Niente detrazione fiscale per la sostituzione della vasca anche se apribile

Questa notizia fa parte del Diario del 30 giugno 2016

A dispetto dei mass media (vedi pubblicità televisive), l’Agenzia delle Entrate ha precisato (C.M. 3/E/2016) che la semplice sostituzione della vasca con altra vasca con sportello apribile o con doccia non è agevolabile.

Mentre è, invece, agevolabile la spesa per la sostituzione della caldaia. A tal fine, sono riconducibili nella definizione di interventi di manutenzione straordinaria quelli finalizzati al conseguimento di risparmi energetici attraverso l’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia, e quelli sugli impianti tecnologici diretti a sostituirne componenti essenziali con altri che consentono di ottenere risparmi energetici rispetto alla situazione preesistente, rispondendo a criteri di innovazione.

Sulla base di tale principio, l’Agenzia delle Entrate ha confermato che la sostituzione della caldaia, in quanto intervento diretto a sostituire una componente essenziale dell’impianto di riscaldamento e come tale qualificabile intervento di manutenzione straordinaria, consente l’accesso al bonus arredi, in presenza di risparmi energetici conseguiti rispetto alla situazione preesistente.

Risposta negativa, invece, per le spese di sostituzione di una vasca tradizionale con altra vasca dotata di sportello apribile o con box doccia. A sostegno della detraibilità di tali spese è stata ipotizzata la loro riconducibilità agli interventi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche (che rientrano espressamente fra gli interventi agevolabili), ma secondo l’Agenzia delle Entrate la semplice sostituzione della vasca deve ritenersi più propriamente riconducibile tra gli interventi di manutenzione ordinaria (esclusi dallo sconto IRPEF).

Difatti, il D.P.R. n. 917/1986, mediante l’art. 16-bis, prevede la possibilità di beneficiare della detrazione IRPEF al 50% per le spese sostenute su singole unità immobiliari residenziali per gli interventi di:

– manutenzione straordinaria;

– restauro e risanamento conservativo;

– ristrutturazione edilizia.

Riguardo alla sola sostituzione dei sanitari, il Ministero dei Trasporti ha precisato che:

– l’intervento di sostituzione della vasca da bagno con altra vasca con sportello apribile o con box doccia può ritenersi finalizzato all’eliminazione delle barriere architettoniche, giacché riduce, almeno in parte, gli ostacoli fisici fonti di disagio per la mobilità e permette di migliorare l’utilizzo delle attrezzature;

– tale intervento, comunque, si qualifica come intervento di manutenzione ordinaria poiché è un intervento edilizio che riguarda le opere di riparazione, rinnovamento, e sostituzione delle finiture degli edifici e pertanto non è agevolabile ai sensi dell’art. 16-bis del TUIR.

Alla luce di ciò:

– i piccoli interventi, quindi, sono detraibili solo se effettuati sulle parti comuni degli edifici (ad esempio, i lavori effettuati sul lastrico solare, sulle fondazioni, sulle scale, ecc.);

– alcuni lavori più corposi vengono classificati come “manutenzione straordinaria” (demolizione di pareti, recinzioni, ecc.) e sono detraibili se effettuati sulla propria abitazione.

Occorre, quindi, distinguere quali differenze esistono tra:

– opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici;

– opere necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti e opere e modifiche necessarie per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici.

Sotto il profilo edilizio, gli interventi diretti a sostituire semplicemente i sanitari, oppure il pavimento (soltanto la posa delle piastrelle), il rivestimento del bagno, ovvero a modificare la sola disposizione dei sanitari, rientrano tra quelli che il Testo Unico in materia di edilizia definisce di manutenzione ordinaria, e quindi non sono agevolabili; al contrario, l’intervento volto a rendere a norma l’impianto…

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