Diario quotidiano del 9 giugno 2016: alcuni motivi per cui è necessario prorogare le scadenze di Unico

Pubblicato il 9 giugno 2016



1) E’ caos nelle scadenze fiscali 2016: occorre proroga
2) Ritrovamento di contabilità “in nero”: scatta il sequestro
3) Accertamento fiscale prima dei 60 giorni, valido?
4) Gazzetta Ufficiale: ok alla franchigia Iva per i servizi accessori
5) Agricoltura: il decreto con le retribuzioni medie giornaliere
6) In arrivo il codice fiscale europeo “unico”
7) Canone Rai in bolletta: oltre 800 mila chiedono l’esenzione
8) Mobile: dall’Inps online tre nuovi servizi
9) Incentivi per l’assunzione dei lavoratori in mobilità: chiarimenti
10) Gestioni artigiani/commercianti e Gestione Separata INPS: guida alla compilazione del quadro “RR” del Modello Unico 2016 e al versamento dei contributi dovuti
 
ragIndice: 1) E’ caos nelle scadenze fiscali 2016: occorre proroga 2) Ritrovamento di contabilità “in nero”: scatta subito il sequestro 3) Accertamento fiscale prima dei 60 giorni valido? 4) Gazzetta Ufficiale: ok alla franchigia Iva per i servizi accessori 5) Agricoltura: in G.U. anche il decreto con le retribuzioni medie giornaliere 6) In arrivo il codice fiscale europeo “unico” 7) Canone Rai in bolletta: oltre 800 mila chiedono l’esenzione, audizione parlamentare del direttore delle Entrate 8) Mobile: dall’Inps online tre nuovi servizi 9) Incentivi per l’assunzione dei lavoratori in mobilità: chiarimenti sullo sgravio 10) Gestioni artigiani/commercianti e Gestione Separata INPS: guida alla compilazione del quadro “RR” del Modello Unico 2016 e al versamento dei contributi dovuti  
  1) E’ caos nelle scadenze fiscali 2016: occorre proroga I commercialisti sono allo stremo. Proprio a corto d’ossigeno a causa delle tante scadenze fiscali. Non c’è la fanno più. Per questo occorre una proroga ed una revisione a regime del calendario fiscale per i vari periodi d’imposta. Questo anche in attesa di un provvedimento di semplificazione che magari cominci a togliere tutte quelle scadenze create (e duplicate) in questi ultimi anni dai vari legislatori che sono succeduti ai vari governi, che per ragioni di cassa (ed altra varie problematiche più o meno giuste) hanno duplicato (o triplicato) gli adempimenti fiscali nel nostro paese. Con il comunicato stampa, datato 6 giugno 2016, l’Anc fa sapere di avere scritto al ministro padoan: in pieno caos scadenze, la proroga per unico è necessaria. Il Presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti ha inviato una lettera aperta al Ministro delle Finanze, Pier Carlo Padoan, dove si evidenzia il grave disagio che i 110 mila commercialisti in Italia stanno vivendo in questo momento. Oltre alla pioggia di avvisi ai contribuenti per anomalie sugli studi di settore 2012-2014, operazione, questa, che denota un tempismo “diabolico”, in pieno periodo dichiarativo, l’ANC evidenza che il “posticipo della scadenza dell’invio del modello 730 al 22 luglio….si va a sommare al termine del versamento del 16 luglio, previsto per il modello Unico, a quello del 31 luglio del modello 770 e al carico di lavoro derivante dalle novità relative al calcolo delle imposte IMU e TASI”. Inoltre, prosegue Cuchel “a questo si aggiunge il ritardo con il quale il software Gerico verrà rilasciato nella sua versione definitiva, posto che siamo già al secondo aggiornamento e nulla ci esime dal prevedere che, come ogni anno, altri ne arriveranno, lasciando nel frattempo nell’incertezza professionisti e contribuenti”. Poiché all’orizzonte non vi è traccia di una riprogrammazione del calendario fiscale all’insegna della razionalità, l’ANC chiede al Ministro “di prendere atto dell’assoluta necessità di prevedere il medesimo spostamento temporale degli ultimi anni delle scadenze del 16 giugno e 16 luglio, fissate per i versamenti relativi al modello Unico” e di comunicare l’eventuale decisione “in tempi congrui e utili all’organizzazione del lavoro”.   ******   2) Ritrovamento di contabilità “in nero”: scatta subito il sequestro Dichiarazione infedele: Per il ritrovamento di contabilità “in nero” scatta subito il sequestro sui beni disposto dal Gip. Anche se poi può non scattare la condanna del reo. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23368 del 7 giugno 2016, ha, così, respinto il ricorso di un imprenditore. Più facile il sequestro preventivo nell'ambito delle inchieste per dichiarazione infedele. La misura può infatti scattare sulla base della contabilità in nero, a maggior ragione se poi dalle indagini emergono riscontri sui conti correnti bancari. Ma i documenti non ufficiali non possono portare alla condanna. Infatti, ha poi precisato la Suprema Corte, è necessario fare una netta distinzione della fase delle indagini preliminari dal processo vero e proprio. Nel secondo caso i documenti in nero sono assolutamente insufficienti. Ciò perché, ha spiegato in più passaggi della sentenza il Collegio di legittimità, «in sede di riesame del sequestro probatorio il Tribunale è chiamato a verificare l'astratta configurabilità del reato ipotizzato, valutando il «fumus commissi delicti» in relazione alla congruità degli elementi rappresentati, non già nella prospettiva di un giudizio di merito sulla fondatezza dell'accusa, ma con riferimento alla idoneità degli elementi su cui si fonda la notizia di reato a rendere utile l'espletamento di ulteriori indagini per acquisire prove certe o ulteriori del fatto, non altrimenti esperibili senza la sottrazione del bene all'indagato o il trasferimento di esso nella disponibilità dell'autorità giudiziaria». Decisione, dunque, alquanto controversa.   ******   3) Accertamento fiscale prima dei 60 giorni valido? Secondo quanto affermato dalla Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11665 del 7 giugno 2016, sarebbe valido l'accertamento emesso prima di 60 giorni dall'acquisizione, da parte dell'ufficio delle Entrate, di documenti e dati bancari. Le garanzie sancite dall'articolo 12 dello Statuto del contribuente si applicherebbero solo in caso di ispezioni o accessi presso la sede del cittadino. La Corte ha, quindi, accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate. E’ stato precisato che differentemente dal diritto dell'unione europea, il diritto nazionale, allo stato della legislazione, non pone in capo all'Amministrazione che si accinga ad adottare un provvedimento lesivo dei diritti del contribuente, in assenza di specifica prescrizione, un generalizzato obbligo di contraddittorio endoprocedimentale, comportante, in caso di violazione, l'invalidità dell'atto. Ne consegue che, in tema di tributi «non armonizzati», l'obbligo dell'Amministrazione di adottare il contraddittorio endoprocedimentale, pena l'invalidità dell'atto, s'intende esclusivamente in relazione alle ipotesi, per le quali siffatto obbligo risulti specificamente sancito; mentre in tema di tributi armonizzati, avendo luogo la diretta applicazione del diritto dell'Unione, la violazione dell'obbligo del contraddittorio endoprocedimentale da parte del fisco comporta l'invalidità dell'atto, purché, in giudizio, il contribuente enunci in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere, qualora il contraddittorio fosse stato tempestivamente attivato. Dunque, pare sia solo un problema italiano. Negli altri stati vige più “democrazia fiscale” per i cittadini, ovvero, negli altri paesi i contribuenti hanno più diritti. Ma si può andare avanti così ?.   ******   4) Gazzetta Ufficiale: ok alla franchigia Iva per i servizi accessori Franchigia anche per i servizi accessori relativi a importazioni di beni di modesto ammontare. È stato, infatti, pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 131 del 7 giugno 2016, il Decreto del 29 aprile 2016 n. 96 che regola le norme in tema di franchigie fiscali applicabili a talune importazioni definitive di beni, piccole spedizioni prive di carattere commerciale e a spedizioni di valore trascurabile. Tale provvedimento entrerà in vigore il 22 giugno 2016. In caso di applicazione della franchigia alle piccole spedizioni di carattere non commerciale e alle spedizioni di valore trascurabile, dovranno essere ammessi alla franchigia dai diritti doganali anche i relativi servizi accessori, indipendentemente dal loro ammontare: Ecco di seguito il testo del decreto: Ministero dell'economia e delle finanze: Decreto 29 aprile 2016, n. 96 Regolamento recante modifica del regolamento adottato con il decreto 5 dicembre 1997, n. 489, recante norme in tema di franchigie fiscali applicabili a talune importazioni definitive di beni, piccole spedizioni prive di carattere commerciale ed a spedizioni di valore trascurabile. (GU Serie Generale n. 131 del 7-6-2016) Modifiche in materia di franchigie dai diritti doganali Al regolamento adottato con il decreto del Ministro delle finanze del 5 dicembre 1997, n. 489, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 15 del 20 gennaio 1998, recante norme in tema di franchigie fiscali applicabili a talune importazioni definitive di beni, piccole spedizioni prive di carattere commerciale ed a spedizioni di valore trascurabile, sono apportate le seguenti modificazioni:
  1. a) all'articolo 1, comma 1, lettera a), le parole "i diritti doganali previsti dall'articolo 12" sono sostituite dalle seguenti "l'imposta sul valore aggiunto di cui all'articolo 12";
  2. b) all'articolo 5, dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente: "1-bis. Nel caso di applicazione della franchigia di cui al comma 1 sono ammessi alla franchigia dai diritti doganali anche i relativi servizi accessori a prescindere dal loro ammontare.";
  3. c) all'articolo 7, comma 1, in fine sono aggiunte le seguenti parole ", che soddisfino i requisiti di cui all'articolo 8";
  4. d) all'articolo 7, dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente: "1-bis.
