La notifica dell’appello a tutte le parti costituite: alcune doverose “attenzioni” da porre nella notificazione dell’impugnazione diretta a più destinatari

La presenza di più parti, sia “private” che “pubbliche”, nel contraddittorio del processo tributario è ipotesi, in vero, frequente.
Si intende qui riepilogare, senza alcun intento esaustivo, alcune doverose “attenzioni” che la parte processuale deve porre nella notificazione dell’impugnazione dell’appello nell’ipotesi in cui il gravame sia diretto a più destinatari.
Il caso delle parti assistite da un unico difensore
La notifica dell’atto di appello, così come di ogni altro atto processuale, deve essere fatta ai sensi e per gli effetti dell’art. 17 del D.Lgs. n. 546/1992, nel domicilio eletto da controparte o, in mancanza, nella residenza o nella sede dichiarata dalla parte all’atto della sua costituzione in giudizio. Le variazioni del domicilio o della residenza o della sede hanno effetto dal decimo giorno successivo a quello in cui sia stata notificata alla segreteria della commissione e alle parti costituite la denuncia di variazione.
L’ ufficio impositore o l’agente della riscossione notificano, secondo questa regola, l’atto di appello a tutte le parti e quindi nel domicilio eletto da ciascuna di esse.
Diverso è il (frequente) caso in cui un unico difensore sia il patrocinante di più parti costituite in giudizio.
Per tale fattispecie, è valida, tanto nel processo civile quanto nel processo tributario, secondo quanto indicato dal giudice di legittimità (Cass. civ. Sez. V, 21-11-2014, n. 24801 ), la notifica dell’impugnazione eseguita mediante consegna di una sola copia all’unico difensore costituito in rappresentanza di più parti (si pensi , ad esempio, al ricorso in appello proposto dai vari eredi, difesi da un unico soggetto, avverso l’avviso di liquidazione dell’imposta di successione).
In tema di notifica dell’atto di impugnazione a più parti presso un unico procuratore, l’orientamento giurisprudenziale descritto si è affermato a seguito delle Sezioni Unite n. 29290 del 2008, per il quale detta notifica è valida ed efficace; in precedenza, tale modalità di notificazione era considerata nulla poiché la posizione del giudice di legittimità era all’epoca consolidata nell’opinione accolta dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 9859 del 10 ottobre 1997, secondo cui “la notificazione dell’atto di impugnazione a più parti presso un unico procuratore, eseguita mediante consegna di una sola copia o di un numero di copie inferiori rispetto alle parti cui l’atto è destinato, non è inesistente, ma nulla” (cfr. Cass. Civ. nn. 1574/2007 e 7818/2006).
Da notare che il revirement scatenato dall’arresto n. 29290/2008 non ha recato pregiudizio ai destinatari della notifica di una sola copia dell’atto di appello che (prima di detto intervento, per aver ritenuto inoperante la decadenza per inosservanza del termine di proposizione dell’appello incidentale) avevano spiegato appello autonomo successivamente alla scadenza del termine; tali soggetti, pur coinvolti in liti non ancora definite, non potevano, in effetti, restare pregiudicati dal mutamento ermeneutico, versandosi in ipotesi di overruling, sicché – per tale fattispecie – non poteva non trovare applicazione il principio di effettività dei mezzi di azione e difesa a tutela della parte che aveva fatto incolpevole affidamento sull’interpretazione corrente al momento del comportamento rivelatosi, ex post, difforme dalla corretta regola processuale (Cass. civ. Sez. III, 17-12-2014, n. 26541)
Il caso della notificazione dell’appello all’ufficio impositore e all’Agente della Riscossione
Capita, altrettanto frequentemente, che sia invece la parte contribuente a dover provvedere alla proposizione del gravame avverso una sentenza favorevole all’Agenzia delle Entrate e all’Agente della Riscossione.
Può porsi il dubbio sugli effetti della mancata notificazione ad uno di tali enti.
A tal proposito, va segnalato che , per quel che riguarda l’indirizzo del giudice di legittimità , ancora di recente è stato …

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