Diario quotidiano del 3 giugno 2016: tante novità sugli studi di settore

Pubblicato il 3 giugno 2016



1) In calo l’applicazione degli studi di settore
2) Passa al 30 novembre il termine per l’assegnazione dei beni ai soci e l’estromissione dei beni immobili strumentali dell’imprenditore individuale?
3) Accertamento per adesione: invito al contradditorio anche per telefono
4) Cessioni di opere di urbanizzazione: esulano dal campo di applicazione Iva
5) Certificati AEO: i chiarimenti delle Dogane
6) Studi di settore: apertura alle correzioni delle anomalie per triennio 2012-2014
7) Nuovi investimenti: modalità di presentazione dell’istanza di interpello
8) Chiarimenti sulla disciplina dell’assegnazione e cessione di beni ai soci
9) Studi di settore: software di compilazione anomalie 2016
10) IMU e TASI sulle piattaforme petrolifere
 
commercialista-telematico-abbonamentoIndice: 1) In calo l’applicazione degli studi di settore 2) Passa al 30 novembre il termine per l’assegnazione dei beni ai soci e l’estromissione dei beni immobili strumentali dell’imprenditore individuale ? 3) Accertamento per adesione: invito al contradditorio anche per telefono 4) Cessioni di opere di urbanizzazione: esulano dal campo di applicazione Iva 5) Certificati AEO: i chiarimenti delle Dogane 6) Studi di settore: si parte con l’operazione di apertura alle correzioni delle anomalie per triennio 2012-2014 7) Nuovi investimenti: chiarimenti sulle modalità di presentazione dell’istanza di interpello 8) Chiarimenti ministeriali sulla disciplina dell’assegnazione e cessione di beni ai soci  9) Studi di settore: disponibile il software di compilazione anomalie 2016 10) IMU e TASI – Piattaforme petrolifere installate nel mare territoriale: chiarimenti dal MEF  
  1) In calo l’applicazione degli studi di settore E’ in lieve calo l’applicazione degli studi di settore per il 2014. Il Dipartimento delle Finanze ha, infatti, pubblicato le statistiche su studi di settore, dichiarazioni delle persone fisiche in base al reddito prevalente, dichiarazioni IVA e altri dati trasmessi dai contribuenti nel 2015, relativi al periodo d’imposta 2014. L’applicazione degli studi di settore nel 2014 ha riguardato 3,6 milioni di soggetti (65% persone fisiche) mostrando una lieve diminuzione (-0,8%) rispetto all’anno precedente. I ricavi/compensi totali, pari a 713,7 miliardi di euro, presentano una contenuta riduzione rispetto al 2013 (-2,1%) con andamenti non particolarmente differenziati all’interno dei settori. Calano il settore dei servizi (-2,9%), del commercio (-2,5%) e manifatturiero (-1,1%), mentre il settore delle attività professionali presenta un lieve aumento (+0,2%). I ricavi/compensi medi, considerando tutti i soggetti, sono pari a 197.500 euro (-1,3%). Il reddito totale dichiarato è pari a 101 miliardi di euro e mostra, a differenza dei ricavi/compensi, un andamento positivo (+3,1% rispetto al 2013); il reddito medio dichiarato è risultato pari a 25.900 euro per le persone fisiche (+2,2%), a 37.000 euro per le società di persone (+4,1%) e a 26.700 euro per le società di capitali ed enti (+12,3%). Considerando i dati in relazione all’attività esercitata, si registra il reddito medio dichiarato più elevato nel settore delle attività professionali (41.600 euro, anche se in flessione dell’1,2% rispetto al 2013). Parametri al capolinea. Viene, infatti, confermato il lento, ma inesorabile declino, dello strumento presuntivo il cui utilizzo, causa il perdurare della crisi economica, potrebbe risultare ancor meno sostenibile rispetto al passato. ******   2) Passa al 30 novembre il termine per l’assegnazione dei beni ai soci e l’estromissione dei beni immobili strumentali dell’imprenditore individuale ? Passa al 30 novembre prossimo il termine ultimo per eseguire l'assegnazione agevolata dei beni d'impresa o l'estromissione dei beni immobili strumentali dell'imprenditore individuale. Prevista anche l'abolizione della tassa sui libri contabili per le newco. Queste alcune delle anticipazioni di organi di stampa sul prossimo «decreto competitività» ancora da emanare. Estromissioni agevolate La misura prevede lo spostamento, dal 30/9/2016 al 30/11/2016, del termine per la stipula dell'atto di trasferimento ai soci (immobili e mobili registrati), di cui alla legge 208/2015 (Stabilità 2016), che appartengono all'impresa, «viste le varie problematiche