Nel caso di applicazione della franchigia di cui al comma 1 sono ammessi alla franchigia dai diritti doganali anche i relativi servizi accessori a prescindere dal loro ammontare."   ******   5) Agricoltura: in G.U. anche il decreto con le retribuzioni medie giornaliere E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 131 del 7 giugno 2016, il decreto del Ministero del lavoro che, per l’anno 2016, determina le retribuzioni medie giornaliere di riferimento il conteggio dei contributi e delle prestazioni previdenziali con riferimento ad alcune categorie di lavoratori agricoli. Il reddito medio convenzionale giornaliero per il 2016 è pari a 56,62 euro. Il decreto, come recita la Gazzetta Ufficiale, è già stato pubblicato sul sito internet dello stesso ministero il 12 maggio 2016. La tabella distingue gli operai a tempo determinato e indeterminato, comuni, qualificati e specializzati. Stabilito, inoltre, nella misura di euro 56,62 il reddito medio convenzionale giornaliero, relativamente all’anno 2016, per ciascuna fascia di reddito agrario, valido ai fini del calcolo dei contributi e della misura delle pensioni per gli iscritti alla gestione di cui all’art. 28 della legge 9 marzo 1989, n. 88. Il reddito medio dei mezzadri e coloni che optano, a domanda, per l’iscrizione nell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti per il 2016 è parificato a quello determinato, per il medesimo anno, nella tabella dei salariati fissi. Qualora siano previste retribuzioni medie diverse per le varie categorie di salariati fissi, il reddito medio da considerare è quello corrispondente alla classe di retribuzione meno elevata.   ******   6) In arrivo il codice fiscale europeo “unico” Un solo codice fiscale europeo agevolerà il trasferimento di dati tra amministrazioni: in arrivo un solo codice fiscale europeo per agevolare lo scambio di informazioni. Il parlamento Ue ha chiesto regole più semplici ma al contempo più severe. Da Strasburgo viene anche richiesta una maggiore trasparenza per i fondi fiduciari e le fondazioni. Sul capitolo patent box le intenzioni sono quelle di dotare i paesi Ue di regole comuni per la riduzione delle agevolazioni su patent box e l'approdo di una lista nera europea dei paradisi fiscali con le sanzioni contro giurisdizioni non cooperative. La proposta di direttiva si basa sul principio che l'imposta dovrebbe essere pagata nel paese in cui i profitti vengono realizzati e comprende misure giuridicamente vincolanti per bloccare i metodi più comunemente utilizzati dalle aziende per evitare di pagare le imposte. Le norme al voto prevedono infine la creazione di un codice fiscale armonizzato europeo comune di identificazione del contribuente (Tin) che servirà come base per un efficace scambio automatico di informazioni tra le amministrazioni fiscali degli stati membro.   ******   7) Canone Rai in bolletta: oltre 800 mila chiedono l’esenzione, audizione parlamentare del direttore delle Entrate Canone Rai in bolletta: oltre 800 mila chiedono l’esenzione. Lo dice, in audizione parlamentare, il direttore delle Entrate Rossella Orlandi. Peraltro, l’intero documento è stato pubblicato sul sito dell’Agenzia delle entrate l’8 giugno 2016. Intanto si avvicina la presentazione al Tar del ricorso contro il decreto attuativo. ---> Leggi tutto   ******   8) Mobile: dall’Inps online tre nuovi servizi Disponibili tre nuovi servizi all’interno dell’applicazione Inps - Servizi mobile: Quota cedibile pensione, Consultazione Domande ANF Gestione separata e Lavoratori domestici. Lo rendo noto lo stesso istituto previdenziale. Per i pensionati Inps è disponibile da oggi il nuovo servizio denominato “Quota cedibile” per la simulazione del calcolo della quota cedibile della pensione al netto delle trattenute fiscali e previdenziali e nel rispetto della salvaguardia del trattamento minimo. Il servizio, in fase di prima applicazione, è fruibile da parte dei pensionati della Gestione privata; in futuro sarà esteso ai pensionati di tutte le altre Gestioni INPS. Per i titolari di più trattamenti pensionistici facenti capo alla medesima Gestione privata il calcolo viene effettuato sul cumulo delle prestazioni. Il nuovo servizio propone inoltre la lista delle banche e delle finanziarie aderenti alla Convenzione con Inps per l’erogazione di prestiti estinguibili dietro cessione del quinto della