Diario quotidiano del 22 giugno 2016: attenzione ai movimenti bancari sospetti

Pubblicato il 22 giugno 2016



1) Movimenti bancari sospetti: quando scatta il sequestro sui beni
2) Equitalia: parte in altri 42 sportelli il nuovo servizio per gli over 65
3) Liti tributarie pendenti in calo del 9% nei primi tre mesi del 2016
4) La disciplina delle società benefit: circolare di Assonime
5) Studi di settore e Gerico 2016: note aggiuntive, sono da compilare
6) Accesso al credito: rinnovato l’accordo per agevolare le libere professioniste
7) Quota delle max indennità legati alla cessazione del rapporto di lavoro: in arrivo avvisi bonari del Fisco
8) Rimborso dei tributi locali: differito il termine per l’inserimento dei dati
9) Linee Guida del Valore in Dogana: regolamento di esecuzione e novità dall’Inps
10) Come si determina il canone Rai: circolare esplicativa delle Entrate
 
diario-quotidiano-articoli-7Indice: 1) Movimenti bancari sospetti: quando scatta il sequestro sui beni 2) Equitalia: parte in altri 42 sportelli il nuovo servizio per gli over 65 3) Liti tributarie pendenti in calo nei primi tre mesi del 2016 4) La disciplina delle società benefit: circolare di Assonime 5) Studi di settore e Gerico 2016: note aggiuntive, sono da compilare 6) Accesso al credito: rinnovato l’accordo per agevolare le libere professioniste 7) Omessa tassazione della quota delle max indennità legati alla cessazione del rapporto di lavoro: in arrivo avvisi bonari del Fisco 8) Rimborso dei tributi locali: differito il termine per l’inserimento dei dati 9) Linee Guida del Valore in Dogana: regolamento di esecuzione; novità dall’Inps  10) Come si determina il canone Rai: circolare esplicativa delle Entrate  
  1) Movimenti bancari sospetti: quando scatta il sequestro sui beni I movimenti bancari sospetti legittimano il sequestro sui beni del presunto evasore ?. Per la Corte di Cassazione, sentenza n. 25451 del 20 giugno 2016, i bonifici sospetti fanno scattare il blocco del conto. Le presunzioni legali tributarie possono avere rilievo in ambito penale sotto il profilo del c.d. “fumus commissi delicti” necessario per ordinare un sequestro finalizzato alla confisca per equivalente. Con detto termine viene inteso l’elemento indiziario in grado di giustificare un provvedimento provvisorio di natura cautelare (sul patrimonio o sulla persona), in attesa delle risultanze del procedimento penale. Nel caso esaminato dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25451 del 20 giugno 2016, era stato inizialmente disposto un sequestro preventivo della complessiva somma di 1.862.956 euro dei beni mobili ed immobili di un soggetto indagato per i reati di infedele dichiarazione e di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte (di cui rispettivamente agli artt. 4 e 11 del DLgs. 74/2000). La condotta contestata era quella di avere omesso, nel corso di diversi periodi di imposta, di dichiarare elementi reddituali a lui pervenuti, tramite rimesse bancarie operate sul suo conto corrente da una società estera (nel caso di specie di nazionalità croata). Il Tribunale del riesame aveva, tuttavia, annullato tale provvedimento. La Cassazione, però, dichiara di non condividere una tale impostazione. Difatti, in più occasioni la Sezione tributaria della Suprema Corte ha osservato che in tema di accertamento delle imposte sui redditi, l’art. 32 del DPR 600/1973 prevede una presunzione legale in base alla quale sia i prelevamenti che i versamenti operati su conti correnti bancari vanno imputati a ricavi.   ******   2) Equitalia: parte in altri 42 sportelli il nuovo servizio per gli over 65 Da lunedì 20 giugno parte in altri 42 sportelli il servizio dedicato agli over 65, il nuovo canale di dialogo dedicato ai contribuenti che si rivolgono a Equitalia. Il servizio “+65” è il progetto, voluto dall’Amministratore Delegato del gruppo, Ernesto Maria Ruffini, che riserva una sorta di corsia preferenziale alle persone con più di sessantacinque anni di età e ai loro coniugi. Attivato con successo a metà maggio, quando il servizio dedicato agli over 65 ha preso il via in 11 sportelli, da lunedì 20 giugno sono complessivamente 53 le sedi coinvolte. Il progetto