interpretative» e, l'assenza degli «opportuni chiarimenti» ministeriali. Spostato in avanti il primo termine di pagamento dell'imposta sostitutiva (8% o 10,5% se società di comodo) ovvero quello relativo al versamento della quota pari al 60%, dal 30/11/2016 al 16/12/2016. Inoltre, viene prorogato anche il termine per l'estromissione degli immobili strumentali, di cui al comma 2, dell'art. 43, dpr 917/86, per gli imprenditori individuali, da quello ormai superato (31/5/2016) al 30/11/2016. Concessioni governative Il legislatore introduce, al comma 3, dell'art. 23, dpr 641/1972, l'esclusione dall'obbligo del pagamento della tassa di concessione governativa per le scritture contabili dovuta dalle società di capitali. In effetti, il nuovo periodo prevede che «per l'anno di inizio dell'attività» la citata tassa non sia versata, stabilendo, di fatto, l'esclusione dal pagamento limitatamente all'anno di costituzione della società di capitali. La tassa, si ricorda, è dovuta per la bollatura e la numerazione dei libri e dei registri obbligatori ed è variabile nell'importo (tra 309,87 e 516,46 euro con riferimento all'ammontare del capitale sociale, in relazione al fatto se lo stesso supera o meno l'importo di euro 516.456,90). È il medesimo provvedimento che esegue anche la conversione in euro, giacché gli importi erano ancora indicati in lire, rispettivamente in 600 mila, 1 milione e un miliardo di lire. Notifica atti tributari Si punta a implementare l'utilizzo della posta elettronica certificata (Pec) nell'ambito delle procedure di notifica degli avvisi e degli atti di emanazione dell'Amministrazione finanziaria, in deroga alle disposizioni contenute nell'art. 149-bis c.p.c., in tema di notificazione a mezzo di posta elettronica, come inserito dalla lettera d), del comma 8, dell'art. 4, dl 193/2009, convertito nella legge 24/2010, in assenza di un divieto «espresso» a carico del legislatore tributario. Per conseguenza, l'Amministrazione finanziaria potrà notificare gli atti, anche di accertamento, a imprese individuali, società o professionisti iscritti negli appositi ordini e/o albi, mediante l'utilizzo della posta elettronica certificata, di cui al dpr 68/2005. Si consente ora la notifica mediante posta certificata, anche in deroga alle disposizioni generali che regolano le notifiche degli «atti tributari», restando ferme le disposizioni concernenti la notifica a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, per le quali è già consentita la detta tipologia di notifica, giacché la nuova modalità ha il medesimo valore legale, fatto salvo il caso in cui le norme vigenti non la escludano, ai sensi dell'art. 48, d.lgs. 82/2005. Visto per investimento Tra le altre misure di semplificazione previste si segnala quella riferibile alle attestazioni dei requisiti di onorabilità per l'esercizio di un'attività economica sul territorio nazionale. Gli stranieri potranno dichiarare detti requisiti con il rilascio di una «dichiarazione sostitutiva» attestante di non aver ricevuto provvedimenti corrispondenti a quelli che comportano la perdita dei requisiti di onorabilità, accompagnandola con una dichiarazione del legale rappresentante dell'ente italiano (se presente) che dichiari di aver sviluppato le necessarie attività di indagine, tese a verificare l'assenza di impedimenti. ******   3) Accertamento per adesione: invito al contradditorio anche per telefono Va bene l’invito al contraddittorio formulato dall’Ufficio a seguito di istanza di accertamento con adesione presentata dal contribuente, anche comunicato tramite telefono 15 giorni prima che sia trascorsa la scadenza prevista per la presentazione del ricorso. E, addirittura, in prossimità delle festività pasquali. Lo dice la Corte di Cassazione con la sentenza 11348 del 31 maggio 2016. Capita che gli Uffici tardino ad invitare il contribuente all’adesione, superando anche il limite dei 15 giorni fissato dalla norma, che pur deve ritenersi meramente ordinatorio, anche in considerazione delle modalità semplificate previste per la comunicazione dell’invito, diverse da quelle stabilite per la notifica degli atti. Nel caso di specie, l’Ufficio aveva atteso parecchio tempo prima di invitare il contribuente. Difatti, emerge che l’Agenzia delle entrate, pur avendo a disposizione parecchi mesi per invitare il contribuente a presentarsi in Ufficio per il