pensione a tassi controllati, alle quali i pensionati possono rivolgersi. Per i lavoratori iscritti alla Gestione separata e i domestici che lavorano in Italia è stato rilasciato invece il servizio di consultazione delle domande di assegno al nucleo familiare, prestazione che Inps può riconoscere ai lavoratori con nucleo familiare composto da più persone e con reddito inferiore ai limiti stabiliti per legge di anno in anno. Tutti i servizi sono accessibili con PIN nel menù dell’applicazione “Inps - Servizi Mobile” (sviluppata per smartphone e tablet con sistemi operativi IOS e Android e scaricabile gratuitamente dagli store) e nel menù Servizi Mobile del portale Inps m.inps.it. (INPS, comunicato dell'8 giugno 2016)   ******   9) Incentivi per l’assunzione dei lavoratori in mobilità: chiarimenti sullo sgravio L’INPS, con il messaggio n. 2554 del 8 giugno 2016, in attuazione della previsione contenuta nella legge di stabilità 2015, fornisce le istruzioni per la gestione di tale agevolazione. Si tratta, in particolare, degli incentivi per l’assunzione dei lavoratori iscritti nelle liste di mobilità ai sensi dell'articolo 4, comma 1, del D.L. 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236 e successive modifiche ed integrazioni. E quindi del riconoscimento dello sgravio per le assunzioni, proroghe e trasformazioni effettuate entro il 31 dicembre 2012. L’art. 1, co. 114, della legge 23 dicembre 2014 n. 190 (Legge di Stabilità 2015) ha disposto che “Ai datori di lavoro che hanno assunto fino al 31 dicembre 2012 lavoratori iscritti nelle liste di mobilità ai sensi dell'articolo 1 del decreto-legge 20 gennaio 1998, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 1998, n. 52, e successive modificazioni, si applicano gli sgravi contributivi di cui agli articoli 8, comma 2, e 25, comma 9, della legge 23 luglio 1991, n. 223, nel limite massimo di 35.550.000 euro”. Questo al fine di gestire i profili contributivi connessi alla mancata proroga delle disposizioni relative alla cosiddetta “piccola mobilità”. Difatti, per l’anno 2013 non sono state prorogate le norme che prevedono, per i lavoratori oggetto di licenziamento individuale, la possibilità di iscrizione nelle liste di mobilità. Destinatari In base alla legge 190/2014, sono ammessi al beneficio i datori di lavoro che, entro la data del 31.12.2012, hanno assunto lavoratori iscritti nelle liste di mobilità ai sensi dell’art.4, comma 1, del decreto legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236 e successive modifiche ed integrazioni; l’espressione “hanno assunto” deve essere interpretata estensivamente; la norma, pertanto, trova applicazione anche per le proroghe e le trasformazioni a tempo indeterminato di precedenti rapporti agevolati, purché intervenute entro il 31.12.2012. Indicazioni operative I datori di lavoro già ammessi al beneficio in riferimento ad assunzioni, proroghe e trasformazioni effettuate entro il 31.12.2012 e nei confronti dei quali risultano emesse note di rettifica al titolo di cui trattasi, non devono porre in essere alcun adempimento; infatti, le procedure, automaticamente, effettueranno il ricalcolo delle note di rettifica riconoscendo l’agevolazione spettante. I datori di lavoro già ammessi che, pur avendo esposto il tipo contribuzione agevolato, non hanno applicato la contribuzione ridotta, dovranno procedere all’invio di un flusso regolarizzativo per il recupero dell’agevolazione spettante. Nel caso in cui fosse presente nota di rettifica ad altro titolo, la procedura riconoscerà automaticamente il beneficio spettante.   ******   10) Gestioni artigiani/commercianti e Gestione Separata INPS: guida alla compilazione del quadro “RR” del Modello Unico 2016 e al versamento dei contributi dovuti Gestioni artigiani/commercianti e Gestione Separata INPS: guida alla compilazione del quadro “RR” del Modello Unico 2016 e alla riscossione dei contributi dovuti a saldo 2015 e in acconto 2016. L’INPS, con la circolare n. 97 del 8 giugno 2016, fornisce una sorta di vademecum alla compilazione di tali modelli. Quadro normativo L’art. 10, comma 1, del decreto legislativo 241/1997 dispone che i soggetti iscritti all’INPS per i propri contributi previdenziali (ad eccezione dei coltivatori diretti) devono determinarne l’ammontare nella propria dichiarazione dei redditi. ---> Leggi tutto   Vincenzo D’Andò