è così attivo in tutti gli sportelli di Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Toscana, Trentino Alto Adige e Umbria. Nel Lazio alle sedi già attive a Roma, viale Palmiro Togliatti e a Viterbo, si aggiungono gli sportelli di Ostia, Rieti, Frosinone e Latina. Il mese scorso “+65” è stato avviato nelle principali città del Paese, oltre Roma e Viterbo, Bari, Benevento, Cagliari, Campobasso, Cuneo, Firenze, Matera, Pordenone e Treviso. (Equitalia, comunicato del 20 giugno 2016)   ******   3) Liti tributarie pendenti in calo nei primi tre mesi del 2016 Ridotti del 18,4% i nuovi contenziosi pervenuti alle Commissioni anche grazie all’istituto della mediazione Nel periodo gennaio-marzo 2016 le controversie tributarie pendenti si sono ridotte del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a conferma di un trend positivo iniziato già dal mese di giugno 2012. Nel trimestre, le controversie pervenute in entrambi i gradi di giudizio sono state 64.560, facendo registrare una riduzione dei nuovi contenziosi del 18,4% (pari a -14.516 ricorsi) rispetto allo stesso periodo del 2015. Nel periodo in esame le controversie definite sono state 76.790, con una riduzione delle decisioni del -5,3% (pari a -4.272 ricorsi) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Le nuove controversie, presentate in primo grado, presso le Commissioni tributarie provinciali (CTP), sono state pari a 46.539 evidenziando un calo del 23,7%. Tale riduzione, riscontrabile maggiormente nelle cause di valore inferiore a 20 mila euro (-24,1%), è determinata principalmente dall’estensione dell’istituto del reclamo/mediazione, già operativo per gli atti emessi dall’Agenzia delle Entrate, agli atti emessi da tutti gli enti impositori e dalle società di riscossione. I ricorsi definiti, pari a 62.429, mostrano una riduzione del 7,3% rispetto all’analogo periodo del 2015. Nelle Commissioni tributarie regionali (CTR), gli appelli pervenuti nel periodo gennaio-marzo 2016, pari a 18.021, registrano nel complesso un calo dello 0,6%, mentre le nuove controversie di valore inferiore a 20.000 euro mostrano un incremento del 3,3%. Le definizioni, pari a 14.361 provvedimenti, registrano un aumento del 4,53%. Nelle CTP la quota di giudizi completamente favorevoli all’Ente impositore è stata di circa il 46%, per un valore complessivo di 2.854,01 milioni di euro, mentre quella dei giudizi completamente favorevoli al contribuente è stata di circa il 32%, per un valore di 1.489,01 milioni di euro. La percentuale delle controversie concluse con giudizi intermedi è stata di circa il 12%, per un valore complessivo di 882,47 milioni di euro. Nelle CTR, invece, la quota di giudizi completamente favorevoli all’Ente impositore è stata di circa il 47%, per un valore complessivo di 853,72 milioni di euro, quella dei giudizi completamente positivi nei confronti del contribuente è stata pari a circa il 39%, per un valore complessivo di 1.058,28 milioni di euro. Le controversie concluse con giudizi intermedi rappresentano circa il 9%, per un valore complessivo di 388,92 milioni di euro. Tutte le statistiche e le analisi del contenzioso tributario sono disponibili sul sito internet del Dipartimento delle Finanze Roma 20/06/2016 (Ministero delle Finanze, comunicato n. 111 del 20/06/2016)   ******   4) La disciplina delle società benefit: circolare di Assonime La legge di stabilità per il 2016 ha introdotto nel nostro ordinamento la disciplina delle società benefit. Si tratta di una previsione normativa innovativa e unica a livello europeo che legittima e attribuisce valore a un nuovo modo di fare impresa. La società benefit è una società che persegue lo scopo di lucro utilizzando il profitto come mezzo per creare un beneficio che si ripercuote anche su altre categorie di soggetti, quali dipendenti, fornitori, ambiente, società, garantendo allo stesso tempo all’impresa una maggiore redditività. Assonime, con la circolare n. 19 del 20/06/2016, illustra gli elementi fondamentali della disciplina e le principali questioni interpretative che essa solleva. Agli amministratori delle società benefit si rendono applicabili le medesime responsabilità previste nell'ambito del