contraddittorio, avrebbe effettuato le telefonate a pochissimi giorni dalla scadenza del termine per la presentazione dell’eventuale ricorso, oltretutto in prossimità della settimana pasquale durante la quale “è agevole pensare che un professionista possa concedersi un periodo di riposo”. E ciò in evidente violazione dei principi di collaborazione e buona fede stabiliti dallo Statuto del contribuente, comportando la nullità dell’accertamento oggetto di istanza di adesione. Invece, la Corte di Cassazione, con la sentenza in oggetto, ritiene che tutto questo non abbia danneggiato il contribuente. Secondo quanto prevede l’art. 6, commi 2 e 3, del DLgs. 218/1997, il contribuente nei cui confronti sia stato notificato avviso di accertamento, non preceduto dall’invito all’adesione, può formulare anteriormente all’impugnazione, istanza in carta libera di accertamento con adesione, indicando il proprio recapito, anche telefonico. In tal caso, il termine per l’impugnazione (60 giorni dalla notifica dell’atto impositivo ex art. 21, comma 1 del DLgs. 546/1992) rimane sospeso per un periodo di 90 giorni dalla data di presentazione dell’istanza del contribuente. In base al successivo quarto comma, poi, entro 15 giorni dalla ricezione dell’istanza di adesione, l’Ufficio, anche telefonicamente o telematicamente, formula al contribuente l’invito a comparire. ******   4) Cessioni di opere di urbanizzazione: esulano dal campo di applicazione Iva La Corte di Cassazione con la sentenza n. 11344 del 31 maggio 2016, ritiene che, ai fini iva, non siano rilevanti le cessioni di opere di urbanizzazione. Si tratta di operazioni che non generano ricavi. Nel caso di specie, l’Agenzia delle entrate aveva accertato, in capo ad un soggetto esercente attività di compravendita e costruzione di immobili, la mancata indicazione in dichiarazione di ricavi generati dalla cessione a titolo gratuito a favore di un comune di alcune aree edificabili. La cessione era avvenuta a seguito di una convenzione urbanistica stipulata, ai sensi della vigente legge regionale, per l’attuazione di uno strumento urbanistico a soddisfacimento degli standard. Le argomentazioni dell’ufficio vertevano sulla riqualificazione di tale operazione come destinazione dei beni a finalità estranee all’impresa, e come tale da tassare in ogni caso sulla base del valore normale del bene a prescindere dalle motivazioni sottostanti. E’ stata, quindi, contestata la mancata applicazione dell’Iva sull’operazione. Tuttavia, sul versante dell’Iva le contestazioni dell’Ufficio sono risultate errate. Infatti, ai sensi dell’art. 51 della L. 21 novembre 2000 n. 342, non è da intendersi rilevante ai fini dell’Iva la cessione nei confronti del comune di aree od opere di urbanizzazione a scomputo di contributi di urbanizzazione o in esecuzione di convenzioni di lottizzazione. Tale irrilevanza, per espressa previsione normativa, si estende anche alle eventuali limitazioni del diritto alla detrazione. ******   5) Certificati AEO: i chiarimenti delle Dogane L’Agenzia delle Dogane ha pubblicato ieri il documento della Commissione europea contenente le possibili domande e risposte relative all’attività di riesame dei certificati AEO, cercando di chiarirne alcuni aspetti. In relazione alle varie risposte emesse sui relativi quesiti posti emerge che: - I certificati AEO esistenti che sono validi alla data del 1° maggio 2016 restano validi fino al loro riesame; non è necessario presentare domande di riesame alle autorità doganali competenti. Il titolare di un certificato AEO verrà contattato dalle autorità doganali competenti. Entro il 1° maggio 2019 verranno riesaminati tutti i certificati rilasciati antecedentemente al 1° maggio 2016. In ogni caso, gli AEO possono contattare i punti di contatto nazionali qualora necessitino di maggiori informazioni o chiarimenti; - Non ci saranno cambiamenti nei codici MRA esistenti. Come il numero dell’autorizzazione sottoposta a riesame rimane invariato rispetto a quello del certificato AEO, i codici MRA già attribuiti non vengono modificati; - Infine, nell’ipotesi di esito negativo del riesame, il certificato AEO viene revocato. ******   studi-di-settore-fiscooggi6) Studi di settore: si parte con l’operazione di apertura alle correzioni delle anomalie per triennio 2012-2014 Studi di settore, con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate n. 85525 del 