermini

Secondo il CNDCEC, deve essere scongiurata la riconduzione delle Commissioni tributarie in seno alla giustizia civile. I commercialisti ritengono che la proposta di legge delega presenta evidenti profili di incostituzionalità, in ragione della soppressione della c.d. “quarta giurisdizione” del nostro ordinamento per legge ordinaria e non con legge costituzionale.

Criticata anche la scelta secondo cui le sezioni specializzate di primo grado operino in composizione monocratica. L’elevata complessità delle controversie tributarie, per cui sono necessarie competenze giuridiche e competenze economico-aziendalistiche, rendono non auspicabile tale soluzione.

Non condivisibile ridurre inoltre l’attuale secondo grado di giudizio in un reclamo innanzi alla stessa sezione del tribunale, per la necessità di garantire un doppio grado del giudizio di merito.

Critiche mosse anche alla scelta di nominare giudici ausiliari tra i magistrati ordinari in quiescenza. Tale soluzione sembra andare in controtendenza rispetto alla ratio ispiratrice della Riforma che è quella di assicurare il massimo della professionalità e dell’aggiornamento dei giudici.

La riforma a detta dei commercialisti sarebbe in controtendenza con la tax compliance.

L’ultima critica riguarda la devoluzione delle controversie tributarie al giudice ordinario che dimentica le peculiarità pubblicistiche della materia tributaria, assegnando un processo di impugnazione di atti, oggetto di una funzione amministrativa, ad un giudice abituato invece a risolvere contrasti tra parti private non dotate di poteri autoritativi.

Le cinque proposte dei Commercialisti

– Mantenimento della natura speciale dell’attuale giurisdizione tributaria. La scelta nasce dalla convinzione che le Commissioni tributarie sono comunque in grado di assicurare celerità e snellezza del giudizio difficilmente replicabili in seno alla giustizia civile.

– Cassazione vero “collo di bottiglia” della giustizia tributaria. Dati alla mano, si registra una grande arretrato di giudizi pendenti presso questa Corte, soprattutto nella materia tributaria, diversamente dal trend rilevato negli ultimi tempi presso le Commissioni tributarie.

– Si chiede a gran voce una maggiore certezza del diritto, una maggiore predeterminabilità dell’onere fiscale e una maggiore prevedibilità delle sentenze.

In tale ultimo aspetto la Cassazione deve avere un ruolo centrale con la sua funzione nomofilattica.

– Indipendenza delle Commissioni tributarie, che si traduce in maggior qualità, equidistanza dalle parti, con professionalizzazione dei componenti.

Secondo i commercialisti, occorre introdurre un giudice a tempo pieno, professionale, che possa assicurare autonomia, terzietà e indipendenza della funzione giudicante, oltre che una maggiore sua produttività.

I futuri organi giudicanti, quindi, dovrebbero essere composti da soggetti appartenenti al ruolo dei “…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:


Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it