Diario quotidiano dell'8 giugno 2016: fallimento e azione di responsabilità del socio che prosegue

 

caffeIndice:

1) Fallimento della società: l’azione di responsabilità del socio prosegue

2) Super ammortamento solo per i beni nuovi

3) Avviso di accertamento con firma illeggibile: conseguenze

4) Compravendite immobiliari in salita

5) Per le imprese agricole arriva il calcolo della contribuzione IVS per il 2016

6) Esclusioni dall’obbligo di reperibilità per i lavoratori dipendenti del settore privato

7) Linee guida enti locali: documento del CNDCEC

8) Procedimento di arbitrato: linee guida del CNDCEC

9) Cartella esattoriale: dall’estratto di Equitalia non si evince la notifica

10) La fattura redatta in maniera “frettolosa” ne impedisce la deducibilità fiscale

 

 

1) Fallimento della società: l’azione di responsabilità del socio prosegue

E’ solo il curatore fallimentare che può decidere di continuare l’azione di responsabilità fatta prima dal socio nei riguardi nell’amministratore della società poi fallita.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11264 del 31 maggio 2016, secondo cui a seguito del fallimento l’azione di responsabilità promossa dal socio anteriormente alla procedura può essere proseguita solo dal curatore. Essa è quindi da considerarsi improcedibile qualora quest’ultimo rinunci all’azione.

In occasione di una operazione di aumento del capitale, deliberato dall’assemblea straordinaria, l’amministratore delegato aveva attestato l’esecuzione di versamenti, suoi e di altra socia, in conto del deliberato aumento del capitale, versamenti poi non rinvenuti nelle casse sociali. A fronte di ciò parte dei soci di una srl sollevano azione di responsabilità verso amministratori e sindaci. Il Tribunale di Napoli richiedeva i danni all’amministratore mentre. La Corte d’appello, tuttavia, a fronte del ricorso dell’amministratore, confermava il giudizio di responsabilità di quest’ultimo e chiamava in causa anche i sindaci.

Viceversa, la Cassazione afferma che nel caso in cui, in costanza di un giudizio interviene il fallimento della società, l’azione del socio va interrotta poiché è il curatore fallimentare ai sensi dell’art. 146, comma 2, lett. a), l. fall., l’unico soggetto legittimato a proseguire l’azione. Ne deriva che qualora detto curatore non abbia inteso proseguire l’azione, la causa deve essere dichiarata senz’altro improcedibile, per sopravvenuto difetto di legittimazione attiva dei soci.

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2) Super ammortamento solo per i beni nuovi

L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 23/E del 26 maggio 2016, si è soffermata sull’agevolazione di carattere temporaneo, limitata alle imposte sui redditi, consistente in una maggiorazione del 40% del costo di acquisizione dei beni materiali strumentali nuovi acquisiti nel periodo 15/10/2015 – 31/12/2016, da imprese, artisti e professionisti, con riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing.

I principali chiarimenti hanno riguardato:

– gli investimenti rilevanti;

– la distinzione fra il momento di effettuazione degli investimenti – rilevante ai fini della spettanza della maggiorazione – e il momento dal quale è possibile fruire del beneficio;

– le regole di applicazione della maggiorazione.

Investimenti rilevanti

Deve trattarsi di beni materiali strumentali nuovi; sono esclusi quindi i beni merce, i beni immateriali e i beni usati.

L’acquisizione dei beni rilevanti si considera avvenuta nel periodo 15/10/2015 – 31/12/2016 e quindi da origine alla maggiorazione, quando in tale periodo si verifica: – per gli acquisti, la consegna o spedizione o, se diverso e successivo, l’effetto traslativo o costitutivo della proprietà o di altro diritto reale; – per i leasing, la consegna (salvo la presenza di clausole per il collaudo, in cui rileva la dichiarazione di esito positivo). Non rileva l’eventuale mancato riscatto del bene. Il riscatto, anche successivo al 31/12/2016,…

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