1 giugno 2016, al via 160mila comunicazioni di compliance: Si parte con la campagna informativa 2016 al fine di evitare i controlli fiscali. Disponibili dal 1 giugno 2016 i dati per favorire l’adempimento spontaneo. Più trasparenza, maggiore condivisione e un dialogo nuovo tra Entrate e contribuenti sulle anomalie da studi di settore per facilitare l’assolvimento spontaneo degli obblighi fiscali. In particolare, il Provvedimento definisce le tipologie di comunicazioni di anomalia rilevate nei dati degli studi di settore, relativi al triennio 2012-2014, pubblicate nel “Cassetto fiscale” dei contribuenti interessati. Anche quest’anno, quindi, l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione del contribuente e della Guardia di Finanza le informazioni che sono in suo possesso, dando la possibilità a coloro che riceveranno le comunicazioni di anomalia di correggere spontaneamente eventuali errori od omissioni, anche dopo la presentazione della dichiarazione, nonché di tenerne conto in vista della presentazione del modello Unico 2016. L’Alert del Fisco arriva via web o sul cellulare L’Agenzia inviterà i contribuenti coinvolti a consultare il Cassetto fiscale aggiornato con le comunicazioni di anomalia relative al triennio 2012-2014. L’invito del Fisco arriva direttamente agli interessati senza passare dalla buca delle lettere, in modo da permettere ai cittadini di verificare tempestivamente la propria situazione e scegliere se giustificarsi o ravvedersi. Le comunicazioni di anomalia saranno inviate agli intermediari delegati al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Inoltre, un invito ad accedere al proprio cassetto fiscale arriverà, nei due prossimi fine settimana, agli indirizzi di posta elettronica certificata (Pec) attivati dai contribuenti e via mail o sms, nel caso dei soggetti direttamente abilitati ai servizi telematici delle Entrate. I contribuenti, anche tramite intermediari incaricati della trasmissione delle dichiarazioni, potranno fornire chiarimenti e precisazioni tramite il software gratuito “Comunicazioni 2016”, già disponibile sul sito www.agenziaentrate.it nella sezione dedicata agli studi di settore (raggiungibile dal percorso: Home - Cosa devi fare - Dichiarare - Studi di settore e parametri - Studi di settore - Software). Ravvedimento I contribuenti che hanno ricevuto le informazioni dall’Agenzia possono regolarizzare gli errori e le omissioni eventualmente commesse, secondo le modalità previste dall’istituto del ravvedimento operoso (articolo 13 del Dlgs n. 472/1997), beneficiando così della riduzione delle sanzioni, graduata in ragione della tempestività delle correzioni. Un “rimedio” agevolato che resta salvo a prescindere dalla circostanza che la violazione sia già stata constatata o che siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo, delle quali il contribuente abbia avuto formale conoscenza, salvo la formale notifica di un atto di liquidazione, di irrogazione delle sanzioni o, in generale, di accertamento e il ricevimento delle comunicazioni di irregolarità (articoli 36-bis Dpr 600/1973 e 54-bis Dpr 633/1972) e degli esiti del controllo formale (art. 36-ter Dpr 600/1973). Sono 8 le nuove tipologie di anomalia per il 2016 In particolare, il Provvedimento definisce 62 diverse tipologie di casi per il 2016. Di questi, 54 sono relativi esclusivamente alle attività di impresa, 3 esclusivamente ad attività professionali e 5 ad entrambe le tipologie di reddito. In pratica, rispetto alla campagna informativa dello scorso anno, sono state individuate 8 ulteriori tipologie di anomalia. I nuovi casi riguardano ulteriori ipotesi di soggetti esercenti attività di impresa con incongruenza tra studio di settore presentato e dati strutturali indicati ai fini dell’applicazione degli studi di settore. In allegato al Provvedimento vi è un’apposita specifica tecnica la cui finalità è l’individuazione dei criteri in base ai quali sono state elaborate le comunicazioni di anomalia nei dati degli studi di settore relativi al triennio 2012-2014. Pubblicati i template delle comunicazioni I fac-simile delle 62 tipologie di comunicazioni sono disponibili sul sito internet dell’Agenzia, www.agenziaentrate.it, nella sezione dedicata agli studi di settore (raggiungibile dal percorso: Home - Cosa devi fare - Dichiarare - Studi di settore e parametri - Studi di settore – Comunicazioni