Diario quotidiano del 7 giugno 2016: la deducibilità dell’Imu versata sugli immobili strumentali

Pubblicato il 7 giugno 2016



1) Canone Rai: Decreto in Gazzetta Ufficiale
2) Commissione europea: le misure sull’e-commerce
3) Bonus Irpef per l’acquisto della propria casa da costruttori
4) Immobili strumentali: deducibilità dell’Imu versata
5) Consulente sempre responsabile: evitare il contenzioso se il cliente “è messo male”
6) Il condominio paga la TOSAP per le griglie dei garage sottostanti
7) Zfu in Lombardia: modalità e termini di fruizione delle agevolazioni
8) Entrate tributarie “solide” ed in leggero rialzo
9) Accisa e altre imposte indirette riscosse con Modello F24: codici tributo
10) Fallimentare: DDL 59, no a misure punitive per i professionisti
 
diario-quotidiano-articoli-8Indice: 1) Canone Rai: Decreto in Gazzetta Ufficiale 2) Commissione europea: ecco le misure sull’e-commerce 3) Bonus Irpef per l’acquisto della propria casa da costruttori 4) Immobili strumentali: deducibilità dell’Imu versata 5) Consulente sempre responsabile: deve evitare di continuare il contenzioso se il cliente “è messo male” 6) Il condominio paga la TOSAP per le griglie dei garage sottostanti 7) Zfu in Lombardia: definiti modalità e termini di fruizione delle agevolazioni 8) Entrate tributarie “solide” ed in leggero rialzo 9) Accisa e altre imposte indirette riscosse con Modello F24: codici tributo per il versamento delle somme dovute a seguito di reclamo e mediazione 10) Fallimentare: DDL 59, no a misure punitive per i professionisti  
  1) Canone Rai: Decreto in Gazzetta Ufficiale E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 129 del 4 giugno 2016, il Decreto n. 94 del 13 maggio 2016, con cui si inizia lo scambio di informazioni tra gli enti coinvolti. Il decreto è entrato in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione (domenica 5 giugno) e di conseguenza gli enti coinvolti nella riscossione del canone Rai (Agenzia delle entrate, Acquirente Unico S.p.a e le società elettriche) dovranno rispettare alcune scadenze, imposte dal decreto stesso (si veda tabella in pagina). Ad esempio, l'Acquirente Unico S.p.a dovrà comunicare alle imprese elettriche le informazioni necessarie per l'addebito in bolletta del canone Rai, vale a dire l'elenco dei clienti a cui è applicabile l'imposta. Il passaggio dei dati tra i due soggetti avverrà in tre tranche: la prima è già stata consegnata entro il 31 maggio (data presente nel decreto), la seconda lo sarà entro metà giugno e la terza entro il 4 luglio 2016. I contribuenti, quindi, a luglio si vedranno recapitare a casa la prima bolletta elettrica con incorporato l'addebito di 70 euro inerente al canone Rai. Questo addebito così pesante, si verificherà solo per il 2016, perché dal 2017, come si legge dal decreto, i 100 euro del canone Rai, saranno suddivisi in dieci rate da dieci euro ciascuna a partire dal mese di gennaio fino a quello di ottobre: con la prima bolletta utile, si pagheranno anche gli arretrati. La bolletta si considererà scaduta quando scoccherà il primo giorno del mese successivo. Se si dovesse ricevere indebitamente l'imputazione del canone Rai in bolletta, ad esempio perché si era inoltrata la dichiarazione di non detenzione di un apparecchio televisivo, è possibile chiedere il rimborso. Ad oggi, però le modalità per chiederlo non sono ancora state definite dall'Agenzia delle entrate, che ha tempo fino al 4 agosto per poterle fissare tramite un provvedimento. Una volta che verrà definito l'iter, la palla passerà all'Acquirente Unico S.p.a che avrà tempo altri cinque giorni per spedire tutte le informazioni necessarie alle imprese elettriche, che entro 45 giorni dovranno procedere a rimborsare tutti i contribuenti a cui è stato indebitamente addebitato il canone nella bolletta. In caso si fosse presentata la dichiarazione di non detenzione dell'apparecchio televisivo per l'anno 2016, se non ci si vuol vedere addebitato il canone in bolletta per gli anni successivi, si dovrà presentare ogni anno un'autodichiarazione di non possesso, entro le date stabilite. Ad esempio, affinché la dichiarazione di non detenzione abbia effetto per l'intero anno 2017, questa dovrà essere presentata a partire dal 1° luglio 2016 al 31 gennaio del 2017. Nel caso in cui, invece, la si presenti nel range temporale che va dal 1° febbraio al 30 giugno del 2017, questa avrà valenza per il semestre che va da luglio a dicembre 2017. Inoltre se si volesse attivare una nuova utenza elettrica durante l'anno è possibile farlo. Nel caso in cui, però, la si attivasse dopo ottobre, il canone dovuto sarà addebitato in un'unica soluzione nella prima rata dell'anno successivo, cioè a gennaio.   ******   2) Commissione europea: ecco le misure sull’e-commerce Commercio elettronico: l’Unione Europea detta nuove regole. Il 25 maggio 2016 è stata presentata dalla Commissione Europea la proposta di regolamento che introduce delle innovazioni per il commercio elettronico. Assonime, nei giorni scorsi, è intervenuta con un documento in materia. La normativa si propone di rendere la consegna transfrontaliera dei pacchi meno costosa e più efficiente . Le novità non dovrebbero riguardare solo i costi inerenti all’acquisto on line dall’estero, ma anche una maggiore informazione per i consumatori su come tutelarsi in caso di disguidi. Infatti spesso non si acquista su internet dall’estero perché non si conoscono i propri diritti o non si sa come farli valere. L’Europa mira ad abbattere le frontiere anche in internet, superando il c.d. blocco geografico ed agevolando sia i consumatori che le imprese che operano nell’ambito del commercio elettronico introducendo regole più chiare. La normativa si articola in tre proposte riguardanti: - misure di contrasto al blocco geografico ingiustificato e altre forme di discriminazione in base alla nazionalità o al luogo di residenza; - nuove regole sui servizi di consegna dei pacchi tra gli stati membri per aumentare la trasparenza dei prezzi; - una maggiore tutela dei diritti dei consumatori e criteri per stabilire quando si è in presenza di una pratica commerciale scorretta nel commercio elettronico. Contrasto della discriminazione basata sulla nazionalità o sul luogo di residenza Si ha discriminazione quando al consumatore di un altro paese vengono applicati prezzi diversi da quelli praticati agli acquirenti del paese estero, oppure il consumatore non può usufruire delle offerte sui prodotti previste per gli acquirenti nazionali o i prezzi vengono adattati in base al paese di provenienza. Facciamo un esempio: il consumatore italiano va ad acquistare un tablet su un sito tedesco, ma viene reindirizzato su un altro sito web che propone prezzi o prodotti particolari per gli acquirenti italiani. La Commissione Europea si è già occupata del problema della discriminazione negli acquisti nella direttiva sui servizi ma relativamente ad alcuni settori (come le società di autonoleggio o i parchi di divertimento); con questa proposta di regolamento vengono estese a tutti i settori della vendita di beni e servizi le informazioni sulla normativa, sulle pratiche commerciali scorrette e sulla tutela dei diritti del consumatore che acquista all’estero sia fisicamente che on line. Consegne transfrontaliere dei pacchi meno costose Spesso le consegne transfrontaliere diventano troppo costose perché gli operatori postali applicano prezzi più elevati rispetto a quelli praticati normalmente. E’ chiaro che questa pratica scoraggia gli acquirenti e crea un danno economico alle imprese che operano nel settore. La Commissione si propone di favorire la concorrenza nel settore postale concedendo a terzi di operare nel settore delle consegne transfrontaliere e rendendo pubblici i prezzi dei fornitori. Maggiore tutela dei consumatori Per incentivare i consumatori nell’acquisto all’interno del mercato europeo, la Commissione propone di ampliare i poteri delle autorità degli stati membri. In particolare verrà consentito il controllo dei siti internet, per verificare l’applicazione del blocco geografico o di condizioni svantaggiose per gli acquirenti di altri paesi e le autorità nazionali potranno ordinare l’oscurazione dei siti web che presentano offerte scorrette. La proposta di regolamento prevede anche azioni comuni tra Commissione e stati nazionali per contrastare le pratiche commerciali scorrette. Iniziative della Commissione: misure sull’e-commerce La Commissione europea ha pubblicato un vasto insieme di proposte legislative e documenti che fanno parte della strategia per la realizzazione di un mercato unico digitale. Il nucleo centrale del pacchetto è costituito dalle misure in tema di commercio elettronico e comprende: - una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul geoblocking e altre forme di discriminazione dei clienti basate sulla nazionalità, la residenza o lo stabilimento; - una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sui servizi di consegna transfrontaliera dei pacchi; - una proposta di nuovo regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’applicazione delle norme a tutela dei consumatori; - una versione rivista delle linee guida sulle pratiche commerciali sleali. A supporto di queste misure la Commissione ha pubblicato uno studio su restrizioni territoriali nel mercato unico digitale europeo e un ampio rapporto sull’impatto della commercializzazione online sul comportamento dei minori. In aggiunta alle misure sul commercio elettronico, la Commissione ha presentato: - una proposta di revisione della direttiva sui servizi di media audiovisivi; - una comunicazione e uno staff working document che delineano la strategia europea sulle piattaforme online. Questi di seguito i principali elementi delle proposte in tema di commercio