diritto societario, tenendo conto delle peculiarità di detti enti, in assenza di diligenza e di trasparenza. Obbligo di bilanciamento tra profitto e beneficio comune e controlli interni ed esterni serrati. E’ questa l’importante precisazione resa da Assonime: Con la legge di bilancio indicata, è stata introdotta, nell'ordinamento nazionale, una nuova disciplina destinata a favorire la creazione di soggetti giuridici collettivi, definiti «società benefit» che, allo scopo di lucro, tipico delle società commerciali, uniscono quello destinato al miglioramento dei contesti ambientali e sociali, nei quali gli stessi operano. Posto che le nuove disposizioni dispongono su alcune specificità, come le finalità di beneficio comune inserito nelle clausole statutarie, l'obbligo di indicare annualmente gli obiettivi perseguiti, l'indicazione del soggetto cui sono attribuiti i compiti e le funzioni per il perseguimento dell'oggetto sociale e il necessario bilanciamento dell'interesse dei soci con l'interesse di coloro sui quali deve impattare l'attività sociale, è essenziale definire il perimetro relativo alle responsabilità sociali. Sul punto, la citata circolare di Assonime evidenzia che la nuova disciplina introduce un radicale cambiamento di rotta nell'interesse sociale, abbinando (integrazione) l'interesse privato e l'interesse comune, in molteplici settori.   ******   5) Studi di settore e Gerico 2016: note aggiuntive, sono da compilare Vanno compilate (anche se in alcuni casi non obbligatorie) le “Note aggiuntive” di Gerico 2016, questo anche nei casi in cui non sia espressamente previsto dalla norma. D’altro canto rimane tempo fino al 30 settembre 2016, per gli eventuali ripensamenti. In particolare, nella fase di compilazione del modello di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore (Gerico 2016), si deve prestare attenzione al campo “Note aggiuntive”. Ciò poiché i tale spazio il contribuente è tenuto a fornire le ragioni per le quali ritiene che lo specifico studio di settore non tenga conto delle particolarità proprie dell’attività svolta e che potrebbero determinare situazioni di non congruità, non coerenza, o portare alla non applicazione dello studio di settore. Peraltro, la compilazione della scheda “Note aggiuntive” è in alcuni casi obbligatoria, mentre in altri casi è facoltativa e costituisce l’anticipazione delle difese che il contribuente potrebbe poi approfondire nella eventuale successiva fase pre-contenziosa del contraddittorio con il Fisco. Contribuenti che si trovano in un “periodo di non normale svolgimento dell’attività” Questa situazione comporta la non applicazione dello studio di settore ai fini dell’accertamento seppur con obbligo di compilazione del modello studi; sono, peraltro, le istruzioni “Parte Generale” a prevedere la compilazione della scheda “Note aggiuntive” al fine di indicare la motivazione che ha impedito lo svolgimento dell’attività economica in maniera regolare (si ricorda in proposito la novità introdotta per il periodo d’imposta 2015 per le imprese in liquidazione volontaria che, al pari dei casi di cessazione attività, non debbono più presentare il modello studi di settore). Compilazione facoltativa ma opportuna Al contrario, nei casi in cui la compilazione del campo “Note aggiuntive” rappresenta lo strumento che il contribuente utilizza per giustificare il mancato adeguamento alle risultanze dello studio di settore o, più raramente, l’incoerenza di un determinato indice di normalità economica, tale compilazione appare (ancorché opportuna) una facoltà del contribuente, il quale può ben rinviare tali argomentazioni in occasione del successivo contraddittorio ed (eventuale) accertamento. Forse da quest’anno occorre ancora di più rispetto al passato, segnalare eventuali anomalie, anche con riferimento alla situazione di crisi, nel campo “note aggiuntive” del modello dello studio delle quali l’Amministrazione finanziaria dovrà tenere conto già in fase di selezione dei soggetti da sottoporre a controllo.   ******   6) Accesso al credito: rinnovato l’accordo per agevolare le libere professioniste Prende il via un nuovo canale per agevolare e facilitare l'accesso al credito da parte delle libere professioniste degli studi grazie alla sottoscrizione da parte di Confprofessioni del Protocollo d’intesa con il Dipartimento Pari opportunità per lo sviluppo e la crescita dell'imprenditorialità e dell'autoimpiego femminili, recentemente prorogato fino al 31 dicembre 2017. Attraverso il Protocollo, che vede l’adesione di numerose banche e intermediari finanziari, viene messo disposizione uno specifico plafond per concedere finanziamenti a condizioni competitive rispetto alla normale offerta di mercato. Le libere professioniste degli studi professionali potranno di beneficiare delle misure di sostegno per l'accesso al credito. E’ quanto garantisce il “Protocollo d'intesa per lo sviluppo e la crescita dell'imprenditorialità e dell'autoimpiego femminili”, accordo sottoscritto dal presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità. Protocollo d’intesa Il Protocollo prevede un piano di interventi mirati a sostegno dell’accesso al credito per gli studi professionali a prevalente partecipazione femminile e vede l’adesione di numerose banche e intermediari finanziari; viene messo a disposizione uno specifico plafond per concedere finanziamenti a condizioni competitive rispetto alla normale offerta di mercato. I finanziamenti potranno beneficiare della garanzia della Sezione speciale “Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per le pari opportunità” del Fondo di garanzia per le PMI, con conseguente possibile miglioramento dei costi. I finanziamenti concessi da banche e intermediari finanziari si muovono su tre linee di intervento: - donne start up: per il sostegno delle libere professioniste nella fase di creazione di nuove imprese o dell’avvio della professione; - investiamo nelle donne: riguarda la fase di realizzazione di nuovi investimenti; - donne in ripresa: che interviene nella fase di eventuale situazione di difficoltà nel corso dell’attività d’impresa. E’, inoltre, prevista la possibilità per le libere professionisti e per le lavoratrici autonome di chiedere, per una sola volta e nelle ipotesi espressamente indicate, la sospensione del rimborso del finanziamento, fino a 12 mesi, senza garanzie aggiuntive, in caso di: maternità; grave malattia della stessa, del coniuge o convivente, o dei figli anche adottivi; malattia invalidante di genitori, parenti o affini che siano conviventi.   ******   7) Omessa tassazione della quota delle max indennità legati alla cessazione del rapporto di lavoro: in arrivo le comunicazioni bonarie del Fisco Omessa tassazione della quota delle indennità legati alla cessazione del rapporto di lavoro: in arrivo le comunicazioni del Fisco che promuovono l’adempimento spontaneo dei contribuenti interessati. Difatti, l’Agenzia delle entrate, con il provvedimento n. 97991 del 21 giugno 2016, avvia la “stagione” delle comunicazioni per la promozione dell’adempimento spontaneo riferite alla mancata tassazione ordinaria della quota, “eccedente il milione di euro”, delle indennità e dei compensi legati alla cessazione di un rapporto di lavoro dipendente o di collaborazione coordinata e continuativa. Tali comunicazioni derivano dai controlli tra i dati dichiarati dai percipienti e quelli comunicati dai sostituti che hanno erogato le indennità di fine rapporto ed equipollenti Sono, quindi, in arrivo nuovi avvisi dall’Agenzia delle entrate riguardanti possibili anomalie presenti nelle dichiarazioni dei redditi, allo scopo di stimolare l’assolvimento degli obblighi tributari e favorire l’emersione spontanea di basi imponibili. Destinatari, questa la volta, coloro che hanno percepito indennità e compensi legati alla cessazione di un rapporto di lavoro dipendente o di collaborazione coordinata e continuativa di ammontare eccedente il milione di euro. Per tali somme, con diritto alla percezione maturato dal 1° gennaio 2011, il “decreto salva Italia” (articolo 24, comma 31, Dl 201/2011) ha previsto l’assoggettamento a tassazione ordinaria invece che separata. Le anomalie (reddito parzialmente o totalmente omesso, indennità erroneamente assoggettate a tassazione separata dal sostituto) sono emerse in seguito ai controlli effettuati tra i dati dichiarati dai percipienti