anomalie 2016). In tale sezione sono altresì disponibili i fac-simile di comunicazioni agli intermediari e di sms, mail e PEC ai contribuenti, oltre agli indirizzi PEC da cui partiranno i messaggi e ad un documento contenente le risposte alle domande più frequenti pervenute lo scorso anno in relazione alla precedente campagna di comunicazione delle anomalie. Affinati i criteri di valutazione dei livelli di rischio Sulla scorta degli esiti delle precedenti campagne informative sono stati previsti due nuovi criteri di esclusione di soggetti dalla selezione, in modo da evitare l’invio di comunicazioni di anomalia a contribuenti presumibilmente non a rischio in base ai criteri elaborati o che hanno già fornito in precedenza elementi informativi in merito ai dati dichiarati ai fini degli studi di settore. In particolare, si tratta di contribuenti che hanno barrato la voce V03 “Applicazione del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità nel periodo d’imposta precedente” del “Quadro V - Ulteriori dati specifici” del modello studi di settore e dei contribuenti che hanno compilato la scheda Annotazioni in GERICO per tutte le annualità oggetto di segnalazione o che, per le medesime annualità, hanno trasmesso una segnalazione tramite l’apposito software Segnalazioni. Come per gli anni passati, è stato inoltre confermato che nel caso in cui un contribuente rientri in più di una tipologia di anomalia, venga segnalata unicamente quella ritenuta più grave in termini di rischio. In pratica, seguendo l’ordine numerale assegnato in specifica tecnica, individuato anche con l’ausilio di SOSE. ******   7) Nuovi investimenti: chiarimenti sulle modalità di presentazione dell’istanza di interpello Interpello sui nuovi investimenti: Le istruzioni delle Entrate su istanze, contenuti e ambito d’applicazione. Crescita economica, più competitività e internazionalizzazione delle imprese sono garantite anche attraverso l’istituzione di nuove forme avanzate di dialogo codificate tra Amministrazione e contribuenti. In questa cornice s’inserisce la nuova tipologia d’interpello sui nuovi investimenti, introdotta dal decreto 147/2015, che si rivolge a quei soggetti nazionali, o esteri, che intendono effettuare in Italia investimenti rilevanti, di almeno 30 milioni di euro. Attraverso questo nuovo strumento, il contribuente può rivolgersi direttamente all’Agenzia delle Entrate allo scopo di conoscere preventivamente il parere in merito al corretto trattamento fiscale del piano di investimenti e delle operazioni straordinarie pianificate per l’esecuzione dello stesso. In pratica, con la circolare n. 25/E del 1 giugno 2016, l’Agenzia delle entrate fornisce un primo kit di istruzioni precisando l'ambito d’applicazione soggettivo del nuovo istituto, cioè la definizione delle imprese che vi possono far ricorso, ed oggettivo, individuando la tipologia degli investimenti per i quali è possibile formulare l’istanza. Allo stesso tempo, il documento di prassi fornisce chiarimenti sulle modalità di presentazione e sul contenuto delle istanze. Anche gruppi d’imprese ed enti non commerciali tra i destinatari ammessi al nuovo istituto Lungo l’elenco dei soggetti ammessi alla presentazione dell’istanza: gli imprenditori individuali, le società di capitali e gli enti residenti, tra cui i trust, a condizione che abbiano per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale, o ancora, gli enti e i trust residenti che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale, relativamente all’attività commerciale eventualmente esercitata, le società di persone, escluse le società semplici, e gli altri soggetti residenti ad esse equiparati. Tra la platea dei soggetti ammessi all’interpello rientrano, inoltre, le società e gli enti di ogni tipo non residenti, nonché i trust, indipendentemente dalla circostanza che abbiano o meno una stabile organizzazione nel territorio dello Stato. In particolare, chiarisce la circolare, nello spirito di incentivare l’accesso all’istituto in esame, l’ammissibilità alla presentazione dell’istanza è stata estesa anche ai soggetti non esercenti attività commerciali nella misura in cui effettuino un investimento che determini la creazione di una nuova attività imprenditoriale, oppure, la partecipazione al patrimonio di un’impresa. Sono quindi inclusi, tra i destinatari della disciplina in esame, anche