elettronico. Geoblocking La Commissione propone una normativa di portata generale, applicabile a tutte le imprese che vendono beni o servizi nel territorio dell’Unione, anche nel contesto online; restano espressamente esclusi alcuni settori, tra cui i servizi di trasporto, finanziari, audiovisivi, di comunicazione elettronica e i giochi d’azzardo. Viene introdotto il divieto per le imprese di bloccare o limitare l’accesso al proprio sito web per ragioni legate alla nazionalità, residenza o stabilimento dei clienti, nonché il divieto di reindirizzare automaticamente i clienti ad altre versioni del sito in assenza di un loro preventivo consento esplicito; queste condotte saranno eccezionalmente consentite se necessarie per ottemperare a prescrizioni del diritto europeo o nazionale, che l’impresa dovrà indicare in modo chiaro ai clienti. Vengono inoltre individuate tre specifiche situazioni nelle quali le imprese non potranno applicare agli acquirenti di beni o servizi condizioni diverse in ragione della nazionalità, residenza o stabilimento: acquisto di beni materiali la cui consegna transfrontaliera non è a carico del venditore; acquisto di servizi da fornire in via elettronica (quali servizi di cloud, data warehouse o web hosting), ad esclusione dei servizi online relativi a opere protette da diritto d’autore; servizi forniti nei locali dell’impresa o in uno specifico luogo fisico. Infine, la proposta di regolamento fissa le condizioni in presenza delle quali è vietata alle imprese l’applicazione ai clienti di condizioni di pagamento diverse in ragione della nazionalità, residenza o stabilimento, oppure della localizzazione del conto di pagamento, dello stabilimento del prestatore dei servizi di pagamento o del luogo di emissione dello strumento di pagamento. La proposta richiede a ogni Stato membro di designare gli organismi responsabili dell’applicazione del regolamento, definire un adeguato apparato sanzionatorio per i casi di violazione e prevedere un sistema di assistenza pratica ai consumatori nei casi di eventuali controversie. Consegne transfrontaliere dei pacchi La proposta di regolamento detta regole specifiche in tema di vigilanza amministrativa sui servizi di consegna dei pacchi fino a 31,5 kg di peso, trasparenza delle tariffe per i principali servizi di consegna transfrontaliera, accesso trasparente e non discriminatorio ad alcuni servizi di consegna transfrontaliera e relative infrastrutture. Le imprese con oltre 50 dipendenti o stabilite in almeno due Stati membri saranno assoggettate a obblighi informativi nei confronti dell’autorità nazionale di regolamentazione; le imprese prestatrici di servizio universale dovranno anche comunicare annualmente le tariffe praticate per i principali servizi di consegna transfrontaliera, che verranno pubblicate in un sito web dedicato gestito dalla Commissione europea e la cui sostenibilità sarà valutata dalle autorità nazionali di regolamentazione. Cooperazione tra le autorità a tutela dei consumatori Il regolamento (CE) n. 2006/2004 ha istituito un sistema di cooperazione tra le autorità preposte negli Stati membri all’applicazione delle norme a tutela dei consumatori, basato sull’assistenza reciproca, lo scambio di informazioni, il coordinamento delle attività di sorveglianza del mercato e di esecuzione. A dieci anni dalla adozione, la Commissione europea intende rivedere il regolamento per rendere il sistema di cooperazione più adeguato a rispondere alle sfide dell’economia digitale e allo sviluppo del commercio transfrontaliero nell’Unione. La proposta della Commissione rafforza in modo significativo i poteri delle autorità nazionali nell’accertamento delle infrazioni intracomunitarie a danno dei consumatori: le autorità potranno in particolare disporre la sospensione in via cautelare e la chiusura dei siti web sui quali è stata realizzata la condotta illecita, irrogare sanzioni, ordinare all’impresa responsabile l’adozione di misure compensative nei confronti dei consumatori lesi o la restituzione dei profitti conseguiti. Viene inoltre introdotto un meccanismo di intervento specifico, coordinato direttamente dalla Commissione, per gli illeciti diffusi che hanno “dimensione comunitaria”, in quanto colpiscono i consumatori in almeno tre quarti degli Stati membri che insieme rappresentano almeno i tre quarti della popolazione dell’UE. La Commissione darà avvio a una iniziativa congiunta, in cui le autorità nazionali svolgeranno indagini simultanee ed elaboreranno una posizione condivisa riguardo ai presunti illeciti. Su questa base l’impresa interessata potrà essere invitata a presentare impegni per la cessazione dell’infrazione e il risarcimento dei consumatori lesi. In caso di insuccesso di questa procedura, le autorità sceglieranno di comune accordo quale tra esse si trova nella posizione migliore per intervenire nei confronti dell’impresa, a