La notifica dell’appello a tutte le parti costituite: alcune doverose “attenzioni” da porre nella notificazione dell’impugnazione diretta a più destinatari

di Antonino Russo

Pubblicato il 6 giugno 2016

la presenza di più parti nel contraddittorio del processo tributario è fatto frequente; segnaliamo alcune doverose attenzioni che la parte processuale deve porre nella notificazione dell’impugnazione dell’appello nell’ipotesi in cui il gravame sia diretto a più destinatari

La presenza di più parti, sia “private” che “pubbliche”, nel contraddittorio del processo tributario è ipotesi, in vero, frequente.

Si intende qui riepilogare, senza alcun intento esaustivo, alcune doverose “attenzioni” che la parte processuale deve porre nella notificazione dell’impugnazione dell’appello nell’ipotesi in cui il gravame sia diretto a più destinatari.

Il caso delle parti assistite da un unico difensore

La notifica dell’atto di appello, così come di ogni altro atto processuale, deve essere fatta ai sensi e per gli effetti dell’art. 17 del D.Lgs. n. 546/1992, nel domicilio eletto da controparte o, in mancanza, nella residenza o nella sede dichiarata dalla parte all’atto della sua costituzione in giudizio. Le variazioni del domicilio o della residenza o della sede hanno effetto dal decimo giorno successivo a quello in cui sia stata notificata alla segreteria della commissione e alle parti costituite la denuncia di variazione.

L’ ufficio impositore o l’agente della riscossione notificano, secondo questa regola, l’atto di appello a tutte le parti e quindi nel domicilio eletto da ciascuna di esse.

Diverso è il (frequente) caso in cui un unico difensore sia il patrocinante di più parti costituite in giudizio.

Per tale fattispecie, è valida, tanto nel processo civile quanto