e quelli comunicati dai sostituti d’imposta che hanno erogato le indennità di fine rapporto e altre indennità equipollenti. Il provvedimento 21 giugno 2016 procede ad indicare le modalità con le quali sono messe a disposizione dei contribuenti e della Guardia di finanza le informazioni riguardanti i redditi non dichiarati e gli elementi utili per rimediare a eventuali errori od omissioni avvalendosi del ravvedimento operoso. L’Agenzia invierà agli interessati una comunicazione tramite raccomandata a/r, in risposta alla quale gli stessi, rivolgendosi all’indirizzo di posta elettronica riportato nella comunicazione, potranno richiedere informazioni e/o fornire elementi, fatti e circostanze non conosciuti dal Fisco, in grado di giustificare la presunta anomalia. I contribuenti potranno regolarizzare la propria posizione facendo ravvedimento e beneficiando, in tal modo, della riduzione delle sanzioni per infedele dichiarazione in ragione del tempo trascorso dalla commissione della violazione. La disciplina del ravvedimento operoso, infatti, è stata rinnovata dalla Legge di Stabilità 2015 (articolo 1, comma 637, legge 190/2014), sia sotto l’aspetto temporale sia con la rimozione di alcune cause ostative, proprio per consentire ai contribuenti di correggere gli errori commessi e di versare le connesse somme dovute, usufruendo di uno “sconto” sulle sanzioni, graduato in base alla tempestività della regolarizzazione. Infatti, l’accesso al ravvedimento non è più precluso dalla circostanza che la violazione è già stata constatata o che sono iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo delle quali l’interessato ha avuto formale conoscenza. Gli unici ostacoli all’utilizzo dell’istituto sono rappresentati dalla notifica di un atto di liquidazione, di irrogazione delle sanzioni o, in generale, di accertamento, e dal ricevimento di una comunicazione di irregolarità (articoli 36-bis e 36-ter del Dpr 600/1973, e 54-bis del Dpr 633/1972).   ******   8) Rimborso dei tributi locali: differito il termine per l’inserimento dei dati Il termine del 27 giugno 2016 è stato differito al 30 gennaio 2017. Lo comunica il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con la nota 30487 del 21 giugno 2016, in relazione al Decreto interministeriale del 24 febbraio 2016, concernente le procedure di riversamento, rimborso e regolazioni contabili relative ai tributi locali. Art. 1, commi da 722 a 727, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. Applicazione sul Portale del federalismo fiscale: “Certificazione rimborsi al cittadino”. Questo a seguito delle difficoltà incontrate dai comuni a inserire nel Portale del federalismo fiscale, entro il termine del 27 giugno 2016, i dati relativi alle istruttorie già concluse concernenti la procedura di riversamento, rimborso e regolazione contabile relativa ai tributi locali di cui all’art. 1, commi da 722 a 727, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, di seguito denominata “Certificazione rimborsi al cittadino”. Dunque, in considerazione della necessità di realizzare gli aggiornamenti dell’applicativo che si sono resi necessari per adeguare la procedura “Certificazione rimborsi al cittadino” e risolvere, quindi, le criticità emerse al momento dell’inserimento dei dati da parte dei comuni e atteso che entro il 30 novembre 2016 gli aggiornamenti in parola saranno gradualmente completati, il termine del 27 giugno 2016 di cui alla precedente circolare n. 1/DF del 2016 viene ora conseguentemente differito al 30 gennaio 2017.   ******   9) Linee Guida del Valore in Dogana: regolamento di esecuzione L’Agenzia delle Dogane, con la nota n. 69073/RU/2016 pubblicata il 21 giugno 2016, comunica che nella sezione Nuovo Codice doganale dell’Unione – CDU, è stato inserito un nuovo settore dedicato alle Linee guida e ai documenti unionali. Per maggiore facilità di consultazione si è provveduto alla traduzione delle linee guida in oggetto, approvate dal Comitato Esperti del Valore in Dogana (Doc. TAXUD/B4/2016 n. 808781), rinvenibili nel predetto settore. Si tratta di un utile strumento illustrativo degli orientamenti della Commissione che, pur privo di efficacia legale, ha la