i soggetti che, pur non qualificandosi a priori come imprenditori, promuovano investimenti che abbiano come “target” un’impresa localizzata nel territorio dello Stato. Spazio anche alla presentazione dell’istanza per i gruppi di società e i raggruppamenti d’imprese, tra cui: le reti di imprese, i consorzi fra imprese, i distretti produttivi, le joint ventures, le associazioni temporanee di impresa, cosiddette ATI e il Gruppo europeo di interesse economico. Per i progetti d’investimento ammessi contano la durata, la liquidità e il “target” occupazionale In particolare, precisa il documento di prassi, il progetto di investimento deve necessariamente presentare le seguenti caratteristiche: deve realizzarsi nel territorio dello Stato; deve avere ricadute occupazionali significative e durature; deve essere di ammontare non inferiore a trenta milioni di euro. In dettaglio, continua la circolare, la tipologia d’investimento cui guarda il nuovo istituto deve risultare idonea ad includere sia i progetti diretti alla realizzazione di una nuova iniziativa economica avente carattere duraturo, prevedendo quindi l’immissione di nuova liquidità, sia le operazioni che comportano il reimpiego di risorse finanziarie già disponibili presso l’impresa al fine di ristrutturare, ottimizzare o rendere più efficiente un complesso aziendale preesistente. Naturalmente, l’investimento deve avere come “target” un’impresa localizzata nel territorio dello Stato e può consistere anche in operazioni di share deal. Conseguentemente, anche le “iniziative dirette alla partecipazione al patrimonio dell’impresa” rientrano tra le operazioni ritenute idonee. Progetti d’investimento su aziende in crisi In particolare, per le imprese in crisi, la valutazione dell’impatto positivo dell’investimento sul piano dell’occupazione deve tener conto non solo dell’“incremento” dei livelli occupazionali, ma anche del mantenimento di quelli già esistenti, laddove il piano di risanamento eviti licenziamenti, mobilità, cassa integrazione o altri simili istituti che producano effetti negativi. Modalità di presentazione dell’istanza L’istanza d’interpello è redatta in carta libera, non essendo soggetta al pagamento dell’imposta di bollo, ed è presentata all’Agenzia delle entrate, Direzione Centrale Normativa, Ufficio Interpelli Nuovi Investimenti, mediante una delle seguenti modalità: consegna a mano; spedizione tramite servizio postale a mezzo plico raccomandato con avviso di ricevimento; per via telematica attraverso l’impiego della posta elettronica certificata o tramite l’utilizzo di un servizio telematico ad hoc erogato in rete dall’Agenzia delle entrate e ancora in fase di elaborazione. Ai fini della presentazione dell’istanza non sono quindi previsti mezzi di comunicazione alternativi, quali ad esempio il fax e la posta elettronica libera. Naturalmente, l’istanza di interpello deve essere presentata in lingua italiana, mentre la documentazione a corredo della stessa può essere inoltrata in inglese, francese, spagnolo e tedesco. I soggetti non residenti possono presentare l’istanza attraverso l’eventuale stabile organizzazione in Italia, oppure, tramite designazione di un domiciliatario ai fini della procedura d’interpello. Nell’ipotesi in cui non abbiano disposto la nomina di un domiciliatario nel territorio dello Stato, gli stessi possono inoltrare l’istanza mediante la posta elettronica libera all’indirizzo dc.norm.interpello@agenziaentrate.it. I contenuti dell’istanza L’interpello dovrà contenere la denominazione dell’impresa, gli elementi identificativi del suo legale rappresentante, la sede legale o il domicilio fiscale, se diverso dalla sede legale, il codice fiscale o la partita IVA ovvero altro codice di identificazione dell’impresa, nonché l’indicazione dei recapiti, anche telematici, del domiciliatario per la procedura di interpello presso il quale si richiede di inoltrare le comunicazioni attinenti la procedura. Nel caso in cui più soggetti intendano partecipare all’investimento, l’istanza deve contenere la denominazione e gli elementi identificativi di tutte le imprese partecipanti all’investimento. Naturalmente, l’istanza conterrà la descrizione dettagliata del piano di investimento, sul quale si chiede la valutazione dell’Agenzia delle entrate con riferimento al relativo trattamento fiscale. Al riguardo, si dovrà specificare l’ammontare