tutela di tutti i consumatori coinvolti. Guida all’applicazione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali La Commissione ha pubblicato una versione aggiornata e integrata della “Guida all’applicazione della direttiva 2005/29/CE sulle pratiche commerciali sleali”, che è stata adottata nel 2009 allo scopo di fornire agli operatori e alle autorità nazionali un ausilio nell’interpretazione dei concetti chiave e delle previsioni più controverse della normativa. La revisione persegue tre principali obiettivi: - chiarire i rapporti tra la direttiva 2005/29/CE e altre fonti normative europee, di carattere orizzontale (direttiva sui diritti dei consumatori, norme sulla protezione dei dati personali) o settoriale; - incorporare nella Guida i chiarimenti resi dalla Corte di giustizia e gli sviluppi più significativi emersi dall’applicazione della normativa negli Stati membri; - fornire indicazioni specifiche su come la direttiva si applica ad alcune tipologie di pratiche che caratterizzano la moderna economia e i nuovi modelli di business. Riguardo a quest’ultimo profilo, un’apposita sezione della Guida affronta rispettivamente i claim ambientali, le pratiche realizzate nel contesto online (con focus su temi quali piattaforme, marketplaces, app stores, economia collaborativa, motori di ricerca, strumenti di comparazione e di recensione da parte degli utenti, social media), le pratiche nei settori dei viaggi e trasporti, dei servizi finanziari e della proprietà immobiliare.   ******   3) Bonus Irpef per l’acquisto della propria casa da costruttori E’, indubbiamente, di interesse la detrazione Irpef per l’acquisto di abitazioni da imprese di costruzione. Difatti, l’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 20/E del 18 maggio 2016, ha illustrato la nuova detrazione introdotta dalla legge di Stabilità 2016, estendendone il campo di applicazione anche agli acquisti di abitazioni effettuati da imprese che hanno effettuato interventi di ristrutturazione e di restauro dell’abitazione. Ambito di applicazione In caso di acquisto, effettuato dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016, di abitazioni di classe energetica A o B, anche di lusso, cedute dalle imprese costruttrici o ristrutturatrici delle stesse, si ha diritto ad una detrazione del 50% dell’importo corrisposto nel 2016 per il pagamento dell’IVA (4%, 10% o 22%). La detrazione spetta anche per le pertinenze (cantina, posto auto ecc.), a condizione che l’acquisto della stessa avvenga contestualmente all’acquisto dell’abitazione. La detrazione è ammessa anche se gli interventi di ristrutturazione e di restauro dell’abitazione sono effettuati tramite imprese appaltatrici. Viene precisato che: - l’IVA relativa ad un acconto pagato nel 2016 per acquisti da effettuare nel 2017 non è detraibile; - l’IVA relativa ad un saldo pagato nel 2016 per acquisti effettuati nel 2015 non è detraibile; - l’IVA relativa ad un acconto pagato nel 2015 per acquisti da effettuare nel 2016 non è detraibile. Modalità e limiti della detrazione La detrazione è ripartita in 10 quote costanti nell’anno in cui sono state sostenute le spese e nei 9 periodi d’imposta successivi. La detrazione è cumulabile con quella relativa all’acquisto di abitazioni facenti parte di edifici ristrutturati purché non vengano applicate sullo stesso importo.   ******   4) Immobili strumentali: deducibilità dell’Imu versata Immobili strumentali: Confermata al 20% la deducibilità per l’Imu versata. In particolare: - per i soggetti Ires con la deduzione si consente un abbattimento dell’imponibile nella misura del 5,5% dell’IMU versata nel 2015 (27,5% x 20% = 5,5%). - per i soggetti Irpef, invece, il beneficio è direttamente proporzionale all’aliquota marginale del contribuente. Attenzione, i limiti alla deducibilità non operano con riferimento alla TASI versata sugli immobili strumentali. Ne consegue che tale tributo, con riferimento ai suddetti immobili, è interamente deducibile dal reddito d’impresa e di lavoro autonomo. Possono beneficiare della deduzione tutte le imprese, sia in forma individuale sia collettiva (società di persone, società di capitali, cooperative), nonché i lavoratori autonomi, anche se organizzati in associazioni professionali. L’ambito oggettivo di applicazione della deduzione è limitato agli immobili strumentali. Viene ritenuto applicabile il criterio di cassa, secondo cui le imposte diverse da quelle sui redditi e dall’IVA sono deducibili nel periodo d’imposta in cui avviene il pagamento, a prescindere dall’annualità di riferimento. Per i soggetti titolari di reddito di lavoro autonomo opera il principio generale in base al quale le spese sono deducibili nell’esercizio di effettivo pagamento (art. 54, comma 1, TUIR). L’applicazione del criterio di cassa fa sì che l’imposta riferita al 2015, versata tardivamente nel 2016, sia deducibile dal reddito