Introduzione al nuovo codice degli appalti

penna ocaSul supplemento ordinario n. 10 alla Gazzetta ufficiale n. 91 del 19/4/2016 è stato pubblicato il Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50 “Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonchè per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture”.

Si tratta del nuovo Codice degli appalti pubblici, adottato in recepimento delle direttive comunitarie su appalti e concessioni. Tale Codice sostituisce quello sinora in vigore, ovvero il D.Lgs. 163/2006. Tuttavia affinché il quadro legislativo sia completato vi sono circa quaranta ulteriori norme (tra decreti e linee guida dell’Autorità anticorruzione) previsti dal Codice stesso che verranno man mano predisposti.

In questa sede si procederà ad una prima sommaria ricognizione delle novità introdotte dal nuovo Codice che sono di interesse sia delle imprese che delle stazioni appaltanti. Il commento qui riportato è il frutto di una prima rapida lettura della norma ma ci si riserva comunque di ritornare sul tema con un più approfondito esame. Per comodità di lettura le disposizioni vengono riportate secondo il seguente ordine cronologico di sviluppo dei lavori:

1) progettazione

2) qualificazione delle stazioni appaltanti

3) pubblicità dei lavori

4) bando di gara

5) criteri di aggiudicazione dei lavori

6) offerta

7) esclusioni dalla partecipazione a gare

8) soa

9) avvalimento

10) soccorso istruttorio

11) garanzie

12) anticipazione

13) subappalto

14) risoluzione delle controversie

15) periodo transitorio

16) varie

1) PROGETTAZIONE

La disciplina sulla progettazione ricalca quella attualmente in vigore. Sono infatti previsti ancora 3 distinti livelli di progettazione:

  • fattibilità tecnica ed economica (prima si chiamava preliminare),

  • definitivo,

  • esecutivo.

I precisi contenuti dei tre distinti livelli di progettaziione verranno definiti dal Ministero. Nel frattempo si continueranno ad utilizzare le relative norme del vecchio Regolamento (DPR 207/2010). È stata espunta l’iniziale iniziale previsione dell’utilizzo progressivo del BIM (Building Information Modelling). Viene introdotto l’obbligo di una verifica preventiva archeologica per le nuove costruzioni. Con decreto del Ministero verranno successivamente individuate procedure semplificate per l’effettuazione di tale verifica. La validazione, ora chiamata verifica del progetto, viene effettuata direttamente da RUP per opere fino a 1 milione di euro, oltre e fino ai 5 milioni dagli uffici tecnici dell’ente appaltante o di altri enti, oltre e fino a 20 milioni da professionisti esterni, oltre i 20 milioni da società accreditate da Accredia.

2) QUALIFICAZIONE DELLE STAZIONI APPALTANTI

La singola stazione appaltante ha facoltà di provvedere all’aggiudicazione in proprio di lavori solo fino alla soglia dei 150.000 euro. Oltre tale importo possono aggiudicare in proprio solo le stazioni appaltanti che sono state “qualificate” presso l’Autorità anticorruzione (ANAC). Se prive della qualificazione, dovranno affidare a centrali di committenza o aggregazione di comuni le incombenze per l’aggiudicazione dei lavori. La qualificazione ANAC delle stazioni appaltanti (la cui validità è prevista in unu periodo di 5 anni) avviene sulla base della verifica dell’esistenza di capacità di programmazione, progettazione, affidamento, verifica dell’esecuzione e controllo.

3) PUBBLICITÀ DEI LAVORI

I bandi vengono pubblicati sul profilo del committente (il sito internet dell’ente committente), sul sito dell’Anac, e, a spese dell’aggiudicatario, sulla Gazzetta Ufficiale. Le stazioni appaltanti offrono accesso gratuito, illimitato e diretto, per via elettronica, ai documenti di gara. Ulteriori…

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