dell’investimento, i metodi prescelti per la quantificazione, i tempi e le modalità di realizzazione dello stesso, le ricadute occupazionali significative e i riflessi, anche in termini quantitativi, che l’investimento oggetto dell’istanza ha sul sistema fiscale italiano. L’istanza conterrà anche le disposizioni tributarie di cui si richiede l’interpretazione/disapplicazione e la descrizione delle operazioni che potrebbero essere giudicate abusive, oltre alla soluzione prospettata dal contribuente. E per finire, la sottoscrizione dell’istante o del suo legale rappresentante. L’adesione al regime collaborativo non preclude la via all’interpello Come chiarisce la Circolare, il decreto attuativo non ha previsto alcuna preclusione alla presentazione dell’interpello sui nuovi investimenti da parte dei soggetti che siano in regime di adempimento collaborativo. Pertanto, i contribuenti che hanno aderito alla cooperative compliance e che intendano effettuare un investimento potranno comunque presentare istanza sui nuovi investimenti, ma in questo caso direttamente all’Ufficio della Direzione Centrale Accertamento competente per la gestione delle attività relative al regime di adempimento collaborativo. Quest’ultimo quindi gestirà le istanze di interpello pervenute. La risposta dà certezza agli investitori La risposta (espressa o tacita) vincola l’Agenzia delle entrate al piano di investimento descritto nell’istanza ed è valida finché non cambiano le circostanze di fatto e di diritto sulla base delle quali essa è stata fornita. E ciò non solo nei confronti del richiedente, ma anche verso tutti i soggetti coinvolti nel piano di investimento. Per garantire coloro che intendono effettuare rilevanti investimenti, la normativa non ha previsto per l’interpello sui nuovi investimenti la possibilità di rettifica una volta che l’Amministrazione ha risposto. Questo elemento lo differenzia rispetto alla disciplina generale degli interpelli prevista dallo Statuto dei diritti del contribuente. L’Agenzia delle entrate può verificare la corretta applicazione delle indicazioni fornite con la risposta e che non siano cambiate le circostanze di fatto o di diritto rilevanti ai fini del rilascio della stessa. Se emergono variazioni delle circostanze di fatto o di diritto oppure nel caso di non veridicità o incompletezza delle stesse circostanze rappresentate nella domanda, la risposta non produce effetti. Infine, la circolare n. 25/E chiarisce che, prima di redigere un processo verbale di constatazione o altro atto impositivo o sanzionatorio, gli organi tenuti a svolgere i controlli sulle imprese che beneficiano degli effetti della risposta, si coordineranno con l’Ufficio competente sull’interpello. Questo coordinamento viene realizzato da chi effettua il controllo sui soggetti interessati dalla risposta e ha lo scopo di verificare se l’eventuale ipotesi di contestazione riguardi casi trattati nell’ambito dell’interpello, rispetto ai quali l’Agenzia ha già assunto una formale posizione. ******   8) Chiarimenti ministeriali sulla disciplina dell’assegnazione e cessione di beni ai soci Chiarimenti ministeriali sulla disciplina dell’assegnazione e cessione di beni ai soci, della trasformazione in società semplice e dell’estromissione dei beni dell’imprenditore individuale. Agevolazioni per società e imprenditori individuali: Beni ai soci, imposta sostitutiva light per le cessioni entro il 30 settembre. Per le imprese individuali la scelta di escludere un bene immobile dal patrimonio va fatta entro il 31 maggio. Le società che entro il 30 settembre assegnano o cedono beni immobili o beni mobili iscritti in pubblici registri ai soci possono fruire della mini imposta sostitutiva introdotta dalla Legge di Stabilità 2016. L’aliquota prevista nei casi ordinari è pari all’8% della differenza tra il valore normale del bene assegnato e il costo fiscalmente riconosciuto. Per le società non operative o in perdita sistematica, invece, l’imposta sostitutiva ha un’aliquota del 10,5%. Inoltre, con un semplice comportamento concludente, entro il 31 maggio 2016 le imprese individuali possono scegliere di escludere i beni immobili strumentali dal patrimonio dell’impresa. L’imposta sostitutiva derivante dall’esercizio dell’opzione è pari all’8% della differenza tra il valore normale dei beni e il relativo valore fiscale. Con la circolare n. 26/E