finalità di assicurare, anche attraverso gli esempi pratici ivi illustrati, l’uniformità tra le diverse Autorità doganali dell’UE nell’interpretazione e nell’applicazione concreta sia degli artt. 128 e 347 RE (relativi al valore di transazione) sia dell’art. 136 RE relativo ai corrispettivi e diritti di licenza (royalties). *** Riconoscimento e mantenimento del diritto alla pensione ai superstiti L’Inps, con messaggio n. 2758 del 21 giugno 2016,  fornisce precisazioni sul riconoscimento e mantenimento del diritto alla pensione ai superstiti in favore dei figli studenti durante il periodo di vacatio studii, ovvero, nel periodo di svolgimento di attività lavorativa. *** Riconoscimento ed applicazione delle detrazioni per produzione del reddito e per carichi di famiglia nei confronti di soggetti residenti all’estero L’Inps, con messaggio n. 2757 del 21 giugno 2016,  fornisce chiarimenti in materia.   ******   10) Come si determina il canone Rai: circolare esplicativa delle Entrate L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 29/E del 21 giugno 2016, procede a specificare le regole di individuazione delle utenze residenziali addebitabili e le regole applicabili per determinare l’importo del canone da addebitare nelle varie casistiche, in modo da consentire ad Acquirente Unico S.p.a. di fornire alle imprese elettriche le informazioni previste. Questo poiché, come è risaputo, l’articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016) ha fissato per l’anno 2016 a 100 euro complessivi l’importo del canone di abbonamento alla televisione per uso privato di cui al Regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, e ha introdotto una nuova modalità di riscossione del canone mediante addebito sulle fatture per la fornitura di energia elettrica, secondo le disposizioni di seguito richiamate. Nel caso in cui esista un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui un soggetto ha la sua residenza anagrafica si presume la detenzione di un apparecchio televisivo, che costituisce presupposto dell’obbligo di pagamento del canone (secondo periodo del secondo comma dell’articolo 1 del RDL n. 246/1938, aggiunto dall’articolo 1, comma 153, lettera a, della legge n. 208/2015). Per i titolari di utenza di fornitura di energia elettrica di cui sopra, il pagamento del canone avviene in dieci rate mensili, addebitate sulle fatture emesse dall’impresa elettrica aventi scadenza del pagamento successiva alla scadenza delle rate; le rate, ai fini dell’inserimento in fattura, s’intendono scadute il primo giorno di ciascuno dei mesi da gennaio ad ottobre (terzo comma dell’articolo 3 del RDL n. 246/1938, aggiunto dall’art. 1, comma 153, lettera c, della legge n. 208/2015). In sede di prima applicazione viene previsto che (art. 1, comma 159, della legge n. 208/2015):
  1. a) nella prima fattura successiva al 1° luglio 2016 sono cumulativamente addebitate tutte le rate scadute;
  2. b) l’Agenzia delle entrate mette a disposizione delle imprese elettriche, per il tramite del sistema informativo integrato istituito presso l’Acquirente Unico S.p.a. l’elenco dei soggetti esenti ai sensi delle disposizioni vigenti o che abbiano presentato la dichiarazione sostitutiva per superare la presunzione di detenzione e fornisce ogni dato utile a individuare i soggetti obbligati;
  3. c) le imprese elettriche all’atto della conclusione dei nuovi contratti di fornitura acquisiscono la dichiarazione del cliente in ordine alla residenza anagrafica nel luogo di fornitura. Il cliente è tenuto a comunicare ogni successiva variazione.
L’articolo 3, comma 1, del regolamento adottato con decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze n. 94 del 13 maggio 2016 (nel seguito “Regolamento”), emanato ai sensi dell’articolo 1, comma 154, della legge n. 208/2015, dispone che Acquirente Unico S.p.a., con modalità approvate dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, rende disponibili mensilmente alle imprese elettriche, tramite il Sistema informativo integrato, le informazioni necessarie all’addebito del canone nelle fatture; a tal fine, è stata emanata la suddetta circolare esplicativa dell’Agenzia delle entrate.   Vincenzo D’Andò