dell’anno corrente. Infine, riguardo la deduzione nel Modello Unico 2016, le modalità di fruizione sono diverse a seconda della natura del soggetto. In particolare, è necessario distinguere tra contribuenti in contabilità ordinaria e contribuenti in contabilità semplificata. Nel primo caso, imprese e società sono tenute a operare una doppia variazione: - in aumento (per l’intera imposta versata nel 2014), compilando il rigo RF16, e - in diminuzione (per la quota deducibile, pari al 20%, dell’IMU versata) indicando il codice 38 nel rigo RF55. Per i soggetti in contabilità semplificata, la deduzione deve essere indicata nel rigo RG22 “Altre componenti negative” per la quota pari al 20% dell’IMU effettivamente versata nell’anno. Allo stesso modo, i lavoratori autonomi e gli studi professionali sono tenuti a indicare la quota IMU deducibile nell’anno all’interno del quadro RE, indicando il relativo importo nella colonna 3 del rigo RE19. La TASI, il cui importo è interamente deducibile nell’anno di versamento, deve essere indicata per l’intero ammontare nel rigo RE10 tra le “Spese relative agli immobili”.   ******   5) Consulente sempre responsabile: deve evitare di continuare il contenzioso se il cliente “è messo male” Professionista responsabile anche per la semplice consulenza stragiudiziale resa al proprio cliente, a prescindere dall’avvio di una specifica causa. Secondo, il Tribunale di Parma, sentenza n. 402 del 16 marzo 2016, la colpa professionale è molto più ampia di quella che consegue alla errata difesa davanti al giudice poiché si tratta di una obbligazione “di risultato” e non “di mezzi”. E questo amplifica enormemente la sua responsabilità e il conseguente obbligo di risarcire l’eventuale danno al cliente in caso di informazioni errate. In particolare, se un professionista (nel caso di specie, un avvocato) accetta l’incarico di svolgere una consulenza circa l’esito di un’azione giudiziale, si obbliga a offrire tutti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni per permettere al cliente di adottare una consapevole decisione circa i vantaggi della causa. Quindi, il professionista è tenuto a garantire proprio tale risultato (le informazioni) e non la semplice attività (lo sforzo di prestare le informazioni). Ne consegue che se la consulenza è sbagliata e il legale fornisce indicazioni non esatte è responsabile. Anche la stessa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6782/2015, ha stabilito che il lavoratore autonomo é responsabile anche con la liberatoria del cliente. La strategia processuale è una scelta che compete al difensore, per cui, in caso di decisioni errate, che possano portare un danno per il cliente, il professionista è sempre responsabile, anche se prima ha ottenuto il consenso del cliente stesso. L’unico responsabile per le scelte processuali errate è il difensore legale, anche se tali scelte siano state sollecitate dal cliente o siano state prese con il suo consenso informato. Per cui il legale non si può esonerare dalla colpa professionale solo esibendo l’atto firmato dall’assistito che dimostra la piena consapevolezza di quest’ultimo. Il legale deve sconsigliare le cause perse: Dunque, il professionista che difende deve avere il coraggio di dire “no” al cliente e opporsi alle strategie scelte da quest’ultimo quando possano essere fonte di danno per lo stesso. Nel caso esaminato dalla Suprema Corte, l’avvocato (ma qualsiasi altro professionista alle prese con il contenzioso) è responsabile, in generale, quando viola l’obbligo di prestare la propria attività con “diligenza media”, il che implica il divieto di adottare una difesa che possa provocare un danno al proprio cliente. Tale responsabilità non è esclusa né ridotta quando tali scelte siano state sollecitate dal cliente: costituisce infatti compito esclusivo del legale la scelta della linea tecnica da seguire nella prestazione dell’attività professionale (nel caso di specie, la Cassazione ha affermato la responsabilità per la scelta, condivisa dal cliente, di chiamare in causa un terzo sebbene il diritto da tutelare fosse prescritto).   ******   6) Il condominio paga la TOSAP per le griglie dei garage sottostanti Il condominio deve pagare la TOSAP per le griglie dei garage sottostanti. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 11450 del 1 giugno 2016. Dunque, la Suprema Corte ritiene che sia dovuta la tassa di occupazione del suolo pubblico da parte di un condominio ove siano apposte delle griglie sulla superficie viaria per l’aerazione dei sottostanti garage, e questo poiché, con l’apposizione delle griglie in questione, così come per ogni oggetto collocato su suolo pubblico, viene in qualche modo limitato l’uso collettivo della parte di suolo pubblico sul quale insorgono le dette griglie, con conseguente sottrazione della superficie all’uso pubblico a vantaggio di un’utilizzazione particolare del suolo stesso da parte del condominio. Con la curiosa decisione emessa in tema di tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, la Sezione tributaria della Corte Suprema, sostiene, quindi, che la TOSAP è dovuta da parte di un condominio a seguito dell’installazione di griglie sulla superficie viaria. Il fatto trae origine dal contenzioso instaurato tra un condominio e un comune, sulla debenza o meno della tassa di occupazione del suolo pubblico per aver apposto il condominio delle griglie di areazione sulla superficie viaria per l’aerazione dei sottostanti garage. I giudici tributari avevano dato torto al condominio, avallando l’interpretazione dell’Amministrazione comunale la quale riteneva che, così come per ogni oggetto collocato su suolo pubblico, con l’apposizione di tali griglie veniva in qualche modo limitato l'uso collettivo della parte di suolo pubblico sul quale insorgono le medesime, con conseguente sottrazione della superficie all'uso pubblico a vantaggio di un’utilizzazione particolare del suolo. Lo stesso condominio contro la sentenza della CTR proponeva ricorso per cassazione, deducendo deduce che l’occupazione, per essere tassabile, deve consistere in un’apprensione della disponibilità della cosa (duratura o temporanea) di tipo reversibile, la quale cioè incida sull’uso del bene, senza però modificarne la natura né comprometterne la destinazione, lasciando ripristinabile l’uso collettivo a seguito della cessazione del godimento individuale e della rimozione delle eventuali attrezzature predisposte per il suo esercizio. La Cassazione ha, invece, respinto il ricorso prodotto invano dal condominio.   ******   7) Zfu in Lombardia: definiti modalità e termini di fruizione delle agevolazioni Definiti modalità e termini di fruizione delle agevolazioni riconosciute alle microimprese che svolgono la propria attività nella zona franca istituita - dalla legge n. 208/2015 (Stabilità 2016) - nei territori della Lombardia colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012. Questo mediante il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate n. 87040 del 6 giugno 2016 in relazione all’esenzione dalle imposte sui redditi, dall'Irap e dall'Imu, esclusivamente per il periodo di imposta in corso alla data di entrata in vigore della citata legge 208, quindi, per i contribuenti con esercizio coincidente con l'anno solare, per la sola annualità 2016. In particolare il neo provvedimento dispone le modalità di fruizione delle agevolazioni, precisando che le stesse sono utilizzabili mediante riduzione dei versamenti da fare tramite modello F24; questo deve essere presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle entrate (Fisconline e Entratel), pena lo scarto dell'operazione (una successiva risoluzione istituirà l'apposito codice tributo da indicare nella delega di pagamento). L'iter prevede la trasmissione, da parte del Mise all'amministrazione fiscale, dei dati identificativi dei beneficiari e dell'importo concesso, nonché le eventuali variazioni. In presenza di modifiche relative ai dati delle imprese ammesse e all'importo dell'agevolazione concessa, l'F24 va presentato a partire dal terzo giorno lavorativo successivo a quello di comunicazione delle variazioni. Ciascuna delega di pagamento ricevuta sarà sottoposta dall'Agenzia delle Entrate a controlli automatizzati sulla base dei dati trasmessi dallo Sviluppo economico. Se l'importo utilizzato risulta superiore all'ammontare residuo (cioè quello complessivamente concesso, al netto di quanto già sfruttato con precedenti F24) oppure l'impresa non è compresa nell'elenco dei beneficiari, l'F24 viene scartato e i pagamenti in essi contenuti si considerano non effettuati. Il contribuente viene informato della circostanza tramite apposita ricevuta consultabile sul sito internet dei servizi telematici.   ******   8) Entrate tributarie “solide” ed in leggero rialzo Entrate tributarie: 121,8 miliardi a gennaio-aprile 2016 (+1,7%). In aumento il gettito di Irpef, Ires e Iva. Bene la lotta all’evasione. Nel primo quadrimestre 2016 le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 121.794 milioni di euro, con un aumento dell’1,7% (+ 2.040 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2015. Si segnala che, nel mese di aprile, si è avuta una flessione del gettito dell’acconto 2016 dell’imposta di bollo determinata dalla diversa modalità di scomputo dell’acconto. Essa ha modificato il profilo mensile dei pagamenti dell’imposta stessa che vede, per l’anno corrente, minori versamenti in acconto nel mese di aprile e maggiori versamenti mensili durante il corso dell’anno. Inoltre va ricordato che, con la previgente normativa, il canone televisivo veniva versato all’erario nei primi mesi dell’anno (nel periodo gennaio-aprile 2015 è stato pari a 1.592 milioni di euro). A seguito delle nuove modalità di riscossione, introdotte