del 1 giugno 2016, l’Agenzia delle Entrate illustra il funzionamento del regime agevolato temporaneo introdotto dalla Legge di Stabilità 2016 per consentire, tra l’altro, l’assegnazione e la cessione agevolata di beni ai soci e la trasformazione in società semplici delle società che hanno per oggetto esclusivo o principale la gestione dei predetti beni, purché questa avvenga entro il 30 settembre di quest’anno. Come funziona l’agevolazione per la cessione di beni ai soci L’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap è pari all’8% e va applicata su una base imponibile determinata sulla differenza tra il valore normale del bene assegnato ed il suo costo fiscalmente riconosciuto. Per le società considerate non operative o in perdita sistematica in almeno due dei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al momento dell’assegnazione è invece prevista un’aliquota del 10,5%. L’agevolazione può essere fruita anche dalle società che hanno per oggetto esclusivo o principale la gestione dei beni che entro il 30 settembre 2016 si trasformano in società semplici. L’imposta sostitutiva va versata in due tranche: il 60% entro il 30 novembre 2016 e il restante 40% entro il 16 giugno 2017. Le società possono fruire dell’agevolazione in relazione a: - beni immobili diversi da quelli utilizzati esclusivamente per l’esercizio dell’attività d’impresa; - beni mobili iscritti in pubblici registri, non utilizzati come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa. Non rientrano nel regime di favore, invece, le quote di partecipazione in società. Imprese individuali ed esclusione dei beni strumentali Nel documento di prassi l’Agenzia sottolinea che gli imprenditori individuali possono esercitare l’opzione per escludere dal patrimonio dell’impresa tutti gli immobili strumentali, sia per natura che per destinazione, posseduti alla data del 31 ottobre 2015. L’opzione per l’esclusione va esercitata entro il 31 maggio 2016 ed ha effetti a partire dal periodo d’imposta in corso al 1° gennaio 2016. Per avvalersi di questo regime di favore è sufficiente un comportamento concludente come la contabilizzazione dell’estromissione sul libro giornale o sul registro dei beni ammortizzabili. Successivamente l’imprenditore dovrà perfezionare l’opzione indicando il valore dei beni e dell’imposta sostitutiva in dichiarazione dei redditi. L’esclusione dell’immobile dal patrimonio comporta il pagamento entro il 30 novembre del 60% dell’imposta sostitutiva dell’Irpef e dell’Irap nella misura dell’8% della differenza tra il valore normale dei beni e il relativo valore fiscale. Entro il 16 giugno 2017 andrà invece versato il restante 40%. Le Entrate chiariscono che un versamento omesso, insufficiente o tardivo dell’imposta non ostacola il perfezionamento dell’opzione espressa. ******   9) Studi di settore: disponibile il software di compilazione anomalie 2016 L’Agenzia delle entrate ha reso disponibile il software per utenti versione 1.0.0 del 1 giugno 2016. Si tratta del software è destinato ai soggetti destinatari nel 2016 di una comunicazione relativa ad anomalie riscontrate sulla base dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore dichiarati per le annualità 2012, 2013 e 2014. Il software consente di predisporre, per il successivo invio telematico, una comunicazione finalizzata a: - segnalare imprecisioni ed errori riscontrati nei dati riportati nella comunicazione di anomalia; - indicare le motivazioni che hanno determinato l’anomalia riscontrata e quanto altro si ritiene rilevante rappresentare all'Amministrazione finanziaria. Per l'invio telematico della comunicazione è sufficiente possedere il Pincode (codice personale), indispensabile per utilizzare i servizi Internet dell'Agenzia delle Entrate, oppure aver ottenuto l'autorizzazione per accedere al servizio Entratel. ******   10) IMU e TASI – Piattaforme petrolifere installate nel mare territoriale: chiarimenti dal MEF Il Ministero delle Finanze, con la risoluzione n. 3/DF del 1° giugno 2016, ha fornito chiarimenti in merito all'applicabilità dell'IMU alle piattaforme petrolifere a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 1, commi da 22 a 24, della legge 208/2015 (Legge di Stabilità 2016) che ha introdotto nuovi criteri per l'individuazione della rendita catastale dei fabbricati iscrivibili nei gruppi catastali D ed E.   Vincenzo D’Andò