Diario quotidiano dell'1 giugno 2016: gli ultimi aggiornamenti su IMU e TASI

 Indice:

1) Consulta: in appello chi perde paga, nessuna disparità di trattamento

2) Srl: è possibile vietare il recesso ai soci anche oltre il biennio

3) Presunzioni del Fisco sulle prestazioni gratuite dei professionisti: grido di allarme dall’ANC

4) Gdf: controlli a bordo nave

5) Con il messo notificatore si evita il deposito dell’appello presso la CTP

6) Niente accertamento al taxista che ha ceduto la licenza

7) Possibile produrre il PVC in appello: attenzione a non basarsi solo sulla sua mancanza come motivo di nullità

 8) Pronto il software di compilazione modello Consolidato nazionale e mondiale 2016

9) TARES: certificazione rimborsi al cittadino

 10) IMU-TASI scadenza del 16 giugno 2016: già con il versamento della 1 rata, per gli immobili in comodato e locati a canone concordato, si applicano le riduzioni

 

 

1) Consulta: in appello chi perde paga, nessuna disparità di trattamento

È giusto il raddoppio del contributo unificato, la Corte Costituzionale con la sentenza n. 120 del 30 maggio 2016 ha, infatti, stabilito che il raddoppio del contributo unificato in caso di inammissibilità, improcedibilità o rigetto integrale dell’appello, è legittimo. Non sussiste nessuna ingiustificata disparità di trattamento tra la norma impugnata (art. 13, comma 1-quater del dpr 115/2002, Testo unico delle disposizioni in materia di spese di giustizia), che sanziona con il raddoppio del contributo l’ipotesi di improcedibilità dell’appello quando l’appellante, costituito in giudizio, non compaia alla prima udienza e a quella successiva ritualmente comunicata, e l’art. 181 del codice di procedura civile che, nell’ipotesi di mancata comparizione di nessuna delle parti alla prima e seconda udienza, prevede la cancellazione della causa dal ruolo e l’estinzione del processo senza però il raddoppio del contributo. Si tratta infatti di «fattispecie non equiparabili», perché mettono a confronto «situazioni non omogenee». Così ha deciso la Corte costituzionale nella sentenza n. 120/2016 depositata ieri in cancelleria. La Consulta ha ritenuto non fondata la questione di legittimità sollevata dalla Corte d’appello di Firenze sulla norma del T.U. sulle spese di giustizia.

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2) Srl: è possibile vietare il recesso ai soci anche oltre il biennio

Rese note altre due massime del notariato di Milano: Viene reso possibile nelle Srl escludere il recesso del socio anche oltre il biennio previsto dall’art. 2469 c.c. a condizione che il divieto di trasferibilità della partecipazione non sia assoluto. Nei casi trasferimento di partecipazioni soggette a mero gradimento il recesso può essere subordinato solo nelle circostanze in cui il gradimento venga richiesto e negato. Sono queste le novità contenute nelle due nuove massime n. 152 e 151 del notariato di Milano.

Il secondo comma dell’art. 2469 prevede che nel caso di intrasferibilità assoluta delle partecipazioni il socio abbia diritto di recedere. Tale recesso può, tuttavia, essere bloccato con apposita clausola statutaria, ma per non oltre un biennio dalla costituzione della società o dal subentro del socio nella compagine societaria. Il notariato milanese ritiene che tale «blocco» al massimo per un biennio del recesso, valga esclusivamente nelle situazioni di intrasferibilità assoluta della partecipazione di cui al comma 2° dell’art. 2469 c.c.

Da ciò deriva, secondo la massima n. 152 che qualora alternativamente:

– il divieto sia non assoluto, in termini di tempo, ma temporaneo (cioè quando per esempio il blocco del trasferimento sia solo quinquennale);

– il divieto di trasferimento non sia assoluto riguardo ai soggetti o alle modalità (esempio divieti di trasferimenti a soggetti diversi da persone fisiche, oppure divieti per corrispettivi diversi dal denaro ecc.);

la disposizione statutaria che escludesse il recesso per un periodo di tempo superiore al biennio …

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