dalla Legge di stabilità 2016, i primi versamenti sono stati fissati a partire dal mese di luglio. Neutralizzando gli effetti sul gettito dei versamenti dell’imposta di bollo e di quelli del canone televisivo, la crescita delle entrate tributarie nel periodo in esame risulta pari a + 4,9%. IMPOSTE DIRETTE Registrano un gettito complessivamente pari a 65.629 milioni di euro, in aumento dell’1,8% (+ 1.181 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2015. Le entrate IRPEF ammontano a 58.684 milioni di euro (+ 3,9% pari a 2.215 milioni di euro) per effetto principalmente dell’andamento positivo delle ritenute da lavoro dipendente del settore privato (+ 7,5% pari a 1.947 milioni di euro). L’andamento risente sia degli effetti delle disposizioni del D. Lgs. 175/2014 relative al modello di versamento delle imposte che prevedono l’indicazione dell’Irpef al lordo delle compensazioni effettuate(2), sia dell’incremento delle ritenute a titolo di acconto (+ 172 milioni di euro pari a + 37,9%) applicato ai pagamenti delle spese e degli interventi di ristrutturazione edilizia. Il gettito IRES registra un incremento di 79 milioni di euro (+ 9,5%) rispetto allo stesso periodo del 2015. Le entrate relative alle imposte sostitutive sui redditi da capitale e sulle plusvalenze hanno registrato una diminuzione del 51,6%, mentre l’imposta sostitutiva sul valore relativo dei fondi pensione fa rilevare una riduzione del gettito pari a 428 milioni di euro (- 38,8%) per l’effetto della notevole riduzione, nel 2016, dei rendimenti dei prodotti finanziari oggetto di investimento delle quote dei fondi pensione.(3) IMPOSTE INDIRETTE Il gettito ammonta a 56.165 milioni di euro, in aumento dell’1,6% (+ 859 milioni di euro) rispetto allo stesso quadrimestre del 2015. Prosegue il trend di crescita delle entrate dell’IVA che ammontano a 32.021 milioni di euro (+ 3.001 milioni di euro pari a +10,3%). Il gettito delle imposte sulle transazioni segna un incremento del 11,1% dell’imposta di registro. Mostra invece, come già segnalato, una diminuzione rispetto all’analogo periodo del 2015 l’imposta di bollo (- 1.912 milioni di euro). Le entrate dell’accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi (oli minerali) si attestano a 7.224 milioni di euro (+ 2,4%); in aumento anche il gettito dell’accisa sul gas naturale per combustione (gas metano) che ha generato entrate per 1.197 milioni di euro (+ 35,9%). ENTRATE DA GIOCHI Le entrate relative ai giochi presentano, nel complesso, una crescita del 13,5% (+ 540 milioni di euro). ENTRATE DA ACCERTAMENTO E CONTROLLO Il gettito derivante dall’attività di accertamento e controllo si è attestato a 2.728 milioni di euro (+1,3%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, determinato dai maggiori incassi derivanti dai ruoli relativi alle imposte indirette (+18%). Sul sito del Dipartimento delle Finanze è disponibile il Bollettino delle entrate tributarie del periodo gennaio aprile 2016, corredato dalle appendici statistiche e dalla guida normativa, che fornisce l’analisi puntuale dell’andamento delle entrate tributarie, e la relativa Nota tecnica che illustra in sintesi i principali contenuti del documento. E’ disponibile anche il report “Entrate Erariali F24 aprile 2016” che analizza l’andamento delle entrate tributarie versate con il modello F24 relativamente al mese di maggio, fornendo una prima anticipazione dell’andamento delle stesse. (Ministero delle Finanze, comunicato n. 102 del 06 giugno 2016)   ******   9) Accisa e altre imposte indirette riscosse con Modello F24: codici tributo per il versamento delle somme dovute a seguito di reclamo e mediazione Erano già stata fornite le istruzioni in ordine all’applicazione della disposizione di cui all’art. 17 bis del D.lgs. n. 546/1992, mancavano solo i codici tributo per il versamento delle somme dovute per i tributi derivanti dagli atti del reclamo e della mediazione. Adesso l’Agenzia delle dogane con la nota n. 64156/RU/2016 pubblicata il 6 giugno 2016 precisa che i codici tributi istituiti, dovranno essere utilizzati esclusivamente per il versamento delle somme dovute in seguito al perfezionamento degli istituti in argomento ed afferenti alle accise ed alle altre imposte indirette che vengono corrisposte con Mod. F24. Pertanto, gli uffici, ogniqualvolta addiverranno – in accoglimento di un reclamo o all’esito del perfezionamento di un accordo di mediazione - alla rideterminazione della pretesa tributaria, avranno cura di indicare il codice tributo, nonché di riportare le modalità di compilazione del Mod. F24, così come indicate nella risoluzione n.33/E/2016 dell’Agenzia delle Entrate, onde consentire al contribuente di redigere correttamente il predetto modello di pagamento. Viene, infine, precisato che i codici tributi in argomento sono riconosciuti da AIDA e sono gestibili nella procedura AIDA- Accise-Versamenti-F24.   ******   10) Fallimentare: DDL 59, no a misure punitive per i professionisti Longobardi (Presidente nazionale dei commercialisti italiani) contro gli emendamenti che modificano le modalità di formazione dell’elenco dei professionisti impegnati nelle operazioni di vendita e l’istituzione di un albo dei curatori, dei commissari e dei liquidatori. No a modifiche alle modalità di formazione dell’elenco dei professionisti che provvedono alle operazioni di vendita e no all’istituzione di un albo dei curatori, dei commissari e dei liquidatori. In vista dell’inizio della discussione del provvedimento in Senato, i commercialisti esprimono tutte le loro perplessità su alcuni aspetti del ddl di conversione del D.L. 3 maggio 2016, n. 59, recante disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali. “Auspichiamo vivamente la soppressione – afferma il presidente nazionale della categoria, Gerardo Longobardi – dell’emendamento 5.3 con il quale si modificano le modalità di formazione dell’Elenco dei professionisti che provvedono alle operazioni di vendita. L’attuale sistema di nomina appare assolutamente ragionevole, trasparente e semplificato rispetto a quello declinato nella nuova versione dell’emendamento, dove si inseriscono ulteriori adempimenti a carico dei professionisti iscritti ad albi ed elenchi, vale a dire a carico di soggetti appartenenti alle professioni regolamentate dei Commercialisti, degli Avvocati e dei Notai. La modifica andrebbe, di fatto, a provocare l’emersione di un doppio binario all’interno dell’albo professionale di riferimento assolutamente difforme dall’attuale elenco dei professionisti formato dal presidente del tribunale in base agli elenchi comunicati dai Consigli degli Ordini. Sembra trattarsi, infatti, di un albo nell’albo (rectius di un elenco all’interno dell’albo), tenuto e vigilato da una Commissione formata dai rappresentati degli ordini professionali interessati e, per la maggioranza dei componenti, da magistrati che potrebbero aver svolto incarichi come giudice dell’esecuzione negli anni anteriori a quello immediatamente precedente all’istituzione dell’elenco, minando le esigenze di imparzialità e trasparenza del procedimento di nomina. Il riconoscimento delle competenze attribuite alla Commissione (che spaziano dall’organizzazione dei corsi di formazione o aggiornamento, alla verifica delle competenze acquisite e mantenute dagli iscritti, dall’accertamento dell’inadempimento dei nuovi obblighi formativi, alla valutazione delle prove scritte finali, dall’iscrizione nell’elenco alla conferma dell’iscrizione, dalla valutazione della diligenza, dell’efficienza ed efficacia con cui sono state svolte le funzioni di delegato) andrebbe ad eludere quelle svolte dagli ordini professionali che ex lege sono gli unici autorizzati ad esercitare poteri di controllo, di verifica delle competenze ed eventualmente di irrogazione delle sanzioni rispetto all’iscritto che si renda inadempiente. Conseguentemente, il sistema che si verrebbe a creare andrebbe a legittimare un sistema di professionalità specifica (c.d. doppio binario delle professionalità) che esula dalle esigenze di urgenza e necessità che caratterizzano il d.l. n. 59/2016 e che finirebbe con penalizzare il professionista interessato a svolgere funzioni di delegato alle operazioni di vendita”. Il Consiglio Nazionale esprime forti perplessità anche in relazione all’emendamento 6.1 con cui si propone l’inserimento nella legge fallimentare di un nuovo art. 28 - bis recante la normativa per l’istituzione, la tenuta e la vigilanza di un albo dei curatori, dei commissari e dei liquidatori. “Secondo la normativa vigente – spiega Longobardi - possono essere chiamati a svolgere le funzioni di curatore: gli iscritti nell’albo degli avvocati e nell’albo dei commercialisti; le società tra professionisti, le associazioni professionali sempre che i soci o gli associati siano iscritti ad uno degli albi summenzionati; ed, infine, coloro che abbiano svolto funzioni di amministrazione, direzione e controllo in società per azioni dando prova di adeguate capacità imprenditoriali e purché non sia intervenuta nei loro confronti dichiarazione di fallimento. Sfuggono le motivazioni che inducono i proponenti a suggerire l’istituzione di un albo nell’albo per la regolamentazione di funzioni che i professionisti, in particolar modo quelli iscritti all’Albo dei commercialisti, svolgono da anni con impegno e dedizione. Anche in questo caso – conclude Longobardi – l’emendamento rischia di generare possibili confitti di interesse, assenza di indipendenza e terzietà, gestione di corsi di formazione e imposizione di ulteriori obblighi formativi per chi già è un professionista iscritto in un albo tenuto da un ente pubblico, quale è l’Ordine professionale”. (Consiglio Nazionale dei Commercialisti, comunicato del 6 giugno 2016)   Vincenzo D’Andò